La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
(Da "Dialogo tra un impegnato e un non so")
E’ il testo di un grande cantautore italiano: Giorgio Gaber, scomparso nel gennaio del 2003, inventore del cosiddetto "teatro – canzone".
E’ una canzone molto significativa scritta da colui che è stato definito il cantaute libero per eccellenza.
Essa chiarisce quello che dovrebbe essere davvero il concetto di libertà.
Non c’è libertà se non c’è partecipazione, non c’è spazio libero se non c’è impegno diretto nel cambiare le cose che non vanno.
Quello di Gaber è un messaggio importante soprattutto in un’epoca come la nostra in cui davvero si avverte una forte crisi sul piano della partecipazione e dell’impegno diretto, in particolare, ma non solo, dei giovani, nella politica e nella gestione dei problemi della nostra società.