La libertà

La libertà
Giorgio Gaber
(1972)
 
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.
 
Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire un’avventura,
sempre libero e vitale, fa l’amore come fosse un animale,
incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà.
 
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
 
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.
 

La libertà non è star sopra un albero,

non è neanche avere un’opinione,

la libertà non è uno spazio libero,

libertà è partecipazione. 

 

La libertà non è star sopra un albero,

non è neanche il volo di un moscone,

la libertà non è uno spazio libero,

libertà è partecipazione.

 

 

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.
 

La libertà non è star sopra un albero,

non è neanche avere un’opinione,

la libertà non è uno spazio libero,

libertà è partecipazione.

 

La libertà non è star sopra un albero,

non è neanche il volo di un moscone,

la libertà non è uno spazio libero,

libertà è partecipazione.

 

(Da "Dialogo tra un impegnato e un non so")

 

 

 E’  il  testo di un grande cantautore italiano: Giorgio Gaber, scomparso nel gennaio del 2003, inventore del cosiddetto "teatro – canzone".

 

E’ una canzone molto significativa scritta da colui che è stato definito il cantaute libero per eccellenza. 

Essa chiarisce quello che dovrebbe essere davvero il concetto di libertà.

Non c’è libertà se non c’è partecipazione, non c’è spazio libero se non c’è impegno diretto nel cambiare le cose che non vanno.

 

Quello di Gaber è un messaggio importante soprattutto in un’epoca come la nostra in cui davvero si avverte una forte crisi sul piano della partecipazione e dell’impegno diretto, in particolare, ma non solo, dei giovani, nella politica e nella gestione dei problemi della nostra società.

 

 

 

 

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