Filippo corre da Natanaele e gli dice: “Abbiamo trovato il Messia! Gesù di Nazaret!” E lui, scettico, risponde: “Da Nazaret può venire qualcosa di buono?” Quante volte anche noi giudichiamo prima di conoscere? Ci chiudiamo nei nostri pregiudizi?
Natanaele però fa una cosa grande: non rimane fermo. Accetta l’invito: “Vieni e vedi!” Va incontro a Gesù. E lì accade tutto. Gesù lo vede arrivare e lo sorprende con un elogio: “Ecco un Israelita in cui non c’è falsità”. Non vede il suo scetticismo, vede il suo cuore sincero. Un vero cercatore di verità. Sotto il fico, dove meditava la Scrittura, Natanaele cercava. In Gesù ha trovato: la Via, la Verità e la Vita. E la sua vita cambia per sempre: “Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!” Quell’incontro è diventato martirio, testimonianza, santità.
Oggi il Vangelo chiede anche a noi due cose: L’umiltà di dire “vengo e vedo”, senza fermarci ai pregiudizi, e di imitare lo sguardo di Gesù, vedendo il buono che c’è nell’altro.
Rinnoviamo anche noi la nostra fede oggi con le sue stesse parole.
Nel Vangelo di oggi (Mt 20, 1-16) il padrone esce a cercare operai all’alba, alle nove, a mezzogiorno, alle tre e persino alle cinque del pomeriggio.
Perché? Dio non tollera la “disoccupazione spirituale”. Vuole tutti nella sua vigna. Nessuno escluso.
Poi lo shock: a fine giornata paga tutti con la stessa moneta. Un denaro. Per chi ha lavorato tutto il giorno sotto il sole sembra un’ingiustizia, per Dio è amore puro.
Il Signore non toglie a nessuno per dare a un altro. Toglie a se stesso per dare a tutti, soprattutto agli ultimi. Non guarda il curriculum, i meriti o l’anzianità di servizio. Guarda il cuore, la dedizione e l’umiltà.
La vigna è il mondo intero. La Vite vera è Gesù, noi siamo i tralci. Senza di Lui non possiamo fare nulla.
La sua chiamata può arrivare in qualsiasi momento della giornata. Sta solo a noi rispondere.
E oggi possiamo rispondere anche così: diventando “vignaioli digitali”, facendo rete attorno a Lui, restando connessi alla Vite vera che è Gesù e facendo streaming con il Cielo, per portare il Vangelo a tutti, in tempo reale e ovunque, donando gratis ciò che gratis abbiamo ricevuto.
Perché nel Regno di Dio non conta chi arriva prima, ma chi risponde con amore: ed è per questo che gli ultimi saranno i primi.
Gli ultimi saranno i primi: la classifica rovesciata del Regno di Dio. Gesù lancia una provocazione che scuote ancora oggi: «È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». All’epoca, la “cruna” era una porticina stretta nelle mura di Gerusalemme: un cammello poteva attraversarla solo inginocchiandosi e dopo essere stato totalmente liberato da tutte le sue merci. Il messaggio è identico sia che si parli di un cammello che di una gomena (la corda delle navi): per entrare nel Regno bisogna alleggerirsi, spogliarsi dei fardelli e farsi piccoli. Alla domanda di Pietro su cosa guadagna chi lascia tutto, Gesù promette il centuplo e l’eternità. Per guadagnare tutto, dobbiamo prima perdere tutto. È il grande segreto della santità spiegato da San Carlo Acutis con la frase “Non io, ma Dio”. Il vero tesoro si trova azzerando il nostro ego per moltiplicare la presenza del Signore in noi. E per quanto riguarda noi: qual è il “bagaglio di troppo” che dovremmo scaricare oggi per camminare più leggeri con Gesù? https://www.instagram.com/p/DcLUG6HN3j-/?igsh=ZWZ0OTd2Z3Vwanlo&igsi=ZWZ0OTd2Z3Vwanlo
Gesù oggi ancia una provocazione che scuote ancora oggi: «È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». All’epoca, la “cruna” era una porticina stretta nelle mura di Gerusalemme: un cammello poteva attraversarla solo inginocchiandosi e dopo essere stato totalmente liberato da tutte le sue merci. Il messaggio è identico sia che si parli di un cammello che di una gomena (la corda delle navi): per entrare nel Regno bisogna alleggerirsi, spogliarsi dei fardelli e farsi piccoli. Alla domanda di Pietro su cosa avrebbe guadagnato chi lascia tutto, Gesù promette il centuplo e l’eternità. Per guadagnare tutto, dobbiamo prima perdere tutto. È il grande segreto della santità spiegato da San Carlo Acutis con la frase “Non io, ma Dio”. Il vero tesoro si trova azzerando il nostro ego per moltiplicare la presenza del Signore in noi. E per quanto riguarda noi: qual è il “bagaglio di troppo” che dovremmo scaricare oggi per camminare più leggeri con Gesù?
Avete presente quando tutto sembra bloccato e persino Dio sembra ignorarci? Nel Vangelo di oggi, Gesù si trova in terra pagana e incontra una donna disperata. Sua figlia sta male, ma la reazione di Cristo è uno shock: un silenzio totale. Poi arriva la frase durissima di Gesù: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». I cagnolini erano i pagani: per la mentalità dell’epoca, persone escluse e impure. Il pane, invece, rappresenta la salvezza e i miracoli riservati a Israele. Sembra una porta chiusa in faccia, una provocazione enorme. Ma lei non molla. La donna risponde con un’astuzia geniale e un’umiltà pazzesca: “eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni”. In tal modo, accetta la sfida: sa bene che per Dio non esistono figli di serie A e di serie B. Le Letture di oggi lo gridano chiaro e forte: Isaia profetizza che gli stranieri che “hanno aderito al Signore per servirlo e per amare” sempre il suo nome saranno accolti e colmati di gioia; San Paolo, nella lettera ai Romani, ci ricorda che il piano originale del Padre è la misericordia per TUTTI. La mossa della donna cananea cambia le carte in tavola: dimostra che il “passaporto” non conta: la vera chiave d’accesso per sbloccare la grazia non è la nascita, ma la FEDE. Una fede che insiste, che si fida ciecamente anche quando si ha l’impressione di non ottenere nessuna risposta. Il suo pianto si trasforma così in gioia pura: la figlia viene guarita all’istante. Questo ci insegna a non arrenderci mai, a pregare con audacia e senza filtri, anche perché il Signore non ci ignora mai.
E noi? Abbiamo mai avuto il coraggio di insistere con Dio per qualcosa di impossibile?
Se volete, scriviamolo qui sotto nei commenti e confrontiamoci!