
Archivio mensile:dicembre 2007
I BASTARDI DELL’INTEGRALISMO ISLAMICO UCCIDONO BENAZIR BHUTTO
I BASTARDI INTEGRALISTI ISLAMICI UCCIDONO BENAZIR BHUTTO.
BENAZIR BHUTTO Cartina del Pakistan
(immagine di qualche anno fa
foto corriere della sera)
La ferocia dell’integralismo islamico colpisce ancora. Nella città di Rawalpindi, in Pakistan, è stata uccisa in un attentato kamikaze Benazir Bhutto, raro esempio di donna in politica in un paese islamico, ex premier e, fino ad oggi, leader dell’opposizione pakistana.
L’attentato, che è stato rivendicato da Al Qaeda, è avvenuto nel bel mezzo di un comizio elettorale (in Pakistan sono previste le elezioni per l’8 gennaio, ma il loro svolgimento è ora messo a serio rischio), e ha provocato la morte anche di altre 20 persone, secondo fonti della polizia pakistana. Fonti giornalistiche, tuttavia, ipotizzano un numero di vittime ancora più alto. La Bhutto è morta alle ore 18.16 (le 14.16 in Italia).
In seguito all’attentato, scontri e violenze, come era prevedibile, sono scoppiati in tutto il paese, che ora rischia di trovarsi sul baratro della guerra civile. Due, probabilmente, gli attentatori che si sarebbero fatti esplodere, a loro volta.
Benazir Bhutto, nata nel 1953, è diventata a soli 35 anni la prima donna premier in uno Stato musulmano ed ha ricoperto la carica di capo del governo per due volte (1988 – 1990 e 1993 – 1996)
Unanime la condanna della comunità internazionale in Occidente, come in molti Paesi Islamici.
Il presidente afghano, Hamid Karzai, ha definito la Bhutto "martire di un atto terroristico codardo, una donna che ha sacrificato la sua vita per la democrazia, il progresso, il benessere e la prosperità del Pakistan".
Anche Bush ha definito un "atto codardo" l’assassinio della Bhutto; il Ministro degli Esteri russo ha espresso preoccupazioni per la stabilità nel Paese islamico; il Vaticano parla di "una notizia terribile", frutto di "una situazione di violenza ormai radicata".
In Italia, il premier Prodi ha dichiarato: "Esprimo il dolore mio e di tutto il governo per la tragica scomparsa di Benazir Bhutto, una donna che ha voluto combattere fino in fondo la sua battaglia con una sola arma, quella del dialogo e del confronto politico. Condanno con sdegno la cieca furia del terrore che ha portato ancora sangue e dolore in Pakistan. Il sacrificio dell’ex premier Bhutto dovrà essere l’esempio più forte per chi non si arrende al terrorismo".
Nel nostro piccolo, non possiamo che esprimere lo sdegno più totale per quanto è accaduto, sperando che l’avvio di un serio dialogo tra l’ Occidente e la parte sana e ragionevole (largamente maggioritaria) dell’Islam possa contribuire a portare un po’ di pace sullo scenario internazionale.
Una cosa, però, è certa: Il mondo in cui viviamo fa sempre più schifo (mi si perdoni la parola forte) e, come oggi alcuni bastardi hanno dimostrato, non sarà facile ripulirlo del marciume che lo ricopre e lo soffoca!!
Benazir Bhutto è morta, ma il suo fulgido esempio vivrà per sempre negli Occidentali e nei tanti Musulmani onesti e ragionevoli !!!
SPERIAMO IN UN ANNO MIGLIORE
E’ già il 27 dicembre e questo 2007 sta volgendo ormai
al termine. Anche quest’ anno nel
mondo sono successe molte cose, alcune positive (come ad esempio la moratoria sulla pena di morte sancita recentemente dall’Onu, su iniziativa ed impulso del nostro Ministero degli Esteri), altre, invece, negative e spiacevoli (basta citare la violenta repressione del movimento dei monaci buddisti in Birmania).
Speriamo che il nuovo anno 2008 possa rendere questo nostro mondo se non perfetto, quanto meno migliore ed un po’ più giusto!!
L’Italia per i …..Greci (da WIKIPEDIA.GR)
Ιταλία
(FROM WIKIPEDIA . GR)
Η Ιταλική Δημοκρατία ή Ιταλία (Στα Ιταλικά: Repubblica Italiana ή Italia) είναι μια χώρα της νότιας Ευρώπης, αποτελούμενη από μία χερσόνησο σε σχήμα μπότας και δύο μεγάλα νησιά στη Μεσόγειο θάλασσα: τη Σικελία και τη Σαρδηνία. Βόρεια συνορεύει με την Ελβετία και την Αυστρία, δυτικά με τη Γαλλία και ανατολικά με τη Σλοβενία. Οι ανεξάρτητες χώρες του Σαν Μαρίνο και του Βατικανού βρίσκονται εξ’ ολοκλήρου μέσα σε Ιταλικό έδαφος.
Η Ιταλία διαιρείται σε 20 γεωγραφικά διαμερίσματα (regioni, ενικός regione), από τα οποία τα πέντε χαρακτηρίζονται από καθεστώς αυτονομίας (σημειώνονται με *):
Αμπρούτσο (Abruzzo)
Απουλία (Puglia)
Βένετο (Veneto)
Εμιλία-Ρομάνια (Emilia Romagna)
Καλαβρία (Calabria)
Καμπανία (Campania)
Κοιλάδα Αόστα * (Val d’Aosta)
Λάτιο (Lazio)
Λιγουρία (Liguria)
Λομβαρδία (Lombardia)
Μάρκε (Marche)
Μολίζε (Molise)
Μπαζιλικάτα (Basilicata)
Ουμβρία (Umbria)
Πιεμόντε (Piemonte)
Σαρδηνία * (Sardegna)
Σικελία * (Sicilia)
Τοσκάνη (Toscana)
Τρεντίνο-Νότιο Τυρόλο * (Trentino Alto Adige)
Φριούλι-Βενετία Τζιούλια * (Friuli Venezia Giulia)
Όλα τα διαμερίσματα εκτός από την Κοιλάδα Αόστα διαιρούνται παραπέρα σε δύο ή περισσότερες επαρχίες (Province).
[Επεξεργασία] Γεωγραφία
Η Ιταλία αποτελείται κυρίως από μία μεγάλη χερσόνησο σε σχήμα μπότας, ανάμεσα στην μεσογειο Αδριατική θάλασσα, το Ιόνιο πέλαγος και το Τυρρηνικό πέλαγος. Τα Απέννινα όρη διαμορφώνουν τη ραχοκοκαλιά της χερσονήσου, και φτάνουν μέχρι βόρεια όπου ενώνονται με τις Άλπεις. Εκεί βρίσκεται και η μεγάλη πεδιάδα του ποταμού Πάδου.
Eχει επίσης 2 μεγάλα νησιά -τη Σικελία και τη Σαρδηνία.
Το ψηλότερο σημείο είναι το Λευκό Όρος με υψόμετρο 4.810 μέτρα, αλλά για την Ιταλία κυρίως γνωστά είναι τα ηφαίστεια του Βεζούβιου κοντά στη Νάπολη και της Αίτνας στη Σικελία.
[Επεξεργασία] Δημογραφία
Η Ιταλία είναι σε μεγάλο βαθμό ομοιογενής γλωσσικά και θρησκευτικά, ενώ παρουσιάζει σημαντικές πολιτιστικές, οικονομικές και πολιτικές ανομοιομορφίες. Είναι η χώρα με τη 5η μεγαλύτερη πυκνότητα πληθυσμού στην Ευρώπη με 196 άτομα ανά τετραγωνικό χιλιόμετρο. Υπάρχουν μικρές ομάδες αυτογενών μειονοτήτων.
Ο Καθολικισμός είναι η θρησκεία της πλειοψηφίας των κατοίκων (85% των κατοίκων αυτοπροσδιορίζονται ως καθολικοί). Ωστόσο υπάρχουν κοινότητες Προτεσταντών και Εβραίων ενώ υπάρχει και αυξανόμενος αριθμός μεταναστών Μουσουλμάνων.
[Επεξεργασία] Πολιτισμός
Η Ιταλία είναι γνωστή για τις τέχνες, τον πολιτισμό, και πολλά μνημεία της, όπως ο Πύργος της Πίζα και το Ρωμαϊκό Κολοσσαίο, όπως και για την κουζίνα της (πίτσα, μακαρονάδες, κλπ.), κρασί, τρόπος ζωής, μόδα, ντιζάιν, κινηματογράφος, θέατρο, λογοτεχνία, ποίηση, εικαστικές τέχνες, μουσική (κυρίως όπερα), διακοπές, και γενικότερα, για το γούστο της.
Η Αναγεννησιακή περίοδος της Ευρώπης ξεκίνησε στην Ιταλία το 14ο και 15ο αιώνα. Λογοτεχνικά αριστουργήματα, όπως η ποίηση του Δάντη, Πετράρχη, Tορκουάτο Τάσσο και Λουδοβίκου Αριόστο και η πεζογραφία του Βοκάκκιου.
Η μουσική επιρροή των Ιταλών συνθετών Παλεστρίνα, Κλάουντιο Μοντεβέρντι, Αρκάντζελο Κορέλλι και Αντονιο Βιβάλντι αποδείχτηκε τεράστια. Τον 19ο αιώνα, η ιταλική ρομαντική όπερα άνθισε με συνθέτες, όπως ο Τζοακίνο Ροσίνι, Τζουζέπε Βέρντι, και Τζάκομο Πουτσίνι.
Οι σύγχρονοι Ιταλοί καλλιτέχνες, συγγραφείς, σκηνοθέτες, αρχιτέκτονες, συνθέτες και σχεδιαστές συνεχίζουν να συνεισφέρουν σημαντικά στο δυτικό πολιτισμό.
Το Ποδόσφαιρο είναι το εθνικό άθλημα των Ιταλών και το πάθος τους για το άθλημα αυτό είναι φανερό. Η Ιταλία έχει κερδίσει το Παγκόσμιο Κύππελο Ποδοσφαίρου τέσσερις φορές : το 1934, 1938, 1982 και 2006.
[Επεξεργασία] Γλώσσες
Στην Ιταλία μιλούνται πολλές γλώσσες και όχι μόνο τα Ιταλικά. Μερικοί εκτιμούν πως υπάρχουν περίπου 33 ζωντανές γλώσσες [1].
[Επεξεργασία] Ναυτιλία
Κυριότεροι λιμένες της Ιταλίας είναι: η Γένοβα, η Τεργέστη, η Ανγκόνα, το Μπρίντεζι ή Βρινδήσιο, η Οτράντο, το Τάρας και η Νάπολη ή Νεάπολη . Το 1974 ό εμπορικός στόλος του Ισραήλ αριθμούσε 1050 πλοία συνολικής χωρητικότητας 8.877.825 κ.ο.χ. κατέχοντας την 9η θέση παγκόσμια.
Discussione su E’ Natale
Citazione
E’ Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
E’ Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
E’ Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.E’ Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
E’ Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
E’ Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.Madre Teresa di Calcutta
ATENE
Il testo in italiano è stato da me tradotto e liberamente rielaborato, con altre informazioni, dall’opera, in francese:
(il post è stato aggiornato, oggi 29 dicembre, fino alla riforma di Solone)
Dictionnaire de MYTHOLOGIE GRECQUE ET ROMAINE
(LAROUSSE – PARIS, 2003, pgg. 93 sgg.)
La storia di Atene
Il destino della Grecia è tutto racchiuso in quello di Atene. Modello di democrazia per il mondo antico, simbolo delle resistenza eroica alle invasioni dei barbari persiani, Atene e le altre poleis soccombono di fronte all’egemonia macedone di Alessandro il Grande, prima di sprofondare in una quasi totale oscurità.
Eziologia del nome della città
Un ulivo spuntato tutto ad un tratto dalla terra, nello stesso momento in cui una sorgente d’acqua sgorga altrettanto improvvisamente in un altro luogo: questi sono i due prodigi che stupiscono il re Cecrope, il quale interroga subito l’oracolo di Delfi per sapere cosa ciò significhi e, soprattutto, cosa gli convenga fare. Apollo risponde che l’ulivo corrisponde ad Atena e l’acqua a Poseidone: spetta agli Ateniesi decidere a quale delle due divinità essi si ispireranno per dare il nome alla città.
Cecrope, allora, riunisce tutti i cittadini, sia uomini che donne (infatti le donne hanno un ruolo importante nelle decisioni politiche). Gli uomini hanno votato compatti per Poseidone, le donne per Atena. Siccome c’è una donna in più rispetto agli uomini, Atena la spunta. Allora, Poseidone, sdegnato, devasta con le sue onde le terre degli Ateniesi. Per placare il dio, le donne sono colpite da ogni sorta di punizione: non avranno più voce in capitolo nelle assemblee, nessuno dei loro figli porterà il loro nome, non verranno più considerate cittadine Ateniesi.
Secondo un’altra versione, invece, è Teseo che dà alla città il nome di Atene.
LA SITUAZIONE DELL’ATTICA PRIMA DI TESEO
Prima di Teseo, gli abitanti dell’Attica erano disseminati in dodici villaggi, ciascuno dei quali aveva il suo pritaneo e i suoi magistrati. La città consisteva nell’Acropoli e nel quartiere collocato al di sotto del lato meridionale. nell’Acropoli o in questa parte bassa della città si trovavano i templi consacrati alla maggior parte delle divinità, come quello di Zeus Olimpio o quello dedicato ad Apollo Pizio. Un tempo solo l’Acropoli costituiva la parte abitata di Atene.
Atene arcaica
Intorno al 2000 a.C., gli Achei, giunti dal Nord, invadono l’Attica. Questa regione, in quest’epoca, non è che un raggruppamento di piccoli villaggi, ciascuno dei quali governato da un re, spesso in contrasto tra di loro. Atene che vive sotto la sudditanza del re di Creta, il Minosse tramandatoci dal mito, ha comunque un suo nome, cioè Cecropia, in memoria del suo primo mitico re, Cecrope.
Tuttavia, il vero fondatore (ugualmente mitico) della città è considerato Teseo (XIII secolo a.C.); egli, infatti, non solo libera la città dal pesante tributo che la vincola a Minosse, ma “promuove” Atene al rango di capitale dell’Attica ed invita gli abitanti dei diversi villaggi dell’Attica a riunirsi attorno ad essa. È questo il cosiddetto sinecismo, che è alla base della riunificazione dell’Attica attorno ad un’unica grande città. Questa nuova città, scaturita dal sinecismo, si estende fino all’Istmo di Corinto….
Le feste panatenaiche, probabilmente da lui istituite, sanciscono questa riunificazione.
I RE IN ATTICA (CRONOLOGIA RICAVATA DAI MITI E DALLE LEGGENDE E, QUINDI, MOLTO RELATIVA)
| Acteo | (incerta) |
| Cecrope | 1581 |
| Cranao | 1531 (Diluvio – Deucalione e Pirra) |
| Anfizione | 1522 |
| Erittonio | 1512 |
| Pandione | 1462 (1431: Minosse a Creta) |
| Eretteo | 1422 |
| Cecrope II | 1372 |
| Pandione II | 1332 |
| Egeo | 1307 |
| Teseo | 1259 (1258: sinecismo Attica) |
| Mnesteo | 1229 |
| Demofonte | 1207 (figlio di Teseo) |
| Ossinte | 1174 (figlio di Demofonte) |
| Afeida | 1163 (fratello di Ossinte) |
| Timoete | 1162 (figlio di Ossinte) |
| Melanto | 1154 (padre di Codro) |
| Codro | 1117 (ultimo re di Atene) |
Atene al tempo dell’aristocrazia
Intorno all’VIII secolo, dopo il periodo monarchico, Atene è governata da un sistema di governo aristocratico (fondato sugli Eupatridi), in cui gli arconti detengono le magistrature. La situazione politica e sociale di Atene, relativamente stabile in una prima fase, tende a modificarsi tra il VII ed il VI secolo a.C.: la città, infatti, è messa a dura prova da una grave crisi sociale ed agraria. Ne scaturisce un conflitto tra i grandi proprietari terrieri aristocratici ed i contadini, mentre la miseria fa sentire sempre di più i suoi effetti sulla popolazione.
Da un lato, l’introduzione della moneta modifica ed altera i rapporti economici, dall’ altro, l’esportazione dei prodotti ricavati dagli ulivi richiede un apporto sempre più forte di capitali, con grave danno per l’economia fondata sull’economia sul grano che dà sostentamento ai contadini.
Due grandi gruppi sociali emergono da questo conflitto:
A) La nobiltà, alla ricerca sempre più incessante di
ricchezze
B) Il piccolo popolo costretto dalla miseria ad emigrare,
oppure a "vendersi" come schiavo per pagare i debiti.
Nel 636 a.C. Cilone cerca di rovesciare il regime degli Eupatridi, per sostituirlo con la tirannide; ma si scontra con la potente famiglia degli Alcmeonidi che lo fa uccidere.
Nel 624 a.C. il legislatore Dracone (o Draconte) dà ad Atene la sua prima legislazione; si suole dire che questo codice di leggi sia stato scritto "non con l’inchiostro, ma con il sangue", proprio per sottolinearne la severità. Dracone pone fine alle vendette personali, la giustizia viene ora amministrata da un tribunale composto da 51 magistrati (il collegio degli efèti, ma i casi di omicidio premeditato ed i crimini contro la religione sono riservati all’Areopago; le leggi di Dracone tendono comunque a salvaguardare i diritti di proprietà.
SOLONE
Arconte dal 594 al 593, Solone intraprende delle riforme di natura sociale e politica a favore dei piccoli contadini. Egli, infatti, abolisce i debiti che opprimono questa fascia sociale, restituendo la libertà personale a coloro che sono diventati schiavi per essersi precedentemente indebitati e proibendo l’ipoteca sull’individuo.
Intanto, col tempo, tra i due gruppi sociali a cui si è fatto prima riferimento se ne inserisce un terzo, quello del demos, o della nascente borghesia, costituito da coloro che sono in grado di organizzarsi economicamente e di avviare attività alternative, legate all’artigianato ed al commercio.
L’affermazione di questo nuovo ceto sociale, che accomuna Atene alle altre poleis della Grecia, è resa possibile anche dalle mutate esigenze militari. Infatti, viene adottata la tattica oplitica, fondata sui reparti di fanteria di opliti, costituiti da cittadini che possono consentirsi l’acquisto dell’armatura in ferro. La classe emergente dei "nuovi ricchi" (il demos) diventa, così, il pilastro del nuovo esercito e vede aumentare la propria ‘importanza ed il proprio ruolo nella difesa della patria.
Essa, pertanto, aspira legittimamente a ricoprire un ruolo importante non solo in campo militare, ma anche nell’ambito sociale e politico.
Per questa ragione Solone, prendendo coscienza dell’evoluzione della società ateniese, nell’intento di porre fine ai conflitti sociali, promulga una riforma fondata sul principio, molto innovativo, che la partecipazione alla vita politica non può essere un privilegio legato alla nascita, ma deve essere garantita ad ogni cittadino in base alle sue ricchezze e a quanto egli produce.
Viene così introdotto un ordinamento censitario e timocratico, fondato, cioé, sul reddito accertato e sulla ricchezza prodotta.
La popolazione viene suddivisa in quattro classi sociali, in base al censo. L’accesso alle magistrature era regolamentato in base alle ricchezze prodotte e possedute:
|
CLASSI CENSITARIE | TIPO DI DIRITTO ELETTORALE | MAGISTRATURE RICOPERTE |
|
PENTACOSIOMEDIMNI |
ATTIVO | ARCONTATO, AREOPAGO, MAGISTRATURA DEGLI UNDICI, EFESIA, ELIEA |
|
TRIACOSIOMEDIMNI, |
ATTIVO |
ARCONTATO, |
|
ZEUGITI (DA ζεύγος. zèugos = giogo, | ATTIVO (POTEVANO ELEGGERE RAPPRESENTANTI NELLA MAGISTRATURE) PASSIVO (POTEVANO ESSERE ELETTI) |
MAGISTRATURA DEGLI UNDICI, |
|
TETI (NON POSSEDEVANO |
ATTIVO |
ELIEA |
(il testo in greco moderno è stato ricavato dal sito dI"wikipedia"in greco
Atene
Αθήνα
Πήρε το όνομά της από την θεά Αθηνά
prende il nome dalla dea Atena
Ετυμολογία (from Wikipedia)
Η επίσημη σημαία του Δήμου Αθηναίων
Από τη μυθολογία είναι γνωστό ότι έχει το όνομα της θεάς της σοφίας, της Αθηνάς, μετά από τον αγώνα της με το Θεό της θάλασσας Ποσειδώνα για να φανεί το καλύτερο δώρο, που είχε καθένας για την πόλη αυτή. Συγκεκριμένα ο πρώτος βασιλιάς της Αθήνας Κέκροπας ο οποίος ήταν μισός άνθρωπος και μισός φίδι έπρεπε να αποφασίσει ποιος θα ήταν ο προστάτης της πόλης. Οι δύο θεοί Ποσειδώνας και Αθηνά θα έκαναν από ένα δώρο στον Κέκροπα και όποιος του έκανε το καλύτερο δώρο αυτός θα γινόταν και προστάτης της πόλης. Εμφανίστηκαν και οι δύο μπροστά στον Κέκροπα και πρώτος ο Ποσειδώνας χτύπησε την τρίαινα του στο έδαφος και αμέσως εμφανίστηκε ένα ρυάκι με γάργαρο νερό. Αμέσως μετά η Αθηνά χτύπησε το δόρυ της στο έδαφος και εμφανίστηκε μια μικρή ελιά. Ο Κέκροπας παραξενεύτηκε αλλά και εντυπωσιάστηκε από το δώρο της Αθηνάς και αποφάσισε να διαλέξει το δώρο της και να γίνει αυτή προστάτιδα της πόλης. Έτσι πήρε και η Αθήνα το όνομα της. Όμως ο Ποσειδώνας νευρίασε που ο Κέκροπας δεν διάλεξε το δικό του δώρο και έτσι καταράστηκε την Αθήνα να μην έχει ποτέ αρκετό νερό. Έτσι από τότε ξεκίνησε και το πρόβλημα της λειψυδρίας που ταλαιπωρεί καμιά φορά ακόμα και σήμερα την Αθήνα. Άλλοι όμως ερμηνεύουν το όνομα Αθήνα ως εξής: υποστηρίζουν ότι σχηματίστηκε από τη λέξη άθος=άνθος ή το ρήμα θάω=θηλάζω, ώστε η λέξη Αθήνα σημαίνει "Ανθούσα" ή "Εύφορη".
Ιστορική Εξέλιξη
Το έμβλημα των Αθηνών με την θεά ΑθηνάΗ Αθήνα ήταν η σπουδαιότερη πόλη κατά το μεγαλύτερο μέρος της περιόδου που άκμασε ο Ελληνικός πολιτισμός. Κατά την «Χρυσή Εποχή» της Ελλάδας (περίπου 500 π.Χ. με 300 π.Χ.) ήταν το λίκνο του Δυτικού πολιτισμού και κέντρο πολιτισμού και διανόησης. Είναι στις ιδέες και πρακτικές της Αρχαίας Αθήνας που είχε τις ρίζες του και στηρίζεται αυτό που αποκαλούμε σήμερα "Δυτικός πολιτισμός». Μετά την χρυσή εποχή, η Αθήνα συνέχισε να είναι μια πλούσια πόλη και κέντρο πολιτισμού και γνώσης μέχρι και την ύστερη εποχή της Ρωμαϊκής Αυτοκρατορίας.
Οι σχολές φιλοσοφίας έκλεισαν το 529 από τον αυτοκράτορα του Βυζαντίου Ιουστινιανό,περίπου 200 χρόνια από τότε που η Βυζαντινή Αυτοκρατορία αποδέχθηκε τον Χριστιανισμό ως επίσημη θρησκεία. Η Αθήνα έχασε την αίγλη της και μετατράπηκε σε περιφερειακή πόλη. Μεταξύ του 13ου και 15ου αιώνα η πόλη πολιορκήθηκε και διεκδικήθηκε από τους Βυζαντινούς, τους Γάλλους και τους Ιταλούς ιππότες της Λατινικής Αυτοκρατορίας. Το 1458 η πόλη κατακτήθηκε από τους Τούρκους και περιήλθε στην Οθωμανική Αυτοκρατορία. Ο πληθυσμός της μειώθηκε καθώς οι συνθήκες διαβίωσης επιδεινώθηκαν μαζί με την παρακμή της αυτοκρατορίας. Μέρη της πόλης (συμπεριλαμβανομένων και πολλών αρχαίων κτιρίων) καταστράφηκαν τον 17ο, 18ο και 19ο αιώνα καθώς διάφορες φατρίες προσπαθούσαν να ελέγξουν την πόλη.
Η Αθήνα ήταν σχεδόν έρημη και ακατοίκητη όταν έγινε πρωτεύουσα του νέου βασιλικού κράτους της Ελλάδος το 1833. Στις επόμενες δεκαετίες η Αθήνα ξανακτίστηκε και έγινε μια μοντέρνα πόλη. Η επόμενη φάση μεγάλης επέκτασης ήταν μετά το 1923 οπότε πολλές γειτονιές δημιουργήθηκαν, κυρίως άναρχα, από πρόσφυγες της Μικράς Ασίας. Κατά τον Β’ Παγκόσμιο Πόλεμο η πόλη κατακτήθηκε από τους Γερμανούς και ιδιαίτερα κατά τα τελευταία χρόνια του πολέμου υπέφερε πάρα πολύ και υπέστη μεγάλες καταστροφές. Μετά τον πόλεμο η πόλη άρχισε ξανά να μεγαλώνει.
Η είσοδος της Ελλάδας στην Ευρωπαϊκή Ένωση (τότε Ε.Ο.Κ.) το 1981 έφερε καινούργιες επενδύσεις στην πόλη ταυτόχρονα όμως μαζί με προβλήματα κυκλοφοριακού και ατμοσφαιρικής ρύπανσης.
I GUAI DELLA SCUOLA ITALIANA
I PROBLEMI DELLA SCUOLA ITALIANA
Studenti italiani sempre più impreparati, soprattutto in matematica e scienze. Una recente indagine dell’ OCSE ha evidenziato che addirittura il 62% dei ragazzi tra i 13 ed i 15 anni non conoscono la ragione dell’alternarsi del giorno e della notte, ignorando completamente che ciò è dovuto alla Terra che ruota attorno al proprio asse. Inoltre, il 50,9 % degli studenti risulta non in grado di leggere e comprendere un testo in modo adeguato. Elevata la percentuale di chi non sa leggere ed interpretare grafici.
Un vero e proprio guaio a cui la scuola italiana deve porre assolutamente rimedio!! Il ministro Fioroni, pur dichiarando di non voler trovare capri espiatori, punta il dito sui ragazzi, sulle famiglie, ma anche sui docenti, per i quali è prevista una nuova fase di formazione e di aggiornamento sui programmi e sulle metodologie didattiche da seguire in classe . (cosa che non farebbe poi tanto male!!)
Ecco, nel dettaglio, quanto è emerso dai test:
Dati Ocse Pisa raccolti ed elaborati dall’Invalsi (RIPORTATI FEDELMENTE DALLA PUBBLICAZIONE INVALSI)
Matematica: sotto al livello 2, cioè il minimo accettabile Media Ocse di insufficienti: 22% ITALIA 35% (Nord Est 18% Nord Ovest 22% Centro 29% Sud 41% Sud e Isole 50,4%)
Lettura e comprensione di un testo: sotto al livello 3, il minimo che gli consenta di vivere con pienezza Media Ocse di insufficienti 43% Italia 50,9% (Nord Ovest 40% Nord Est 37% Centro 45% Sud 63% Sud e Isole 65%)
Alcune prove Scienze “La luce diurna” La domanda era: “Perché c’è differenza tra il giorno e la notte?” 62 quindicenni italiani su 100 non sanno da cosa dipendono il giorno e la notte Lo sa solo il 38% (perché la terra ruota intorno al suo asse) Nel Sud il 30% Al Nord il 46% Nei licei risponde bene solo il 43%
Lettura Il 40% degli studenti non sa leggere un testo discontinuo l’83% non sa usare tutte le informazioni
“Il Lavoro” E’ stato mostrato un diagramma ad albero che descrive la popolazione attiva di un paese. La domanda era relativa a quante persone della popolazione attiva non facevano parte della forza lavoro. Hanno risposto correttamente (senza fare alcun errore) e quindi ottenendo il punteggio pieno il 17% dei ragazzi. Il 44% ha ottenuto un punteggio parziale ed il 22% ha sbagliato la risposta. Il 17% non ha risposto.
Matematica1 Il 30% degli studenti non sa interpretare una formula Tasso di cambio.- “E’ stato chiesto a quanto corrisponde il valore di una data moneta conoscendone il tasso di cambio”. Le risposte corrette sono state il 71,5% ed il 28,5% errate. Di queste ultime l’11,5% non ha risposto. I licei e gli istituti tecnici hanno risposto correttamente in modo quasi analogo (licei: 79,6%, tecnici: 77,5). Gli studenti dei professionali, invece, hanno risposto correttamente solo nel 54,6% dei casi, inoltre il 18,2% non ha risposto. Matematica2 Un terzo degli studenti non sa leggere un grafico Esportazioni.- “Sono stati mostrati due grafici che riportavano, in valori percentuali, la quantità di prodotti esportati da un certo paese. E’ stato chiesto di tradurre i dati in valori assoluti, utilizzando anche il tasso di cambio della domanda precedente. Le domande sono state formulate con due livelli di difficoltà. A quella meno complessa ha risposto in modo corretto il 68% dei ragazzi (11 punti percentuali sotto la media OCSE). Non ha risposto il 19% dei ragazzi. A quella più complessa ha risposto correttamente il 39,2% ( i licei ed i tecnici per il 43% i professionali per il 27%).
buon natale nelle varie lingue del mondo
BEOM NATAL
FELIZ NAVIDAD
CR
ĂCIUN FERICIT (romeno)MALIGAYANG PASKO (filippino)
SRETAN BO
ŽIĆ (croato)Joyeux Noël (francese)
Il Buon Natale in tutte le lingue del mondo
Afrikaans: Gesëende Kersfees
Albanese: Gezur Krislinjden
Arabo: Idah Saidan Wa Sanah Jadidah
Armeno: Shenoraavor Nor Dari yev Pari Gaghand
Azerbaijan: Tezze Iliniz Yahsi Olsun
Bahasa (Malesia): Selamat Hari Natal
Basco: Zorionak eta Urte Berri On!
Bengali: Shuvo Naba Barsha
Boemo: Vesele Vanoce
Bretone: Nedeleg laouen na bloavezh mat
Bulgaro: Tchestita Koleda; Tchestito Rojdestvo Hristovo
Catalano: Bon Nadal i un Bon Any Nou!
Ceco: Prejeme Vam Vesele Vanoce a stastny Novy Rok
Cinese (Cantonese): Gun Tso Sun Tan’Gung Haw Sun
Cinese (Mandarino): Kung His Hsin Nien bing Chu Shen Tan
Cingalese: Subha nath thalak Vewa. Subha Aluth Awrudhak Vewa
Coreano: Sung Tan Chuk Ha
Croato: Sretan Bozic
Danese: Glædelig Jul
Dutch (Pennsylvania): En frehlicher Grischtdaag un en hallich Nei Yaahr!
Eschimese (inupik): Jutdlime pivdluarit ukiortame pivdluaritlo!
Esperanto: Gajan Kristnaskon
Estone: Ruumsaid juulup|hi
Farsi: Cristmas-e-shoma mobarak bashad
Fiammingo: Zalig Kerstfeest en Gelukkig nieuw jaar
Filippino: Maligayan Pasko!
Finlandese: Hyvaa joulua
Francese: Joyeux Noël
Frisone: Noflike Krystdagen en in protte Lok en Seine yn it Nije Jier!
Gaelico (Scozia): Nollaig chridheil huibh
Gaelico: Nollaig chridheil agus Bliadhna mhath ùr!
Gallese: Nadolig Llawen
Giapponese: Shinnen omedeto. Kurisumasu Omedeto
Greco: Kala Christouyenna! Hamish
Hausa: Barka da Kirsimatikuma Barka da Sabuwar Shekara!
Hawaaiano: Mele Kalikimaka
Hindi: Shub Naya Baras
Indonesiano: Selamat Hari Natal
Inglese: Merry Christmas and Happy New Year
Iracheno: Idah Saidan Wa Sanah Jadidah
Irochese: Ojenyunyat Sungwiyadeson honungradon Nagwutut. Ojenyunyat o
Islandese: Gledileg Jol Isola di Man: Nollick ghennal as blein vie noa
Latviano: Prieci’gus Ziemsve’tkus un Laimi’gu Jauno Gadu!
Lituano: Linksmu Kaledu
Macedone: Sreken Bozhik
Maltese: LL Milied Lt-tajjeb
Maori: Meri Kirihimete
Navajo: Merry Keshmish
Norvegese: God Jul oppure Gledelig Jul
Occitano: Pulit nadal e bona annado
Olandese: Vrolijk Kerstfeest en een Gelukkig Nieuwjaar! oppure Zalig
Kerstfeast
Papua Nuova Guinea: Bikpela hamamas blong dispela Krismas na Nupela yia i go long yu
Polacco: Wesolych Swiat Bozego Narodzenia or Boze Narodzenie
Portoghese (Brasile): Boas Festas e Feliz Ano Novo
Portoghese: Feliz Natal
Rapa-Nui (Isola di Pasqua): Mata-Ki-Te-Rangi. Te-Pito-O-Te-Henua
Rumeno: Sarbatori vesele
Russo: Pozdrevlyayu s prazdnikom Rozhdestva is Novim Godom
Samoa: La Maunia Le Kilisimasi Ma Le Tausaga Fou
Serbo: Hristos se rodi
Slovacco: Sretan Bozic oppure Vesele vianoce
Sloveno: Vesele Bozicne. Screcno Novo Leto
Spagnolo: Feliz Navidad
Svedese: God Jul and (Och) Ett Gott Nytt År
Tailandese: Sawadee Pee Mai
Tedesco: Fröhliche Weihnachten
Turco: Noeliniz Ve Yeni Yiliniz Kutlu Olsun
Ucraino: Srozhdestvom Kristovym
Ungherese: Kellemes Karacsonyi unnepeket
Urdu Naya: Saal Mubarak Ho
Vietnamita: Chung Mung Giang Sinh
Yoruba: E ku odun, e ku iye’dun!
MA, PER SEGUIRE LA NOSTRA LINGUA – NONNA:
Natale hilare et Annum Faustum! (non doveva mancare in latino)
VIP: Very Important Post: il significato del termine POLIS
(assemblea cittadini
di pieno diritto) |
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EFORI GERUSIA
Caste sociali
Gli Spartiati
Gli spartiati appartenevano al ceto dominante di Sparta ed erano gli unici cittadini a pieno diritto. Essi si dichiaravano homòioi, uguali, anche se la loro uguaglianza era solo di carattere giuridico. Gli spartiati si dedicavano esclusivamente alle attività belliche, alle quali venivano addestrati in un regime di vita comunitario. A sette anni i fanciulli di robusta costituzione fisica venivano sottratti alla famiglia e educati alle arti belliche in vita comunitaria mentre a diciannove anni erano ammessi nell’esercito. Compiuto il trentesimo anno, infine, si potevano trasferire in abitazioni private con la moglie e i figli benché fossero tenuti a continuare gli addestramenti militari fino ai sessant’anni. Ogni spartiate possedeva un appezzamento di terreno inalienabile, che poteva essere lasciato in eredità solo al primo figlio maschio e assicurava il mantenimento della famiglia.
I Perieci
I perieci ("quelli che abitano intorno") erano gli abitanti delle comunità presenti nei territori che circondavano la città, come le parti costiere del territorio, viventi, sebbene sotto il dominio politico di Sparta, in stato di libertà e di autonomia, soprattutto dediti a lavori commerciali e artigianali, attività che invece gli spartani ignoravano, in quanto gli unici cittadini a pieno diritto, gli spartiati, non potevano arricchirsi e commerciare per rimanere appunto homoioi. Sull’ origine dei perieci ci sono pareri discordanti, c’è chi ritiene sia una popolazione derivante dalle popolazioni assoggettate dagli spartani al momento della loro invasione del territorio, micenee o pre-micenee (che, a differenza degli iloti, non opposero resistenza militare); altre ipotesi è che derivino da insediamenti militari situati in prossimità della frontiera[2]; o che fu una classe istituita per. spezzare la solidarietà fra i messeni vinti[3]. Come membri di comunità conquistate essi dovevano combattere, in posizione subalterna, a fianco di Sparta in caso di guerra. Essi rimanevano autonomi nelle loro città, obbligati anche al pagamento di tasse, ma esclusi dai pieni diritti politici.
Gli Iloti
Gli iloti si suppone furono i discendenti degli indigeni, soprattutto dei messeni, popolazione assoggettata dagli spartani all’inizio dell’occupazione della laconia, per allargare i possedimenti e concedere più terreni agli spartiati; i dori li avevano asserviti al momento della loro invasione del territorio. Nella loro qualità di schiavi pubblici, erano privi di qualunque diritto civile e politico, e venivano costretti, in misura prevalente, al lavoro agricolo. Ogni anno i magistrati spartani dichiaravano formalmente guerra agli iloti, così da rendere lecite potenziali aggressioni nei loro confronti. Le dure condizioni in cui si trovavano gli iloti e il loro numero, essendo stati sempre più numerosi degli spartiati (non si sa con sicurezza in che proporzione, forse è eccessivo il rapporto suggerito da Erodoto di 7 a 1 nel V secolo a.C.), facevano temere continuamente la possibilità di rivolte. Particolarmente significativa fu quella del 464 a.C., seguita a un terremoto che colpì la città, durante la quale gli iloti si arroccarono sul monte Itome, nel cuore della Messenia.
Caratteristica di Sparta fu l’aura di ammirazione e leggenda che la circondava, derivante dall’assenza di testimonianze scritte provenienti da essa. Le principali notizie che la riguardano provengono infatti tutte da fonti esterne a essa, e conseguentemente indirette. Sempre all’interno dei miti relativi a Sparta si ricorda Elena, la donna più bella dell’antichità. Suo padre Tindaro la dette in sposa a Menelao, che aveva ottenuto la promessa di protezione degli altri pretendenti greci, i più grandi sovrani della Grecia arcaica. Ben presto si abbatte la sventura sulla coe, Elena fu affidata da Ermes al re d’Egitto, che la custodì fino al ritorno in patria; la ragazza per cui si combatteva a Troia era solo una nuvola con le sue sembianze.
Educazione
La ricostruzione della sua reale natura è complicata dalla presenza di solo fonti di periodo tardo, che potrebbero quindi rappresentarla in modo idealizzato. Ne dà una importante testimonianza Plutarco nella Vita di Licurgo.
Il caratteristico sistema educativo a cui obbligatoriamente veniva sottoposto ogni giovane spartano era detto agoghé (ἀγωγή). Il giovane iniziava il proprio percorso formativo all’età di sette anni, lasciando definitivamente le cure familiari, e lo concludeva a 20 anni, allorché, non più fanciullo, era considerato un irene (in greco εἰρήν). L’educazione dei giovani, divisi in classi d’età, avveniva in comune, come comunitario era il momento del gioco e del confronto. Durante l’agoghé i fanciulli più validi venivano scelti per essere sottoposti ad una ulteriore e più severa fase d’addestramento, la krypteía (κρυπτεία), durante la quale i fanciulli erano confinati in località periferiche, con mezzi limitati, in particolare armati di un pugnale, e l’ordine di restare nascosti di giorno. La loro missione era l’aggressione degli iloti in cui si potevano imbattere la notte. Comportamenti considerati da alcuni studiosi complementari alla formazione del cittadino spartano, orientata verso il sistema oplitico, coprendone gli aspetti solitari, da caccia selvaggia, dotati comunque di una loro utilità in battaglia, retaggio di una possibile tradizione precedente il nuovo ordinamento militare[1].
L’organizzazione dello stato
A capo della città di Sparta vi erano due re: Sparta fu l’unica città nell’antichità ad assumere la diarchia come forma di governo. Questo rispondeva anche ad una necessità pratica. Infatti, poichè Sparta era una città basata sulla forza, si trovava continuamente coinvolta in lotte, e interne e esterne. Quindi tramite due re si poteva avere un controllo totale sia della situazione interna sia di quella esterna. Non va dimenticato altresì come i re avessero una funzione di condottieri militari. In tempo di pace i re avevano un potere nullo, figuravano solo tra le fila del senato, in tempo di guerra avevano poteri assoluti. Rivestivano anche cariche di capi religiosi. La carica di re era per via ereditaria: entrambi appartenevano alla dinastia degli Agiadi e degli Europontidi. Ben più forti rispetto ai re erano gli èfori, che venivano eletti annualmente dall’assemblea. Di questa istituzione non si hanno notizie nella Grande Rhetra, fu istituito nell’VIII secolo a.C.. Era il vero e proprio senato, formato da trenta membri eletti dalle tre tribù (Dimani, Pamfili, Illei). Essi controllavano le leggi, l’educazione dei cittadini, il comportamento dei cittadini, la politica estera amminisdicare i re. Ognuno degli èfori alla fine del mandato era sottoposto a un processo, per controllarne l’operato. L’assemblea dei cittadini (dei soli Spartiati quindi), aveva poteri molto ristretti: potevano solo approvare o disapprovare le leggi avanzate dalla gerusìa. Non erano previsti dibattiti o scambi di opinioni, e non si potevano avanzare leggi. Infine troviamo la gerusia, consiglio composto da 28 ai (detti geronti) di età superiore ai 60 anni, eletti a vita, e i due re.
L’oracolo di Apollo a Delfi
MORATORIA INTERNAZIONALE SULLA PENA DI MORTE
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Gli abitanti di Sparta sono chiamati, in base all’origine, Spartiati, Perieci, Iloti. Solo gli Spartiati sono realmente cittadini: i Perieci, infatti, godono della libertà, ma non prendono parte alla vita politica; gli Iloti, invece, sono schiavi in tutto e per tutto. Gli Spartiati, invero, non lavorano nei campi, né si occupano di pesca o di commercio, né delle arti, ma si prendono cura solo delle armi e si esercitano alla guerra. Inoltre, evitano il lusso e la ricchezza, (anzi) fin dalla fanciullezza sono abituati a sopportare fatiche e dolori. Infatti, i fanciulli, a Sparta, sopportano il caldo e il freddo, la fame e la sete e, inoltre, le percosse senza difficoltà e senza lamento. Così gli Spartiati si procurano forza e perseveranza contro i pericoli della guerra.
LEGISLATORI E TIRANNI
I legislatori trascorrono non poco tempo nelle regioni degli stranieri e conoscono i modi di dire degli altri e leggi (anche “usanze”) importanti. Poi, quando ritornano, introducono le leggi nei loro Paesi. Fra i legislatori sono molto famosi Licurgo, a Sparta, Dracone, Solone e Clistene ad Atene. Le leggi di Licurgo sono antiche: il famoso legislatore, infatti, è venerato come una divinità. In Atene ottiene il potere anche Pisistrato, ma come tiranno, non (come) legislatore. Pisistrato, tuttavia, governa bene sul popolo e dopo la (sua) morte ottengono il potere i figli Ippia e Ipparco. I figli del tiranno, però, non sono ugualmente buoni e giusti, ma tracotanti e violenti: perciò Ippia viene cacciato dal popolo, mentre Ipparco viene ucciso.
LE ERME
Le Erme sono statue (colonne) di pietra, di forma quadrata, con la testa di Ermes, il dio dei commerci e dei viaggi. Talvolta, però, le Erme raffigurano anche altre divinità. In Atene abbondano di Erme le case dei ricchi, i templi, le piazze e le strade, ma soprattutto gli incroci (di tre strade): infatti, gli Ateniesi venerano molto le Erme. Alcuni sconosciuti, tracotanti e violenti, di notte mutilano tutte le Erme nelle strade di Atene. La mutilazione delle Erme getta in un gran panico i cittadini, alcuni attribuiscono la responsabilità ad Alcibiade, uomo nobile e potente. Le autorità, dunque, richiamano Alcibiade dalla spedizione in Sicilia, ma Alcibiade, incriminato per empietà, per paura della condanna, si rifugia a Sparta.
DEDALO E TESEO
Secondo i miti l’Ateniese Dedalo costruisce il Labirinto a Creta, l’isola famosa per il Minotauro. Subito anche Dedalo viene rinchiuso nel Labirinto, insieme al figlio Icaro, dal tiranno . In seguito, giunge a Creta Teseo, entra nel Labirinto, uccide il Minotauro, esce sano e salvo con i compagni e fugge. Teseo esce con l’aiuto di Arianna, Dedalo, invece, con una straordinaria astuzia: costruisce delle ali incollate con la cera, lega le ali alle spalle e “vola via”, coraggiosamente, dalla finestra con il figlio. Dedalo giunge in Sicilia; ma il sole scioglie la cera ad Icaro, perciò lo sventurato ragazzo precipita in mare e muore.
L’ALBERO INUTILENella terra di un contadino c’è un albero bello ed alto, ma infruttoso, ed offre riparo soltanto ai passeri. Il buon contadino vuole tagliare l’albero per la (sua) inutilità ed infligge con l’accetta terribili colpi. I passeri rimproverano con aspre parole il contadino e dicono: “Ritieni inutile l’albero, poiché non produce frutti, ma esso procura alle tue fatiche ombra refrigerante, a noi, invece, un tranquillo rifugio, quando rallegriamo i tuoi bambini con i nostri canti. Perciò, non tagliare l’albero”. Il contadino dapprima non presta ascolto alle parole dei passeri, poi, però, trova sull’albero (lett: “nel legno”, nel tronco) un grande alveare di api laboriose, depone la scure e “venera” come sacro l’albero. Spesso dagli uomini non viene apprezzato il giusto, ma viene ricercato il profitto.
FAMA E DANARO NON PROCURANO SAGGEZZA
Come nel mare spesso scoppiano violente tempeste e disperdono i marinai, così nella vita improvvise sciagure si abbattono sugli uomini e spingono gli uomini verso sorti avverse. Perciò alcuni ottengono grandi ricchezze e buona fama, altri, invece, sono infelici e poveri. Ma, tuttavia, la gloria e la ricchezza non sempre procurano saggezza: alcuni uomini, infatti, similmente ai ragazzi,si lasciano trascinare da una smodata brama di ricchezza e da un eccessivo desiderio di gloria e compiono azioni insensate (e fanno cose insensate). Per questo, essi ritengono stabili e duraturi i beni terreni (della Terra) e non tengono in conto i cambiamenti della sorte, anzi trattano con insolenza gli infelici. Ma gli dei puniscono uomini simili e modificano le sorti (umane): così, spesso, i ricchi diventano poveri, le persone famose (i famosi) diventano prive di gloria (ignote).
A voi la parola
LAZIO – JUVENTUS
Inter e Juventus vincono ancora. Stasera: Napoli – Parma. Forza Napoli!!
Risultati giornata odierna
Lazio – Catania 2-0
Palermo – Fiorentina 2-0
Empoli – Cagliari 4-1
Genoa – Siena 1-3
Inter – Torino 4-0
Juventus – Atalanta 1-0
Livorno – Roma 1-1
Udinese – Sampdoria 3-2
Napoli – Parma (stasera)
Reggina – Milan (rinviata al 30 gennaio)
Classifica
Inter 37
Roma 32
Juventus 29
Udinese 28
Fiorentina 24
Atalanta* 21
Palermo 21
Sampdoria 20
Milan** 18
Napoli* 18
Catania 18
Lazio 17
Torino 15
Parma* 15
Genoa 15
Livorno 14
Siena 13
Empoli 13
Reggina* 10
Cagliari 10
* = 1 Partita in meno
Classifica Marcatori
D. Trezeguet 11
Z. Ibrahimovic 9
C. Bellucci 8
J. Cruz 8
M. Borriello 7
C. Doni 7
R. Kaka’ 7
F. Totti 7
A. Di Natale 6
V. Iaquinta 6