VERSIONE DI GRECO IN CLASSE: ONLINE LA TRADUZIONE DI TUTTI I BRANI ASSEGNATI

GLI   SPARTIATI

Gli abitanti di Sparta sono chiamati, in base all’origine, Spartiati, Perieci, Iloti. Solo gli Spartiati sono realmente cittadini: i Perieci, infatti, godono della libertà, ma non prendono parte alla vita politica; gli Iloti, invece, sono schiavi in tutto e per tutto. Gli Spartiati, invero, non lavorano nei campi, né si occupano di pesca o di commercio, né delle arti, ma si prendono cura solo delle armi e si esercitano alla guerra. Inoltre, evitano il lusso e la ricchezza, (anzi) fin dalla fanciullezza sono abituati a sopportare fatiche e dolori. Infatti, i fanciulli, a Sparta, sopportano  il caldo e il freddo, la fame e la sete e, inoltre, le percosse senza difficoltà e senza lamento. Così gli Spartiati si procurano forza e perseveranza contro i pericoli della guerra.

 

LEGISLATORI  E  TIRANNI

I legislatori trascorrono non poco tempo nelle regioni degli stranieri e conoscono i modi di dire degli altri e leggi (anche “usanze”) importanti. Poi, quando ritornano, introducono le leggi nei loro Paesi. Fra i legislatori sono molto famosi Licurgo, a Sparta, Dracone, Solone e Clistene ad Atene. Le leggi di Licurgo sono antiche: il famoso legislatore, infatti, è venerato come una divinità. In Atene ottiene il potere anche Pisistrato, ma come tiranno, non (come) legislatore. Pisistrato, tuttavia, governa bene sul popolo e dopo la (sua) morte ottengono il potere i figli Ippia e Ipparco. I figli del tiranno, però, non sono ugualmente buoni e giusti, ma tracotanti e violenti: perciò Ippia viene cacciato dal popolo, mentre Ipparco viene ucciso.

 

LE  ERME

Le Erme sono statue (colonne) di pietra, di forma quadrata, con la testa di Ermes, il dio dei commerci e dei viaggi. Talvolta, però, le Erme raffigurano anche altre divinità. In Atene abbondano di Erme le case dei ricchi, i templi, le piazze e le strade, ma soprattutto gli incroci (di tre strade): infatti, gli Ateniesi venerano molto le Erme. Alcuni sconosciuti, tracotanti e violenti, di notte mutilano tutte le Erme nelle strade di Atene. La mutilazione delle Erme getta in un gran panico i cittadini, alcuni attribuiscono la responsabilità ad Alcibiade, uomo nobile e potente. Le autorità, dunque, richiamano Alcibiade dalla spedizione in Sicilia, ma Alcibiade, incriminato per empietà, per paura della condanna, si rifugia a Sparta. 

 

DEDALO   E   TESEO

Secondo i miti l’Ateniese Dedalo costruisce il Labirinto a Creta, l’isola famosa per il Minotauro. Subito anche Dedalo viene rinchiuso nel Labirinto, insieme al figlio Icaro, dal tiranno . In seguito, giunge a Creta Teseo, entra nel Labirinto, uccide il Minotauro, esce sano e salvo con i compagni e fugge. Teseo esce con l’aiuto di Arianna, Dedalo, invece, con una straordinaria astuzia: costruisce delle ali incollate con la cera, lega le ali alle spalle e “vola via”, coraggiosamente, dalla finestra con il figlio. Dedalo giunge in Sicilia; ma il sole scioglie la cera ad Icaro, perciò lo sventurato ragazzo precipita in mare e muore.

L’ALBERO  INUTILENella terra di un contadino c’è un albero bello ed alto, ma infruttoso, ed offre riparo soltanto ai passeri. Il buon contadino vuole tagliare l’albero per la (sua) inutilità ed infligge con l’accetta terribili colpi. I passeri rimproverano con aspre parole il contadino e dicono: “Ritieni inutile l’albero, poiché non produce frutti, ma esso procura alle tue fatiche ombra refrigerante, a noi, invece, un tranquillo rifugio, quando rallegriamo i tuoi bambini con i nostri canti. Perciò, non tagliare l’albero”. Il contadino dapprima non presta ascolto alle parole dei passeri, poi, però, trova sull’albero (lett: “nel legno”, nel tronco) un grande alveare di api laboriose, depone la scure e “venera” come sacro l’albero. Spesso dagli uomini non viene apprezzato il giusto, ma viene ricercato il profitto.

FAMA  E  DANARO  NON  PROCURANO  SAGGEZZA

Come nel mare spesso scoppiano violente tempeste e disperdono i marinai, così nella vita improvvise sciagure si abbattono sugli uomini e spingono gli uomini verso sorti avverse. Perciò alcuni ottengono grandi ricchezze e buona fama, altri, invece, sono infelici e poveri. Ma, tuttavia, la gloria e la ricchezza non sempre procurano saggezza: alcuni uomini, infatti, similmente ai ragazzi,si lasciano trascinare da una smodata brama di ricchezza e da un eccessivo desiderio di gloria e compiono azioni insensate (e fanno cose insensate). Per questo, essi ritengono stabili e duraturi i beni terreni (della Terra) e non tengono in conto i cambiamenti della sorte, anzi trattano con insolenza gli infelici. Ma gli dei puniscono uomini simili e modificano le sorti (umane): così, spesso, i ricchi diventano poveri, le persone famose (i famosi) diventano prive di gloria (ignote).

A voi la parola

 
 
 
Riflessioni  su  questa mattinata trascorsa …..
 
 
 
 
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