Prodi si dimette
Prodi ha rassegnato le sue dimissioni al Presidente della Repubblica Napolitano, che si è "riservato di accettarle". Domani stesso il Capo dello Stato avvierà le consultazioni per verificare se ci sono margini per costituire un nuovo governo ed una maggioranza che possa sostenerlo. I primi ad essere ascoltati da Napolitano saranno il Presidente della Camera Bertinotti ed il Presidente del Senato Marini.
Si delineano le prime posizioni politiche:
Berlusconi: Non ci sono più margini di dialogo con Veltroni. C’è una legge elettorale vigente che è una buona legge e dalla quale, in un mese, si potrebbe togliere l’anomalia del premio di maggioranza regionale portandolo ad essere premio di maggioranza nazionale".
Veltroni: "Adesso bisogna evitare le elezioni anticipate". Il Paese – continua – ha visto che è coerente e chi non lo è. Affidiamo ora al presidente della Repubblica e alla sua saggezza la ricerca di una soluzione. Si vedrà in questi giorni il senso di responsabilità dei protagonisti della vita politica italiana".
Casini: "Le contraddizioni emerse nel centrosinistra e l’impegno coerente dell’opposizione in Parlamento hanno portato alla fine di un governo inviso alla maggior parte degli italiani. Adesso è necessario non sbagliare per evitare di trasformare le speranze in nuove delusioni".
Mussi: "Non credo si possano immaginare Governi istituzionali di larghe coalizioni e di lunga durata. Sono improbabili e non desiderabili". Lo ha detto Fabio Mussi, subito dopo che il Senato ha sfiduciato il governo Prodi. Adesso quali possono essere le soluzioni? "Valuteremo freddamente domani" ha risposto ai giornalisti.