Inter

 
INTER – UDINESE:
 
E se l’Inter perdesse QUESTA  PARTITA?
 
 
L’UDINESE CONTRO L’INTER  NON HA MAI PERSO!!!
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

VICTOR JARA: CANTORE DELLA LIBERTA’ CONTRO LA DITTATURA

VICTOR  JARA morto in difesa della libertà.

Spesso l’arte e la cultura vengono usate come baluardo per la difesa dei diritti umani.

Così è stato nella situazione di VICTOR LIDIO JARA MARTINEZ, vissuto in Cile tra il 28 settembre del 1932 ed il 16 settembre del 1973.

La sua era una famiglia di umili origini, una famiglia contadina, ma Jara divenne ben presto un punto di riferimento nazionale, e non solo, delle battaglie per la difesa dei diritti umani.

Oltre che musicista e cantautore, Jara era anche un regista teatrale. Nel 1970 si impegna attivamente nella campagna elettorale al fianco della formazione politica di sinistra UNIDAD POPULAR, portata da Salvador Allende alla vittoria alle elezioni politiche generali.

Ma Victor Jara pagò con la vita la sua militanza ed il suo impegno civile.

La presenza di un governo democratico e, soprattutto, socialista nel continente americano infastidiva non poco gli Stati Uniti d’America, che non tardarono a favorire un efficiente colpo di Stato fascista e, con esso,  l’ascesa al potere del generale Pinochet, uno dei più spietati dittatori che la storia del Novecento ricordi. E così, una grande superpotenza, che ancora oggi si vanta e si gloria della maestosa bellezza  della sua Statua della Libertà, non esitava a favorire la repressione della libertà e dei diritti civili in altri Paesi che non fossero guidati da governi amici e da governi fantoccio.

Si giunse, in tal modo, al golpe dell’11 settembre (una data che poi, dopo diversi anni gli Usa avrebbero purtroppo ricordato per altri tragici motivi) del 1973.

Appoggiato dalla C.I.A. e da Nixon, acerrimo nemico di Allende, Augusto Pinochet organizzò un colpo di Stato, avvalendosi di aerei da combattimento HAWKER HUNTER.

La repressione, la cattura, le torture e le uccisioni di molti esponenti politici e di semplici cittadini che si opponevano al generale golpista durarono molti anni ed hanno mietuto un numero assai alto di vittime.

Tra queste vittime, dunque, vi fu anche Victor Jara. Egli fu prelevato all’Università di Santiago del Cile, arrestato, assieme a molti docenti e studenti, e condotto nell’ Estadio Chile, trasformato per l’occasione in un vero e proprio campo di concentramento.

Secondo alcune testimonianze, Victor Jara fu torturato a lungo, gli furono fracassate le mani, ree di aver composto canzoni per la libertà, con i calci delle pistole e, infine, fu ucciso colpi di proiettile.

Questo è il racconto della moglie, Sara Jara (in riferimento al momento del riconoscimento del corpo del marito): “Siamo saliti al secondo piano, dove erano gli uffici amministrativi e, in un lungo corridoio, ho trovato il corpo di Victor in una fila di una settantina di cadaveri. Per la maggior parte erano giovani e tutti mostravano segni di violenze e di ferite da proiettile. Quello di Victor era il più contorto. Aveva i pantaloni attorcigliati alle caviglie, la camicia rimboccata (…..), le mani pendevano con una strana angolatura e distorte; la testa era piena di sangue e di ematomi. Aveva (però) un’espressione di enorme sfida e gli occhi aperti”.

Riporto qui una delle sue canzoni, tradotte in italiano

il titolo è “ESTADIO CHILE” e fa riferimento al momento del suo arresto e della sua detenzione nello stadio cileno

Versione italiana di Riccardo Venturi (2002)

ESTADIO DE CHILE

Siamo in cinquemila, qui,
In questa piccola parte della città.
Siamo in cinquemila.
Quanti siamo, in totale,
Nelle città di tutto il paese?
Solo qui
Diecimila mani che seminano
E fanno marciare le fabbriche.
Quanta umanità
In preda alla fame, al freddo, alla paura, al dolore,
Alla pressione morale, al terrore, alla pazzia.

Sei dei nostri si son perdi
Nello spazio stellare.
Uno morto, uno colpito come non avevo mai creduto
Si potesse colpire un essere umano.
Gli altri quattro hanno voluto togliersi
Tutte le paure
Uno saltando nel vuoto,
Un altro sbattendosi la testa contro un muro,
Ma tutti con lo sguardo fisso alla morte.
Che spavento fa il volto del fascismo!
Portano a termine i loro piani con precisione professionale
E non gl’importa di nulla.
Il sangue, per loro, son medaglie.
La strage è un atto di eroismo.
È questo il mondo che hai creato, mio Dio?
Per tutto questo i tuoi sette giorni di riposo e di lavoro?
Tra queste quattro mura c’è solo un numero
Che non aumenta.
Che, lentamente, vorrà ancor più la morte.

Ma all’improvviso mi colpisce la coscienza
E vedo questa marea muta
E vedo il pulsare delle macchine
E i militari che mostrano il loro volto di matrona
Pieno di dolcezza.
E il Messico, Cuba e il mondo?
Che urlino questa ignominia!
Siamo diecimila mani
In meno che producono.
Quanti saremo in tutta la patria?
Il sangue del Compagno Presidente
Colpisce più forte che le bombe e le mitraglia.
Così colpirà di nuovo il nostro pugno.

Canto, che cattivo sapore hai
Quando devo cantar la paura.
Paura come quella che vivo,
Come quella che muoio, paura.
Di vedermi fra tanti e tanti
momenti di infinito
in cui il silenzio e il grido
sono i fini di questo canto.
Ciò che ho sentito e che sento
Farà sbocciare il momento.

Avvenimenti di questo genere devono farci sempre meditare sul fatto che la conquista della libertà e della democrazia non è mai un qualcosa di definitivo e di stabile. Al contario, bisogna stare sempre in guardia e difendere anche con i denti questo baluardo fondamentale della vita umana da tutti i possibili attacchi.

Victor Jara è morto, ucciso dai militari cileni prezzolati da Pinochet, ma il suo impegno e la sua lotta in difesa della libertà vivono ancora attraverso le sue parole e le sue canzoni.

 

una regina scaltra ed animosa

 
 
 
Una regina scaltra ed animosa (Artemisia)
 
Dopo la morte di Mausolo, re di Caria, prese il potere Artemisia, sua moglie. Allora, gli abitanti di Rodi, armata una flotta, partirono per occupare il regno di Artemisia. La regina, avendo saputo ciò, occultati i rematori, allestì una flotta nascosta nella parte (più) interna del porto di Alicarnasso; ordinò, poi, agli altri cittadini di collocarsi presso le mura (letteralmente: "il muro"). Quando poi i Rodii fecero approdare la flotta ben equipaggiata nel porto, i cittadini che si trovavano (erano) presso le mura (il muro), su ordine di Artemisia, tributarono un grande applauso ai nemici e promisero di consegnare loro la città. E così, i Rodii entrarono nelle mura e fecero sbarcare le truppe (= et in terram exposuerunt copias). Ma all’improvviso Artemisia ostruì il porto con le sue navi e i Rodii, bloccati nel mezzo, furono tutti catturati. Quindi la regina fece salire sulle navi dei Rodii i suoi soldati e i rematori e salpò per Rodi. Gli abitanti di Rodi, avendo visto da lontano arrivare le loro navi cinte di alloro, pensando che i (loro) concittadini ritornassero vittoriosi, fecero entrare (letteralmente: "accolsero") i nemici.

Governo Prodi: The day after

 
Governo Prodi, the day after
 
 
E adesso?  Gli scenari che si profilano all’orizzonte sono due:
 
1) un governo – ponte, destinato a traghettare l’Italia alle nuove elezioni anticipate, ma solo dopo la realizzazione di una nuova legge elettorale
 
2) elezioni anticipate immediate, senza alcun governo di transizione.
 
Nel primo caso, si potrebbe consentire al Paese di formare un governo più stabile, dopo le nuove elezioni, attraverso la modifica della legge elettorale.
 
Nel secondo caso, invece, si andrebbe a votare con la legge in vigore, definita "una porcata" dagli stessi promotori, con il rischio di ritrovarci dopo le elezioni di nuovo in questa situazione di ingovernabilità.
 
Sarebbe auspicabile per tutti la prima soluzione, in modo da garantire con una nuova legge elettorale di governare senza problemi a chiunque vincerà la prossime elezioni.
 
Per ora, tuttavia, l’incertezza regna sovrana nei palazzi della politica, mentre i problemi reali degli Italiani dovranno aspettare ancora alcuni mesi prima che qualcuno possa di nuovo occuparsene.
 

Prodi

 
Prodi si dimette
 
Prodi ha rassegnato le sue dimissioni al Presidente della Repubblica Napolitano, che si è "riservato di accettarle". Domani stesso il Capo dello Stato avvierà le consultazioni per verificare se ci sono margini per costituire un nuovo governo ed una maggioranza che possa sostenerlo. I primi ad essere ascoltati da Napolitano saranno il Presidente della Camera Bertinotti ed il Presidente del Senato Marini.
 
Si delineano le prime posizioni politiche:
 
Berlusconi: Non ci sono più margini di dialogo con Veltroni. C’è una legge elettorale vigente che è una buona legge e dalla quale, in un mese, si potrebbe togliere l’anomalia del premio di maggioranza regionale portandolo ad essere premio di maggioranza nazionale".
 
 
Veltroni: "Adesso bisogna evitare le elezioni anticipate".  Il Paese – continua – ha visto che è coerente e chi non lo è. Affidiamo ora al presidente della Repubblica e alla sua saggezza la ricerca di una soluzione. Si vedrà in questi giorni il senso di responsabilità dei protagonisti della vita politica italiana".
 
 
Casini:  "Le contraddizioni emerse nel centrosinistra e l’impegno coerente dell’opposizione in Parlamento hanno portato alla fine di un governo inviso alla maggior parte degli italiani. Adesso è necessario non sbagliare per evitare di trasformare le speranze in nuove delusioni".
 
 
Mussi: "Non credo si possano immaginare Governi istituzionali di larghe coalizioni e di lunga durata. Sono improbabili e non desiderabili". Lo ha detto Fabio Mussi, subito dopo che il Senato ha sfiduciato il governo Prodi. Adesso quali possono essere le soluzioni? "Valuteremo freddamente domani" ha risposto ai giornalisti.
 
 
 

 

 

domani

Domani!!!
 
Il giorno del giudizio ha emesso il suo verdetto.
 
 
 
  Il Senato ha negato la fiducia al secondo governo Prodi con 156 voti a favore, 161 voti contrari ed un astenuto (l’astensione al Senato vale come voto contrario).
 
 
Da domani, anzi da stasera, non c’è più un governo nel pieno delle sue funzioni, ma solo un esecutivo che dovrà limitarsi a "sbrigare gli affari correnti e di ordinaria amministrazione".
 
Speravo che le cose andassero diversamente. ( a questo mi riferivo anche quando parlavo del giorno del giudizio)
 
 
E’ normale che i governi cadano nelle democrazie. Ma normalità vorrebbe che i governi cadessero su questioni politiche importanti, non per un problema di famiglia del "leader" di un partitino con percentuale da prefisso telefonico. Se un partitino dell’1,4% può far cadere un governo votato dal 50% circa degli Italiani, vuol dire che c’è qualcosa che non va nel nostro Paese.
Con questa legge elettorale il problema si riproporrà anche nelle prossima legislatura: sia che vinca il centro destra, sia che torni a vincere il centro sinistra, soprattutto al Senato ci sarà sempre il rischio dell’ingovernabilità e dell’anarchia, tipica del periodo del medioevo ellenico.
 
Comunque, oggi possiamo dire di aver assistito ad un "grande evento storico" da domani, in Italia, per la prima volta il governo sarà "assente" per motivi di … famiglia!!!!
 
 
 
Ora toccherà a Napolitano sbrogliare la matassa: governo di breve durata per la riforma elettorale oppure elezioni anticipate, con il rischio di ritrovarci di nuovo nella stessa situazione di oggi.
 
 
……COMUNQUE, IL GOVERNO DI TIRANNOPOLI E’ SOLIDO E STABILE ED E’ PRONTO A PROSEGUIRE NELLA SUA AZIONE…..SCOLASTICA.!!!!!
 
 
 

domani…. governo prodi assente per motivi di….

domani

 
 
domani potrebbe esserci qualcosa di non positivo,
 
 
prepararsi per ogni evenienza!!!!
 
 
speriamo che vada tutto per il meglio!!
 
ma le previsioni non sono rosee.
 
 
Più tardi vi dirò con maggior precisione!!
 

INTER – JUVENTUS 2 – 2

ALLA FINE, LA RIMONTA C’E’ STATA: DA UN UMILIANTE 2 – 0 SIAMO PASSATI AD UN INCORAGGIANTE 2 – 2.
 
DELLE PARTITE BISOGNA SEMPRE ASPETTARE LA FINE, SOPRATTUTTO SE A GIOCARE E’ LA JUVENTUS!!
 
 
 
"AUDAX FORTUNA JUVENTUS"
(GRANDE FRASE DI TOTO’) 
 

INTER – JUVENTUS

GRANDE  PARTITA  QUELLA CHE SI STA GIOCANDO IN QUESTI MINUTI:
 
INTER – JUVENTUS: è la partita della mia squadra, impegnata a resistere e a vincere contro la squadra al vertice della classifica di serie A.
 
 
QUESTA PARTITA DEVE ESSERE VINTA!!!!
 
CENSEO  INTER DELENDAM ESSE!!! (AUTEM SPERO)
 
IN QUESTO MOMENTO, ALLE 21.20, IL RISULTATO E’ ANCORA DI 0 – 0
 
 
SPERIAMO BENE!!!
 
COME DICEVA TOTO’ :
 
AUDAX FORTUNA  JUVENTUS  !!!!!
 
 
 

IL GIORNO DELLA SVOLTA

DOMANI ……  IL  GIORNO  DELLA  VERITA’
 
 
EBBENE CI SIAMO:
 
DOMANI E’ IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER MOLTI, ANZI, PER TUTTI.
 
 
CHI SARA’  MAI IL GIUDICANTE E CHI SARANNO I GIUDICATI?
 
 
IL MOMENTO DELLA VERITA’ SI AVVICINA…. CONFIDO  CHE NON TIRI UNA BRUTTA ARIA.
 
 
LA SVOLTA CI SARA’ DOMANI, MA BISOGNERA’ LAVORARE CON CURA GIA’ OGGI PERCHE’ POSSA ESSERE POSITIVA E NON RISERVI CATTIVE SORPRESE!!!
 
DI  CHE STO PARLANDO? CHI VUOLE PUO’ PROVARE A INDOVINARE, ALTRIMENTI, FORSE, LO DIRO’ IO PIU’ TARDI ED ESPRIMERO’ QUELLO CHE PENSO.
 
ALLA PROSSIMA
 
COGITOERGOSUM
 
 

RISPOSTA

SALVE A TUTTI,
 
NON POTEVA MANCARE IL MIO POST QUOTIDIANO. QUESTA VOLTA, A DIRE IL VERO, E’ STATO UN PO’ FORZATO DALLA SITUAZIONE, ANCHE PERCHE’ NON SAPEVO CHE SCRIVERE.
 
TUTTAVIA, UN CERTO "NESSUN  NOME", CHE NON HA VOLUTO PALESARE LA SUA IDENTITA’, HA AGGIUNTO UN SUO SIMPATICO COMMENTO AL MIO POST SU LEONIDA, "LA GOVERNANTE" DEGLI SPARTANI.
 
RIPORTO QUI SOTTO IL COMMENTO:
 
(nessun nome)

Carissimo prof. ma è simpatico questo suo modo di comunicare con noi studenti………
Le piace essere adulato e le piacciono i complimenti ma gli assegni e le traduzioni le faccia in classe non sul blog.
 
POTREI DIRE TANTE COSE IN RISPOSTA, MA, DATA L’ORA TARDA, PREFERISCO NON DILUNGARMI ED, INSERENDO QUESTO MIO POST NELLA CATEGORIA CIBO E BEVANDE, SCRIVO SEMPLICEMENTE QUESTO:
 
 
CHIUNQUE TU SIA (POTRESTI ANCHE NON ESSERE UNO STUDENTE),
 
VAI  A   FARTI  UNA  ZUPPA!!!!!!!!!
 
 

traduzione delle versioni di oggi

 
 
Buonasera,
inserisco qui la traduzione delle versioni.
 
Leggetele con calma, anche se le correggeremo in classe.
Se volete, fatemi sapere le vostre impressioni.
 
 
Il mito di Aracne
 
Un tempo in Lidia viveva Aracne, una fanciulla bella e straordinaria. Aracne filava davvero egregiamente e tesseva e ricamava vesti con l’ago. Le altre fanciulle ammiravano l’abilità della ragazza, perciò l’arroganza inaspriva (letter.: "pungolava") il cuore della fanciulla e diceva che Atena era inferiore (a lei). Allora, la dea si adira terribilmente e dice: "O fanciulla, certamente tessi e ricami belle vesti, ma l’abilità di Atena non è inferiore (alla tua). Aracne non riconosce la dea e dice: "O stolta, l’età offusca la tua intelligenza. Io sono più abile della dea sia nel tessere sia nel ricamare". La dea risponde: "Tessi e ricama!" e colpisce la fanciulla con la conocchia e la trasforma in ragno.
 
 
Serse vuole punire Atene
Dopo la morte di Dario regnava sull’Asia Serse, il figlio di Dario. Serse, dunque, voleva ottenere vendetta per la precedente sconfitta e (voleva) conquistare tutta l’area (la terra) greca. Perciò guidava un immenso esercito in Europa, per terra e per mare. E la sorte era, in un primo momento, favorevole a Serse. Leonida, infatti, il comandante degli Spartani, cercava di bloccare presso le Termopili l’accesso dei Persiani nel territorio greco con trecento Spartani e pochi alleati, ma il traditore Efialte conduceva i nemici alle spalle dei Lacedemoni, così Leonida e gli Spartani venivano trucidati dalla moltitudine, ma morivano di una bella ed eroica morte.
 
 
Prima guerra persiana
Dopo la terribile battaglia di Lade (letteralm: "presso Lade"), Dario, il malvagio tiranno dei Persiani, preparava un esercito navale ed uno terrestre e sceglieva come comandante Artaferne. L’immenso esercito dei Persiani assoggettò (letteralm: "assoggettava") dapprima le isole dell’Egeo, qui i violenti soldati bruciavano le case, devastavano i templi degli dei e portavano via i ricchi doni dagli altari; poi l’esercito procedeva verso la terraferma (o anche: "contro la Grecia") e giungeva presso la pianura dell’Attica. Ma gli Ateniesi non temevano i nemici, con coraggio combattevano nella pianura di Maratona in difesa della libertà, con pochi alleati, e volgevano in fuga i barbari. Gli Ateniesi, allora, riportavano il trionfo della vittoria, i Persiani, invece, si ritiravano verso le navi e navigavano verso l’Asia.
 
 
L’esercito persiano e le isole greche
Le isole dell’Egeo si trovano lungo il Capo Sunio. Tra le isole, Nasso era famosa per le viti, Delo per il santuario. Quando lo stratega di Dario intraprendeva una spedizione militare contro le isole, dapprima sbarcava a Nasso. Qui faceva bruciare le case, poi avanzava contro Delo e gli abitanti di Delo fuggivano a Tino. Allora il comandante inviava messaggeri agli abitanti di Delo e diceva loro: " Perché non siete rimasti (letteralm. : "non restavate") nell’isola? Non sapevate che entrambi veneriamo il medesimo dio?" I Delii rispondevano: "Voi tramate insidie contro gli abitanti delle isole: proprio per questo non rispettate nè gli dei nè gli uomini, perciò  non vi crediamo".

Chi dice che i giovani non hanno valori?

 
 
 
Salve a tutti,
 
 
riporto un mio precedente intervento in merito alla vicenda del Papa e dell’Università "La Sapienza" di Roma. Lo faccio partendo dal commento rilasciato da Giò, al quale sono grato perché mi ha offerto nuovi spunti di riflessione.
 
Nell’ordine seguiranno il commento di Giò, la mia risposta e, infine, lo stesso intervento da me postato quelche giorno fa.
 
 
Giò ha scritto:
 
Esiste ben poco merito nella virtù e ben poca colpa nell’errore, ammesso che si sappia cosa sia un errore e cosa una virtù. Ci sono dei valori nel medioevo che adesso nn valgono più. quindi non è vero che i giovani di oggi non hanno valori, ne hanno degli altri che la VOSTRA generazione non può capire perchè troppo attaccata ai suoi.
 
A dirlo dieci anni fa fu tale Fabrizio De André. rifletta su qst prof.
 
 
 
Ecco la mia riflessione e la mia risposta:
 
 
Chi dice che i giovani non hanno valori?
 
Perché, non conoscendomi e, soprattutto, non sapendo quale sia il mio pensiero sui giovani,  mi rimproveri di avere opinioni che non ho?
 
Abbiamo mai avuto un confronto in merito? Hai mai sentito dire da me che i giovani in generale sono tutti privi di valori?  Non credo che tu possa conoscere le mie opinioni in proposito ed è poco corretto, quindi, attribuirmi parole, affermazioni o opinioni che non mi appartengono.
 
Anzi, ti dirò di più: se dedico la mia vita ad insegnare nella scuola superiore (CERCANDO DI FARLO NEL MODO PIU’ DIGNITOSO POSSIBILE o, quanto meno, NEL MODO MENO INDECOROSO POSSIBILE, puntando ad instaurare anche un buon rapporto con gli alunni) è soprattutto perché credo in loro e penso che i giovani (dai quali io non mi sento  molto distante  né dal punto di vista anagrafico né dal punto di vista del dialogo e del confronto) siano in larghissima parte portatori di una visione etica e morale della vita pienamente condivisibile. Ho spesso modo di leggerlo nei loro temi, ma soprattutto nei loro occhi, nei loro volti e nei loro atteggiamenti, nella loro capacità di indignarsi per tutte le cose stupide, disdicevoli e violente che accadono nel mondo. 
 
Proprio la mia esperienza mi spinge a ritenere che i giovani non solo hanno dei valori, ma  che riescono anche a trasmetterli  con una straordinaria capacità.
 
Soprattutto credo che non ci sia un monopolio dei valori (ECCEZION FATTA PER I VALORI BOLLATI, NATURALMENTE!!).
 
Se tu, poi, ti riferisci alle mie considerazioni su quello che è avvenuto alla "SAPIENZA" di Roma, io ci tengo a precisare che, secondo me, impedire al Papa di parlare all’Università è stato poco intelligente e che la cosiddetta vittoria laica, tanto decantata non soltanto dai giovani quanto, soprattutto, da alcuni docenti, è stata più che altro una vittoria di Pirro,  UN’APPARENTE VITTORIA, considerando anche quello che abbiamo visto oggi durante l’Angelus del Pontefice.  Scusami il gioco di parole, ma i SAPIENTI della SAPIENZA in questo caso sono stati poco SAPIENTI!!!  E, magari, in un altro intervento dirò anche il perché.
 
Hai ragione poi quando dici che è difficile stabilire che cosa sia un errore e cosa non lo sia.
 
In genere, però, ogni azione compiuta in modo avventato, soprattutto quando si ritorce contro chi l’ha compiuta, può senz’altro essere considerata un errore!
 
 
Infine, nel riaffermare le mie convinzioni sull’intera vicenda e, soprattutto nel ribadire che sarebbe stato meglio far parlare il Pontefice per poi aprire un dibattito serio ed anche serrato con lui, ricopio il  post, che era il seguente:
 
 
Questa non è laicità, ma stupido laicismo!!
 
Chi segue le vicende del nostro Paese non potrà aver fatto a meno di provare, qualunque sia la sua opinione in merito, una sorta di sensazione che qualcosa di insolito e di inaudito è accaduto in Italia.
 
Mi riferisco al diniego posto dai docenti della facoltà di Fisica dell’Università La Sapienza di Roma all’intervento del Papa Benedetto XVI all’inaugurazione dell’anno accademico svoltasi stamattina, alla presenza anche del sindaco di Roma, Walter Veltroni.
 
Chi scrive, lo premetto, non è d’accordo su alcune posizioni ed alcuni toni usati dal Pontefice in diverse occasioni.
 
Infatti, se condivido largamente le affermazioni sulla difesa della famiglia (nonostante lo Sato debba garantire i diritti di tutti i suoi cittadini) e sul carattere sacro ed inviolabile del matrimonio come elemento fondante e costitutivo dell’unica forma di famiglia possibile, altre affermazioni, in particolare sul mondo islamico, o anche o sul tema tema del divorzio, dell’aborto o in tema di scienza e di laicità, mi hanno trovato piuttosto contrario, per quello che possa valere la mia opinione di semplice cittadino. Un riferimento potrebbe essere fatto a quanto l’allora Cardinale Ratzinger ebbe a dire a proposito del processo intentato dalla Chiesa a Galileo, processo che egli aveva considerato pienamente "giusto".
 
Ciò nonostante, tuttavia, questo nuovo "schiaffo di Anagni", o dovremmo meglio dire "Lo schiaffo di Roma", a mio avviso, è stato dato principalmente alla cosiddetta Italia laica che spesso, in passato, giustamente ha difeso le ragioni della laicità.
 
Questa decisione, signori miei, ha costituito un clamoroso autogol dei cosiddetti laici: impedire al Sommo Pontefice di presenziare alla cerimonia di apertura dell’anno accademico alla "Sapienza" è stato un gesto assai poco "sapiente", anzi si è configurato come un esempio di intolleranza e di oscurantismo alla rovescia ed ha allargato il solco che già da tempo divideva, anche nel nostro Paese, laici e cattolici.
 
Proprio in quanto "Università" che si definisce "laica", l’Ateneo romano avrebbe dovuto permettere al Papa di parlare e, magari, aprire, alla sua presenza, un dibattito su quegli aspetti del suo discorso che avessero eventualmente incontrato le perplessità dei docenti e degli studenti.
 
Non può esserci laicità senza tolleranza e senza propensione al dialogo.
 
Senza questi due pilastri fondamentali, non si può parlare di laicità, ma al massimo, di PSEUDO LAICISMO, sterile e fine a se stesso!!!
 
E’ stata persa una buona occasione!!!

 

 

 
 
 
 

La gita di Dante

 
 
Ebbene è così: c’è chi può e chi non può.
 
Infatti, il fine settimana c’è chi può fare la sua bella gita fuori porta
 
e chi, invece, deve accontentarsi della gita….. sulla porta
 
 
 
 
 
come ha saggiamente deciso di fare DANTE, il mio gatto.