Archivio mensile:febbraio 2008
Domanda su Diocleziano: soluzione
Domanda sulla battaglia delle Arginuse
Un’altra domanda facile facile
Il “dilemma” di Diocleziano
Inter Roma: ancora 4 minuti per vincere
INTER: CHE CAVOLO FAI?
Post su Sparta, leggenda nei secoli
Sparta, per il suo modello di educazione e di organizzazione politico – militare, ha sempre suscitato l’interesse e la curiosità di intellettuali e di uomini politici. Lo storico ateniese Senofonte (430 a.c. – 354 a.C.) ed il grande filosofo Platone (427 – 347 a.C.), ne avevano decantato le lodi. Ai loro occhi Sparta appariva esattamente l’opposto della Atene ricca, democratica e colta e il suo modello politico ed organizzativo veniva nostalgicamente rievocato come testimonianza del periodo dello splendore e della forza delle poleis. Di Sparta aveva colpito anche il fatto che, unica tra le "grandi" città greche, rifiutò l’uso della moneta che, anzi, provvide a rendere illegale.
Possiamo, dunque, dire che essa appariva come un porto, come un’ ancora di salvezza per gli aristocratici, ateniesi, che si sentivano minacciati dal progresso e dagli sviluppi politici del tempo? Sembra proprio di sì. Lo storico Senofonte esaltò nelle "ELLENICHE" questa scelta adottata dalla città peloponnesiaca, soprattutto sul piano etico e morale. Platone, invece, vagheggiando uno Stato ideale, fondato sulla giustizia e sul buon governo, lo identificò, per diversi aspetti, con Sparta, con la polis, cioé, che aveva abolito la proprietà privata e in cui l’intera comunità viveva secondo regole ferree, volte a radicare la virtù ed il coraggio nei suoi abitanti. L’eroismo e la virtù degli spartani, ma soprattutto delle spartane, vennero esaltate anche dallo storico Plutarco, vissuto tra il 46 d.C ed il 120 d.C.
Il caso emblematico di Sparta suscitò, poi, un largo interesse nel Rinascimento e nel periodo della Rivoluzione francese. In particolare, gli esponenti della Rivoluzione celebravano in Sparta e in Atene la mirabile fusione di operosità ed eroismo, che erano stati i tratti distintivi del mondo greco.
Ma Sparta, soprattutto nel primo Novecento, costituì, per altri aspetti, anche un modello negativo. Ciò accadde soprattutto in Germania, ai tempi dell’ascesa del nazismo al potere. La polis "leader" della lega pelopennesiaca, infatti, veniva additata come modello di purezza razziale e di ordine politico – costituzionale, per la presenza di una forte aristocrazia militare in grado di assoggettare le comunità conquistate (si veda, in proposito il rapporto tra Spartiati ed Iloti), per le leggi sui matrimoni che sembravano scaturire da idee legate alla purezza della razza, ma soprattutto per la rigida educazione militarista, tanto ammirata dai nazisti del Terzo Reich, non solo per il rifiuto netto della democrazia, ma anche per la soppressione dei bambini nati con deformazioni o con malattie congenite. Un atto deprecabile ed orrendo, ma che, evidentemente, gli spietati nazisti del III Reich apprezzavano ed imitavano alla perfezione. Ecco che cosa scrisse, nel 1937, lo storico Helmut Berve nell’opera intitolata "SPARTA": <<Educazione della gioventù, spirito di corpo, militarizzazione della vita, giusto posto assegnato all’individuo dopo prove che rasentano l’eroismo, doveri e valori per i quali noi lottiamo ancora oggi, tutto questo sembra aver trovato nell’antica Sparta una realizzazione eccezionale: l’ostinazione con cui un’aristocrazia piena della sua dignità si chiude, per la salvezza del suo alto ideale, ad un mondo dedito ad un prestigio esteriore, commercializzato, democratizzato, è profondamente commovente… Con l’aiuto del Fürher noi progettiamo di costruire un grande impero. L’esempio di Sparta ci deve ispirare>>. Naturalmente, queste affermazioni del Berve, soprattutto nella parte finale della citazione, risultano deliranti ed improntate a fanatismo, però costituiscono una ulteriore dimostrazione del mito e del fascino di questa città. Occorre, peraltro, affermare che i nazisti ammiratori della città peloponnesiaca, nel porre l’accento sul supposto razzismo spartano, commisero uno strumentale errore di valutazione, dal momento che il predominio degli spartiati sugli iloti, non può essere tout court ricollegato a motivazioni di purezza razziale. Quella degli Spartiati, infatti, più che una razza, era una classe sociale, un gruppo che aveva acquisito una posizione dominante nella città per ragioni militari.
Bob Marley: the legend
serie A
Risultati e classifiche della giornata odierna della serie A
Stasera si chiude con Milan – Palermo
Intanto, al momento, questa è la situazione, dopo la partita di ieri sera inficiata dagli errori arbitrali anti juventus:
Torino – Parma 4-4
Reggina – Juventus 2-1
Atalanta – Siena 2-2
Cagliari – Lazio 1-0
Empoli – Catania 2-0
Livorno – Napoli 1-2
Roma – Fiorentina 1-0
Sampdoria – Inter 1-1
Udinese – Genoa 3-5
Milan – Palermo
Classifica
Inter 60
Roma 51
Juventus 47
Fiorentina 41
Milan 38
Udinese 36
Sampdoria 35
Genoa 32
Atalanta 31
Palermo 31
Napoli 30
Torino 26
Lazio 26
Empoli 25
Catania 23
Livorno 23
Siena 22
Parma 22
Reggina 21
Cagliari 18
L’Inter, costretto a rinunciare a due giocatori eccellenti, soffre contro la Sampdoria, ma riesce poi ad agguantare il pareggio. La Roma conquista altri punti, consolidando il secondo posto, con il suo gioco, ma anche grazie al signor Dondarini, restando, però, ancora staccata nettamente dall’Inter.
Goleada del Genoa a Udine: risultato 3 – 5 per il Genoa.
Calaiò porta il Napoli alla vittoria, contro il Livorno.
Restano da ricordare la formidabile rimonta del Torino, ieri sera, contro il Parma e la vittoria, oggi, dell’Empoli sul Catania per 2-0.
In merito a Reggina – Juventus, stendiamo per il momento un velo pietoso.
Canone TV anche per il computer? No grazie!
Reggina – Juventus the day after: arbitraggio: 3=
Reggina – Juventus: la Reggina gioca in dodici grazie agli errori arbitrali
Reggina – Juventus
Io penso positivo
Jovanotti docet:
una bella canzone per esaltare l’ottimismo
Penso positivo
Jovanotti
Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo
Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo
niente e nessuno al mondo potrà fermarmi dal ragionare
niente e nessuno al mondo potrà fermare, fermare, fermare
quest’onda che va
quest’onda che viene e che va
quest’onda che va
quest’onda che viene e che va
quest’onda che va
quest’onda che viene e che va
quest’onda che va
quest’onda che viene e che va
Io penso positivo ma non vuol dire che non ci vedo
Io penso positivo in quanto credo
non credo nelle divise né tanto meno negli abiti sacri
che più di una volta furono pronti a benedir massacri
non credo ai fraterni abbracci che si confondon con le catene
io credo soltanto che
tra il male e il bene
è più forte il bene
Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo
Io penso positivo perché son vivo e finché son vivo
niente e nessuno al mondo potrà fermarmi dal ragionare
niente e nessuno al mondo potrà fermare, fermare, fermare
quest’onda che va
quest’onda che viene e che va
quest’onda che va
quest’onda che viene e che va
Uscire dal metro quadro dove ogni cosa sembra dovuta
guardare dentro alle cose c’è una realtà sconosciuta
che chiede soltanto un modo per venir fuori a veder le stelle
e vivere le esperienze sulla mia pelle, sulla mia pelle
Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo
Io penso positivo perché son vivo e finché son vivo
niente e nessuno al mondo potrà fermarmi dal ragionare
niente e nessuno al mondo potrà fermare, fermare, fermare
quest’onda che va
quest’onda che viene e che va
quest’onda che va
quest’onda che viene e che va
Io credo che a questo mondo
esista solo una grande chiesa
che passa da CHE GUEVARA
e arriva fino a MADRE TERESA
passando da MALCOM X attraverso
GANDHI e SAN PATRIGNANO
arriva da un prete in periferia
che va avanti nonostante il Vaticano
Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo
Io penso positivo perché son vivo e finché son vivo
niente e nessuno al mondo potrà fermarmi dal ragionare
niente e nessuno al mondo potrà fermare, fermare, fermare
quest’onda che va
quest’onda che viene e che va
quest’onda che va
quest’onda che viene e che va
La storia, la matematica, l’italiano, la geometria,
la musica…
…la fantasia