la spedizione in Sicilia

 
 
 
 
Se volete, rispondete a questo quesito (chi si scoccia faccia finta di non aver visto questo post):
 
Per quali ragioni Alcibiade convinse gli Ateniesi ad approvare la spedizione in Sicilia? Come si concluse e quale fu il ruolo effettivamente svolto da Alcibiade?

Domanda su Diocleziano: soluzione

Parzialmente corretta la risposta di e@y: Diocleziano, infatti,  ottenne effettivamente l’impero proprio nell’estate del 285, trovandosi solo al potere.
Tuttavia, era stato acclamato Augusto, cioé imperatore, dai suoi soldati il 20 novembre del 284.
Però solo dopo essersi sbarazzato del suo avversario Carino nel 285, presso il fiume Margus, corrispondente a quel fiume Morava che si trova nei Balcani, diventò ufficialmente imperatore.
Carino era il figlio maggiore di Marco Aurelio Caro ed era il fratello di Numeriano. Carino aveva governato, con l’imperatore Caro, nel 283. Nel 284 aveva governato con il fratello Numeriano. Nel 285 si scontrò con Diocleziano da cui fu sconfitto e ucciso.
 
Ecco perché molti testi fanno coincidere l’inizio dell’impero di Diocleziano con il 284 ed altri testi con il 285 d.C. .
Alcuni, in pratica, prendono come riferimento l’anno dell’acclamazione ad imperatore e ad Augusto (20 novembre 284). Altri, forse più giustamente, prendono come punto di riferimento l’anno in cui Diocleziano, sbarazzatosi del rivale, diventò ufficialmente imperatore, vale a dire nel 285. Il suo impero durò fino al 305.

Domanda sulla battaglia delle Arginuse

Corretta la risposta di Arag: la battaglia della Arginuse fu combattuta nel 406 a.C., nella fase finale del peloponneso, e fu vinta dagli Ateniesi. Tuttavia, sei strateghi furono giustiziati perchè condannati per non aver dato soccorso ai naufraghi. In tal modo, Atene, come ricorda anche Aristofane nella commedia "Le Rane" si privò di generali abilissimi che le avevano consentito di ottenere un importante trionfo militare.

Un’altra domanda facile facile

Quando fu combattuta e da chi fu vinta la battaglia delle Arginuse?

Il “dilemma” di Diocleziano

La domanda del giorno, a cui può rispondere chiunque lo voglia, anche facendo una semplice ricerca su internet, riguarda l’imperatore Diocleziano. 
 
Io confermerò la risposta in serata.
 
La domanda è questa:
 
Quando fu acclamato "Augusto" Diocleziano e quando, invece, ottenne effettivamente l’impero?
 
Come aiuto, posso dire che l’acclamazione di "Augusto" e l’ascesa al trono non avvennero nello stesso momento.
 
Forza, datevi da fare!!
 
 

Inter Roma: ancora 4 minuti per vincere

Inter – Roma 1-1
ancora qualche minuto per vincere contro la Roma!

INTER: CHE CAVOLO FAI?

Proprio oggi che gioca con la Roma l’Inter deve perdere?
 
Per motivi prettamente opportunistici, in quanto juventino, dico che l’Inter DEVE vincere, contribuendo a sfaldare la posizione della Roma al secondo posto della classifica. Anche perché se perde mi toccherà fare le condoglianze a tante persone!
 
"Inter: che cavolo fai?"

 
(adattamento di una canzone di Zucchero)

 
Nelle tue mani, anzi nei tuoi piedi, sono le risposte le speranze dei tifosi interisti e non solo.
 
 
 

Post su Sparta, leggenda nei secoli

Riporto qui il post su Sparta: chi può lo scarichi!
 
Comunque, costituirà oggetto di riflessione
 
Domani:     se non ci saranno SORPRESE, greco (interrogazione integrale) e latino con esercitazione
                  geografia (interrogazione, come già detto in classe)
 
Mercoledì:  full immersion nelle interrogazioni
 
 
 
Sparta, un mito sopravvissuto nei secoli (post dell’11 febbraio) 

 Sparta, per il suo modello di educazione e di organizzazione politico – militare, ha sempre suscitato l’interesse e la curiosità di intellettuali e di uomini politici. Lo storico ateniese Senofonte (430 a.c. – 354 a.C.) ed il grande filosofo Platone (427 – 347 a.C.), ne avevano decantato le lodi. Ai loro occhi Sparta appariva esattamente l’opposto della Atene ricca, democratica e colta e il suo modello politico ed organizzativo veniva nostalgicamente rievocato come testimonianza del periodo dello splendore e della forza delle poleis. Di Sparta aveva colpito anche il fatto che, unica tra le "grandi" città greche, rifiutò l’uso della moneta che, anzi, provvide a rendere illegale.

Possiamo, dunque, dire che essa appariva come un porto, come un’ ancora di salvezza per gli aristocratici,  ateniesi, che si sentivano minacciati dal progresso e dagli sviluppi politici del tempo? Sembra proprio di sì. Lo storico Senofonte esaltò nelle "ELLENICHE" questa scelta adottata dalla città peloponnesiaca, soprattutto sul piano etico e morale. Platone, invece, vagheggiando uno Stato ideale, fondato sulla giustizia e sul buon governo, lo identificò, per diversi aspetti,  con Sparta, con la polis, cioé, che aveva abolito la proprietà privata e in cui l’intera comunità viveva secondo regole ferree, volte a radicare la virtù ed il coraggio nei suoi abitanti.  L’eroismo e la virtù degli spartani, ma soprattutto delle spartane, vennero esaltate anche dallo storico Plutarco, vissuto tra il 46 d.C ed il 120 d.C.

Il caso emblematico di Sparta suscitò, poi, un largo interesse nel Rinascimento e nel periodo della Rivoluzione francese. In particolare, gli esponenti della Rivoluzione celebravano in Sparta e in Atene la mirabile fusione di operosità ed eroismo, che erano stati i tratti distintivi del mondo greco.

Ma Sparta, soprattutto nel primo Novecento, costituì, per altri aspetti, anche un modello  negativo. Ciò accadde soprattutto in Germania, ai tempi dell’ascesa del nazismo al potere. La polis "leader" della lega pelopennesiaca, infatti, veniva additata come modello di purezza razziale e di ordine politico – costituzionale, per la presenza di una forte aristocrazia militare in grado di assoggettare le comunità conquistate (si veda, in proposito il rapporto tra Spartiati ed Iloti), per le leggi sui matrimoni che sembravano scaturire da idee legate  alla purezza della razza, ma soprattutto per la rigida educazione militarista, tanto ammirata dai nazisti del Terzo Reich, non solo per il rifiuto netto della democrazia, ma anche per la soppressione dei bambini nati con deformazioni o con malattie congenite. Un atto deprecabile ed orrendo, ma che, evidentemente, gli spietati nazisti del III Reich apprezzavano ed imitavano alla perfezione. Ecco che cosa scrisse, nel 1937, lo storico Helmut Berve nell’opera intitolata "SPARTA": <<Educazione della gioventù, spirito di corpo, militarizzazione della vita, giusto posto assegnato all’individuo dopo prove che rasentano l’eroismo, doveri e valori per i quali noi lottiamo ancora oggi, tutto questo sembra aver trovato nell’antica Sparta una realizzazione eccezionale: l’ostinazione con cui un’aristocrazia piena della sua dignità si chiude, per la salvezza del suo alto ideale, ad un mondo dedito ad un prestigio esteriore, commercializzato, democratizzato, è profondamente commovente… Con l’aiuto del Fürher noi progettiamo di costruire un grande impero. L’esempio di Sparta ci deve ispirare>>. Naturalmente, queste affermazioni del Berve, soprattutto nella parte finale della citazione, risultano deliranti ed improntate a fanatismo, però costituiscono una ulteriore dimostrazione del mito e del fascino di questa città. Occorre, peraltro, affermare che i nazisti ammiratori della città peloponnesiaca, nel porre l’accento sul supposto razzismo spartano, commisero uno strumentale errore di valutazione, dal momento che il predominio degli spartiati sugli iloti, non può essere tout court ricollegato a motivazioni di purezza razziale. Quella degli Spartiati, infatti, più che una razza, era una classe sociale, un gruppo che aveva acquisito una posizione dominante nella città per ragioni militari.

Bob Marley: the legend

Non aggiungo parole, solo due video musicali del grande Bob Marley, peraltro su due temi molto attuali!!
 
        

serie A

 

Risultati e classifiche della giornata odierna della serie A

 

Stasera si chiude con Milan – Palermo

 

Intanto, al momento, questa è la situazione, dopo la partita di ieri sera inficiata dagli errori arbitrali anti juventus: 

 

 

Torino – Parma 4-4

Reggina – Juventus 2-1

Atalanta – Siena 2-2

Cagliari – Lazio 1-0

Empoli – Catania 2-0

Livorno – Napoli 1-2

Roma – Fiorentina 1-0

Sampdoria – Inter 1-1

Udinese – Genoa 3-5

Milan – Palermo

 

 

Classifica

Inter 60

Roma 51

Juventus 47

Fiorentina 41

Milan 38

Udinese 36

Sampdoria 35

Genoa 32

Atalanta 31

Palermo 31

 Napoli 30

Torino 26

Lazio 26

Empoli 25

Catania 23

Livorno 23

Siena 22

Parma 22

Reggina 21

Cagliari 18

 

L’Inter, costretto a rinunciare a due giocatori eccellenti, soffre contro la Sampdoria, ma riesce poi ad agguantare il pareggio. La Roma conquista altri punti, consolidando il secondo posto, con il suo gioco, ma anche grazie al signor Dondarini, restando, però, ancora staccata nettamente dall’Inter.

 

Goleada del Genoa a Udine: risultato 3 – 5 per il Genoa.

 

Calaiò porta il Napoli alla vittoria, contro il Livorno.

 

Restano da ricordare la formidabile rimonta del Torino, ieri sera, contro il Parma e la vittoria, oggi, dell’Empoli sul Catania per 2-0.

 

In merito a Reggina – Juventus, stendiamo per il momento un velo  pietoso.

 

Canone TV anche per il computer? No grazie!

Questa è davvero comica:
 
la R.A.I., nel tentativo di battere cassa dappertutto, sta inondando di lettere tutti i possessori un personal computer in cui, con toni definiti minatori dal garante per le Telecomunicazioni, si cerca di imporre il pagamento di un canone anche per il possesso del computer, in quanto strumento atto a ricevere i programmi televisivi via internet.
 
Ciascuno di noi e di voi, dunque, potrebbe essere costretto  a pagare una cifra che andrebbe ad aggiungersi a quella già pagata per il normale canone RAI.
 
La Repubblica ha promosso una raccolta di firme, ognuno può firmare la propria contrarietà ad una proposta indecente come questa, andando al sito:
 
 
Non pensino di imporci anche questo!! Pensino, piuttosto, a trasmettere programmi migliori e più degni di un vero servizio pubblico.
 
 
 
 

Reggina – Juventus the day after: arbitraggio: 3=

 
 
 
 
 
Arbitro partita Reggina – Juventus:
 
 
 
                     3=
 
    E sono stato pure clemente!!
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Che voto dareste all’arbitro della partita Reggina – Juventus?
 
Io, tutto sommato, voglio essere clemente e, quindi, gli darei un "bel"  3= , per come ha arbitrato la partita e per come, a tempo scaduto, si sia lasciato sfuggire il polso della situazione e della disciplina sul campo, finendo di rovinare una partita, già inficiata da errori macroscopici, con l’espulsione di Zanetti a gara già conclusa.
 
Moltissime, come del resto era inevitabile, le polemiche per gli errori arbitrali che hanno deciso l’esito di questa partita. 
 
Vediamo in che modo i grandi giornali sportivi confortano questa mia opinione:
 
Tuttosport titola in prima pagina:
 
CHE VERGOGNA
Reggina – Juve (2-1) decisa dagli errori dell’arbitro Dondarini
 
Ancora più duro il titolo del Corriere dello sport:
 
SCIPPATA LA JUVE
Dondarini concede un rigore dubbio alla Reggina, ne nega tre ai bianconeri: finisce 2-1. Ranieri: "avete visto tutti". Cobolli: "intervenga la federazione, non ne possiamo più!"
 
Che cosa possiamo dire di più?
 
Un arbitraggio "disastroso", come si legge anche sul sito online del giornale La Stampa http://www.italysoft.com/news/la-stampa.html,
ha determinato in modo (in)usuale l’esito della partita!
 
 
E voi, che voto dareste al signor Dondarini, arbitro di questa contestata partita?
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Reggina – Juventus: la Reggina gioca in dodici grazie agli errori arbitrali

 
 
 
 
 
Reggina – Juventus: la Reggina gioca in dodici per gli errori arbitrali!!
 
 
Partita molto strana, questa disputata  stasera, anzi quasi kafkiana!! La Juventus merita dei rigori, ma la Reggina se li prende!!
 
 
Quattro, a voler essere pignoli tre, infatti, sono stati i rigori non concessi alla Juventus. Un calcio di rigore inesistente concesso, invece, alla Reggina al 93^ del secondo tempo. Ancora alcuni secondi di recupero da giocare, ma la partita DEVE finire prima del recupero assegnato, però, dopo il fischio finale, a partita conclusa, c’è il tempo di espellere Zanetti.
 
Che dire: nel primo tempo la Juventus non ha giocato al meglio delle sue possibilità (ma restano comunque i rigori  negati). La Reggina ha giocato una bella partita, ma è stata praticamente assediata nella sua metà campo in tutto il secondo tempo. Il possesso di palla è stato nettamente favorevole alla Juventus.
La Juventus ha fatto un’ottima gara nel secondo tempo. La Reggina ha senza dubbio compiuto un’impresa e di questo le va dato atto.
 
C’è solo un problema: la Juventus ha giocato in undici (in dieci per espulsione di Zanetti a partita già finita), la Reggina, invece, ha giocato in DODICI!!!
 
Giustamente INCAZZATO Ranieri!! E giustamente arrabbiati tutti i tifosi bianconeri!!
 
Si avverte l’assenza di Trezeguet e di Iaquinta. Grandi, nel complesso, i giocatori della Reggina. Grandissimi quelli della Juventus ed, in particolare, Sissoko, Del Piero, Camoranesi, Nedved. Piccolo, molto piccolo qualche altro che avrebbe dovuto svolgere meglio, durante la gara, il suo ruolo!!! 
 
 
 
 

Reggina – Juventus

Zlatan Ibrahimovic e Julio Cruz non sono stati convocati, per la partita contro la Sampdoria, dal mister dell’Inter Mancini. Mancini, dunque, dovrà affidarsi alla coppia Crespo e Suazo. Però, è probabile che l’assenza di Ibrahimovic e di Cruz faccia la differenza!! Io, però, non azzardo pronostici.
 
Intanto, nel giorno in cui il Parma sta sconfiggendo il Torino per 4-2, comincio a concentrarmi sull’imminente partita dell’altra SUPER squadra torinese, impegnata nella gara di anticipo con la REGGINA. Partita che vorrei che finisse con due gol di vantaggio per la Juve. Comunque, ci starebbe bene un bel 3-1!!
 
Audax fortuna Juventus!!
 
 

Io penso positivo

Jovanotti docet:

una bella canzone per esaltare l’ottimismo

 

 

Penso positivo

Jovanotti

Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo
Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo
niente e nessuno al mondo potrà fermarmi dal ragionare
niente e nessuno al mondo potrà fermare, fermare, fermare
quest’onda che va
quest’onda che viene e che va
quest’onda che va
quest’onda che viene e che va
quest’onda che va
quest’onda che viene e che va
quest’onda che va
quest’onda che viene e che va
Io penso positivo ma non vuol dire che non ci vedo
Io penso positivo in quanto credo
non credo nelle divise né tanto meno negli abiti sacri
che più di una volta furono pronti a benedir massacri
non credo ai fraterni abbracci che si confondon con le catene
io credo soltanto che
tra il male e il bene
è più forte il bene
Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo
Io penso positivo perché son vivo e finché son vivo
niente e nessuno al mondo potrà fermarmi dal ragionare
niente e nessuno al mondo potrà fermare, fermare, fermare
quest’onda che va
quest’onda che viene e che va
quest’onda che va
quest’onda che viene e che va
Uscire dal metro quadro dove ogni cosa sembra dovuta
guardare dentro alle cose c’è una realtà sconosciuta
che chiede soltanto un modo per venir fuori a veder le stelle
e vivere le esperienze sulla mia pelle, sulla mia pelle
Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo
Io penso positivo perché son vivo e finché son vivo
niente e nessuno al mondo potrà fermarmi dal ragionare
niente e nessuno al mondo potrà fermare, fermare, fermare
quest’onda che va
quest’onda che viene e che va
quest’onda che va
quest’onda che viene e che va
Io credo che a questo mondo
esista solo una grande chiesa
che passa da CHE GUEVARA
e arriva fino a MADRE TERESA
passando da MALCOM X attraverso
GANDHI e SAN PATRIGNANO
arriva da un prete in periferia
che va avanti nonostante il Vaticano
Io penso positivo perché son vivo, perché son vivo
Io penso positivo perché son vivo e finché son vivo
niente e nessuno al mondo potrà fermarmi dal ragionare
niente e nessuno al mondo potrà fermare, fermare, fermare
quest’onda che va
quest’onda che viene e che va
quest’onda che va
quest’onda che viene e che va
La storia, la matematica, l’italiano, la geometria,
la musica…
…la fantasia