L’anarchia militare. Sviluppi politici nell’Impero di Roma tra II e III secolo d.C.
Nel II secolo d.C., meglio conosciuto come beatissimum saeculum, l’impero aveva vissuto il suo periodo di maggior splendore ed aveva saputo realizzare una situazione di grande equilibrio nella società romana. Eppure, proprio in questa fase, non erano mancati segnali che lasciavano presagire la crisi futura: in particolare, sotto il regno di Marco Aurelio (161 – 180 d.C.), l’impero era stato sconvolto da guerre e rivolte sia sul versante britannico, dove la pressione dei barbari era diventata assai più minacciosa che in passato, sia sul versante orientale, dove i Parti, successivamente fermati e respinti oltre il Tigri e l’Eufrate dalle truppe guidate dal generale Avidio Cassio, avevano invaso la Mesopotamia, l’Armenia e la Siria.
A Nord della nostra Penisola le popolazioni dei Marcomanni e dei Quadi avevano oltrepassato i confini del Danubio per spingersi fino alla città di Aquileia, oggi in provincia di Udine (166 d.C.), e solo dopo alcuni anni, nel 175, queste popolazioni furono ricacciate dalle truppe guidate dallo stesso Marco Aurelio, all’interno dei loro territori.
Sul piano giuridico e politico, con Marco Aurelio si era interrotto l’equilibrio , inaugurato dalla formula nerviana del principato adottivo, con la designazione di Commodo, suo figlio, quale successore al trono. Da questo momento l’esercito tornò a condizionare la nomina degli imperatori e, quindi, la scena politica imperiale. Alla morte di Commodo, il cui governo era durato dal 180 al 192, si scatenò una lotta feroce per la successione e a prevalere, in una prima fase, fu Elvio Pertinace, uomo legato al senato e, quindi, poco gradito all’esercito ed in particolare ai pretoriani.
Nel 193 d.C., divenne imperatore Settimio Severo, che fu il capostipite di una dinastia che avrebbe governato, fino al 235, con l’ultimo suo esponente Alessandro Severo. Proprio la dinastia dei Severi finì con il rafforzare il peso degli eserciti e ciò avrebbe provocato, nel successivo periodo compreso tra il 235 ed 268, una vera e propria situazione di anarchia militare.