Archivio mensile:febbraio 2008
Cancro sconfitto da due gemelline ancora non nate
Scioglimento Camere
festa
Il grande TOTO’
Dal film:"Toto’ Peppino e la malafemmina"
Signorina (intestazione autonoma)
veniamo noi con questa mia a dirvi, adirvi una parola, che scusate se sono poche ma 700 mila lire ;a noi ci fanno specie che quest’anno, una parola, c’e’ stata una grande moria delle vacche come voi ben sapete . : questa moneta servono a che voi vi consolate dei dispiacere che avreta perche’ dovete lasciare nostro nipote che gli zii che siamo noi medesimi di persona vi mandano questo perche’ il giovanotto e’ uno studente che studia che si deve prendere una laura che deve tenere la testa al solito posto cioe’ sul collo . ; . ;
salutandovi indistintamente
i fratelli Caponi(che siamo noi) Questo: apri una parente e scrivi "che siamo noi". Hai aperto la parente? Chiudila!!
Dal film:"Miseria e nobiltà"
Caro Giuseppe, cumpare e nepote
TOTÒ – Una lettera?
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Oggi
Fiorentina – Milan
boh?
Juventus – Cagliari SOLO un misero pareggio
Rigore fallito
BRIVIDO CAGLIARI
partite – pronostico
Forse sarà salvo il giornalista afgano Sayed Pervez Kambaksh
salviamo il giornalista Sayed Pervez Kaambakhash
Salvate il giornalista afgano
Sayed Pervez Kaambakhsh
Sayed Pervez Kaambakhsh, 23 anni, giornalista afgano è in prigione da tre mesi e, ora, rischia una condanna a morte per aver scritto un articolo considerato "blasfemo" e offensivo per il profeta Maometto. Un ordine del giorno del senato afgano ha chiesto per lui la pena capitale.
Noi sottoscritti, aderiamo all’appello del Parlamento Europeo rivolto al presidente Karzai, al segretario dell’Onu e al popolo afgano per salvare la sua vita di Sayed Pervez. Conosciamo bene la personale aspirazione del presidente dell’Afghanistan Hamid Karzai alla realizzazione di una società democratica. Apprezziamo la sua volenterosa opera di ricostruzione di una nazione che ha sofferto lunghi anni di oppressione e violenze e consideriamo le enormi difficoltà culturali, economiche e sociali con cui è costretto quotidianamente a confrontarsi. Resta il fatto che il presidente Karzai dovrebbe rendersi conto che un tale episodio rischia di colpire al cuore il processo di ricostruzione democratica avviato, facendolo nettamente regredire.
Riteniamo che la vittoria della libertà, della democrazia e di tutti gli altri diritti civili nel paese afgano, come in tutto il mondo, non dipenda solo dal raggiungimento di una stabilizzazione militare, ma anche dal conseguimento di una democrazia, resa significativa dalla presenza di tutte le garanzie a tutela di un’esistenza libera. Perciò chiediamo alle autorità afgane di salvare la vita di Sayed Pervez e di restituirgli la libertà.
per firmare l’appello andare sul sito
http://www.repubblica.it/speciale/2007/appelli/sayed_pervez/index.html