Traduzione versioni in classe

Codro si immola per la patria
 
Intrapresa la guerra con gli Ateniesi, i Dori inviarono ambasciatori presso(il santuario di) Apollo Delfico ed interrogarono il suo oracolo sull’esito della guerra. Sappiamo che Apollo così rispose agli ambasciatori: “Sarete vincitori se non ucciderete Codro”. E così i Dori ordinarono ai loro soldati di preservare con grande attenzione la vita del re. Tuttavia, Codro, re degli Ateniesi, conosciuto il responso dell’oracolo, decise di andare incontro ad una morte volontaria e di salvare Atene ed i suoi cittadini. Codro subito cambiò il suo abito, fu simile ad un servo nell’aspetto e così entrò furtivamente nell’accampamento dei nemici. Allora i soldati si avventarono su Codro e lo uccisero con una spada. Dunque, è noto che per la morte volontaria del re l’esito della guerra fu favorevole e la città degli Ateniesi fu libera
 
 
I trecento Fabii
 
 

È noto che gli Etruschi ed I Veienti furono sempre ostili ai Romani e che spesso avevano mosso guerra contro Roma. Quindi, scatenata una nuova guerra e dirigendosi i nemici contro la città di Roma, trecento nobili uomini, della famiglia Fabia, presero le armi e difesero Roma. Uomini coraggiosi e forti, i Fabii combatterono presso il fiume Cremera contro le truppe dei nemici e furono spesso vittoriosi. Ma in seguito i nemici ripresero il combattimento e costrinsero i Fabii a retrocedere in un colle leggermente elevato. Intanto i nemici avevano diviso le loro truppe in due parti: gli Etruschi avevano occupato la parte anteriore del colle, i Veienti giungevano da dietro. I Fabii attaccarono un duplice combattimento sul colle: sconfissero gli Etruschi, ma all’improvviso le truppe dei Veienti da dietro salirono sulla cima del colle e massacrarono tutti i Fabii fino all’ultimo.

 
 
 

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