Cinque importanti favole di Esopo

Cinque favole di Esopo sempre attuali (come tutte le favole di Esopo) da tenere sempre presenti prima di agire in modo avventato!
 
 
La donna e la gallina
(Esopo, 90)
 
Una vedova aveva una gallina che le donava un uovo al giorno. Una volta pensò: "Se aumento la quantità di grano che le do per mangiare, mi sfornerà ogni giorno due uova!" E così fece. Ma la gallina ingrassò tanto che non fu più in grado di darle nemmeno quell’unico uovo.
       La favola dimostra che quanti per avidità aspirano ad avere di più perdono anche ciò che hanno a portata di mano.
 
 
 
La giovenca e il bue
(Esopo, 92)
 
Una giovenca, che vedeva un bue al lavoro, lo considerava disgraziato perché era costretto a sobbarcarsi tutta quella fatica. Ma capitò una festa: allora sciolsero il bue e presero la giovenca per sacrificarla. A quella vista il bue sorrise e disse: "Cara la mia giovenca, ecco perché stavi senza far niente, eri destinata entro breve tempo al sacrificio.
         La favola dimostra che chi è ozioso va incontro ai pericoli
 
 
 
Il cervo e la vigna
(Esopo 103)
Un cervo braccato dai cacciatori si nascose fra i tralci di una vigna. Quando vide che gli inseguitori erano passati oltre il suo nascondiglio, si credette ormai completamente al sicuro e incominciò a mangiare le foglie della vite. Ma i cacciatori, appena sentirono le fronde agitarsi, si volsero e, immaginando – come appunto era – che in mezzo alla vigna si tenesse nascosto qualche animale, trafissero il cervo con le loro frecce. "Ben mi sta", sospirò quello morendo, "infatti non avrei dovuto maltrattare chi mi aveva salvato"
        La favola dimostra che quanti fanno del male ai loro benefattori vengono puniti dagli dei.
 
 
Un capretto e il lupo che suonava l’aulos
(Esopo, 107)
Un capretto che, rimasto indietro rispetto al gregge, era inseguito da un lupo, a un certo punto si voltò e gli disse: "So bene, lupo, che sto per diventare il tuo pasto. Su, non farmi morire senza onore, suona l’aulos, in modo che io possa danzare". Ma, mentre il lupo suonava l’aulos e il capretto ballava, sbucarono fuori i cani, attirati dalla musica, e si precipitarono alla caccia del lupo. E costui, voltatosi, disse al capretto: "Ben mi sta: visto che sono un macellaio, non avrei dovuto mettermi a suonare l’aulos".
          Così quanti agiscono senza tenere conto delle circostanze perdono anche ciò che stringono già tra le mani
 
 
Il corvo ed Ermes
(Esopo, 166)
 
Un corvo preso al laccio pregò Apollo, facendo voto di offrirgli dell’incenso, ma a pericolo scampato dimenticò la promessa. Un giorno, però, fu di nuovo preso al laccio e, lasciato perdere Apollo, promise di fare un sacrificio ad Ermes. Ma il dio gli disse: "Perfido, come potrò crederti, dopo che hai rinnegato e offeso il tuo primo signore?"
            Quanti si mostrano ingrati verso i benefattori, nei momenti di difficoltà non troveranno nessuno che li aiuti.
 
 
 
 

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