Dome mi porti?

Dove mi porti, mia arte?
 
Dove mi porti, mia arte?
Im che remoto
deserto territorio
a un tratto mi sbalestri?
 
 
In che paradiso di salute,
di luce e di libertà,
arte, per incantesimo mi scorti?
 
 
Mia? Non è mia questa arte,
la pratico, la affino,
le apro le riserve
umane di dolore,
divine me ne appresta
lei di ardore
e di contemplazione
nei cieli in cui m’inoltro…
 
 
Oh mia indecifrabile conditio,
mia insostenibile incarnazione!
 
(Mario Luzi)

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