SIGNORI, ECCO A VOI LA PARABOLA DEL CAVALIERE CALVO!!
IL CAVALIERE CALVO
Un calvo andava a cavallo con una parrucca in testa. A un tratto si alzò il vento e gli portò via la parrucca, suscitando grande ilarità tra i presenti. Allora l’uomo fermò il cavallo e disse: "Che c’è di strano se dei capelli non miei fuggono lontano da me, visto che hanno abbandonato anche il loro proprietario, assieme al quale erano nati?"
Non dobbiamo rattristarci se siamo colpiti da una disgrazia, perché ciò che la natura non ci assegna dalla nascita non si conserva a lungo: nudi siamo venuti al mondo e nudi ce ne andremo.
"La vie en rose" è il titolo del film biografico incentrato sulla vita travagliata di una delle più grandi cantanti francesi ed internazionali di tutti i tempi: si tratta di Edith Piaf, l’ étoile della chanson réaliste. Ottima, anzi potremmo dire mimetica, l’interpretazione dell’attrica che incarna la cantante francese, Marion Cotillard.
Commovente il finale del film con la celeberrima canzone – testamento: Rien de rien, cantata dall’attrice nel 1961 all’Olympia di Parigi, due anni prima della sua morte, avvenuta nell’ottobre del 1963.
Il film verrà replicato su Sky il 21 maggio. Assolutamente da non perdere
Inserisco la versione originale della canzone e quella offertaci dal finale del film
Aggiungo una bella versione recente della cantante Isabelle Boulay
duo con edith piaf
qui c’è il testo in francese:
Non, je ne regrette rien
Non! Rien de rien … Non ! Je ne regrette rien Ni le bien qu’on m’a fait Ni le mal tout ça m’est bien égal ! Non ! Rien de rien … Non ! Je ne regrette rien… C’est payé, balayé, oublié Je me fous du passé!
Avec mes souvenirs J’ai allumé le feu Mes chagrins, mes plaisirs Je n’ai plus besoin d’eux !
Balayés les amours Et tous leurs trémolos Balayés pour toujours Je repars à zéro …
Non ! Rien de rien … Non ! Je ne regrette nen … Ni le bien, qu’on m’a fait Ni le mal, tout ça m’est bien égal !
Non ! Rien de rien … Non ! Je ne regrette rien … Car ma vie, car mes joies Aujourd’hui, ça commence avec toi !
Da youtube posto i video del suo ultimo concerto all’Olympia:
Non esagerate, non calcate la mano e non esasperate una situazione già incandescente!
La misura sembra essere colma!
Mi riferisco alle varie ipotesi di introduzione del reato di immigrazione clandestina (peraltro in un decreto legge) e ad altre ipotesi estreme che non fanno altro che rinfocolare il clima da caccia alle streghe, o meglio, all’immigrato che si è scatenato in questi giorni.
Chi governa ha il dovere di essere responsabile e non può cavalcare sempre la tigre del malcontento popolare.
Bisogna conciliare le esigenza sacrosante della sicurezza dei cittadini con quelle dell’accoglienza e dell’integrazione degli immigrati onesti che vengono nel nostro Paese per trovare un lavoro onesto.
Lasciarsi andare a sentimenti xenofobi sarebbe profondamente diseducativo, soprattutto perché ci allontana dall’Europa e perché non possiamo dimenticare che anche noi siamo stati un popolo di emigranti fino ad alcuni decenni fa.