Per chi ha avuto modo di apprezzare questi cartoon negli anni trascorsi, ecco qui, direttamente da youtube, il primo episodio di POPEYE, Braccio di Ferro.
I consoli Tito Veturio e Spurio Postumio, mentre combattevano la guerra contro i Sanniti, furono tratti in un’imboscata da Ponzio Telesino, il generale dei nemici. Infatti, egli inviò dei finti disertori. Quelli dissero ai Romani che Luceria Apula era assediata dai Sanniti. Due strade conducevano a Luceria Apula: una lunga, ma sicura, l’altra breve, ma pericolosa. I Romani intrapresero la strada breve: pertanto Ponzio, avendo catturato i soldati romani con un’imboscata (infatti il luogo è chiamato Forche Caudine), chiese al padre Erennio che cosa bisognasse fare. Erennio rispose: "Uccidili tutti, così indebolirai le truppe dei Romani, oppure rilasciali tutti sani e salvi, così i Romani ci saranno sempre riconoscenti per il favore". Ma Ponzio non diede retta al padre e inviò i Romani sotto il giogo.
In quel tempo fu dichiarata guerra ai Tarentini poiché gli abitanti di Taranto avevano recato offesa agli ambasciatori romani (letteralm: "dei Romani"). Questi chiesero aiuto a Pirro, re dell’Epiro contro i Romani. Egli subito venne in Italia. Allora per la prima volta i Romani combatterono con un nemico d’oltremare. Contro Pirro fu inviato il console P. Valerio Levino. Attaccata battaglia, Pirro, mentre ormai si apprestava a fuggire, vinse con l’aiuto degli elefanti, poiché questi animali spaventarono i Romani. Ma la notte pose fine al combattimento; Levino di notte fuggì, Pirro catturò molti Romani, ma li trattò con sommo onore e seppellì quelli che erano stati uccisi. Ma la guerra si prolungava e Pirro si diresse in Sicilia. In seguito ritornò in Italia e giunse a Malevento dove fu sconfitto dai Romani. Infine, perse la vita in Grecia.
Sappiamo che Roma, avendo i Tarentini recato offesa agli ambasciatori romani, dichiarò guerra contro di loro. Gli abitanti di Taranto chiamarono Pirro, re degli Epiroti, in Italia. Il re giunse in Italia con un grande esercito e sconfisse i Romani presso Eraclea ed Ascoli. Ma i Romani, riorganizzato l’esercito, combatterono strenuamente insieme agli alleati contro i nemici. Su ordine di Pirro Cinea venne a Roma e propose ai Romani la pace, ma i senatori, ascoltato il discorso di Magone, risposero: "Tra i Romani e gli Epiroti non ci sarà nessun trattato se Pirro non si sarà allontanato dall’Italia". Dunque Pirro combatté in Sicilia contro i Cartaginesi, quindi condusse di nuovo l’esercito in Italia. Pirro fu sconfitto in modo pesante presso Malevento. Infine, il re degli Epiroti abbandonò l’Italia e si ritirò in Grecia.
Pirro, re degli Epiroti, venne in Italia. Egli, desiderando il dominio del mondo e vedendo i Romani potenti, consultò Apollo sulla guerra. Apollo rispose in modo ambiguo: "Dico, o Pirro, che tu puoi sconfiggere i Romani". Udite queste prole, Pirro portò aiuto agli abitanti di Taranto. Attaccò guerra contro i Romani e gettò nel panico il console Levino, presso Eraclea, con la novità degli elefanti. Si diresse in Sicilia e offrì aiuto alle città della Magna Grecia contro Cartagine. I soldati cartaginesi furono sconfitti, ma Pirro non concluse la guerra in Sicilia. In seguito dalla Sicilia venne a Taranto: combatté di nuovo contro i Romani presso Malevento, ma fu sconfitto. Allora tornò in Grecia e mentre assediava Argo fu ucciso dal colpo di una tegola. Il suo corpo fu sepolto in modo sontuoso.