Una bella notizia

Una bella notizia
 
Sì, proprio una bella notizia.
 
Lo dico perché si tratta della conclusione felice di una vicenda allo stesso tempo tremenda ed assurda!
 
Sentite di che cosa mi accingo a scrivere:
 
è accaduto a Pavia, la protagonista è una bambina di sei anni, di cui viene indicato solo il nome di battesimo, Chiara.
 
Ebbene, chi la osserva adesso nelle foto pubblicate sugli organi di stampa, vede una bambina paffuta in volto, tutta intenta a gustarsi un bel gelato alla fragola, come una qualsiasi altra persona.
 
Ma fino a 12 mesi fa tutto questo non sarebbe stato possibile, le foto di questa bambina avrebbero evidenziato un’altra persona: una bambina tutta pelle e ossa, di molto più magra.
 
La piccola Chiara, infatti, caso unico in Italia, soffriva di una malattia genetica che le bloccava l’intestino: anche il più piccolo assaggio avrebbe comportato crisi difficili da fronteggiare, sicché per molti anni è stata costretta ad alimentarsi con un sondino. Dopo vari interventi, tutti senza esito, Chiara è stata operata dall’equipe pediatrica del San Matteo di Pavia, coordinata dal professor Giuseppe Martucciello. L’intervento, che può essere considerato pionieristico nel nostro Paese, è riuscito alla perfezione. Così, dopo circa un anno, in cui la piccola Chiara è stata abituata gradualmente a mangiare come gli altri bambini della sua età, è stato tolto anche l’ultimo sondino che le rimaneva e ora sta bene e può nutrirsi come tutti gli altri !!
 
Non c’è solo malasanità nel nostro Paese, dunque!! 

Contro la Romania obbligo di vittoria!!

 
 
Contro la Romania non si può sbagliare
 
Rivoluzione con 4-5 cambi. Novità anche in difesa
Chiellini al centro e Grosso a sinistra. Cassano è il jolly

Con la Romania vietato sbagliare
Ora tocca a Del Piero e De Rossi

dal nostro inviato ENRICO CURRO’

 

De Rossi in allenamento

BADEN – Dalla formula Milan alla formula Roma più Del Piero: venerdì a Zurigo la Nazionale, obbligata a battere la Romania per restare dentro l’Europeo, potrebbe cambiare così, con l’inserimento di De Rossi e con Del Piero in campo dall’inizio con la fascia da capitano. Il turnover sarebbe robusto: cinque novità, con gli innesti di Del Piero, De Rossi, Perrotta, Chiellini e Grosso, rispetto alla disfatta con l’Olanda.

Sono passati appena nove giorni, da quando la Nazionale si tuffò tra la folla del Sudstadt Stadion – settemila persone festanti – per il suo primo e unico allenamento pubblico in terra austriaca. Eppure sembra un secolo fa: ieri, al rientro dalla batosta svizzera, i campioni del mondo si sono ritrovati completamente soli. Una piccola claque di venti ospiti e sponsor di Casa Azzurri li ha incoraggiati, con gli applausi e con un abbozzo di coretto per il ct ("Forza Roberto"). Ma è evidente il progressivo raffreddamento della non folta comunità italiana a Vienna, una volta constatata l’impossibilità di avvicinare la squadra.
Nemmeno un cacciatore d’autografi ha aspettato il pullman all’uscita e il tifoso irriducibile superstite era un pensionato, l’ex console commerciale d’Austria a Milano, molto critico nel suo accento teutonico: "Ke telusione, hanno ciocato senza crinta". La scarsa grinta è il difetto che Donadoni aveva appena rilevato, durante la lunga riunione tecnica mattutina (un’ora): "L’Olanda era più cattiva".

Gli errori tattici – l’arretramento in fase difensiva e il conseguente aumento della distanza tra Toni e i compagni – sono stati l’oggetto della lezione. Poi Cannavaro e Del Piero hanno sottolineato la necessità che il gruppo resti unito, senza scaricare la responsabilità della sconfitta sui singoli (nel caso specifico su Materazzi, Barzagli e Panucci). La parola d’ordine è che l’Europeo della Nazionale non è più nella fase a gironi, ma si è ormai trasformato in un’eliminazione diretta: con la Romania si giocano i sedicesimi di finale e, in caso di vittoria, con la Francia gli ottavi: "Dobbiamo vincere sempre e basta".

Per riuscirci, il ct non esiterà a ricorrere al turnover, soprattutto per ragioni di recupero fisico-atletico. Le opzioni sono due: il modulo del secondo tempo di Berna, col centrocampo a tre, il trequartista (Camoranesi o Cassano) e le due punte (Toni e Del Piero) oppure il sistema di gioco della Roma, con due mediani e tre centrocampisti d’attacco dietro il centravanti. Nell’uno e nell’altro caso cambieranno non meno di quattro o cinque titolari.

Donadoni faceva parte dell’Italia di Sacchi, che a Euro ’96 cambiò cinque giocatori tra la prima (vinta) con la Russia e la seconda (persa) con la Repubblica Ceca: l’azzardo costò l’eliminazione. Ma allora la motivazione – fare riposare i titolari – era opposta rispetto all’attuale esigenza di ritoccare la squadra per vincere.

Nel possibile 4-2-3-1, in difesa entrerebbero Chiellini al centro (per Materazzi, che ha anche un polpaccio dolente) e Grosso a sinistra, col trasloco di Zambrotta a destra: il ruolo di secondo centrale se lo contenderebbero Panucci (ieri fermo per un affaticamento muscolare) e Barzagli.

In mediana la novità sarebbe De Rossi: accanto a lui resisterebbe solo uno dei tre milanisti titolari a Berna (Gattuso o Pirlo o Ambrosini, ma è in corsa anche l’altro romanista Aquilani). Gli esterni d’attacco sarebbero il confermato Camoranesi e l’entrante Del Piero (per Di Natale), il rifinitore l’altro innesto Perrotta (più di Aquilani), il centravanti sempre Toni. Cassano è l’eventuale jolly dell’ultima ora: può soffiare il posto sia a uno dei tre trequartisti sia a Toni. Il modulo ha il pregio di potersi trasformare nel 4-3-1-2, con Perrotta mediano, Camoranesi rifinitore e Del Piero seconda punta. Da oggi si studiano le varianti.

(11 giugno 2008)