Archivi giornalieri: 19 giugno 2008
Solo e pensoso
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Tracce seconda prova psico – pedagogico
BRP1 – ESAME DI STATO DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE
CORSO SPERIMENTALE – Progetto "BROCCA"
Indirizzo:
SOCIO – PSICO – PEDAGOGICO
Tema di:
PEDAGOGIA
Il candidato è tenuto a svolgere, a sua scelta, due temi tra quelli proposti:
I
"Sia nel mondo umano che in quello animale il gioco è prerogativa di individui giovani tesi all’esplorazione del mondo circostante e all’apprendimento delle regole per controllarlo sul modello adulto. Nel mondo umano…entrano in gioco la vita emotiva, quella intellettiva, i processi di socializzazione e di educazione, che proprio nell’attività ludica trovano le loro prime espressioni.
Dal punto di vista educativo il gioco risponde alla dinamica dell’apprendimento dove le risposte vengono modificate da stimolazioni ordinate a rinforzare la risposta o a estinguerla. Questo processo è assolto dal gioco perché consente di passare gradualmente dai problemi più semplici ai più complessi, di verificare immediatamente il successo o l’errore e di progredire a ritmo individuale nella sequenza dei problemi espressi in forma di gioco. L’apprendimento attraverso il gioco inizia molto precocemente, sin dal livello dei giochi funzionali della prima infanzia. In seguito, con i giochi simbolici il bambino impara a evocare situazioni irreali. Infine nell’età scolare, con i giochi secondo regole, si allena all’ordinamento e alla classificazione, alla consequenzialità delle sue scelte e al controllo delle scelte altrui".
U. GALIMBERTI,
Enciclopedia di Psicologia, Milano, Garzanti, 1999
Rifletti sul contenuto del brano sopra riportato e rispondi alle seguenti domande:
-
−
Quali attività vanno definite come gioco?
−
Da quali bisogni scaturiscono le attività ludiche?
−
Quali sono le principali teorie del gioco?
−
Quale contributo al processo formativo può venire dalle attività ludiche?
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Sessione ordinaria 2008 Seconda prova scritta
BRP1 – ESAME DI STATO DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE
CORSO SPERIMENTALE – Progetto "BROCCA"
Indirizzo: SOCIO – PSICO – PEDAGOGICO
Tema di: PEDAGOGIA
II
"Come afferma Paul Ricoeur, "le opere narrative sono modelli per la ridescrizione del mondo". In realtà, il racconto non è in se stesso il modello, bensì, per così dire, un’esemplificazione dei modelli presenti nella nostra mente….I modi in cui rileggiamo un’opera narrativa mutano continuamente: di volta in volta la intendiamo in senso letterale, morale, allegorico e mistico.
La funzione della letteratura come arte è quella di aprirci ai dilemmi, alle ipotesi, alla vasta gamma di mondi possibili a cui un testo può fare riferimento; la letteratura è veicolo di libertà e di chiarezza, strumento dell’immaginazione e, anche, della ragione.
Abbiamo bisogno di poesie e di romanzi che ci aiutino a "ri-creare" continuamente il mondo, nonché di una critica letteraria che esalti i modi sempre nuovi in cui gli esseri umani cercano il significato e la sua incarnazione nella realtà o, meglio, in quelle ricche realtà che noi siamo in grado di creare".
J. BRUNER,
La mente a più dimensioni, R. Rini, Bari, Laterza, 1993
Rifletti sul contenuto del brano sopra riportato e rispondi, alle seguenti domande:
-
−
Che cosa si intende per educazione letteraria?
−
Quale contributo può fornire l’educazione letteraria al processo formativo complessivo?
−
Attraverso quali strumenti didattici si promuove l’educazione letteraria?
−
Quali nessi intercorrono fra l’approccio alla letteratura da un lato e l’educazione dei sentimenti e la ricerca di significati dall’altro?
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Sessione ordinaria 2008 Seconda prova scritta
BRP1 – ESAME DI STATO DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE
CORSO SPERIMENTALE – Progetto "BROCCA"
Indirizzo:
SOCIO – PSICO – PEDAGOGICO
Tema di:
PEDAGOGIA
III
"Nell’insegnamento il richiamo all’esperienza diretta dei fatti ha giocato un ruolo polemico di una certa rilevanza contro la pseudo-scienza tutta cartacea. Di qui veniva l’istanza di ravvivare l’insegnamento scientifico da un lato mediante richiami alla storia della scienza e degli scienziati e dall’altro mediante la esecuzione diretta in aula di alcuni esperimenti "classici", invitando gli alunni ad osservare, annotare, misurare, manipolare e a mettere a fuoco gli aspetti ricorrenti, isolando alcune variabili significative. Allo scopo si dovevano dotare le scuole di laboratori e predisporre schede-guida di esperimenti pilota. A sostegno di questa pratica didattica stava la convinzione che i ragazzi potessero pervenire alla formulazione di leggi scientifiche a partire dai fatti osservati, e quindi in maniera induttiva. Per decenni questa è stata la parola d’ordine, almeno fino a quando la critica epistemologica più matura (per es. di K.R. POPPER) ha dimostrato la fallacia di tante pretese induzioni e ha richiamato allo spirito genuino del metodo sperimentale, che procede piuttosto per ipotesi e messa alla prova di esse. Queste critiche non fanno venire meno l’opportunità di cimentare gli alunni con le prove di laboratorio: ma danno ad esse tutt’altro senso di quello di una induzione "cumulativa" da fatti ripetuti.
M. LAENG,
Didattica delle scienze, in "Enciclopedia Pedagogica", Brescia, La Scuola, 1994
Rifletti sul contenuto del brano sopra riportato e rispondi alle seguenti domande:
-
−
Quali differenze intercorrono fra scienze naturali, scienze esatte e scienze umane?
−
Qual è il ruolo delle scienze della natura nel processo formativo?
−
Qual è il senso del dibattito sviluppatosi nei decenni recenti sull’induttivismo?
Pag. 4/4 Sessione ordinaria 2008 Seconda prova scritta
BRP1 – ESAME DI STATO DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE
CORSO SPERIMENTALE – Progetto "BROCCA"
Indirizzo:
SOCIO – PSICO – PEDAGOGICO
Tema di:
PEDAGOGIA
IV
"Come insegnante devo sapere che senza la curiosità che mi muove, che mi pone interrogativi, che mi inserisce nella ricerca, non imparo né insegno. Esercitare la mia curiosità in modo corretto è un diritto che ho come persona e al quale corrisponde il dovere di lottare per esso.
La costruzione o la produzione della conoscenza implica l’esercizio della curiosità, la sua capacità critica. La cosa fondamentale è che insegnante e alunni sappiano che la loro posizione è dialogica, aperta, curiosa, investigativa e non passiva.
In questo senso, il buon insegnante è quello che riesce, mentre parla, a trarre l’alunno fino all’intimità del movimento del suo pensiero. La sua lezione è cosi una sfida e non una
ninna nanna.
I suoi alunni si stancano, ma non si addormentano. Si stancano perché accompagnano il movimento del suo pensiero, ne sorprendono le pause, i dubbi, le incertezze".
P. FREIRE,
Pedagogia dell’autonomia, EGA Editore, 2004
Alla luce delle tue conoscenze ed esperienze, illustra:
-
−
L’educazione alla ricerca ed alla curiosità.
−
Il rapporto docente-alunno.
−
Metodologie attive di insegnamento- apprendimento.
____________________________
Durata massima della prova: 6 ore.
È consentito soltanto l’uso del dizionario di italiano.
Non è consentito lasciare l’Istituto prima che siano trascorse 3 ore dalla dettatura del tema.
traccia matematica scientifico
M557 – ESAME DI STATO DI LICEO SCIENTIFICO
CORSO DI ORDINAMENTO
Indirizzo: SCIENTIFICO
Tema di:
MATEMATICA
Il candidato risolva uno dei due problemi e risponda a 5 dei 10 quesiti del questionario.
PROBLEMA 1
Il triangolo rettangolo ABC ha l’ipotenusa AB = a e l’angolo
3ˆπ=BAC.
- a)
Si descriva, internamente al triangolo, con centro in B e raggio x, l’arco di circonferenza di estremi P e Q rispettivamente su AB e su BC. Sia poi R l’intersezione con il cateto CA dell’arco di circonferenza di centro A e raggio AP. Si specifichino le limitazioni da imporre ad x affinché la costruzione sia realizzabile.
b) Si esprima in funzione di x l’area S del quadrilatero mistilineo PQCR e si trovi quale sia il valore minimo e quale il valore massimo di S(x).
c)
Tra i rettangoli con un lato su AB e i vertici del lato opposto su ciascuno dei due cateti si determini quello di area massima.
d)
Il triangolo ABC è la base di un solido W. Si calcoli il volume di W sapendo che le sue sezioni, ottenute tagliandolo con piani perpendicolari ad AB, sono tutti quadrati.
PROBLEMA 2
Assegnato nel piano il semicerchio Г di centro C e diametro AB = 2 , si affrontino le seguenti questioni:
- a)
Si disegni nello stesso semipiano di Г un secondo semicerchio Г1 tangente ad AB in C e di uguale raggio 1. Si calcoli l’area dell’insieme piano intersezione dei due semicerchi Г e Г1
b) Si trovi il rettangolo di area massima inscritto in Г.
c)
Sia P un punto della semicirconferenza di Γ, H la sua proiezione ortogonale su AB. Si pongaxBC
e si esprimano in funzione di x le aree S1 e S2 dei triangoli APH e PCH. P=ˆ
Si calcoli il rapporto)()()(21xSxSxf=
d)
Si studi f(x) e se ne disegni il grafico prescindendo dai limiti geometrici del problema.
soluzioni seconda prova inglese al linguistico
SECONDA PROVA: COMPRENSIONE TESTO LETTERARIO
- 1. Hawk Roosting refers to a hawk when it is perched on a tree and resting.
- 2. "I" refers to the hawk which is speaking to itself, considering its role in life almost like a person might.
- 3. The hawk is resting and reflecting,while perched on a tree branch high on top, it is motionless and in its sleep it dreams and rehearses its fixed ideas of hunting and killing.
- 4. The hawk takes advantage of its ability to fly high and float in the air with the sun rays blinding its preys.
- 5. God created the hawk as a perfect predator, it was conceived in every single feature, in its feathers as in its claws that are the weapons it uses in killing. Therefore all its power lies in its claws and the bird, being a God given creature, owns the whole nature.
- 6. The hawk underlines the fact that its body, as a matter of fact, is all natural and there is nothing altered or "man-made" in it, the noun "sophistry" also conveys the idea of something genuine and not affected.
- 7. In lines 20-24 the hawk stresses its power above the world, a power that does not require any recognition of its assertion of authority. It also reflects on its unchanged condition through time, the hawk has always been that way and it will always be.
- 8. The hawk has kept its state unchanged, it has not allowed its preys to find a way out, it will keep its world around as it is. The natural world does not change according to modernity, the laws regulating Nature have been the same since Creation.
- 9. There are plenty images conveying the powerful position of the bird and its cruelty, for example:
Powerful position:
- – line 1 : "I sit in the top of the wood"
- – line 12 : "Now I hold Creation in my foot"
- – line 14: "I kill where I please because it is all mine"
- – line 20: "No arguments assert my right"
- – line 21: "The sun is behind me"
- – line 24: "I am going to keep things like this"
Cruelty and violence:
- – line 4: "Or in sleep rehearse perfect kills and eat"
- – line 16: "My manners are tearing off heads"
- – line 17: "The allotment of Death"
- – line 19 : "Through the bones of the living"
SUMMARY
The poem deals with a hawk describing its nature. The bird is a predator and it has to kill preys to find food, therefore its body and actions are suiting such a purpose. Being a bird it flies high and overlooks the world below. The poem may symbolize the cruel powerful position and attitude of dictators, represented in the personification of the hawk itself who shares human characteristics, who rule in the human world without respecting human rights.
A cura della professoressa Claudia Groffi
Liceo Linguistico Grazia Deledda di Genova
SECONDA PROVA INGLESE: TESTO ATTUALITA’
SUMMARY
This text taken from the BBC News Online, 11th February 2008 challenges Europeans and consumers all over the world to help stop forest destruction in Central Africa. Hunter-gatherer communities like the Baka are struggling to survive as large areas are exploited by European logging and mining companies. Some local communities like CED or the UK – FPP are supporting these people but much more can be done, both through information and awareness into the problem and help from the European Timber dealers.
A cura della Prof Pamela Erasmus
Liceo Grazia Deledda Genova
Arduino Candela
la traduzione della versione di greco
Un codice etico per lo storico
Traduzione della versione di greco uscita all’esame di Stato
Un codice etico per lo storico
Tale (deve essere) per me lo storico. Sia sicuro, imparziale, libero, amico della franchezza e della verità, propenso a chiamare, come dice il poeta comico, fichi i fichi (cioè a chiamare le cose con il loro nome), barca la barca, senza ricorrere né all’odio, né all’amicizia (cioé: senza attribuire giudizi negativi per odio o giudizi positivi per amicizia), senza impietosirsi, senza esitare senza lasciarsi intimorire, (sia) giudice equo, benevolo nei confronti di tutti, fino al punto di non concedere all’uno o all’altro più del dovuto, (sia) straniero nelle (sue) opere e sia senza patria, autonomo, senza un padrone, senza calcolare che cosa sembrerà conveniente a costui[1], ma raccontando che cosa è (realmente) avvenuto.
Tucidide, dunque, stabilì ciò molto bene e distinse pregi e difetti dello storico (traduzione libera. Letteralmente: dello scrivere in prosa), vedendo che Erodoto era ammirato a tal punto che i suoi libri furono intitolati col nome delle Muse.
(Tucidide) afferma, dunque, di scrivere la storia come possesso per sempre anziché come una contesa (gara) per il presente, e di non perseguire (di non amare) (il mito) la narrazione del mito, ma di lasciare in eredità ai posteri la verità degli eventi (delle cose accadute). Ed aggiunge anche l’utile e quel che uno che ragioni in modo corretto potrebbe considerare il fine della storia, cioè che se mai si verificassero di nuovo eventi simili (a quelli del passato), (gli uomini) potrebbero, dice, affrontare adeguatamente le circostanze presenti, volgendo lo sguardo alle cose già scritte prima.
La versione è nel complesso abbastanza semplice, anche se un po’ più articolata nella parte centrale.
Diverse le espressioni fraseologiche presenti anche nel dizionario.
Nel testo ministeriale manca un pronome dimostrativo (vedere nota) presente nel testo originario di Luciano.
[1] Nel testo greco originale: a questo o a quello. Infatti nel testo originale, ma non in quello fornito dal ministero, ci sono due pronomi dimostrativi, posti l’uno in alternativa all’altro. Nel testo ministeriale ce n’è uno solo, quindi bisogna tradurre a costui.
Il mancato benefattore
Il mancato benefattore: riflessioni generali (Pirandello docet!!)
Il "mancato benefattore" ….
Chi sarà mai costui?
Stiamo discutendo di una persona che svolge, all’interno del gruppo sociale in cui vive, un ruolo non comodo e non facile…
Mi sforzo di non essere ermetico e cerco di spiegarmi meglio.
Dopo aver riservato, nel blog, un po’ di spazio alle tracce della prima prova degli esami di Stato, vorrei adesso ritagliare un piccolo "cantuccio" (chiedo scusa se mi "approprio" in modo indegno di una citazione letteraria) per formulare delle riflessioni a cui sono stato spinto da diversi avvenimenti, di carattere personale, che tali resteranno, ma anche anche di dominio pubblico.
Tra gli eventi pubblici annovero le vicende che riguardano la nostra nazionale ed il suo allenatore Donadoni.
Una nazionale tanto criticata per la prima partita (forse anche giustamente) ed altrettanto esaltata dopo l’ultima partita.
Un allenatore, Donadoni, che, stando ai giornali, sarebbe passato dall’ "inferno" del probabile esonero, dopo lo scontro con l’Olanda, al "paradiso" della riconferma e del probabile trionfo conseguenti alla partita con la Francia, dopo il "purgatorio" dell’attesa interlocutoria che ha fatto seguito al match con la Romania.
Dileggiato, criticato, infine osannato: questo è accaduto al ct degli azzurri.
Per lui, al momento, si è avuta una parabola ascendente, spesso, però, tale parabola può essere discendente!
Così domenica, al termine della partita con la Spagna, basterà un semplice risultato, a determinare una conferma del giudizio positivo degli Italiani sul nostro
allenatore o un suo drastico cambiamento.
Anche In Italia, in altri luoghi, accade ogni giorno qualcosa del genere: ed accade al "mancato benefattore" di turno.
Costui viene elogiato (e non si sa con quanta sincerità) quando fa qualcosa di gradito agli altri.
Ma, quando (come nel caso della partita con l’Olanda e con la Romania, o come in ogni altra situazione, anche privata e personale) non è possibile fare qualcosa di gradito, perché non c’è la possibilità di farlo, ecco che il "mancato benefattore" viene posto sulla graticola, accusato, talvolta, con "motivazioni" che toccano aspetti personali che non dovrebbero entrare nel merito della discussione (sono pieni di questi "esempi" i giornali e non soltanto i giornali).
Accade nello sport, accade molto nella politica, accade negli ambienti di lavoro, accade anche nelle vita quotidiana di tutti i giorni, sia dei personaggi pubblici sia delle persone cosiddette comuni.
Ciascuno di noi, evidentemente, ha una sua Italia – Olanda da scontare dopo aver avuto, magari, un’ Italia – Francia da inserire nei suoi bei ricordi.
E’ così: vale per le persone "anonime" come per quelle famose.
Tutti nell’inevitabile gioco del rovesciamento delle parti e delle sorti, si trovano a passare dal ruolo di "benefattore" a quello, un po’ più scomodo, del "mancato benefattore".
Quando ciò accade (e ne sanno qualcosa gli allenatori del passato e non soltanto loro) le lingue di altre persone che gravitano intorno "marciano" spesso a tappe forzate nell’impietosa battaglia di "demolizione" !
Nel calcio italiano si sono abituati a ciò Sacchi, Vicini, Zoff, Donadoni….
Nella vita quotidiana tanti altri, nel passato, nel presente e nel futuro, si sono abituati, si stanno abituando, dovranno abituarsi!
Noi Italiani siamo fatti così: come nel gioco delle parti e delle maschere di pirandelliana memoria, siamo, a seconda dei "benefici" o dei "mancati benefici", Uno, Nessuno e Centomila !!
Buonanotte!!