Il mancato benefattore: riflessioni generali (Pirandello docet!!)
Il "mancato benefattore" ….
Chi sarà mai costui?
Stiamo discutendo di una persona che svolge, all’interno del gruppo sociale in cui vive, un ruolo non comodo e non facile…
Mi sforzo di non essere ermetico e cerco di spiegarmi meglio.
Dopo aver riservato, nel blog, un po’ di spazio alle tracce della prima prova degli esami di Stato, vorrei adesso ritagliare un piccolo "cantuccio" (chiedo scusa se mi "approprio" in modo indegno di una citazione letteraria) per formulare delle riflessioni a cui sono stato spinto da diversi avvenimenti, di carattere personale, che tali resteranno, ma anche anche di dominio pubblico.
Tra gli eventi pubblici annovero le vicende che riguardano la nostra nazionale ed il suo allenatore Donadoni.
Una nazionale tanto criticata per la prima partita (forse anche giustamente) ed altrettanto esaltata dopo l’ultima partita.
Un allenatore, Donadoni, che, stando ai giornali, sarebbe passato dall’ "inferno" del probabile esonero, dopo lo scontro con l’Olanda, al "paradiso" della riconferma e del probabile trionfo conseguenti alla partita con la Francia, dopo il "purgatorio" dell’attesa interlocutoria che ha fatto seguito al match con la Romania.
Dileggiato, criticato, infine osannato: questo è accaduto al ct degli azzurri.
Per lui, al momento, si è avuta una parabola ascendente, spesso, però, tale parabola può essere discendente!
Così domenica, al termine della partita con la Spagna, basterà un semplice risultato, a determinare una conferma del giudizio positivo degli Italiani sul nostro
allenatore o un suo drastico cambiamento.
Anche In Italia, in altri luoghi, accade ogni giorno qualcosa del genere: ed accade al "mancato benefattore" di turno.
Costui viene elogiato (e non si sa con quanta sincerità) quando fa qualcosa di gradito agli altri.
Ma, quando (come nel caso della partita con l’Olanda e con la Romania, o come in ogni altra situazione, anche privata e personale) non è possibile fare qualcosa di gradito, perché non c’è la possibilità di farlo, ecco che il "mancato benefattore" viene posto sulla graticola, accusato, talvolta, con "motivazioni" che toccano aspetti personali che non dovrebbero entrare nel merito della discussione (sono pieni di questi "esempi" i giornali e non soltanto i giornali).
Accade nello sport, accade molto nella politica, accade negli ambienti di lavoro, accade anche nelle vita quotidiana di tutti i giorni, sia dei personaggi pubblici sia delle persone cosiddette comuni.
Ciascuno di noi, evidentemente, ha una sua Italia – Olanda da scontare dopo aver avuto, magari, un’ Italia – Francia da inserire nei suoi bei ricordi.
E’ così: vale per le persone "anonime" come per quelle famose.
Tutti nell’inevitabile gioco del rovesciamento delle parti e delle sorti, si trovano a passare dal ruolo di "benefattore" a quello, un po’ più scomodo, del "mancato benefattore".
Quando ciò accade (e ne sanno qualcosa gli allenatori del passato e non soltanto loro) le lingue di altre persone che gravitano intorno "marciano" spesso a tappe forzate nell’impietosa battaglia di "demolizione" !
Nel calcio italiano si sono abituati a ciò Sacchi, Vicini, Zoff, Donadoni….
Nella vita quotidiana tanti altri, nel passato, nel presente e nel futuro, si sono abituati, si stanno abituando, dovranno abituarsi!
Noi Italiani siamo fatti così: come nel gioco delle parti e delle maschere di pirandelliana memoria, siamo, a seconda dei "benefici" o dei "mancati benefici", Uno, Nessuno e Centomila !!
Buonanotte!!