Solo e pensoso

Solo e pensoso
 
Solo e pensoso i più deserti campi
vo misurando a passi tardi e lenti,
e gli occhi porto per fuggire intenti
ove vestigio uman l’arena stampi.
 
 
Altro schermo non trovo che mi scampi
dal manifesto accorger de le genti,
perché ne gli atti d’alegrezza spenti
di fuor si legge com’io dentro avampi
 
 
sì ch’io credo ormai che monti e piagge
 e fiumi e selve sappian di che tempre
sia la mia vita ch’è celata altrui.
 
 
Ma pur sì aspre vie né sì selvagge
cercar non so ch’Amor non venga sempre
ragionando con meco et io co llui.
 
(Petrarca, Canzoniere, XXXV)
 
Questo sonetto appartiene alla sezione del Canzoniere "In vita" di lLaura.
 
Il poeta cerca di evitare gli sguardi degli uomini per non far trasparire la sofferenza d’amore che attanagia il suo cuore. ma, pur attraversando luoghi solitari, con un paesaggio sullo sfondo che testimonia le sue tribolazioni, non riesce a liberarsi di Amore dal quale è sempre accompagnato e con il quale "ragiona".
 
E’ il sonetto della fuga dal mondo, della ricerca della solitudine.
 
Un testo introspettivo che ci presenta Petrarca non solo come avido ricercatore di gloria, ma anche come uomo solitario e schivo.
 
Anche per tale sonetto il Petrarca può essere a ragion veduta definito il primo poeta moderno!

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