Giapponesi davvero esemplari

Che i Giapponesi fossero esemplari in patria è sempre stata cosa nota a tutti, ma, evidentemente, essi tengoo molto a che i loro compatrioti mantengano un atteggiamento altrettanto esemplare anche all’estero.
 
E chi non si comporta in modo esemplare?
 
 
 
Il duomo è il bersaglio preferito. Sanzioni per tutti al rientro: licenziato un insegnante
Il terzo caso in pochi giorni. Grande eco nei media nipponici. "Italiani, ci dispiace"

Giapponesi imbrattano Firenze
Pizzicati dai connazionali e puniti

 

FIRENZE – Turisti e "writers". Un fenomeno crescente tra i giapponesi. Arrivano perfino dalla "Firenze del Sol levante", Kyoto, per imbrattare la Firenze originale. Sfuggono alla giustizia italiana, ma non all’occhio vigile e alla coscienza civile – evidentemente globale – dei propri connazionali, che li segnalano, nel loro Paese, con conseguenze che vanno fino al licenziamento, se il "writer" svolge una mansione che riveste funzioni di controllo o educazione sociale. Casi che si sono ripetuti con crescente frequenza, fino al punto di scatenare forme di "controllo diretto" da parte della maggioranza nipponica che va in giro per il mondo senza lasciare tracce scritte di sé. Un fenomeno da bollare come una "vergogna", in una cultura così attenta anche alla componente formale delle relazioni umane e sociali.

Nel capoluogo toscano, è il terzo caso segnalato in pochi giorni. Pizzicati dai concittadini mentre lasciavano ricordi sul Duomo, cinque giovani sono stati prontamente segnalati in patria e sanzionati. L’ultimo a essere scoperto è stato un insegnante trentenne di una scuola superiore che, subito rimosso dalla carica di allenatore di baseball della squadra dell’istituto, rischia ora addirittura il licenziamento in tronco. Nonostante quella dei graffiti, nel Paese del Sol Levante, sia un’arte come e forse più che in Occidente – li chiamano Rakugaki, nello slang giovanile Rackgaki.

Quello del giovane insegnante è l’ultimo di tre episodi venuti alla luce nell’ultima settimana. Nel primo caso, una studente del primo anno del College femminile della città di Gifu si è "limitata" a scrivere la data, il proprio nome e quello di altri amici sul marmo. La liceale, che studia design contemporaneo, è stata segnalata direttamente al college da altri turisti. Il college le ha impartito un duro "avvertimento" verbale, poi ha contattato l’Opera di Santa Maria: avendo appreso che la direzione della chiesa non intendeva avanzare richieste di risarcimento, ha costretto la studente a inviare una lettera di scuse, cui ha allegato quelle dell’Istituto. 

Nel secondo caso, a imbrattare una colonna della chiesa sono stati tre studenti universitari in economia e lingue, tutti del secondo anno, dell’Università Sangyo di Kyoto. Per loro è arrivata una sospensione di due settimane, accompagnata dalle lettere, sia dei protagonisti dell’episodio che del rettorato. "Ho fatto una cosa tremenda, mi vergogno profondamente" ha detto – o è stato invitato a dire – uno dei tre.

Sui media nipponici si è scatenata una vera e propria "caccia ai vandali" con tanto di speciali televisivi sui principali network. Yomiuri e Asahi, i due maggiori quotidiani del Sol Levante, chiedono nell’edizione odierna scusa per il comportamento a dir poco "scorretto" dei propri connazionali.

(30 giugno 2008

Un esempio che noi dovremmo seguire, soprattutto all’estero!

 

 

Il lavoro e l’impegno costituiscono il più grande tesoro

 
 
Il lavoro e l’impegno costituiscono il più grande tesoro!
 
 
Narrava Esopo che
 
Un contadino, che stava sul punto di morire, volendo che i propri figli acquisissero pratica dell’agricoltura, avendoli chiamati a sè, disse: "figli miei, io ormai sono sul punto di lasciare questa vita, ma voi, cercando bene nella vigna, troverete tutto ciò che è stato da me nascosto". Quelli, dunque, pensando che lì, da qualche parte, fosse stato sepolto un tesoro, dopo la morte del padre cominiciarono a scavare: orbene, non trovarono alcun tesoro, ma la vigna zappata nel modo giusto diede frutti in modo straordinario.
 
La favola dimostra che il lavoro è per gli uomini il vero tesoro!
 
Allora, cari ragazzi ed amici del blog, lungi da me qualsiasi intento moralista, soprattutto a quest’ora. Ma qual è il vero messaggio della favola?
 
E’ semplice: non possiamo e non dobbiamo dare tutto per scontato, come se ogni cosa ci fosse dovuta per chissà quale ragione!
 
I figli del contadino, ascoltando le parole del padre morente, pensavano che avrebbero trovato un tesoro nascosto presso la vigna. Così non fu. Ma il lavoro svolto attorno alla vigna rese quest’ultima molto ricca di frutti e questa fu la vera fonte di ricchezza per i figli del contadino.
 
Essi, dunque, compresero che il vero tesoro era solo quello che scaturiva dalle loro fatiche e dal loro lavoro.
 
Analogamente, nulla può esserci sic et simpliciter regalato.
 
Le ricchezze, soprattutto quelle morali e professionali (o, nel caso di molti di voi, scolastiche) possiamo guadagnarcele solo con il nostro costante e proficuo impegno.
 
Il lavoro e l’impegno sono, dunque, i nostri ed i vostri veri tesori.
 
Se  ci impegneremo vedremo sempre riconosciuto, ed adeguatamente premiato, il nostro lavoro.
 
E’ importante che si comprenda che nulla può mai essere considerato dovuto, senza che si faccia alcunché per meritarselo. Ciò vale per la scuola, ma vale, più in generale, per la vita, di cui la scuola è, con i suoi pregi ed i suoi difetti, certamente lo specchio fedele!
 
 

Sapiens fingit fortunam sibi.

Quisque faber fortunae suae!

 
 

Attenti al cellulare!?

 
 

 

Dal sito: http://www.corriere.it/salute/08_giugno_30/telefonino_salute_61d29c6c-4693-11dd-8dd8-00144f02aabc.shtml

Perché Interphone non e’ ancora stato reso pubblico?

Il più importante studio sui rischi
del telefonino continua a ritardare

I dati emersi rimangono misteriosamente in attesa
di pubblicazione

 

Le informazioni contenute nello studio Interphone – un progetto internazionale da 15 milioni di euro coordinato dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) per identificare possibili relazioni tra tumori di testa e collo e utilizzo dei telefoni cellulari – avrebbero dovuto essere rese pubbliche più o meno tre anni fa, ma i ricercatori coinvolti nel progetto continuano a tergiversare e non si decidono a rivelare i risultati della ricerca. Come mai?

SOSPETTI – Secondo indiscrezioni, il motivo di tale ritardo risiederebbe nel fatto che le informazioni raccolte negli ultimi 10 anni nei 13 Paesi interessati dall’indagine confermerebbero la pericolosità del dispositivo portatile più popolare del mondo. Ma la spiegazione ufficiale di tale ritardo è un’altra. A quanto pare, infatti, gli scienziati sono divisi: stanno discutendo dell’attendibilità dei dati forniti dai pazienti e non riescono ad accordarsi sull’interpretazione degli stessi in rapporto alle emissioni elettromagnetiche. Come ha spiegato l’oncologo svedese Lennart Hardell, la «memoria fallibile» di chi è malato di tumore al cervello è il motivo principe del disaccordo tra gli specialisti: secondo alcuni, le informazioni fornite dai pazienti che hanno partecipato alla ricerca potrebbero non essere attendibili, e questo vizierebbe di fatto i risultati del rapporto Interphone. Quindi pubblicare i dati così come sono «non sarebbe onesto nei confronti dei consumatori: lo studio è stato pagato con soldi pubblici e gli scienziati hanno una responsabilità», ha sottolineato Hardell.

PUBBLICAZIONI E CAUTELA – Tuttavia, alcune delle nazioni coinvolte nel progetto hanno già pubblicato parte dei risultati, rivelando dati poco rassicuranti. Come per esempio che il rischio di ammalarsi di tumore è più elevato per i cosiddetti heavy users, ossia coloro che hanno utilizzato il cellulare sempre dallo stesso lato della testa per un periodo di tempo superiore ai 10 anni, Ma la World Health Organization la Commissione europea hanno provveduto ad avvertire che fino a quando lo studio Interphone non sarà ufficialmente reso pubblico, qualsiasi conclusione sui rischi derivanti dall’uso del telefonino non potrà essere considerata attendibile. E a quanti seguitano a chiedere quando saranno finalmente diffusi i dati di Interphone, i responsabili rifilano sempre la solita risposta standard: «Se tutto va bene, presto».

Alessandra Carboni
30 giugno 2008

Ebay condannata

 
 

per il giudice vanno rimborsati i danni d’immagine e morali

Francia: Ebay dovrà pagare 40 milioni a Lvmh per vendita merce contraffatta

Sentenza tribunale di Parigi: il sito d’aste online non ha fatto abbastanza per bloccare la vendita di prodotti falsi

PARIGI (FRANCIA) – Una sentenza che potrebbe fare storia. Il sito di aste online Ebay, accusato di contraffazione e vendita illecita, è stato condannato dal Tribunale del commercio di Parigi a pagare 40 milioni di euro di danni a sei marchi del colosso francese del lusso Lvmh, a cui fanno riferimento celebri griffe dell’abbigliamento (da Luis Vuitton a Fendi, da Marc Jacobs a Kenzo) degli alcolici, della profumeria e della cosmetica, dell’orologeria e altro ancora.
In particolare Ebay dovrà pagare a Louis Vuitton Malletier 19,28 milioni di euro, in risarcimento di danni d’immagine e morali derivanti dalla vendita sul suo sito di merce contraffatta e altri 17, 3 milioni di euro a Christian Dior Coutur per la medesima ragione. Altri 3,25 milioni di euro dovranno essere versati a 4 prestigiosi marchi di profumeria (Christian Dior, Kenzo, Givenchy e Guerlain) per aver danneggiato la loro rete distributiva.

RICHIESTA DANNI – La richiesta di danni originaria (50 milioni di euro) era stata fatta da Lvmh perchè la multinazionale francese del lusso riteneva che il ramo francese di Ebay avesse fatto troppo poco per prevenire la vendita di merce contraffatta.

30 giugno 2008

 
 

Spagna e formazione ideale

Spagna, Regina d’Europa.
 
Tra i migliori 23 giocatori dell’Europeo figura un solo italiano: il nostro portiere Buffon, collocato al primo posto, seguito dallo spagnolo Casillas, all’estrema difesa della formazione ideale!!!

Germania – Spagna 2

foto tratta dal sito spagnolo: http://www.elpais.com/global/
 

 

articolo da: http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/sport/calcio/europei/commento-fabri-finale/commento-fabri-finale/commento-fabri-finale.html

Possiamo anche consolarci un po’. L’Italia è stata eliminata ai rigori e messa in crisi dalla nazionale che ha vinto gli Europei. Anzi alla fine con loro non abbiamo nemmeno perso: era stato 0-0 poi è andata come è andata quando sul dischetto sono andati Di Natale e De Rossi.

Alla fine Austria-Svizzera 2008 dice Spagna, ed è giusto così. E’ la nazionale che ha fatto più spettacolo, più gol, che ha colpito e divertito di più. Josè Luis Aragones Suarez Martinez, detto Zapatones perché bravo nei calci di punizione quando giocava con l’Atletico Madrid, 70 anni, il tecnico più vecchio di tutto l’Europeo ha raggiunto un traguardo storico, riportando la Spagna sul trono dopo 44 anni. Nel ’64 infatti le furie rosse avevano vinto un Europeo preistorico: Aragones ha dato finalmente alla Spagna la dignità di una grande nazionale.

Negli ultimi anni era stato un insieme di grandi nomi, ma una squadra nella sostanza perdente. Nonostante i club dal prestigio enorme su cui si basava, dal Barcellona al Real Madrid. Aragones ora lascerà la Spagna e andrà ad allenare in Turchia il Fenerbahce. Non era molto stimato in patria e non hanno fatto nulla per trattenerlo.

Davanti al Re Juan Carlos, alla regina Sophia e al capo del governo Zapatero, la Spagna ha meritato di vincere la finalissima di Vienna contro la Germania. Non avrà segnato tanto come nei precedenti match (ben 7 gol li ha messi a segno solo contro la Russia, 4 nel primo match e altri 3 nella semifinale), ma alla fine la classe dei suoi campioni ha avuto la meglio contro il fisico possente dei tedeschi. Il gol vincente (dopo aver preso pure un palo) lo ha messo a segno Fernando Torres, 24 anni, attaccante del Liverpool, la star del gruppo: 50-60 milioni di valutazione. E’ sfuggito di potenza a Lahm e ha segnato la rete che vale gli Europei.

La gestione de El Niño da parte di Aragones deve essere una lezione anche per noi. Quando non girava, il ct spagnolo lo ha sostituito senza alcuna remora. Noi Toni lo abbiamo lasciato in campo anche quando proprio non voleva metterla dentro.

Un allenatore anziano ha messo in piedi una nazionale giovane, con pochissimi sopra i 30 anni. Non ha esitato a tener fuori Raul, ha scelto tanti giovani ventenni. Grande il portiere Iker Casillas, protagonista nella serie dei rigori contro l’Italia, ha appena 27 anni e adesso insidia pure Buffon nel ruolo di n.1 al mondo. I Villa (27 anni, del Valencia, capocannoniere del torneo con 4 gol), Guiza, Fabregas, Xavi, Puyol, Marchena, Capdevila hanno costituito un gruppo che ha fortemente caratterizzato questo Europeo. Di grande valore anche quel Marcos Senna, naturalizzato brasiliano. Di fronte a questa Spagna tutte le altre sono apparse un gradino inferiori.

E’ un insieme di giocatori di alto valore che difficilmente vedremo nel campionato italiano: un po’ perché già in mano a Real Madrid, Barcellona, Liverpool o Arsenal, un po’ perché le loro quotazioni sono fuori della portata dell’attuale calcio italiano. Solo la Juve è riuscita a mettere le mani su Xabi Alonso.

Come nei precedenti Europei, vinti dalla Grecia, le grandi nazionali (Italia, Francia, Germania) non sono riuscite a centrare l’obiettivo. La Germania è quella che è arrivata più lontana, ma di fronte a questa Spagna, indubbiamente più affascinante, ha dovuto arrendersi. All’Italia resta solo la magra consolazione di aver quasi fermato questa splendida nazionale. Ma conta ormai veramente troppo poco

(29 giugno 2008)