Bolzaneto sentenza controversa?

 
Posto dal sito dell’Ansa questo articolo:
Bolzaneto, politica divisa sulla sentenza
 
 
 
GENOVA – Il tribunale di Genova ha condannato i ministeri della Giustizia e degli Interni a pagare complessivamente circa 4 milioni di euro tra provvisionale e spese legali nel processo per le violenze e soprusi nel carcere di Bolzaneto durante il G8 del 2001. A titolo di provvisionale immediatamente esecutiva dovranno essere versati circa 1,5 mln di euro, 10.000 euro a testa per la maggior parte delle parti civili (155). I giudici inoltre hanno liquidato complessivamente in 2,5 milioni di euro le spese legali.

 "Non mi sembra – è il commento di un legale – che i giudici abbiano largheggiato nei pagamenti se si pensa che il processo è durato tre anni con 180 udienze". In particolare nei confronti di cinque parti civili, Massimiliano Amodio, Giuseppe Azzolina, Anna Julia Kutschkau, Luis Garcia Lorente e Mohamed Tabbach, i giudici hanno assegnato una provvisionale di 15.000 euro ciascuno. Per Enrica Bartesaghi, mamma di Sara, una delle ragazze picchiate, costituitasi a sua volta parte civile, Roberto Gallo, Liliana Fassa, e Ettorina Gandini, è stata assegnata la somma di 2.500 ciascuna. "Sono mediamente soddisfatto – commenta Stefano Bigliazzi, uno degli avvocati di parte civile – perché anche con questa provvisionale i giudici hanno riconosciuto che a Bolzaneto sono avvenuti fatti gravi".

Intanto la sentenza divide la politica. "Il teorema è stato smontato", sostiene Roberto Castelli, ministro della Giustizia all’epoca del G8 di Genova. Replica Alfio Nicotra, all’epoca portavoce del Prc nel Genoa Social Forum:"In un carcere di un paese democratico, quello di Bolzaneto, avvengono cose da Argentina sotto il regime dei militari e il ministro della Giustizia dell’epoca invece di chiedere scusa ai cittadini ed alla comunità internazionale, celebra una sentenza, monca, ingiusta, ma comunque di condanna, come se fosse una vittoria".

Per Pino Sgobio, della segreteria del Pdci, "giustizia non è fatta. E’ una sentenza assurda e vergognosa". Per Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del PdL, e’ invece "obiettiva ed equilibrata: non ci fu nessuna operazione sistematica di repressione e di tortura, ma ci furono errori da parte di alcuni esponenti delle forze dell’ordine".

"E’ paradossale che ci sia chi gioisce per una sentenza che condanna funzionari dello Stato per violenze, lesioni e falso e non per tortura" afferma il vice presidente del gruppo del Pd, Gianclaudio Bressa. Ignazio La Russa definisce penose le tesi delle opposizioni. Il ministro della Difesa ha definito la sentenza "abbastanza equa; ha trovato che ci sono stati allarmi ingiustificati".

"Con la sentenza di ieri sul G8 di Genova si è decisa l’impunità per i protagonisti di una delle stagioni più buie per la storia della Repubblica Italiana, uno degli episodi più drammatici ed inquietanti,in cui è stata sospesa le democrazia", afferma Franco Giordano del Prc. "Potevamo non arrivare a questo esito – spiega – se il Parlamento italiano avesse deciso nella scorsa legislatura di aprire una commissione di inchiesta, come era stabilito nel programma dell’Unione, ma evidentemente il legalitario a giorni alterni Di Pietro decise che in quella occasione la legalità non andava garantita e votò contro schierandosi insieme alle destre".

LA SENTENZA: 15 CONDANNE E 30 ASSOLUZIONI
Ventitre anni e nove mesi di reclusione per 15 imputati e assoluzione per 30: e’ la sentenza emessa questa sera dopo 11 ore e mezza di camera di consiglio dalla terza sezione del tribunale di Genova presieduta da Renato Delucchi. I Pm Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati avevano chiesto condanne nei confronti di 44 imputati per oltre 76 anni di carcere con pene variabili da 6 mesi a 5 anni e 8 mesi di reclusione e una sola assoluzione. In pratica i giudici hanno ridotto di un terzo sia le richieste di condanna che il numero dei condannati. Non hanno inoltre confermato per la maggior parte degli imputati il reato di abuso d’ ufficio doloso, contestato dai pm in sostituzione del reato di tortura non ancora previsto dal nostro ordinamento giudiziario. Solo ad Antonio Biagio Gugliotta, ispettore della polizia penitenziaria, infatti, i giudici hanno confermato l’ impostazione accusatoria, confermando il reato di abuso d’ufficio e condannandolo a 5 anni di carcere.

Gli altri condannati sono Alessandro Perugini, all’epoca numero due della Digos di Genova, il funzionario di polizia con il grado piu’ alto nella struTtura, e l’ispettore Anna Poggi, rispettivamente a 2 anni e 4 mesi di reclusione ciascuno; Daniela Maida, ispettore superiore ad 1 anno e 6 mesi di reclusione; Antonello Gaetano, a 1 anno e 3 mesi, gli ispettori della polizia di Stato Matilde Arecco, Natale Parisi, Mario Turco e Paolo Ubaldi ad 1 anno di reclusione ciascuno. Massimo Luigi Pigozzi, assistente capo della polizia di Stato a 3 anni e 2 mesi di reclusione; Barbara Amadei a 9 mesi, Alfredo Incoronato a 1 anno, Giuliano Patrizi a 5 mesi. Sono inoltre stati condannati i medici Giacomo Toccafondi ad 1 anno e 2 mesi di reclusione e Aldo Amenta a 10 mesi. Le pene non saranno comunque scontate per effetto del provvedimento di indulto.

Il tribunale di Genova ha inoltre condannato i ministeri della Giustizia e degli Interni, responsabili civili, al risarcimento di numerose parti civili in solido con alcuni degli imputati condannati. I giudici hanno assegnato a titolo di provvisionale immediatamente esecutiva da 2500 a 15.000 euro in favore di alcune parti civili, tra cui Massimiliano Amodio, Giuseppe Azzolina, Anna Julia Kutschkau, Luis Garcia Lorente, e Mohamed Tabbach (15.000 a testa); a Enrica Bartezaghi Roberto Gallo, Liliana Fassa e Ettorina Gandina (2500 a testa) e per le restanti parti civili la somma di 10.000 euro. Tra gli imputati assolti figura il colonnello di polizia penitenziaria Oronzo Doria, ora generale, per il quale i pm avevano chiesto una condanna a 3 anni e 6 mesi.

Sono stati inoltre assolti tutti i carabinieri imputati. Confermata per Giuseppe Fornasiere ufficiale della polizia penitenziaria l’assoluzione come avevano chiesto i pm. ”Nella sostanza l’accusa di abuso d’autorita’ e’ stato riconosciuta. Inoltre e’ stata riconosciuta la responsabilita’ di diversi imputati”, ha commentato il pm Vittorio Ranieri Miniati, che ha rappresentato l’accusa con la collega Patrizia Petruzziello. ”E’ stato riconosciuto – ha proseguito – che qualcosa di grave nella caserma di Bolzaneto e’ successo”. ”Il tribunale – ha aggiunto – ha ritenuto di assolvere diversi imputati. Leggeremo la sentenza e valuteremo se fare appello. Complessivamente e’ un giudizio di soddisfazione a conclusione del processo e dopo un’istruttoria che ci ha impegnato per anni”. Vittorio Agnoletto, all’epoca del G8 portavoce del Genoa Social Forum ha commentato: ”Per la prima volta un’aula di tribunale ha riconosciuto che quanto affermato dalle vittime e dal movimento corrisponde alla verita”’. ”La dimostrazione di questo – ha aggiunto – sono le provvisionali previste per tutte le vittime e quindi la conferma che le violenze sono state commesse. E’ importante che i ministeri siano chiamati a rispondere a loro volta ai risarcimenti perche’ questo indica una responsabilita’ politica del governo di allora”. Per Gigi Malabarba, senatore di Sinistra critica ”violenze e torture da parte di poliziotti e guardie a Bolzaneto sono avvenute, anche se la magistratura ha accertato solo specifici episodi: e’ vero che il reato di tortura non esiste in Italia, ma e’ un po’ troppo poco dopo sette anni! Ora va messa sotto accusa l’intera catena di comando che ha pianificato e realizzato la repressione al G8 di Genova”.

Lascia un commento