Notizia flash dell’ultima ora

Notizia flash dell’ultima ora!!
 
E’ stato finalmente arrestato, su mandato del Tribunale Internazionale dell’Aja, Radovan Karadzic, leader serbo accusato di gravi ed efferati crimini di guerra, nonché di genocidio e di strage per essersi macchiato, durante la guerra dei Balcani, della morte di circa ventimila persone.
 
Era latitante dal 1997.
 
Inserisco qui sotto la foto di questo nefando personaggio
 
 
Che la giustizia ora faccia il suo corso!!
 

E’ tutta un’altra cosa!!!

 
E’ tutta un’altra cosa!! Anzi, è tutta un’altra musica!!
 
Il grande Thorens td 190 è arrivato
 
Si tratta di un giradischi nuovo di zecca prodotto da un marchio di qualità e da una casa che in passato è stata una garanzia in questo settore e continua ad esserlo ancora oggi.
 
Un giradischi dotato di tutte e tre le velocità (33 – 45 – 78 giri) pensato per consentire ai patiti della musica e del disco, di rivivere, in toto e senza esclusioni alcune, il magico suono del vinile, nei suoi tre diversi formati.
 
Scontata la bontà del suono con i 33 giri, avevo qualche perplessità per i 78 giri, a causa della puntina che, credevo, dovesse essere cambiata. Ma, con mia grande sorpresa, anche la perfomance con il 78 giri è stata eccezionale!
 
E’ proprio vero: con un buon giradischi e con dei dischi ben tenuti, la musica assume tutto un altro aspetto e, al confronto, il cd e la musica digitale non possono far altro che chinare il capo e scomparire.
 
Questa è una foto del giradischi
 
 
Vi assicuro che sentire così la musica è tutta un’altra cosa!!
 
 
 
 
 

La mano de Dios (la mano di Dio)

La mano de Dios
 
E’ la parte finale del titolo del film di Marco Risi sul grande giocatore Diego Armando Maradona.
 
Fu lo stesso calciatore ad usare questa espressione che, in italiano, vuol dire "la mano di Dio" durante una partita del mondiale del 1986 contro l’Inghilterra (se non ricordo male).
 
In quella circostanza, infatti, il grande giocatore argentino, partenopeo di "adozione", segnò l’ennesimo suo gol strabiliante, aiutandosi, però, nel corso dell’azione, con una mano e commettendo un fallo non segnalato dall’arbitro.
 
A chi gli avesse chiesto spiegazioni su quella mano nel corso dell’azione, il giocatore rispose che era stata la mano de Dios.
 
In quel periodo Argentina e Inghilterra erano divise da una rivalità non solo calcistica, ma anche politica e militare a causa del conflitto scoppiato tra i due Paesi per le isole Malvine (o Falklands in inglese) negli anni precedenti.
 
Ebbene, Dieguito rispose che lo stesso Dio aveva voluto la vittoria del suo Paese.
 
Ma che cosa possiamo dire sull’uomo Maradona? 
 
Un personaggio controverso senza alcun dubbio: molto legato alla sua famiglia e alle sue umili origini, ma, proprio per questo, vittima del suo stesso successo e della sua stessa fama che lo avevano indotto a compiere spesso azioni spropositate e a fare uso di droga.
 
Quella del grande Diego è la parabola di tutti grandi personaggi che, come si sa, non sempre sono in grado di gestire il successo e la notorietà.
 
La parabola di un giovanissimo calciatore argentino che, all’età di sedici anni, viene già convocato a giocare in serie A nel suo Paese. Poi il contratto con il Barcellona e, infine, l’impegno calcistico con il Napoli, protrattosi fino agli inizi degli anni ’90.
 
Con lui il Napoli diventò il GRANDE NAPOLI, vincitore dello scudetto e artefice di successi sempre più straordinari.
 
Sembrava che per Maradona dovesse aprirsi addirittura un processo di santificazione per "direttissima"!.
 
Ma il tunnel della droga e gli investimenti economici non sempre favorevoli, associati ad uno scontro via via crescente con la squadra dei  Partenopei, segnarono il declino di Maradona.
 
Siamo nel periodo immediatamente successivo ad Italia ’90.
 
Nel ’91 il giocatore argentino lascia il Napoli. Poco dopo viene arrestato nel suo Paese per detenzione di droga e, quindi, rimesso in  libertà in cambio dell’impegno di seguire un programma di disintossicazione. Infine, nel 1994, con i Mondiali statunitensi per Dieguito si apre, a 33 anni di età, una nuova possibilità di riscatto morale, con questa ennesima partecipazione al massimo campionato di calcio.
 
Ma l’assunzione di una sostanza proibita (peraltro, pare, non volontaria e scaturita da un mero errore) costa all’ex pupillo del Napoli l’espulsione da U.S.A. ’94.
 
Questo ed altro nel film di Marco Risi su Maradona. 
 
Del Pibe de oro viene messa in risalto l’umanità che traspare nettamente anche dalla debolezza del suo carattere, soprattutto nelle circostanze in cui gli è richiesto di uscire dal tunnel della droga e della dipendenza da sostanze illecite.
 
Campeggia, però, accanto alla sua, la figura della moglie, sempre disposta, nonostante le frequenti e cocenti delusioni, a seguire el pibe de oro, ad appoggiarlo e a sostenerlo!
 
Quello di Marco Risi è davvero un bel film da vedere.
 
la vicenda di Diego Armando Maradona, a sua volta, ha molto da insegnare a tutti!   
 
 

Bossi, i professori “terroni” e il figlio bocciato!

Bossi, i professori "terroni" ed il figlio (Renzo Bossi) bocciato
 
 
ecco l’articolo
 
POLITICA

 
 

In molti hanno pensato che il riferimento del Senatùr fosse al figlio
Dalla scuola confermano l’argomento ma precisano: "Una tesina vale pochi punti…"

Bossi e i prof, il figlio bocciato
portava una tesi su Cattaneo

Coincidenze. Umberto Bossi non ha fornito ulteriori dettagli ma, quando ha attaccato i professori del Sud, ha citato anche l’episodio di un ragazzo stangato perché ha presentato una tesina su Cattaneo. Niente nomi e niente cognomi, salvo quello del nume tutelare del federalismo lumbard.

La coincidenza: Renzo Bossi, figlio del leader leghista, pochi giorni fa è stato bocciato (per la seconda volta) alla maturità scientifica: "La valorizzazione romantica dell’appartenenza e delle identità", era il titolo della tesina presentata, ispirata proprio al pensiero di Cattaneo, come lo stesso Renzo Bossi aveva confermato ai quotidiani locali.

Fermo restando che quel giovane ‘stangato’ evocato oggi potrebbe essere chiunque altro, è il rettore del Bentivoglio di Tradate, l’istituto religioso presso il quale il figlio di Bossi ha sostenuto da privatista l’esame di maturità scientifica, a chiarire che comunque, nel caso del maturando Bossi, quella tesina non ha creato problemi ideologici. E che le commissioni d’esame non hanno colore, nè politico nè regionale.

"Allora, come per tutti i privatisti – spiega al cronista don Gaetano Caracciolo – l’esame di maturità si compone di un tema, un compito di matematica, un test su quattro materie e poi c’è l’orale, del quale fa parte la tesina che ne è l’introduzione". Appunto, la tesina: "Non conosco il dettaglio di quella prova d’esame ma comunque il punteggio dell’orale, di cui fa parte la tesina e solo come avvio del colloquio, pesa per 35 punti rispetto ai 45 delle altre prove". Come a dire che anche una tesina eccellente non può ribaltare eventuali altre defaillance.

Per curiosità, come era composta quella commissione d’esame? Neanche don Gaetano entra in dettagli ma spiega che "è composta da 3 docenti interni, tre esterni e un presidente, esterno anch’egli. Se proprio ci tenete, i tre interni sono settentrionali mentre per il resto – dice con un filo d’ironia – la composizione è mista in tutti i sensi, ma i professori – e qui la voce del religioso torna seria – non hanno regione nè parte politica. Fanno il loro lavoro di educatori. E questo lo sa anche ogni cuore di papà".

(20 luglio 2008)