ed ecco gli effetti delle loro punture sugli uomini
Le tre fotografie sono tratte da WIKIPEDIA
ed ecco gli effetti delle loro punture sugli uomini
Le tre fotografie sono tratte da WIKIPEDIA
La Gelmini punta al rigore e al rilancio dell’Invalsi, l’organo di valutazione nelle scuole. "Ho in mente – sottolinea – un progetto importante che presenterò nelle prossime settimane e che metta al centro il merito".
E per arginare il problema del turn-over dei docenti la Gelmini propone "incentivi per gli insegnanti che garantiscono la permanenza per un ciclo scolastico in una scuola". Per migliorare la formazione è necessario tornare a investire sui docenti e rivedere il sistema di reclutamento. L’insegnante dovrà essere valutato in base alla disponibilità a garantire la continuità, alla formazione permanente e al grado di apprendimento dei ragazzi.
Commentando ancora
l’indagine di Bankitalia su docenti e scuola italiana, il ministro ha poi aggiunto:"Non penso che sia tanto un problema di anzianità, quanto di motivazioni: si è persa la percezione del ruolo dell’insegnante, della centralità della funzione educativa nella società".Infine la Gelmini punta il dito sull’Università e sull’assetto del tre più due: "Il tempo ha dimostrato che non funziona. Molti sostengono che non è modificabile, ho fatto un approfondimento normativo e non è così".
ROMA – Insegnanti anziani, insoddisfatti della scuola in cui lavorano e troppo spesso desiderosi di fuggire dal proprio istituto. E’ il quadro delineato da alcuni ricercatori di Bankitalia e del ministero della Pubblica istruzione. Un’analisi che mette sotto accusa soprattutto l’eccesso di "turnover" dei professori, che influisce negativamente sugli studenti e sul loro apprendimento, messo a rischio anche dallo "scarso attaccamento" dei docenti alla scuola in cui lavorano.
Troppi spostamenti. L’indagine, inserita tra i temi di discussione di via Nazionale, si concentra sul "turnover" degli insegnanti di ruolo, che rappresentano circa un terzo degli spostamenti complessivi. I ricercatori rilevano che le entrate e le uscite di docenti dal sistema scolastico, così come il "turnover" dei professori con cattedra causano una "mancanza di continuità didattica". In generale, più di un quinto dei docenti cambia scuola da un anno all’altro. E a subirne le conseguenze sono gli studenti.La loro preparazione scolastica risente anche del "mismatch", cioè dello scarso attaccamento dei professori alla scuola in cui operano.
Docenti "vecchi" e meno istruiti. Nell’indagine emerge poi che gli insegnanti in Italia sono in media più vecchi del resto degli occupati e sono in prevalenza donne. Nelle regioni meridionali, in particolare, i docenti sono in genere "più vecchi, meno istruiti e con voti di laurea o di diploma inferiori a quelli dei loro colleghi che operano nel resto del paese". I più anziani possono di solito contare su un voto di diploma o laurea più basso rispetto alla media. Secondo i ricercatori questo potrebbe derivare da "meccanismi di cosiddetta ‘selezione avversa’, per cui rimangono nella professione soggetti meno capaci".
Precarietà di inizio carriera. L’indagine segnala poi che, per quanto riguarda l’accesso nel mondo del lavoro, "l’inizio della carriera è caratterizzato da forte precarietà, con contratti a termine di durata inferiore rispetto al resto dell’economia, una più intensa ricerca di un altro lavoro e una più elevata probabilità di svolgere un secondo lavoro".
"Azione determinante per l’apprendimento". L’indagine passa ai raggi X il corpo insegnante italiano non solo perché i docenti assorbono circa i due terzi della spesa corrente per l’istruzione, ma anche perché la loro azione quotidiana rappresenta "la principale determinante, insieme alle caratteristiche innate e al contesto socio-economico, degli apprendimenti degli studenti".
(13 luglio 2008)
Questo è l’articolo…
Diciamo che su alcune cose e su alcuni giudizi non sono d’accordo… però il rischio di una sfiducia del corpo docente.
Diverse le ragioni: esse in parte sono riscontrabili nel sistema – scuola che deve essere rivisto e reso più autorevole, in parte sono ravvisabili nel rapporto tra la scuola ed il contesto sociale e familiare in cui si opera.
Spesso c’è un’ incomprensione eccessiva nel rapporto tra la scuola e le famiglie. Talvolta, ciascuna delle due parti vede nell’altra il nemico da fronteggiare.
Ovviamente, ciò non succede sempre, ma quando accade è un danno per il mondo della scuola nel suo complesso: i ragazzi, infatti, non sono messi nella condizione di comprendere determinate cose , soprattutto, la necessità di deteminate regole da rispettare; i docenti, invece, rischiano di apparire sempre di più invisi agli occhi della pubblica opinione.
Questo si verifica quando viene meno quella giusta collaborazione che deve esserci, nel rispetto dei rispettivi ruoli, tra la scuola e la famiglia!