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Archivio mensile:luglio 2008
La storia della mitica, della GLORIOSA….
La storia della Juventus Football Club, dal 1897 aL 1904
Raccontare le origini di questa gloriosa società non è semplice considerato il fatto che all’epoca la stampa dedicava davvero molto poco spazio alle attività sportive. Le uniche notizie su cui possiamo basarci sono quelle che ci giungono da uno dei fondatori, nonchè secondo presidente, dott. Enrico Canfari, che nel 1914 decise di raccontare la storia ufficiale della nascita della Juventus.
Tutto nacque nel lontano autunno dell’anno 1897, grazie ad un gruppo di studenti del Liceo Massimo D’Azeglio di Torino. Questi giovani ragazzi, tutti fra i quindici e i diciassette anni, amavano ritrovarsi su una panchina di Corso Re Umberto, per trascorrere così le loro giornate. Proprio intorno a questa panchina prese via l’idea di creare una società sportiva di calcio. La data precisa non è certa, quindi si fa riferimento al 1 novembre di quell’anno.
Il primo problema che si presentò fu quello di trovare una sede adeguata. In questo furono preziosi i Fratelli Canfari, che misero a disposizione la propria officina. Questa fu la prima sede della Juventus.
Durante la prima riunione, si cercò di far chiarezza sulla società e sul nome più adeguato per essa. Le proposte furono diverse, fra cui "Iris Club", "Società Massimo d’Azeglio", "Società Polisportiva Augusta Taurinorum", "Vigore Robur". Alla fase finale delle votazioni, arrivarono tre proposte: "Società Via Fori", " Società Sportiva Massimo D’ Azeglio", "Sport Club Juventus ". Visto il gran numero di voti per le prime due, si scelse quasi per sfida il terzo nome, cioè quello che meno piaceva: Sport Club Juventus. Ebbe così inizia la storia Calcistica della Juventus.
Nel 1898, diversi soci calciatori entrarono a far parte della Juventus. Il presidente Eugenio Canfari, lasciò l’incarico e il nuovo presidente divenne il fratello Enrico Canfari. La sede in quel periodo si spostò in un locale in via Piazzi 4. Il 15 marzo nacque poi la F.I.F. (Federazione Italiana Football), che col tempo diventerà FIGC (Federazione Italiana Gioco Calcio). Non si conoscono bene le motivazioni, ma in quell’anno la Juventus non si iscrisse alla federazione, rimanendo così fuori dal 1° campionato di calcio a 4 squadre, che venne disputato poi in un’unica giornata l’8 maggio; fra FC Torinese, Genoa, Società Ginnastica e Internazionale.
Si arrivò al 1899 e la società Sport Club Juventus, prese definitivamente il nome di Football Club Juventus, denominazione che arriverà poi fino ai giorni nostri, e gioca le sue partite in Piazza D’Armi in località Crocetta. Viene anche ufficializzata la prima divisa di gioco, camicia rosa con colletto bianco, cravattino e berretto. La stoffa per le divise fu messa a disposizione dal padre di uno dei soci, industriale tessile. La Juventus fu anche la prima squadra a portare a Torino una formazione straniera, il Montriond di Losanna.
In questo periodo cresce molto il prestigio e la fama della squadra, che acquisisce così il diritto di disputare le partite al Velodromo.
Finalmente nel 1900 si iscrisse alla F.I.F., disputando così il suo primo campionato ufficiale che ebbe inizio il giorno 11 maggio. Era la terza edizione. La Juventus giocò la sua prima partita in Piazza D’Armi contro l’FC Torinese e perse per 1-0, uscendo così subito dal torneo. La squadra cominciò in questo periodo a vincere i primi tornei; vinse la medaglia d’oro a Milano, offerta dalla società "L’Esercito", un servizio da scrittoio a Torino, offerto dalla società "Ginnastica Magenta" e la coppa "Ministero Della Pubblica Istruzione" a Torino.
Il 1902 fu l’anno in cui i primi stranieri fecero il loro ingresso nella squadra. Sono uno svizzero e uno scozzese, che all’epoca lavoravano in una filanda di Torino. In questo periodo la stampa ancora non dava molto spazio al calcio, praticato maggiormente nella parte settentrionale della penisola. La Juventus prese parte per l’ennesima volta al campionato, insieme ad altre squadre Torinesi; l’FC Torinese, l’Audace Torino e la Ginnastica Torino. La Juve giocò bene, ma alla fine dovette cedere nuovamente all’FC Torinese.
In quest’anno le cose non andarono molto bene, e lo scudetto andò al Genoa. Era periodo d’esami e i pensieri erano altrove. Nonostante tutto arrivò l’ennesima coppa "Ministero Della Pubblica Istruzione", molto ambita per l’epoca.
Nel 1903 ci fu una vera e propria svolta significativa, la divisa della Juventus divenne a strisce verticali bianche e nere. Curiosamente il cambio non fu voluto, ma casuale. Un imprenditore simpatizzante per la Juve, tale John Savage, si offrì di acquistare le nuove divise e le ordino in un emporio di Notthingham, dove aveva contatti economici. Per un errore di spedizione, invece di arrivare le classiche divise rosa arrivarono quelle a strisce, identiche a quelle del Notts County. Visti i pochi soldi che giravano all’epoca, si scelse di tenere le divise ugualmente e di ufficializzarle. Quell’anno la Juventus, vuoi per le nuove maglia, cominciò a farsi notare seriamente ed arrivò in finale contro il Genoa, che però si aggiudicò per l’ennesima volta il trofeo.
Il 1904 è l’anno in cui si disputarono le prime trasferte internazionali, la Juventus viene invitata a Losanna in rappresentanza del calcio italiano, per disputare un torneo. Nel campionato italiano la Juventus arrivò nuovamente in finale contro il Genoa, ma anche questa vinsero i liguri, con uno stretto 1-0 combattuto fino alla fine. Nuovi soci arrivano alla Juventus, e con questi anche nuovi soldi che rafforzano le fondamenta della società. Dalla svizzera arrivarono i tre fratelli Ajmone Marsan e il campo di gioco ufficiale si sposto dalla Piazza D’Armi al Velodromo Umberto I, dotato finalmente di tribune. La sede sociale venne poi trasferita in Via Pastrengo.
Premio alla Città di Eboli
Un’estate….. in musica!!
Ascoltando…
Ciao ragazzi, ciao
video di Jim Morrison
“Jim Morrison è ancora vivo”
Parla Manzarek, ex tastierista dei Doors: non è morto nel 1971, si è solo trasferito alle Seychelles
LONDRA (GRAN BRETAGNA) – Jim Morrison come Elvis? Il leader dei Doors per qualcuno è ancora vivo, proprio come il re del rock.
Morrison avrebbe simulato la sua morte nel 1971 e oggi vivrebbe in incognito alle Seychelles: lo ha rivelato Ray Manzarek, ex tastierista del mitico gruppo rock statunitense, al tabloid britannico «Daily Mail».
LA STORIA – Trentasette anni fa il leggendario cantante è stato trovato morto nella vasca da bagno del suo appartamento parigino. Le speculazioni su un’eventuale montatura non si sono mai fermate: ufficialmente è morto per collasso cardiaco, ufficiosamente per un’overdose di eroina. Manzarek non la pensa così e ha raccontato la sua teoria al quotidiano britannico: «Jim era un’anima inquieta, era sempre in cerca di qualcosa di diverso nella vita, e anche sei anni di successo e di eccessi con i Doors non erano abbastanza per lui». Un anno prima di morire, Morrison mostrò ai suoi compagni una brochure delle Seychelles e disse: «Non sarebbe un luogo perfetto per fuggire, mentre tutti pensano che sei morto?». Al tempo Manzarek non ci diede molto peso. Quando apprese della morte di Jim si trovava in California. Non prese sul serio la telefonata del manager Bill Siddons, allora come oggi: «La mia prima reazione fu che la morte di Jim era solo un’altra chiacchiera da Rock’n’Roll». Siddons fu spedito a Parigi per scoprire la verità. Troppo tardi, però, perchè Morrison era già stato sepolto da quattro giorni al cimitero parigino di Pere Lachaise. Nessuno ha mai esaminato la salma del cantante di "Light my fire" e "Riders on the Storm", la bara fu sigillata subito dopo la morte del musicista. «Mi chiedo sempre se la sua morte sia stata una raffinata messa in scena», ha concluso l’ex tastierista.
08 luglio 2008