Dalla “primavera di Praga” all’ estate di Tblisi

Dalla "primavera" di Praga all’estate di TBLISI!
 
 
La notte tra il 20 ed il 21 agosto del 1968 l’Unione Sovietica invadeva la Cecoslovacchia per neutralizzare i tentativi di Dubcek di instaurare nella nazione un "socialismo dal volto umano".
 
 
Questa tremenda azione militare avvenne a soli dodici anni di distanza dall’invasione sovietica dell’Ungheria, nel 1956.
 
 
 
 
In Italia, oggi, il premier italiano si dichiara amico del premier russo invasore! 
 
Nel 1968, il P.C.I. prese, invece, finalmente le distanze dello stalinismo sovietico.  
 
In particolare, Pietro Ingrao e Giorgio Napolitano (l’attuale Presidente della Repubblica) condannarono l’invasione con un documento ufficiale ed il PCI espresse un "grave dissenso".
 
 
Rispetto agli anniversari precedenti, dunque, quello del 2008 sembra assumere un rilievo ed un valore particolari.
Infatti, ricorre nell’ambito di un contesto politico internazionale che sembra riproporre le mire imperialistiche della Russia del presidente Medveded e del premier Putin.
 
Oggi, infatti, a 40 anni di distanza, la Russia, Paese membro del G8, invade l’Ossezia e scatena una guerra contro la Georgia.
 
Il tutto avviene di fronte all’impotenza dell’Europa e del mondo occidentale.
 
Abbiamo l’impressione di assistere ad un ritorno della guerra fredda: da un lato, gli U.S.A. firmano un accordo militare con la Polonia, in funzione antirussa, dall’altro, invece, Medvedev e Putin si dichiarano pronti a difendere anche militarmente gli interessi della Russia.
 
Come si può leggere in un articolo dell’Espresso, l’invasione della Georgia è un "esempio della storia che si ripete".
 
Molti propongono che l’Occidente si mantenga equidistante e cerchi di favorire una sorta di compromesso. Altri invitano l’Occidente a schierarsi completamente dalla parte della Georgia.
 
 
La difesa dei diritti umani e dei principi di autodeterminazione dei popoli e di sovranità territoriale imporrebbe che l’Occidente si schierasse compatto dalla parte della Georgia!
 
 
 

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