La rabbia dei precari delle elementari
occupato ufficio del Provveditorato
Il giorno dopo la diffusione dei dati ufficiali dei tagli nelle scuole di Napoli e provincia, che parlano di 5.000 docenti sacrificati sull´altare della razionalizzazione della spesa, alle proteste dei precari seguono i dubbi di Bottino su quelle stesse cifre: «Non capisco da dove siano usciti. Non è vero che i tagli ammontano a 5.000 posti. I tagli veri sono 3.213, rispetto allo scorso anno». Eppure due giorni fa il dirigente dell´ufficio provinciale, Luigi De Filippis, ha fornito ai sindacati tabelle inequivocabili. «Ma vanno lette diversamente» ribatte Bottino. Vallo a spiegare alle migliaia di docenti rimasti senza cattedra. «I sindacati – afferma Annamaria, disoccupata dopo 8 anni di supplenze annuali – hanno fatto appello alle istituzioni napoletane, ed ai parlamentari locali. Ma questi dormono. O meglio, sono scarsamente credibili, a livello nazionale. Come possono farsi interpreti del nostro problema se non riescono neppure a garantire l´ordinaria amministrazione della città?».
Erano circa 100, ieri mattina, i precari che hanno inscenato la protesta negli uffici di Ponte della Maddalena (una protesta sulla quale ha vigilato la polizia, per evitare che la disperazione sfociasse in qualche atto estremo). «E torneremo qui ogni giorno, sino a che non otterremo il riconoscimento dei nostri diritti» hanno detto a Bottino. Ma non è Bottino il responsabile della loro situazione. «Io ho scritto più volte al ministero, a Roma – racconta il direttore regionale – Ho raccontato i problemi legati all´organico e quelli dovuti, tra l´altro, all´edilizia scolastica.
Una precarietà, nell´edilizia, che non permette, ad esempio, di dare spazio al tempo pieno, di affrontare almeno in parte i tagli prolungando il tempo scuola. Ho scritto, ma senza ottenere nulla. Non ci sono spiragli, inutile gettare fumo negli occhi». Gli unici posti che potranno essere concessi, alla scuola elementare, sono legati all´insegnamento dell´inglese, che è obbligatorio, ma non sempre – visti i tagli – nelle scuole ci sono gli insegnanti specializzati. E si tratta comunque di posti legati allo stanziamento deciso dalla Regione proprio per mettere una toppa alla situazione. Anche sui numeri dei posti che dovrebbero essere garantiti dallo stanziamento regionale non c´è certezza: quando l´assessore Gabriele li annunciò, si parlò di almeno 800 insegnanti "salvati", ora, afferma Fiorella Esposito, della segreteria provinciale della Cgil scuola, «quei posti sono meno di 400».
Rivolta contro il maestro unico
"Così si stravolge la scuola"
«Occuperemo almeno per una settimana – spiega la direttrice Simonetta Salacone – Fino ad oggi abbiamo sperimentato una pluralità di docenti che arricchisce la preparazione e la conoscenza dei più piccoli. Che senso ha stravolgere così la scuola elementare?».
Secondo la Cgil scuola quando l´introduzione del maestro unico entrerà a regime si avrà un taglio di 1800 maestri tra Roma e provincia. Ma già dall´anno prossimo nelle prime elementari ci saranno 300 posti in meno. Per questo motivo, genitori e maestre della scuola della Casilina hanno costituito assieme a rappresentati di altri istituti un coordinamento cittadino docenti-genitori. Lunedì il primo incontro per stabilire nuove iniziative da portare avanti. In questi giorni poi ci sarà una raccolta di firme e il volantinaggio nel quartiere. Intanto, c´è già una petizione sul cancello della scuola: «La pluralità dei docenti – si legge nella petizione – ha permesso agli insegnanti di approfondire la conoscenza disciplinare, rendendo la scuola elementare una comunità di conoscenze che la scuola del maestro unico non potrà realizzare».
E Antonietta Carlomagno, maestra della Iqbal Masih, precisa che «il maestro unico è un passo indietro». Preoccupati anche i genitori: «Siamo pronti a occupare – annuncia Luca Mascini, papà di un alunno della scuola del Casilino – perché bisogna urlare "sveglia" agli altri genitori che non sanno che la loro realtà cambierà». Aderisce al coordinamento anti-maestro unico anche l´elementare "Carlo Pisacane": «C´è la perplessità che il maestro unico non possa portare avanti il progetto educativo odierno», spiega la direttrice Nunzia Marciano. E Salvatore Sasso, preside del 138esimo circolo zona Torre Angela, avverte: «Nella nostra scuola c´è il 30% dei bambini stranieri e con il ritorno a 24 ore non credo sarà possibile portare avanti progetti di recupero come l´insegnamento della lingua italiana».
