Lo scorso anno gli insegnanti di sostegno al lavoro erano 12.840 quest´anno dovrebbero fermarsi a 11.837 con un decremento di 1.003 unità. «Si rende indispensabile – afferma Lombardo nella sua missiva – incrementare il numero dei posti effettivamente assegnati di almeno 600 unità al fine di assicurare maggiore gradualità nelle operazioni di riallineamento e, soprattutto, non ridurre in maniera così significativa il sostegno ai soggetti diversamente abili, pur in presenza di incrementi così significativi di alunni».
Al ministero, letta la missiva del presidente della Regione, qualcosa s´è messo in movimento se è vero che i dirigenti di viale Trastevere hanno ipotizzato un allargamento del corpo degli insegnanti di sostegno di circa 450 unità. Ma è un´eventualità ancora da definire e comunque, se concretizzata, non riuscirebbe a soddisfare né le richiese dei diretti interessati e delle famiglie colpite dalla riduzione del servizio né tanto meno quelle del governatore Lombardo.
«Non ci si rende conto che in Sicilia la scuola è per molti ragazzi disabili l´unica occasione per integrarsi con la società – afferma Emanuele Schembri, portavoce di numerosi insegnanti di sostegno di Agrigento dove, tra capoluogo e provincia, i ragazzi diversamente abili da assistere quest´anno saranno 150 in più e i docenti a loro destinati cento in meno – Le famiglie si rivolgono a noi – aggiunge – per chiedere aiuto, non sanno come fare con i figli. Solo chi è ricco può permettersi l´assistenza continuativa e a pagamento. Ma la maggior parte delle coppie che hanno figli diversamente abili si affida principalmente alla scuola. La situazione è drammatica».
Ed è tutt´altro che serena, a dire dei diretti interessati, la situazione della scuola pubblica siciliana nel suo complesso. I docenti e il personale ausiliario tecnico amministrativo (Ata) rimasti esclusi dagli incarichi a causa dei tagli, mercoledì 17, primo giorno di scuola in Sicilia, scenderanno in piazza su iniziativa di Cgil, Cisl, Uil e Snals Confsal. La manifestazione è in programma davanti all´Ufficio scolastico regionale. Oltre ai 2.521 insegnanti in meno, quest´anno salteranno pure 162 posti destinati agli Ata. I sindacati, davanti alla prospettiva «del taglio di 15 mila posti di lavoro nei prossimi tre anni», parlando di «inaudito attacco alla scuola pubblica che avrà effetti sociali devastanti». Cgil, Cisl, Uil e Snal Confsal avvieranno già a partire dal 18 assemblee in tutte le scuole della Sicilia e una campagna di informazione e sensibilizzazione dell´opinione pubblica.
«Attendiamo una risposta – dice Giusto Scozzaro, segretario generale della Flc Cgil – alla richiesta di reintegro di 600 posti di sostegno avanzata al ministro, su nostra sollecitazione, dal presidente della Regione. La manifestazione del 17 è soltanto l´inizio della nostra battaglia per evitare la distruzione della scuola pubblica, che avrebbe effetti devastanti e di lungo periodo soprattutto nelle aree più fragili del Paese».