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Lorenzo Cesa (UDC): “tagli alla scuola inconcepibili, ipotecano il futuro del Paese”

Scuola, Cesa: tagli inconcepibili, ipotecano il futuro del Paese

"Gelmini abbandoni la demagogia e pensi alla sostanza"

 
APCOM

Roma, 7 set. (Apcom) – Con i tagli operati dal governo, la scuola non verrà rilanciata ma anzi andrà in crisi. Lo dice Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc, che chiede al ministro Mariastella Gelmini "meno demagogia" e "più sostanza".
Spiega Cesa: "Siamo lieti che nella riforma scolastica siano stati introdotte alcune migliorie, anche se poche, volte al rispetto delle regole, come il voto in condotta e il grembiule obbligatario, tutte proposte già fatte da tempo dall’Udc, ma il Ministro Gelmini dovrebbe abbandonare la demagogia e pensare di più alla sostanza". Perchè per Cesa "è inconcepibile che non ci sia un controllo maggiore sul tetto massimo per l’acquisto dei libri, e che ci sia un taglio di risorse e di insegnati, ben 97 mila docenti in esubero, proprio in un settore che ha un disperato bisogno di fondi".
"Comprendiamo bene che Tremonti sta imponendo a tutti tagli indiscriminati – afferma il segretario Udc – ma se il ministro della Pubblica Istruzione attuerà il piano così come l’ha prospettato, certamente non solo non rilancerà la scuola, come dice di voler fare, ma riuscirà solo a mettere in crisi un settore fondamentale per il futuro del Paese da cui dipende la preparazione dei nostri figli e, quindi, della futura classe dirigente italiana".
Red/Rea

“Incostituzionali i tagli della Gelmini”

 
"Incostituzionali i tagli della Gelmini"!!!
 
 
A sostenerlo non è un pericoloso bolscevico della sinistra più o meno estrema, ma Raffaele Lombardo, presidente della Regione Sicilia, centrodestra, alleato del Cavaliere e della stessa Gelmini.
 
Speriamo che gli diano ascolto, soprattutto quando afferma che la scuola è, in Sicilia, una grande opportunità per togliere i ragazzi dalla strada!
 
 
 
Raffica di tagli sulla scuola siciliana
Lombardo contesta il ministro
di Massimo Lorello
 
Duemila e 521 insegnanti in meno a partire da quest´anno. Quindicimila in meno entro tre anni e a cominciare dal prossimo; scuole elementari con un solo maestro.
La scure del governo nazionale si abbatte sulla scuola siciliana costretta a ridimensionare il corpo docente e il personale ausiliario. Protestano i sindacati che hanno già indetto una manifestazione per mercoledì 17, in occasione dell´inizio dell´anno scolastico. Protestano le famiglie dei giovani diversamente abili ai quali verrà meno l´assistenza garantita fino allo scorso anno. E protesta, su questo argomento, il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, che ha spedito una lettera al ministro dell´Istruzione, Maria Stella Gelmini, rimproverandole di non avere interpellato l´amministrazione siciliana e invitandola a reintrodurre almeno la metà dei posti tagliati.

Il tutto, mentre esiste già una stima da parte del corpo docente sugli insegnanti elementari che perderanno il posto il prossimo anno quando si tornerà al maestro unico: salteranno circa seimila posti. E contro questo provvedimento si preannunciano altre manifestazioni di piazza e la costituzione di un gruppo di lavoro che dovrà partorire una proposta alternativa al maestro unico da sottoporre al governo nazionale.

Il presidente Lombardo, intanto, chiama in causa il ministro Gelmini sul taglio degli insegnanti di sostegno manifestando alla titolare della Pubblica istruzione «grande preoccupazione per la mancata assistenza scolastica agli alunni diversamente abili», e attacca: «Le riduzioni degli organici, senza una preventiva interlocuzione con l´amministrazione regionale, titolare di competenze proprie sulle quali le determinazioni statali vengono a interferire, configura lesione del principio costituzionale di leale collaborazione».

In particolare, spiega Patrizia Monterosso, dirigente generale della Pubblica istruzione, «gli alunni disabili sono 25.938, come certificato dall´autorità sanitaria, in base ai dati forniti dagli uffici scolastici provinciali, e sono in netto aumento rispetto allo scorso anno scolastico quando ne vennero registrati 20.359».

Lo scorso anno gli insegnanti di sostegno al lavoro erano 12.840 quest´anno dovrebbero fermarsi a 11.837 con un decremento di 1.003 unità. «Si rende indispensabile – afferma Lombardo nella sua missiva – incrementare il numero dei posti effettivamente assegnati di almeno 600 unità al fine di assicurare maggiore gradualità nelle operazioni di riallineamento e, soprattutto, non ridurre in maniera così significativa il sostegno ai soggetti diversamente abili, pur in presenza di incrementi così significativi di alunni».

Al ministero, letta la missiva del presidente della Regione, qualcosa s´è messo in movimento se è vero che i dirigenti di viale Trastevere hanno ipotizzato un allargamento del corpo degli insegnanti di sostegno di circa 450 unità. Ma è un´eventualità ancora da definire e comunque, se concretizzata, non riuscirebbe a soddisfare né le richiese dei diretti interessati e delle famiglie colpite dalla riduzione del servizio né tanto meno quelle del governatore Lombardo.

«Non ci si rende conto che in Sicilia la scuola è per molti ragazzi disabili l´unica occasione per integrarsi con la società – afferma Emanuele Schembri, portavoce di numerosi insegnanti di sostegno di Agrigento dove, tra capoluogo e provincia, i ragazzi diversamente abili da assistere quest´anno saranno 150 in più e i docenti a loro destinati cento in meno – Le famiglie si rivolgono a noi – aggiunge – per chiedere aiuto, non sanno come fare con i figli. Solo chi è ricco può permettersi l´assistenza continuativa e a pagamento. Ma la maggior parte delle coppie che hanno figli diversamente abili si affida principalmente alla scuola. La situazione è drammatica».

Ed è tutt´altro che serena, a dire dei diretti interessati, la situazione della scuola pubblica siciliana nel suo complesso. I docenti e il personale ausiliario tecnico amministrativo (Ata) rimasti esclusi dagli incarichi a causa dei tagli, mercoledì 17, primo giorno di scuola in Sicilia, scenderanno in piazza su iniziativa di Cgil, Cisl, Uil e Snals Confsal. La manifestazione è in programma davanti all´Ufficio scolastico regionale. Oltre ai 2.521 insegnanti in meno, quest´anno salteranno pure 162 posti destinati agli Ata. I sindacati, davanti alla prospettiva «del taglio di 15 mila posti di lavoro nei prossimi tre anni», parlando di «inaudito attacco alla scuola pubblica che avrà effetti sociali devastanti». Cgil, Cisl, Uil e Snal Confsal avvieranno già a partire dal 18 assemblee in tutte le scuole della Sicilia e una campagna di informazione e sensibilizzazione dell´opinione pubblica.

«Attendiamo una risposta – dice Giusto Scozzaro, segretario generale della Flc Cgil – alla richiesta di reintegro di 600 posti di sostegno avanzata al ministro, su nostra sollecitazione, dal presidente della Regione. La manifestazione del 17 è soltanto l´inizio della nostra battaglia per evitare la distruzione della scuola pubblica, che avrebbe effetti devastanti e di lungo periodo soprattutto nelle aree più fragili del Paese».

(07 settembre 2008)
 
 
 
 
 

Catania: grave e squallido comportamento di alcuni genitori!

Catania:
 
grave e squallido comportamento di alcuni genitori!!
 
 
A Catania diversi genitori hanno impedito ai propri figli di partecipare ad una manifestazione antimafia a poche ore dal suo inizio.
 
La ragione? Non gradivano il titolo della manifestazione: "ARTE (contro Cosa) NOSTRA".
 
POVERA ITALIA!!!
 
 
 
Inserisco qui il logo antimafia della manifestazione censurata da alcune famiglie
 
 

 
 
 
I genitori vietano la partecipazione perché non gradiscono lo slogan
"Arte (contro cosa) nostra" coniato dal teatro Bellini che ha organizzato l’evento

Catania, Dance Attack antimafia
cento ragazzi bloccati dalle famiglie

Il sovrintendente: "Dedichiamo l’iniziativa ai giovani ballerini assenti"

 
CATANIA – Cento giovani ballerini tra i 14 e i 18 anni sono stati bloccati dalle famiglie che hanno impedito loro di partecipare al Dance Attack antimafia promosso dal teatro Bellini di Catania, in programma nel pomeriggio in piazza Palestro. Durante gli ultimi preparativi, mentre lo staff del teatro distribuiva le t-shirt con il logo antimafia "Arte (contro cosa) nostra", coniato per l’occasione dal Bellini, un centinaio di ballerini non si sono presentati all’appuntamento, pur avendo precedentemente garantito la loro adesione.

Per qualche ora la vicenda ha avuto i contorni di un giallo. Poi il chiarimento, come riferisce una nota del teatro. Alcuni di loro, in lacrime, hanno raccontato di aver ricevuto il divieto da parte dei genitori a partecipare alla manifestazione. A scatenare la reazione delle famiglie sarebbe stato proprio il logo antimafia che si legge sulle magliette che saranno indossate da tutti i partecipanti al Dance Attack.

"A poche ore dall’evento", ha detto il sovrintendente del Teatro Massimo Bellini, Antonio Fiumefreddo, "abbiamo appreso che gli allievi di una scuola di danza di uno dei quartieri più a rischio della città hanno dovuto rinunciare a scendere in piazza su pressione dei genitori, che non avrebbero gradito il messaggio antimafia della manifestazione. Dedichiamo a questi cento ragazzi l’iniziativa di oggi pomeriggio. Rispetto ai tempi in cui in piazza non scendeva nessuno" ha aggiunto, "registriamo che oggi sono solo in cento a restare a casa, e per giunta costretti. E’ una svolta storica".

Il teatro aveva lanciato nei giorni scorsi un appello alla mobilitazione pacifica, invitando per domenica pomeriggio i giovani della città a un Dance Attack per dire no a tutte le mafie. Un happening con mille giovani ballerini assieme in strada per invadere pacificamente le piazze di Catania, a cominciare da piazza Palestro, in un quartiere simbolo di disagio sociale, protagonista in passato di drammatiche vicende criminali. Con l’occasione il teatro ha voluto inaugurare un ciclo di eventi artistici con il marchio "Arte (contro cosa) nostra", manifesto di impegno sociale e civile che "dal teatro arriva nella città, tra la gente, in nome della lotta all’illegalità".

"Considero utili iniziative come questa" ha dichiarato il sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli, "che nascono con il preciso intento di educare i giovani alla legalità e alla lotta alla mafia. Apprendere che la manifestazione di oggi non abbia trovato consenso dimostra quanto si debba ancora lavorare per diffondere la cultura della legalità".

"Un atto molto grave che ci porta indietro nel tempo" è stato il commento del presidente della Provincia di Catania, Giuseppe Castiglione. "La lotta a Cosa nostra – ha osservato Castiglione – è fondamentale per il futuro economico e sociale della Sicilia, e non si possono dare segnali di cedimento proprio in questo momento, visti i buoni risultati che si stanno ottenendo contro la criminalità organizzata". Il presidente della Provincia ha quindi espresso "apprezzamento per l’iniziativa del Bellini" e ha auspicato che le "famiglie dei giovani interessati ci ripensino, mostrando il vero volto della nuova Catania".

(7 settembre 2008)