"Arte (contro cosa) nostra" coniato dal teatro Bellini che ha organizzato l’evento
Catania, Dance Attack antimafia
cento ragazzi bloccati dalle famiglie
Il sovrintendente: "Dedichiamo l’iniziativa ai giovani ballerini assenti"
Per qualche ora la vicenda ha avuto i contorni di un giallo. Poi il chiarimento, come riferisce una nota del teatro. Alcuni di loro, in lacrime, hanno raccontato di aver ricevuto il divieto da parte dei genitori a partecipare alla manifestazione. A scatenare la reazione delle famiglie sarebbe stato proprio il logo antimafia che si legge sulle magliette che saranno indossate da tutti i partecipanti al Dance Attack.
"A poche ore dall’evento", ha detto il sovrintendente del Teatro Massimo Bellini, Antonio Fiumefreddo, "abbiamo appreso che gli allievi di una scuola di danza di uno dei quartieri più a rischio della città hanno dovuto rinunciare a scendere in piazza su pressione dei genitori, che non avrebbero gradito il messaggio antimafia della manifestazione. Dedichiamo a questi cento ragazzi l’iniziativa di oggi pomeriggio. Rispetto ai tempi in cui in piazza non scendeva nessuno" ha aggiunto, "registriamo che oggi sono solo in cento a restare a casa, e per giunta costretti. E’ una svolta storica".
Il teatro aveva lanciato nei giorni scorsi un appello alla mobilitazione pacifica, invitando per domenica pomeriggio i giovani della città a un Dance Attack per dire no a tutte le mafie. Un happening con mille giovani ballerini assieme in strada per invadere pacificamente le piazze di Catania, a cominciare da piazza Palestro, in un quartiere simbolo di disagio sociale, protagonista in passato di drammatiche vicende criminali. Con l’occasione il teatro ha voluto inaugurare un ciclo di eventi artistici con il marchio "Arte (contro cosa) nostra", manifesto di impegno sociale e civile che "dal teatro arriva nella città, tra la gente, in nome della lotta all’illegalità".
"Considero utili iniziative come questa" ha dichiarato il sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli, "che nascono con il preciso intento di educare i giovani alla legalità e alla lotta alla mafia. Apprendere che la manifestazione di oggi non abbia trovato consenso dimostra quanto si debba ancora lavorare per diffondere la cultura della legalità".
"Un atto molto grave che ci porta indietro nel tempo" è stato il commento del presidente della Provincia di Catania, Giuseppe Castiglione. "La lotta a Cosa nostra – ha osservato Castiglione – è fondamentale per il futuro economico e sociale della Sicilia, e non si possono dare segnali di cedimento proprio in questo momento, visti i buoni risultati che si stanno ottenendo contro la criminalità organizzata". Il presidente della Provincia ha quindi espresso "apprezzamento per l’iniziativa del Bellini" e ha auspicato che le "famiglie dei giovani interessati ci ripensino, mostrando il vero volto della nuova Catania".
(7 settembre 2008)