Lorenzo Cesa (UDC): “tagli alla scuola inconcepibili, ipotecano il futuro del Paese”

Scuola, Cesa: tagli inconcepibili, ipotecano il futuro del Paese

"Gelmini abbandoni la demagogia e pensi alla sostanza"

 
APCOM

Roma, 7 set. (Apcom) – Con i tagli operati dal governo, la scuola non verrà rilanciata ma anzi andrà in crisi. Lo dice Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc, che chiede al ministro Mariastella Gelmini "meno demagogia" e "più sostanza".
Spiega Cesa: "Siamo lieti che nella riforma scolastica siano stati introdotte alcune migliorie, anche se poche, volte al rispetto delle regole, come il voto in condotta e il grembiule obbligatario, tutte proposte già fatte da tempo dall’Udc, ma il Ministro Gelmini dovrebbe abbandonare la demagogia e pensare di più alla sostanza". Perchè per Cesa "è inconcepibile che non ci sia un controllo maggiore sul tetto massimo per l’acquisto dei libri, e che ci sia un taglio di risorse e di insegnati, ben 97 mila docenti in esubero, proprio in un settore che ha un disperato bisogno di fondi".
"Comprendiamo bene che Tremonti sta imponendo a tutti tagli indiscriminati – afferma il segretario Udc – ma se il ministro della Pubblica Istruzione attuerà il piano così come l’ha prospettato, certamente non solo non rilancerà la scuola, come dice di voler fare, ma riuscirà solo a mettere in crisi un settore fondamentale per il futuro del Paese da cui dipende la preparazione dei nostri figli e, quindi, della futura classe dirigente italiana".
Red/Rea

“Incostituzionali i tagli della Gelmini”

 
"Incostituzionali i tagli della Gelmini"!!!
 
 
A sostenerlo non è un pericoloso bolscevico della sinistra più o meno estrema, ma Raffaele Lombardo, presidente della Regione Sicilia, centrodestra, alleato del Cavaliere e della stessa Gelmini.
 
Speriamo che gli diano ascolto, soprattutto quando afferma che la scuola è, in Sicilia, una grande opportunità per togliere i ragazzi dalla strada!
 
 
 
Raffica di tagli sulla scuola siciliana
Lombardo contesta il ministro
di Massimo Lorello
 
Duemila e 521 insegnanti in meno a partire da quest´anno. Quindicimila in meno entro tre anni e a cominciare dal prossimo; scuole elementari con un solo maestro.
La scure del governo nazionale si abbatte sulla scuola siciliana costretta a ridimensionare il corpo docente e il personale ausiliario. Protestano i sindacati che hanno già indetto una manifestazione per mercoledì 17, in occasione dell´inizio dell´anno scolastico. Protestano le famiglie dei giovani diversamente abili ai quali verrà meno l´assistenza garantita fino allo scorso anno. E protesta, su questo argomento, il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, che ha spedito una lettera al ministro dell´Istruzione, Maria Stella Gelmini, rimproverandole di non avere interpellato l´amministrazione siciliana e invitandola a reintrodurre almeno la metà dei posti tagliati.

Il tutto, mentre esiste già una stima da parte del corpo docente sugli insegnanti elementari che perderanno il posto il prossimo anno quando si tornerà al maestro unico: salteranno circa seimila posti. E contro questo provvedimento si preannunciano altre manifestazioni di piazza e la costituzione di un gruppo di lavoro che dovrà partorire una proposta alternativa al maestro unico da sottoporre al governo nazionale.

Il presidente Lombardo, intanto, chiama in causa il ministro Gelmini sul taglio degli insegnanti di sostegno manifestando alla titolare della Pubblica istruzione «grande preoccupazione per la mancata assistenza scolastica agli alunni diversamente abili», e attacca: «Le riduzioni degli organici, senza una preventiva interlocuzione con l´amministrazione regionale, titolare di competenze proprie sulle quali le determinazioni statali vengono a interferire, configura lesione del principio costituzionale di leale collaborazione».

In particolare, spiega Patrizia Monterosso, dirigente generale della Pubblica istruzione, «gli alunni disabili sono 25.938, come certificato dall´autorità sanitaria, in base ai dati forniti dagli uffici scolastici provinciali, e sono in netto aumento rispetto allo scorso anno scolastico quando ne vennero registrati 20.359».

Lo scorso anno gli insegnanti di sostegno al lavoro erano 12.840 quest´anno dovrebbero fermarsi a 11.837 con un decremento di 1.003 unità. «Si rende indispensabile – afferma Lombardo nella sua missiva – incrementare il numero dei posti effettivamente assegnati di almeno 600 unità al fine di assicurare maggiore gradualità nelle operazioni di riallineamento e, soprattutto, non ridurre in maniera così significativa il sostegno ai soggetti diversamente abili, pur in presenza di incrementi così significativi di alunni».

Al ministero, letta la missiva del presidente della Regione, qualcosa s´è messo in movimento se è vero che i dirigenti di viale Trastevere hanno ipotizzato un allargamento del corpo degli insegnanti di sostegno di circa 450 unità. Ma è un´eventualità ancora da definire e comunque, se concretizzata, non riuscirebbe a soddisfare né le richiese dei diretti interessati e delle famiglie colpite dalla riduzione del servizio né tanto meno quelle del governatore Lombardo.

«Non ci si rende conto che in Sicilia la scuola è per molti ragazzi disabili l´unica occasione per integrarsi con la società – afferma Emanuele Schembri, portavoce di numerosi insegnanti di sostegno di Agrigento dove, tra capoluogo e provincia, i ragazzi diversamente abili da assistere quest´anno saranno 150 in più e i docenti a loro destinati cento in meno – Le famiglie si rivolgono a noi – aggiunge – per chiedere aiuto, non sanno come fare con i figli. Solo chi è ricco può permettersi l´assistenza continuativa e a pagamento. Ma la maggior parte delle coppie che hanno figli diversamente abili si affida principalmente alla scuola. La situazione è drammatica».

Ed è tutt´altro che serena, a dire dei diretti interessati, la situazione della scuola pubblica siciliana nel suo complesso. I docenti e il personale ausiliario tecnico amministrativo (Ata) rimasti esclusi dagli incarichi a causa dei tagli, mercoledì 17, primo giorno di scuola in Sicilia, scenderanno in piazza su iniziativa di Cgil, Cisl, Uil e Snals Confsal. La manifestazione è in programma davanti all´Ufficio scolastico regionale. Oltre ai 2.521 insegnanti in meno, quest´anno salteranno pure 162 posti destinati agli Ata. I sindacati, davanti alla prospettiva «del taglio di 15 mila posti di lavoro nei prossimi tre anni», parlando di «inaudito attacco alla scuola pubblica che avrà effetti sociali devastanti». Cgil, Cisl, Uil e Snal Confsal avvieranno già a partire dal 18 assemblee in tutte le scuole della Sicilia e una campagna di informazione e sensibilizzazione dell´opinione pubblica.

«Attendiamo una risposta – dice Giusto Scozzaro, segretario generale della Flc Cgil – alla richiesta di reintegro di 600 posti di sostegno avanzata al ministro, su nostra sollecitazione, dal presidente della Regione. La manifestazione del 17 è soltanto l´inizio della nostra battaglia per evitare la distruzione della scuola pubblica, che avrebbe effetti devastanti e di lungo periodo soprattutto nelle aree più fragili del Paese».

(07 settembre 2008)
 
 
 
 
 

Catania: grave e squallido comportamento di alcuni genitori!

Catania:
 
grave e squallido comportamento di alcuni genitori!!
 
 
A Catania diversi genitori hanno impedito ai propri figli di partecipare ad una manifestazione antimafia a poche ore dal suo inizio.
 
La ragione? Non gradivano il titolo della manifestazione: "ARTE (contro Cosa) NOSTRA".
 
POVERA ITALIA!!!
 
 
 
Inserisco qui il logo antimafia della manifestazione censurata da alcune famiglie
 
 

 
 
 
I genitori vietano la partecipazione perché non gradiscono lo slogan
"Arte (contro cosa) nostra" coniato dal teatro Bellini che ha organizzato l’evento

Catania, Dance Attack antimafia
cento ragazzi bloccati dalle famiglie

Il sovrintendente: "Dedichiamo l’iniziativa ai giovani ballerini assenti"

 
CATANIA – Cento giovani ballerini tra i 14 e i 18 anni sono stati bloccati dalle famiglie che hanno impedito loro di partecipare al Dance Attack antimafia promosso dal teatro Bellini di Catania, in programma nel pomeriggio in piazza Palestro. Durante gli ultimi preparativi, mentre lo staff del teatro distribuiva le t-shirt con il logo antimafia "Arte (contro cosa) nostra", coniato per l’occasione dal Bellini, un centinaio di ballerini non si sono presentati all’appuntamento, pur avendo precedentemente garantito la loro adesione.

Per qualche ora la vicenda ha avuto i contorni di un giallo. Poi il chiarimento, come riferisce una nota del teatro. Alcuni di loro, in lacrime, hanno raccontato di aver ricevuto il divieto da parte dei genitori a partecipare alla manifestazione. A scatenare la reazione delle famiglie sarebbe stato proprio il logo antimafia che si legge sulle magliette che saranno indossate da tutti i partecipanti al Dance Attack.

"A poche ore dall’evento", ha detto il sovrintendente del Teatro Massimo Bellini, Antonio Fiumefreddo, "abbiamo appreso che gli allievi di una scuola di danza di uno dei quartieri più a rischio della città hanno dovuto rinunciare a scendere in piazza su pressione dei genitori, che non avrebbero gradito il messaggio antimafia della manifestazione. Dedichiamo a questi cento ragazzi l’iniziativa di oggi pomeriggio. Rispetto ai tempi in cui in piazza non scendeva nessuno" ha aggiunto, "registriamo che oggi sono solo in cento a restare a casa, e per giunta costretti. E’ una svolta storica".

Il teatro aveva lanciato nei giorni scorsi un appello alla mobilitazione pacifica, invitando per domenica pomeriggio i giovani della città a un Dance Attack per dire no a tutte le mafie. Un happening con mille giovani ballerini assieme in strada per invadere pacificamente le piazze di Catania, a cominciare da piazza Palestro, in un quartiere simbolo di disagio sociale, protagonista in passato di drammatiche vicende criminali. Con l’occasione il teatro ha voluto inaugurare un ciclo di eventi artistici con il marchio "Arte (contro cosa) nostra", manifesto di impegno sociale e civile che "dal teatro arriva nella città, tra la gente, in nome della lotta all’illegalità".

"Considero utili iniziative come questa" ha dichiarato il sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli, "che nascono con il preciso intento di educare i giovani alla legalità e alla lotta alla mafia. Apprendere che la manifestazione di oggi non abbia trovato consenso dimostra quanto si debba ancora lavorare per diffondere la cultura della legalità".

"Un atto molto grave che ci porta indietro nel tempo" è stato il commento del presidente della Provincia di Catania, Giuseppe Castiglione. "La lotta a Cosa nostra – ha osservato Castiglione – è fondamentale per il futuro economico e sociale della Sicilia, e non si possono dare segnali di cedimento proprio in questo momento, visti i buoni risultati che si stanno ottenendo contro la criminalità organizzata". Il presidente della Provincia ha quindi espresso "apprezzamento per l’iniziativa del Bellini" e ha auspicato che le "famiglie dei giovani interessati ci ripensino, mostrando il vero volto della nuova Catania".

(7 settembre 2008)

Scuola sempre più precaria

I tagli nella Scuola mietono le prime vittime: molti insegnanti che hanno lavorato per molti anni, quest’anno si sono ritrovate senza incarico annuale.
 
La situazione è destinata a peggiorare l’anno prossimo, soprattutto alle elementari, con il ritorno del maestro unico.
 
Posto due notizie
 
 
 
 

La rabbia dei precari delle elementari
occupato ufficio del Provveditorato

di Bianca De Fazio
Bottino: i posti non ci sono. I prof: torneremo ogni giorno
 
Quasi tutte donne. Tutte insegnanti di scuola elementare. Irrimediabilmente tradite dalla scuola: dopo anni di insegnamento da precarie, stavolta sono rimaste senza incarico annuale. E ieri mattina, incontratesi dinanzi agli uffici scolastici regionali, in via Ponte della Maddalena, hanno deciso di alzare la voce, di dare sfogo alla protesta. Ed hanno occupato per ore l´ufficio relazioni con il pubblico, chiedendo un incontro con il direttore scolastico regionale, Alberto Bottino. Che nella tarda mattinata li ha convocati, ma la delegazione se n´è andata incassando una sentenza che non ammette appelli: «Non c´è niente da fare – spiega Bottino – i posti non ci sono. E la situazione non migliorerà l´anno prossimo».

Il giorno dopo la diffusione dei dati ufficiali dei tagli nelle scuole di Napoli e provincia, che parlano di 5.000 docenti sacrificati sull´altare della razionalizzazione della spesa, alle proteste dei precari seguono i dubbi di Bottino su quelle stesse cifre: «Non capisco da dove siano usciti. Non è vero che i tagli ammontano a 5.000 posti. I tagli veri sono 3.213, rispetto allo scorso anno». Eppure due giorni fa il dirigente dell´ufficio provinciale, Luigi De Filippis, ha fornito ai sindacati tabelle inequivocabili. «Ma vanno lette diversamente» ribatte Bottino. Vallo a spiegare alle migliaia di docenti rimasti senza cattedra. «I sindacati – afferma Annamaria, disoccupata dopo 8 anni di supplenze annuali – hanno fatto appello alle istituzioni napoletane, ed ai parlamentari locali. Ma questi dormono. O meglio, sono scarsamente credibili, a livello nazionale. Come possono farsi interpreti del nostro problema se non riescono neppure a garantire l´ordinaria amministrazione della città?».

Erano circa 100, ieri mattina, i precari che hanno inscenato la protesta negli uffici di Ponte della Maddalena (una protesta sulla quale ha vigilato la polizia, per evitare che la disperazione sfociasse in qualche atto estremo). «E torneremo qui ogni giorno, sino a che non otterremo il riconoscimento dei nostri diritti» hanno detto a Bottino. Ma non è Bottino il responsabile della loro situazione. «Io ho scritto più volte al ministero, a Roma – racconta il direttore regionale – Ho raccontato i problemi legati all´organico e quelli dovuti, tra l´altro, all´edilizia scolastica.

Una precarietà, nell´edilizia, che non permette, ad esempio, di dare spazio al tempo pieno, di affrontare almeno in parte i tagli prolungando il tempo scuola. Ho scritto, ma senza ottenere nulla. Non ci sono spiragli, inutile gettare fumo negli occhi». Gli unici posti che potranno essere concessi, alla scuola elementare, sono legati all´insegnamento dell´inglese, che è obbligatorio, ma non sempre – visti i tagli – nelle scuole ci sono gli insegnanti specializzati. E si tratta comunque di posti legati allo stanziamento deciso dalla Regione proprio per mettere una toppa alla situazione. Anche sui numeri dei posti che dovrebbero essere garantiti dallo stanziamento regionale non c´è certezza: quando l´assessore Gabriele li annunciò, si parlò di almeno 800 insegnanti "salvati", ora, afferma Fiorella Esposito, della segreteria provinciale della Cgil scuola, «quei posti sono meno di 400».

(06 settembre 2008)
 
 
La seconda notizia riguarda Roma ed è relativa alla protesta delle mamme che contestano l’abolizione del modulo ed il ritorno al maestro unico.
 

Rivolta contro il maestro unico
"Così si stravolge la scuola"

Casilino, genitori e docenti occupano l´istituto
 
In occupazione contro il maestro unico. Dal 15 settembre docenti, genitori e alunni della elementare "Iqbal Masih" al Casilino entreranno in agitazione contro il provvedimento che porterà un insegnante unico nelle classi a partire dall´anno prossimo. La regolarità delle lezioni sarà garantita, ma nel pomeriggio comincerà la protesta e i genitori resteranno nelle aule con figli e maestri. Qui ci saranno non solo momenti di informazione sul provvedimento, ma anche incontri con pedagoghi ed esperti. Poi la notte resteranno tutti lì a dormire.

«Occuperemo almeno per una settimana – spiega la direttrice Simonetta Salacone – Fino ad oggi abbiamo sperimentato una pluralità di docenti che arricchisce la preparazione e la conoscenza dei più piccoli. Che senso ha stravolgere così la scuola elementare?».

Secondo la Cgil scuola quando l´introduzione del maestro unico entrerà a regime si avrà un taglio di 1800 maestri tra Roma e provincia. Ma già dall´anno prossimo nelle prime elementari ci saranno 300 posti in meno. Per questo motivo, genitori e maestre della scuola della Casilina hanno costituito assieme a rappresentati di altri istituti un coordinamento cittadino docenti-genitori. Lunedì il primo incontro per stabilire nuove iniziative da portare avanti. In questi giorni poi ci sarà una raccolta di firme e il volantinaggio nel quartiere. Intanto, c´è già una petizione sul cancello della scuola: «La pluralità dei docenti – si legge nella petizione – ha permesso agli insegnanti di approfondire la conoscenza disciplinare, rendendo la scuola elementare una comunità di conoscenze che la scuola del maestro unico non potrà realizzare».

E Antonietta Carlomagno, maestra della Iqbal Masih, precisa che «il maestro unico è un passo indietro». Preoccupati anche i genitori: «Siamo pronti a occupare – annuncia Luca Mascini, papà di un alunno della scuola del Casilino – perché bisogna urlare "sveglia" agli altri genitori che non sanno che la loro realtà cambierà». Aderisce al coordinamento anti-maestro unico anche l´elementare "Carlo Pisacane": «C´è la perplessità che il maestro unico non possa portare avanti il progetto educativo odierno», spiega la direttrice Nunzia Marciano. E Salvatore Sasso, preside del 138esimo circolo zona Torre Angela, avverte: «Nella nostra scuola c´è il 30% dei bambini stranieri e con il ritorno a 24 ore non credo sarà possibile portare avanti progetti di recupero come l´insegnamento della lingua italiana».

(06 settembre 2008)
 
 
Alcuni colleghi che ora si sono trovati senza posto di lavoro mi hanno detto: "io li ho pure votati!".
 
Che dire di più? Io posso solo aggiungere che sono sempre più orgoglioso di NON averli votati!!!

Muore di infarto dopo aver salvato due bambini

Muore di infarto dopo aver salvato due bambini
 
 
 
Una storia commovente e drammatica:
 
Primo Romeo Priotti, residente a Milano, salva due bimbi che stavano annegando, ma per lo sforzo eccessivo, appena uscito dall’acqua, viene colpito da un infarto e muore.
 
Posto la notizia da www.repubblica.it
 

Rovigo, salva due bambini che stanno per annegare ma poi muore colpito da infarto

Probabilmente è stato fatale l’eccessivo sforzo compiuto per riportare a riva i due piccoli che stavano affogando

 

ROVIGO – Non ha esitato a gettarsi in acqua per salvare due bambini che stavano annegando, ma poi è stato colpito da infarto ed è morto. E’ successo davanti alla spiaggia di Boccasette, un lembo sabbioso nel comune di Porto Tolle, prospicente l’Adriatico che in quel punto incontra il fiume Po. La vittima è un uomo di 56 anni, Primo Romeo Priotti, originario di Adria ma residente a Milano. Era in vacanza nel rodigino con la moglie.

LA RICOSTRUZIONE – Probabilmente per l’uomo è stato fatale l’eccessivo sforzo compiuto per riportare a riva, con l’aiuto di un altro bagnante, i due fratellini di 8 e 10 anni che si erano spinti al largo trovandosi in difficoltà. Secondo quanto ricostruito dalla Squadra Mobile di Rovigo i due bimbi sarebbero sfuggiti al controllo della mamma mentre la donna era intenta ad accudire il fratellino piu piccolo. Una volta a largo i bambini non sarebbero stati in grado di rientrare: a quel punto i due bagnanti si sono gettati in acqua per riportarli a riva. Quando Priotti ha rimesso piede sulla spiaggia è stato colpito dall’infarto. Sul posto ora sono presenti i sanitari del Suem e la Polizia di Porto Tolle. La zona, un arenile frequentato per la maggior parte da persone del luogo, è raggiungibile percorrendo una strada in una zona disabitata che si snoda tra campi, lagune e valli da pesca.

 

LA MADRE DEI BAMBINI – «Lui ha dato la vita per i miei figli e non potrò mai sdebitarmi». È sconvolta la madre dei due bambini di Trecenta (Rovigo) salvati in mare da Priotti. E adesso la donna non sa darsi pace per quell’attimo di distrazione che ha fatto accadere la tragedia: i suoi figli sono vivi, ma la gioia per lo scampato pericolo è offuscata dal dolore per l’ «eroe» che ha dato la vita per loro.

05 settembre 2008

 
 

Esami riparazione: consummatum est!!

Finito!
 
Con oggi si può dire che l’anno scolastico 2007 / 2008 è definitivamente concluso ed archiviato.
 
 
Esami di settembre: "consummatum est!".
 
Questa locuzione latina, pronunciata da Gesù prima di morire sulla croce, viene in genere usata per indicare un grande disastro, un grande dolore!
 
In genere, ma non sempre e comunque non in questo caso.
 
In questo spazio la usiamo semplicemente per dire: "Tutto è stato compiuto", "tutto è finito"!!
 
Possiamo, anzi, aggiungere: "tutto è …. quel che finisce ….!!!
 
 

e voi che scuola vorreste?

 
Posto questo articolo:
 
Ma che scuola vogliamo?

Il ministro Gelmini la vuole più tradizionale: voto in condotta, maestro unico, educazione civica. Gli insegnanti vorrebbero più fondi e maggior qualità. E gli studenti che cosa vogliono? Ecco un sondaggio in cui i giovani, invece di prendere la pagella, la danno
di GIANNI BARBACETTO, PAOLA ZANUTTINI
e un contributo dello scrittore ANDREA BAJANI

 

Roma, agosto. Pronto, ufficio stampa del ministero dell’Istruzione? "Sì". Per quanti studenti riapre la scuole, quest’anno? "Boh!". Cominciamo bene. Poi, l’addetta stampa s’ informa e comunica: "I dati sono in elaborazione". Quando sono pronti? "A giorni". L’anno scorso erano nove milioni: conferma il trend? "Mica li elaboro io, i dati". Ottimo inizio per una scuola che ha previsto il taglio di 85 mila insegnanti e il ritorno al maestro unico, al grembiule e al 7, anzi al 5, in condotta, ma non sa ancora su quanti allievi applicare questi provvedimenti.

In Lombardia la scuola riapre l’8 settembre, sessantacinquesimo anniversario dell’Armistizio. A Bolzano e provincia il 10. Per il resto, il 15, salvo la Sicilia che, anche lei incurante della numerologia, slitta al 17. Per il ministero sarà un anno con qualcosa di nuovo, anzi, d’antico, come abbiamo visto, ma da un’indagine commissionata alla Swg da Franco Del Campo, presidente del Corecom del Friuli- Venezia Giulia (Comitato regionale per le comunicazioni), emerge che anche fra i banchi il conformismo avanza.
Del Campo insegna a Trieste, da 37 anni. Filosofia al liceo Petrarca e Teoria e tecniche della comunicazione pubblica all’università. Da un po’ di tempo si guardava intorno e si faceva alcune domande che non trovavano risposta. Sui ragazzi, il disagio, la scuola, Internet e il male che se ne dice: non gli tornavano i conti. Così ha ordinato un sondaggio su Giovani e nuovi media, che esplora l’universo di 2300 internauti tra i 16 e i 23 anni: dalle mamme (star assolute) alla scuola, dagli spinelli alle chat, dal rapporto con i professori ai bullismi amplificati da YouTube.

Se, negli ultimi tempi, il sensazionalismo si è scatenato su cattivi maestri e studenti anche peggiori, l’indagine invita a una cauta retromarcia: le ragazze e i ragazzi italiani, ma anche quelli del Friuli Venezia Giulia – un terzo del campione – non assomigliano ai brutti titoli che sono fioccati. E nemmeno la scuola sembra così infame. Certo, gli ottocento intervistati dell’asburgico Friuli-Venezia Giulia, dove ordine e principio d’autorità perdurano, alzano la media: la regione ha il miglior punteggio italiano nell’indagine Pisa 2006 sull’apprendimento. Nonostante tutti i meridionali che, secondo la Lega, avrebbero scippato cattedre e poltrone ai nativi.

Però, 55 studenti su cento considerano vecchi i loro professori che, seppur attempati, sembrano comunque mantenere il contatto con i ragazzi: sempre 55 su cento ammettono di sentirli o averli sentiti vicini. Ma se tre quarti degli studenti dichiarano di comunicare meglio con gli insegnanti più giovani, addirittura l’80 per cento accusa tutti, indiscriminatamente, di essere schiavi del pregiudizio: il prof si fa un’idea dello studente e non la cambia. E se don Milani diceva che non c’è nulla di più ingiusto che misurare in modo uguale i disuguali, tre intervistati su quattro concordano: non si può valutare solo il risultato, conta anche l’impegno.

"Sono osservazioni ragionevoli" commenta Del Campo. "Dal sondaggio emerge una sostanziale normalità, i giovani non sono quegli alieni che giornali e televisione ci mostrano. Io sono un professore severo che dà del lei agli allievi, ma riconosco che gli studenti sono in genere equi nei giudizi, anche su loro stessi. Meritano ascolto e giusta distanza, meno pacche sulle spalle e più rispetto reciproco".

Esami di riparazione…

Esami di riparazione…. Qualche volta si ripara veramente!!
 
 
Chi lo dice che gli esami di "riparazione" siano una sciagura?
 
In diversi casi lo studio estivo dà buoni risultati, quei risultati che si sarebbero potuti conseguire entro giugno se ci fosse stato un po’ di impegno in più.
 
 
I traguardi bisogna guadagnarseli!
 
 
 
 
 
 
 
 

E con oggi….

E con oggi il più è fatto!!!!
 
 
L’anno scolastico 2007 / 2008, con la sua appendice settembrina degli esami, sta per entrare definitivamente in archivio!
 
Con oggi il più è fatto!!!
 
 
 

….. E domani…. inizio anno scolastico col botto!

La giornata di oggi è trascorsa, anche se piuttosto lentamente!
 
E domani?
 
 
A quanto pare, quello che a livello nazionale avrebbe dovuto essere un avvio tranquillo di anno scolastico si sta rivelando un principio con il botto!
 
Tante sono state le polemiche, le dichiarazioni che hanno investito la scuola da agosto ad oggi!!
 
E domani….
 

Maestro unico alle elementari: avvio molto soft

Maestro unico alle elementari:
 
avvio soft!
 
 
Precisazioni del ministro Gelmini che possono senz’altro contribuire a placare gli animi: il maestro unico sarà introdotto
 
a partire dall’anno scolastico 2009 / 2010 "solo nella prima classe del ciclo e quindi entrerà a regime gradualmente".
 
 
Le scuole avranno il tempo per prepararsi alla nuova normativa e forse i tagli potrebbero essere un po’ meno drastici del previsto.
 
Per saperne di più:
 

Il giallo di inizio anno scolastico…

Il giallo di inizio anno scolastico…..
 
 
Qualcosa avrebbe già dovuto esserci, ma ancora non c’è….
 
 
Di che sto parlando?
 
Del ….  decreto annunciato il 28 agosto 2008 dal ministro Gelmini.
 
 
In effetti, ciò che su questo blog è stato simpaticamente definito giallo si avvia a trovare la sua soluzione.
 
Secondo quanto si legge sul sito www.tuttoscuola.com, infatti, il decreto sarebbe già stato firmato e conterrebbe, oltre al riferimento al voto di condotta, la norma sul maestro unico alle elementari.
 
La figura del maestro unico, però, non dovrebbe partire quest’anno, ma dal prossimo. Nel 2008/2009 si prevede, invece, l’avvio di una forma di sperimentazione.
 
 
 
 
 
La norma sarebbe stata inserita nel decreto legge varato il 28 agosto
Sì al maestro unico dal 2009?


Sembra vicino alla conclusione il "giallo" relativo alla mancata pubblicazione del decreto legge varato dal Consiglio dei Ministri giovedì scorso.

Il testo sarebbe stato firmato e, secondo indiscrezioni raccolte da Tuttoscuola, conterrebbe una norma sul ritorno al maestro unico.

Sul fatto che il governo intendesse reintrodurre la figura del maestro unico non c’erano ormai dubbi. L’ultima conferma l’ha data stamattina il ministro Gelmini ai microfoni di ‘Radio City’ su Radio Uno, affermando che "In passato e’ stato introdotto il modulo per cercare di creare occupazione attraverso la scuola. Avere un maestro unico nella scuola primaria risponde non solo all’esigenza di razionalizzare ma anche a un’esigenza pedagogica. E’ un modo non per tornare al passato ma per centrare la scuola sull’esigenza di apprendimento del ragazzo".

La notizia è che la nuova norma sarebbe stata inserita già nel decreto legge contenente "disposizioni urgenti in materia di istruzione e università", prevedendone la regolamentazione a partire dal 2009-2010.

tifosi !! Indovinate voi!!

Tifosi ……..
 
 
Salve,
 
chi di voi ha visto quello che è successo sul treno partito ieri da Napoli per Roma?
 
 
Come potremmo definire i tifosi che hanno devastato il treno e importunato gli altri viaggiatori?
 
 
Indovinate quale può essere la risposta che io inserirò al posto dei puntini.
 
Però, mi raccomando, usate risposte civili!