Ripresa la seduta

E’ ripresa, da una quarantina di minuti, in Senato la seduta sulla discussione del dl Gelmini!
 
 
Il clima è stato reso molto più tranquillo dalla concessione ai gruppi di minoranza di poter fare delle dichiarazioni di voto, precedentemente negata.
 
Alla ripresa dei lavori, la presidente del gruppo parlamentare del PD ha chiesto scusa per le intemperanze dei colleghi del suo gruppo, specificando che esse non erano rivolte alla persona o alla figura istituzionale del Presidente del Senato.
 
I lavori proseguono in un clima dialettico, ma senza la bagarre delle ore precedenti!

News dalla protesta… aggiornamento

Bagarre nell’Aula del Senato dove è in corso l’esame e il voto degli emendamenti al dl Gelmini. Oggetto del contendere sono i tempi, con il presidente Renato Schifani fermo nel voler rispettare il calendario che prevede per oggi la conclusione dell’esame di tutti gli emendamenti. Il Pd cerca di prendere tempo, il senatore Giovanni Legnini protesta perché "non è possibile non consentire di spiegare le ragioni del voto sugli emendamenti a un decreto tanto importante, è un precedente grave". I senatori dell’Idv sventolano due cartelli: "La chiamate istruzione ma create distruzione", "L’istruzione costa? Provate con l’ignoranza", e Schifani invita a "ritirarli". Fischi e grida di disappunto dai banchi dell’opposizione.

"Ritirate il decreto Gelmini e tornate ad ascoltare l’Italia. Il mio gruppo, il mio partito vi chiedono questo, di ritirare il decreto sulla scuola". Lo ha detto Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato, parlando nell’aula di Palazzo Madama impegnata nell’esame del decreto sulla scuola.

Saranno sospese le lezioni nella giornata di domani alla Facoltà di Agraria a Portici. La decisione è stata presa oggi dal preside che ha decretato la sospensione di tutte le attività didattiche per consentire agli studenti di partecipare alla manifestazione in programma a Napoli contro la riforma Gelmini. Intanto, oggi in facoltà, all’interno dell’aula ‘Rossi Doria’, si è svolta un’assemblea di studenti, professori, ricercatori, dottorandi e assegnisti sulle iniziative contro la riforma.

Per protestare contro il decreto del ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini e i tagli alla scuola previsti dalla legge 133, a Terracina, in provincia di Latina, alcuni docenti e membri del personale Ata del liceo scientifico ‘Leonardo da Vinci’ hanno deciso di occupare ad oltranza, giorno e notte, le classi dell’istituto superiore.

Giornata di mobilitazione presso l’Università politecnica delle Marche. "Alle 8.30 – fa sapere l’Udu – si è riunita presso la facoltà di Ingegneria un’assemblea di 1000 persone convocata dall’"Assemblea no 133", comitato costituito dalle assemblee organizzate dal Gulliver-Udu Ancona. L’assemblea ha dato vita ad un corteo interno alla facoltà, ed al termine del corteo gli studenti hanno occupato l’intera facoltà".

Corteo di studenti questa mattina anche lungo le strade di Polla, in provincia di Salerno, per protestare contro il decreto del ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini. Provenienti dai vari istituti scolastici del Vallo di Diano, gli studenti hanno dato vita ad una vivace quanto civile manifestazione. In serata è in programma una fiaccolata a Sala Consilina. Lungo uno dei marciapiedi della piazza, sarà realizzata con lumini e candele la scritta ‘Fermatevi’, indirizzata al governo ed in particolare al ministro Gelmini.

Il liceo classico di Capri, uno dei tre istituti del comprensivo scolastico Axel Munthe che conta poco più di 400 alunni, è entrato oggi in autogestione. Gli studenti, che hanno elaborato e proposto al preside Gennaro Canfora un programma di iniziative da svolgere nelle diverse aule dell’istituto, incontreranno esperti e giuristi per affrontare i problemi della riforma Gelmini e parteciperanno a sperimentazioni cinematografiche e musicali.
L’autogestione terminerà il 30 ottobre con un corteo.

Arroganza punita: seduta Dl Gelmini SOSPESA ancora una volta!!!

Arroganza punita!!
 
 
L’arroganza spocchiosa dei padroni del vapore, in Senato, è stata punita. La seduta sul dl Gelmini è stata NUOVAMENTE sospesa in seguito alle proteste delle opposizioni!!! 
 
 
Ora verrà convocata la conferenza dei capigruppo!!!!

Padroni del vapore sempre più arroganti

Padroni del vapore sempre più arroganti

 

 

Non viene concessa, in Senato, dove si discute il Dl Gelmini, la possibilità agli eletti di esprimere la propria proposta di voto, in nome di una sorta di "giurisprudenza non giustificata"!!

 

 

Vanno di fretta. Stile vergognosamente tirannico dei padroni del vapore!!

Agli arroganti padroni del vapore

Agli arroganti padroni del vapore!!
 
In tutta Italia si susseguono incessanti le proteste contro provvedimenti ingiusti ed improntati unicamente a disegni di macelleria sociale e di tagli!
 
Forse, la vostra arroganza è tale da non lasciare spazio ad un po’ di ragionevolezza?
 
Se foste ragionevoli, sospendereste il decreto Gelmini attualmente in esame al Senato e provereste a dare ascolto a chi chiede di essere ascoltato. Un decreto non ispirato a nessuna base pedagogica, ma unicamente a criteri di tagli alla spesa.
 
Smettetela di considerare i finanziamenti alla scuola come spesa da tagliare. Provate a considerarli come investimenti per il futuro e per la culture del nostro Paese!
 
State trattando coloro che protestano come agitatori e fomentatori minoritari nel Paese. Ma state sbagliando completamente!
 
Coloro che protestano non solo né agitatori e fomentatori, né minoritari nel Paese.
 
Se non darete loro ascolto, la protesta monterà sempre di più e vostra sarà la responsabilità!!!! 

Terminare autogestione

Ma un’altra mattinata come quella di oggi….
 
NO!
 
 
E’ inutile, secondo me, prolungare all’infinito questa situazione di "autogestione" che rischia solo di far perdere tempo a tutti. Assai più proficuo sarebbe ritornare alla normalità, fare lezione, discutere seriamente su quanto sta avvenendo in Italia, ma fare anche lezione senza perdere altro tempo.
 
Oggi molti erano giustamente annoiati, molti tra studenti e docenti!
 
Lo dice uno che giovedì andrà a Roma a protestare: non si può bloccare l’attività didattica per tanto tempo.
 
 
Manifestare è lecito, ma bisogna farlo in modo produttivo e, magari, dedicando una sola giornata alla protesta! Per il resto, credo che sarebbe opportuno tornare alla normalità!

News dal mondo del dissenso

News dalla protesta
 
 
 
 

E’ attesa per il pomeriggio una fiaccolata che da piazza Cordusio attraverserà le vie del centro di Milano. Al corteo parteciperanno alcune maestre di scuola elementare e gli studenti di diversi licei milanesi. Fra questi anche il liceo classico Manzoni che da questa mattina ha dato il via all’occupazione dell’istituto.

Rinunciare ai decreti e affrontare il problema della scuola con "una grande discussione con un metodo di larga condivisione": è la richiesta di un gruppo di associazioni – tra le quali Acli, Arci e Legambiente – che propongono al governo un forum nazionale per la scuola. "Pensiamo sia arrivato il momento di chiedersi quale sia il compito che l’italia vuole affidare alla scuola, quale sia la sua responsabilità sociale", si legge in un comunicato

 

L’Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma Tre non ha contenuto i circa duemila studenti che alle 12 hanno partecipato ad una affollata assemblea con il rettore Guido Fabiani. Molti studenti hanno dovuto seguire l’assemblea attraverso maxischermi in altre aule della Facoltà. "Dobbiamo costruire il futuro di questo Paese – ha detto il rettore agli studenti – tra dieci anni sarete voi la nostra classe dirigente. Dovete lottare per far capire anche ai vostri colleghi che oggi stanno facendo lezione che cosa vuol dire fare questa battaglia".

 
 
 

Il furgone degli studenti di sinistra a fianco di quello dei giovani di destra. È Questa la nuova configurazione del presidio degli studenti di fronte al Senato. Anche i più riottosi tra i membri dell’unione degli studenti non hanno potuto resistere all’invito all’unità rivolto dal blocco studentesco e dopo una mezz’ora di pressing si sono lasciati convincere. Già molti dei ragazzi vicini all’area di sinistra si erano spostati in avanti finché uno non è salito sul furgone del blocco studentesco, si è fatto passare il microfono e ha urlato: "né rossi né neri ma liberi pensieri". Irretiti da questo slogan, anche i più reticenti si sono lasciati convincere. Risultato, dal furgone del blocco studentesco si urla "se non cambierà lotta dura sarà", mentre il furgone dell’Uds ha spento la musica.

 
 

Centinaia di studenti universitari e delle scuole medie e superiori stanno, da un paio d’ore, bloccando il traffico in varie zone della città protestando contro il decreto Gelmini. Circa 300 ragazzi stanno sfilando nella zona dei Quattro Canti, all’altezza della facoltà di Giurisprudenza; altri 500 stanno manifestando in via Notarbartolo e in via Libertà.

 
 

"Il decreto Gelmini verrà approvato perchè non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire…ma questo sarà il primo passo del governo verso la sconfitta". Lo ha detto il leader dell’Italia dei Valori, Antonio di Pietro. "Gli studenti – ha aggiunto – non hanno colore politico e questo sarà il primo passo verso una rivalutazione di questo governo che non ascolta i cittadini, non fa gli interessi del Paese ma solo i propri".

 
 

Stop ai cortei anti-Gelmini da parte degli studenti del Liceo Scientifico "A. Gatto" di Agropoli, che questa mattina, dopo cinque giorni di manifestazioni e iniziative per le strade della cittadina cilentana, sono regolarmente entrati in aula per fare lezione. Gli allievi del "Gatto", però, non hanno rinunciato a proseguire la protesta. Gli studenti, infatti, indossano sul braccio una fascia che reca la scritta "Studio, ma protesto".

 

"Una delegazione di 9 studenti dell’estrema destra è da poco salita al senato per essere ricevuta". Lo fa sapere l’Unione degli studenti, che "continua a proclamare la sua contrarietà davanti all’ipocrisia di un dialogo tardivo, fittizio e ininfluente ai fini del ritiro del decreto". Secondo Uds, "l’unico vero presupposto per un dialogo è ancora una volta il ritiro immediato del decreto 137". Dunque, concludono, "finché questo non avverrà non fermeremo la protesta e non ci sederemo a nessun tavolo".

 

"Se il governo non cambierà strada, convocando i rettori, ritirando tagli insostenibili e aprendo la via a una seria riforma delle università, non potrò che dimettermi insieme agli altri rettori italiani. Ne abbiamo parlato tutti, siamo tutti d’accordo". A parlare è il rettore del Politecnico di Torino, Francesco Profumo, che, in un’intervista alla ‘Stampa’. Secondo Profumo, a livello nazionale i tagli ammontano a "un miliardo e 450 milioni nel 2013". Al Politecnico "il fondo di finanziamento ordinario calerà a 103 milioni nel 2010, 92 nel 2011 e 90 nel 2012". In pratica per l’ateneo diretto da Profumo significa che "perderemo – dice il rettore – 150 professori e faremo 12 mila ore in meno di lezione".

Circa un migliaio di zaini sono stati lasciati stamani appesi alle ringhiere del cortile esterno del liceo scientifico "Galileo Galilei" di Potenza, "simbolo della nostra protesta e del nostro strumento quotidiano di apprendimento, lasciato fuori dalla scuola": gli studenti, invece, sono entrati "solo per eleggere – hanno spiegato – i rappresentanti alla Consulta provinciale". La forma di protesta è stata attuata alle ore 8.30, al suono della campanella. Stamani, inoltre, è stato organizzato un altro corteo per le vie di Potenza. Nel centro storico, invece, si svolgeranno lezioni all’aperto. Nell’aula magna del Campus universitario di Macchia Romana è prevista un’assemblea con studenti, docenti e famiglie.

 

Prosegue l’opposizione dell’Unione degli Universitari (Udu) alla legge 133 ed invita il ministro Gelmini a ripensare la posizione di chiusura rispetto l’ abrogazione degli articoli 16 e 66 del provvedimento, unico per fermare la protesta.