Come volevasi dimostrare!!

Come volevasi dimostrare

Posto l’articolo dal sito: http://www.corriere.it/cronache/08_novembre_08/napoli_rifiuti_arresto_ff7b990e-ad73-11dd-8ab4-00144f02aabc.shtml.

Come avevo anche io, da profano ed inesperto, già scritto, il decreto che stabilisce l’arresto per chi abbandona rifiuti ingombranti è incostituzionale in quanto l’arresto è limitato alla sola regione Campania.

Ecco l’articolo:

Onida e Baldassarre: «violato il principio di uguaglianza»
Rifiuti abbandonati, sei arresti a Napoli
I costituzionalisti: decreto discriminatorio

Il primo provvedimento a carico di un uomo di 32 anni nel quartiere Pianura. Che però è stato subito scarcerato

NAPOLI – Cinque persone sono state arrestate a Napoli in base al decreto legge 172/2008 sull’abbandono di rifiuti ingombranti. Tutti sono stati presi in flagranza di reato. L’uomo fermato venerdì è stato rimesso in libertà dal giudice che, convalidato l’arresto, ne ha deciso la scarcerazione. Si tratta dei primi provvedimenti da quando è stato approvato dal governo il decreto legge che disciplina il fenomeno a Napoli e in Campania.

ULTIMI ARRESTI – Tre persone sono finite in manette nel quartiere Poggioreale: Salvatore Zinno, 26 anni, Domenico Manzo, 68 anni, Giovanni Amdoio, 40 anni. Tutti già noti alle forze dell’ordine, sono gestori di due box costruiti abusivamente in via De Roberto: proprio lì i tre sono stati bloccati dai carabinieri mentre depositavano rifiuti speciali, pericolosi e non (scarti di olio motore, pastiglie per freni e altro). I box sono stati sequestrati, gli arrestati sono in attesa del processo per direttissima.

IL PRIMO CASO – Il primo arresto, come anticipato da Il Mattino, è avvenuto venerdì nel quartiere Pianura: fermato dai carabinieri Vitale Varchetta, 32 anni, mentre abbandonava sul selciato rifiuti ingombranti. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, si stava liberando di mobili da cucina, bombole di gas, materiale ferroso arruginito e materiale di risulta di lavori edili, versandoli in un’area non autorizzata. Altri due arresti sono stati eseguiti sabato mattina nel quartiere di Poggioreale, dove i carabinieri hanno bloccato Gennaro Esposito, 39 anni, e Erminio Beato, 62 anni, entrambi della zona in via Brecce a Sant’Erasmo mentre da un furgone scaricavano buste di plastica, ferro, cartone, plastica, lattine, vetro e altri materiali sulla strada.

SUBITO SCARCERATO – Il decreto dovrebbe prevedere il giudizio per direttissima, ma almeno nel caso del primo arrestato, Vitale Varchetta, il pm della Procura di Napoli Valeria Gonzalez ha disposto che si proceda con rito ordinario e non direttissimo stabilendo l’udienza di convalida entro cinque giorni dall’arresto. L’uomo è quindi è a piede libero, nessun provvedimento cautelare è stato adottato nei suoi confronti. «Sembra – commenta l’avvocato Massimo Bruno, che difende Varchetta – un segnale della Procura per la quale probabilmente l’arresto debba essere previsto solo in particolari casi di violazione del decreto legge». «L’uomo è già conosciuto alle forze dell’ordine – ha specificato il capitano della compagnia Rione Traiano, Federico Scarabello -. Si tratta di un rigattiere che raccoglie materiali di scarto. Non sapendo dove gettarli li ha lasciati in questa strada di Pianura, a ridosso del cimitero vicino ai contenitori dell’immondizia». Vitale Varchetta al momento dell’arresto ha detto di non essere a conoscenza del decreto. «Stava aiutando un parente che doveva ristrutturare la casa. Per questo aveva caricato sul triciclo i mobili che sono stati trovati in strada – ha detto la sorella -. Vitale è disoccupato, si arrangia vendendo frutta nel quartiere. Speriamo che non ne facciano un capro espiatorio».

IL DECRETO – Gli arresti sono stati eseguiti in base a quanto previsto dall’art. 6 del decreto legge 172/2008. «Chiunque in modo incontrollato o presso siti non autorizzati – si legge sul testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – abbandona, scarica, deposita sul suolo o nel sottosuolo o immette nelle acque superficiali o sotterranee rifiuti pericolosi, speciali ovvero rifiuti ingombranti domestici e non, di volume pari ad almeno 0,5 metri cubi e con almeno due delle dimensioni di altezza, lunghezza o larghezza superiori a cinquanta centimetri, è punito con la reclusione fino a tre anni e sei mesi; se l’abbandono, lo sversamento, il deposito o l’immissione nelle acque superficiali o sotterranee riguarda rifiuti diversi, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da cento euro a seicento euro».

«DISCRIMINATORIO» – L’aver limitato alla sola Campania l’arresto per chi abbandona rifiuti ingombranti in strada è una violazione del principio di uguaglianza: due presidenti emeriti della Corte Costituzionale, Valerio Onida e Antonio Baldassarre, dubitano della legittimità dell’ultimo decreto rifiuti. Se la questione verrà sollevata dinanzi alla Consulta, la norma – a detta di entrambi – rischia di subire una sonora bocciatura. «Non ci vuole molto per ravvisarne la illegittimità – esordisce Baldassarre -. Limitare l’arresto a una sola regione è una violazione dell’art. 3 della Costituzione. Se fosse un provvedimento esteso a tutta l’Italia personalmente sarei anche d’accordo. Poi però è tutto da vedere se i tre anni e sei mesi previsti vengono veramente scontati: da noi la punizione è teorica». Norma a rischio illegittimità anche per Valerio Onida: «La limitazione territoriale è un problema. Anche perché l’abbandono di un frigo o di un mobile arreca lo stesso pregiudizio all’ambiente in qualsiasi regione d’Italia. Il fatto che in Campania ci sia un’emergenza rifiuti mi sembra una considerazione un po’ debole».

08 novembre 2008

A dirlo non sono due pericolosi estremisti bolscevichi di sinistra, ma due costituzionalisti importanti, neanche completamente ascrivibili all’area del centro sinistra.

Io continuo a pensare, come ho già scritto alcuni giorni fa, che la pena dell’arresto è giustissima, ma deve essere estesa a tutta l’Italia, perché la Costituzione stabilisce che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge.

E’ un peccato che non si sappiano fare neppure i decreti.

Posto, sul medesimo argomento, un articolo tratto dal sito dell’Ansa: http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_815934255.html

Costituzionalisti: decreto legge illegittimo
ROMA – L’aver limitato alla sola Campania l’arresto per chi abbandona rifiuti ingombranti in strada è una violazione del principio di uguaglianza: due presidenti emeriti della Corte Costituzionale, Valerio Onida e Antonio Baldassarre, dubitano della legittimità dell’ultimo decreto rifiuti. Se la questione verrà sollevata dinanzi alla Consulta, la norma – a detta di entrambi – rischia di subire una sonora bocciatura. "Non ci vuole molto per ravvisarne la illegittimità – esordisce Baldassarre -. Limitare l’arresto a una sola regione é una violazione dell’art.3 della Costituzione. Se fosse un provvedimento esteso a tutta l’Italia personalmente sarei anche d’accordo: faccio jogging ed è scandaloso trovare frigo e tv abbandonati in mezzo al verde. Poi però è tutto da vedere se i tre anni e sei mesi previsti vengono veramente scontati: da noi la punizione è teorica. Anzi, per me le leggi in Italia sono da Stato incivile, perché nel momento in cui la pena non viene effettivamente irrogata è un incentivo alla delinquenza". Norma a rischio illegittimità anche per Valerio Onida: "La limitazione territoriale è un problema. Anche perché – osserva – l’abbandono di un frigo o di un mobile arreca lo stesso pregiudizio all’ambiente in qualsiasi regione d’Italia. Il fatto che in Campania ci sia un’emergenza rifiuti mi sembra una considerazione un po’ debole. Se in una località ci fossero più furti che altrove sarebbero giustificate pene più severe? No di certo".

Stamattina, lunedì: il sole e il termometro!!

Stamattina… lunedì: il "sole" e il "termometro"….
 
Oggi c’è stato il sole, non solo dal punto di vista del meteo.
 
Chi lo sa se manterrà.
 
Lo vedremo lunedì, martedì e i giorni successivi.
 
E si vedrà, dunque, se sarà tornato il sereno o se (non me lo auguro per nessuno) il "mare" sarà di nuovo in tempesta e se ci sarà di nuovo la bufera!!!
 
Allora, da lunedì potremo avere un più valido "termometro" della situazione!!!!

Oggi…

Oggi, dopo alcuni giorni di maltempo
 
 "Here comes the sun, Here comes the sun, And I say "It’s all right"

 

Speriamo che mantenga!!!

Grande delusione

Grande delusione….
 
Sì, da una certa situazione mi aspettavo decisamente qualcosa di meglio e di più intelligente…
 
 
E’ stata proprio una grande delusione, con effetti che non tarderanno a farsi sentire!!!!
 
GRANDE, anzi GRANDISSIMA DELUSIONE!!!

Fine…

A quest’ora si è DEFINITIVAMENTE conclusa la giornata scolastica iniziata stamattina e proseguita oggi con un’appendice "CORRETTIVA".

Arione e il delfino

 
Arione e il delfino
 
 
Dicono che il citaredo Arione, che trascorre (il tempo) la maggior parte del tempo presso Periandro, vuole recarsi in Italia ed anche in Sicilia. In Italia Arione guadagna abbondanti ricchezze, poi vuole tornare di nuovo a Corinto e si imbarca su una nave dal porto degli abitanti di Taranto. Sul mare, i marinai, per le ricchezze, vogliono uccidere Arione. Ma Arione scampa all’assassinio: infatti, Arione prende la cetra ed intona una melodia dal tono elevato (il nomos orthios), poi si butta in mare. I marinai proseguono verso Corinto, ma si dice che un delfino prende Arione sul dorso e lo porta al Tanaro.
 
E ancora oggi nel Tanaro c’è una statua di bronzo dell’uomo su un delfino, come statua votiva di Arione.
 
N.B.:
 
nel testo proposto in traduzione i tempi verbali sono tutti al presente. Pertanto, anche una traduzione letterale richiede i tempi al presente!!

Polemiche e paroloni

Polemiche e paroloni…
 
 
Bla bla bla….
 
 
 
Al giorno d’oggi, come è noto, spesso le polemiche prive di senso appaiono puerili, inconcludenti ed inutilmente sterili.
 
Paroloni e polemiche di tal genere costituiscono, più che altro, una buona occasione MANCATA per evitare brutte figure e per risparmiare il fiato, anziché sprecarlo pronunciando inutili stupidità!
 
 
 
 
 

Arione e il delfino

Arione e il delfino
 
…………
 
 
…………..
 
 
 
tra poco…..

Abitudini funebri degli Issedoni

Abitudini funebri degli Issedoni
 
Dicono che gli Issedoni hanno tali usanze riguardo alla sepoltura. Quando ad un uomo muore il padre, i parenti portano animali e sacrificando gli animali li tagliano (a pezzi). Poi tagliano (a pezzi) anche il padre (di colui che  ospita) dell’ospite, quindi, mescolando gli animali e l’uomo, preparano un banchetto comune; (rendono calva e pulita) radono e puliscono la testa dell’uomo, la ornano con oro e poi la venerano come immagine sacra (statue), offrendo sacrifici ogni anno; un figlio riserva una tale  cerimonia ad un padre, proprio come i Greci gli anniversari. Inoltre, si ritiene che anche gli Issedoni siano giusti.

Per domani….

Per domani….
 
 
Per domani tutto è stato predisposto nei minimi dettagli!!!
 
 
Da evitare sia le preoccupazioni eccessive, sia i trionfalismi frettolosi.
 
 
Tutto andrà come dovrà andare, nel più normale dei modi!!!
 
 
 

Il discorso, in traduzione italiana, di Obama dopo la vittoria

Salve, Chicago.

Se c’è ancora qualcuno là fuori che ancora dubita che l’America sia un luogo in cui ogni cosa è possibile, che ancora si chiede se i sogni dei nostri Padri Fondatori siano ancora vivi ai giorni nostri, che ancora si interroga sulla reale potenza della nostra democrazia, stanotte ha trovato le sue risposte.

E’ la risposta che viene dalle code che si sono allungate intorno alle scuole e alle chiese, con numeri che questa nazione non aveva mai visto, formate da persone che hanno aspettato 3, 4 ore, molti per la prima volta nella loro vita, perchè hanno creduto che questa volta dovesse essere diversa, che la loro voce potesse fare la differenza.

E’ la risposta data da giovani e vecchi, ricchi e poveri, democratici e repubblicani, bianchi, neri, ispanici, asiatici, nativi americani, omosessuali, eterosessuali, disabili e non disabili, Americani che hanno lanciato un messaggio al mondo che dice che noi non siamo mai stati solo un insieme di stati blu e stati rossi ma che siamo e saremo sempre gli Stati Uniti d’America.

E’ la risposta di chi si è sentito dire per tantissimo tempo che bisognava essere cinici, spaventati e dubbiosi in merito a quanto avremmo potuto ottenere, e che hanno messo la loro impronta sul corso della storia, e che si sono mossi verso la speranza di avere giorni migliori.

E’ stata dura, ma stanotte, proprio grazie a ciò che abbiamo fatto in questo giono, in queste elezioni, in questo momento cruciale, il cambiamento è arrivato in America.

Poco fa ho ricevuto la straordinaria e gentile chiamata del Senatore John McCain.

Il sen. McCain ha combattuto a lungo e duramente durante questa campagna e ha combattuto ancor più a lungo e più duramente per la nazione che ama.

Ha affrontato sacrifici per l’America che molti di noi non possono nemmeno iniziare ad immaginare. Siamo diventati migliori anche grazi ai servizi resi da questo altruista e coraggioso leader.

Mi complimento con lui e con la governatrice Palin per tutto ciò che hanno ottenuto e guardo alla prospettiva di lavorare con loro per rinnovare le promesse fatte a questa nazione nei prossimi mesi.

Voglio ringraziare il mio compagno in questo viaggio, un uomo che ha fatto campagna con il cuore e che ha combattuto per gli uomini e le donne con cui è cresciuto. Il Vice Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden.

Non sarei qui oggi senza l’instancabile supporto della mia migliore amica da 16 anni a questa parte, la roccia della nostra famiglia, l’amore della mia vita, la nuova first lady, Michelle Obama. Sacha e Maliya, vi amo entrambe più di quanto immaginate e vi siete meritate un nuovo cagnolino che verrà con noi alla Casa Bianca.

Sebbene non sia più con noi, so che mia nonna ci sta guardando insieme alla famiglia che mi ha reso quello che sono. Stanotte sento la loro mancanza e so che il mio debito nei loro confronti è smisurato. Mia sorella Mya, mia sorella Almond, tutti i miei fratelli e le mie sorelle, grazie mille per tutto il supporto che mi avete dato. Gli sono molto grato.

Un grazie va al manager della mia campagna elettorale, l’eroe silenzioso di questa campagna che l’ha resa la migliore di sempre; al mio consulente capo di strategia, che mi è stato accanto ad ogni passo.Grazie al miglior team mai messo insieme nella storia della politica, voi avete reso tutto ciò possibile e vi sarò grato per sempre per tutto ciò che avete sacrificato per arrivare fino a qui.

Ma soprattutto non dimenticherò mai a chi realmente appartiene questa vittoria. Appartiene a voi. Appartiene a voi. Non sono mai stato il candidato perfetto per questo incarico, sin dall’inizio, senza tanti soldi e con nessun supporto importante. La nostra campagna non si è tenuta nei salotti di Washington ma è iniziata nei cortili di DeMoines, nei soggiorni di Concorde e nei portici di Charleston, costruita da lavoratori e lavoratrici che hanno scavato nei loro risparmi per trovare 5, 10, 20 dollari da devolvere alla causa.

E’ cresciuta forte fra i giovani che rifiutavano il mito che vorrebbe descrivere la loro generazione come una generazione apatica e che hanno lasciato le loro famiglie per lavori che offrono pochi soldi e ancora meno riposo.

E’ cresciuta forte grazie agli anziani, che hanno affrontato il freddo pungente e il caldo assoluto per bussare alle porte di perfetti sconosciuti e grazie ai milioni di Americani che hanno contribuito come volontari e hanno organizzato tutto dimostrando che oltre 200 anni dopo la nostra fondazione un governo che nasce e cresce dal popolo non è un’illusione irrealizzabile.

Questa è la vostra vittoria!

So che non lo avete fatto solo per vincere un’elezione e so che non l’avete fatto per me.

Lo avete fatto perchè avete compreso l’enormità della prova che ci troviamo ad affrontare.

Anche se siamo qui a festeggiare, oggi, conosciamo già le sfide che si presenteranno domani e sappiamo che sono le più importanti della nostra vita.

Due guerre, un pianeta in crisi, la peggior crisi finanziaria del secolo.

Anche se siamo qui a festeggiare, oggi, sappiamo che ci sono americani coraggiosi che si stanno svegliando, adesso, nel deserto dell’Iraq, nelle montagne dell’Afghanistan e rischiano la loro vita per noi.

Le madri e i padri che, una volta messi a letto i bambini, si raccapezzano per capire come fare a pagare il mutuo, o le spese mediche., o per risparmiare abbastanza per garantire l’educazione ai loro figli.

Bisogna reperire nuova energia, creare nuovi posti di lavoro, costruire nuove scuole.

La strada di fronte a noi è lunga e ripida, potremmo non raggiungere l’obiettivo in un anno o forse nemmeno in un mandato ma, America, non sono mai stato tanto speranzoso come oggi.

Vi prometto che noi come popolo, ce la faremo.

Ci saranno ostacoli, ci saranno false partenze e molti potranno non concordare con molte delle decisioni che prenderò da Presidente, e sappiamo che il Governo non può risolvere ogni problema ma sarò sempre onesto con voi sulle sfide che affronteremo.

Vi ascolterò, specialmente quando non saremo d’accordo e vi chiederò di unirvi a me nell’opera di ricostruzione di questa nazione nell’unico modo in cui è stato fatto da 220 anni a questa parte: quartiere per quartiere, mattone per mattone.

Ciò che è iniziato 21 mesi fa nel pieno dell’nverno non può finire in questa sera d’autunno.

Questa vittoria da sola non rappresenta il cambiamento di cui abbiamo bisogno, è solo la possibilità che abbiamo per creare quel cambiamento ma ciò non avverrà se torneremo indietro allo stato in cui erano prima le cose. Non può avvenire senza di voi, senza un nuovo spirito di servizio, senza un nuovo spirito di sacrificio.

Costruiamo quindi un nuovo spirito fatto di patriottismo, di responsabilità in cui ognuno di noi risolve un piccolo tassello del problema e lavora duro, e non si preoccupa solo di se stesso ma anche degli altri.

Indirizziamo questo nuovo spirito ai responsabili di questa crisi finanziaria affinchè sia chiaro che non possiamo avere una strada (Wall Street) che si gonfia mentre la strada principale della città muore (nel senso di centro del commercio, NdS).

In questo paese noi cadiamo e ci rialziamo come una sola nazione, come un unico popolo.

Dobbiamo resistere alla tentazione di cadere di nuovo sui vecchi passi sbagliati, sull’immaturità che ha avvelenato la nostra politica per così tanti anni.

Dobbiamo ricordare che fu un uomo di questo Stato che per primo issò la bandiera del Partito Repubblicano sulla Casa Bianca, un partito fondato sui valori della libertà individuale, dell’autonomia e dell’unità nazionale. Valori che noi tutti condividiamo e sebbene il Partito Democratico abbia ottenuto una grande vittoria oggi noi ci presentiamo con umiltà e con la volontà di ricucire le divisioni che hanno rallentato il nostro progresso.

Lincoln disse ad una nazione molto più divisa della nostra:

“Non siamo nemici ma amici. La passione che ci anima non potrà spezzare l’affetto che ci unisce.”

A tutti gli Americani che non mi hanno supportato dico che potrò non aver avuto il vostro voto oggi ma ascolterò le vostre voci. Ho bisogno del vostro aiuto e sarò anche il vostro Presidente.

A tutti coloro che ci guardano stanotte dall’estero, da Parlamenti e Palazzi stranieri, a tutti coloro che ci ascoltano per radio da qualche sperduto angolo del mondo io dico che le nostre storie sono diverse ma il nostro destino è uno e una nuova alba nella leadership Americana sta sorgendo.

A coloro che vogliono distruggere il mondo dico che li sconfiggeremo. A coloro che cercano la pace e la sicurezza dico che li aiuteremo. E a tutti coloro che si chiedono se la fiamma dell’America brucia ancora io rispondo che la forza di questa nazione non arriva dal livello della nostra potenza o della nsotra sanità ma arriva dal potere dei nostri ideali.

Democrazia, libertà, opportunità e un’instancabile speranza.

La vera genialità dell’America sta nella capacità che ha di cambiare.

La nostra unione può essere perfezionata e ciò che abbiamo già ottenuto ci dà forza e speranza per ciò che dobbiamo e possiamo ottenere domani.

Quest’elezione ha tanti record e molte storie in merito verrano raccontate alle prossime generazioni.

Ciò che è nella mia mente oggi è una donna che ha votato ad Atlanta. E’ simile ai tanti che hanno atteso in fila per far sentire la propria voce eccetto per una cosa: Ann Nixon Cooper ha 106 anni.

E’ nata una sola generazione dopo la schiavitù, in un tempo in cui non c’erano auto per le strade nè aerei nei cieli, in un tempo in cui una persona come lei non poteva votare per ben due ragioni: perchè è una donna e per via del colore della sua pelle.

Stanotte penso a tutto ciò che lei ha visto durante questo secolo Americano. I giorni difficili e la speranza, la fatica e il progresso, i tempi in cui ci veniva detto “Non potete” (You can’t) e il tempo in cui una parte dell’America rispose “Possiamo” (Yes, We can).

In un tempo in cui la voce delle donne era zittita e le loro speranze ignorate, lei ha vissuto abbastanza per vedere le donne alzarsi e reclamare i loro diritti, fino a raggiungere le urne e dire “Noi possiamo”.

Quando c’era sconforto e la depressione si spandeva nella nazione, lei ha visto l’America rialzarsi sulle proprie gambe con nuovi obiettivi, nuovo lavoro, un nuovo senso di intento comune. “Noi possiamo”

Quando le bombe sono cadute sui nostri porti e il terrore ci ha attanagliati lei era li ad osservare una generazione cresciuta per salvare la democrazia. “Noi possiamo”

Era li durante le rivolte di Montgomery, gli scontri di Birmingham, le impiccagioni di Selma e era li difronte ad un pastore di Atlanta che disse <<We shall overcome>> (noi ce la faremo). “Noi possiamo”

Un uomo è arrivato sulla luna, un muro è caduto a Berlino, un mondo intero è stato avvicinato dalla scienza e dall’immaginazione e quest’anno, in queste elezioni, lei ha avvicinato il dito ad uno schermo e ha votato. Perchè dopo 106 anni in America, attraverso i tempi belli e i momenti peggiori, sa come l’America può cambiare.

Yes we can.

America, siamo arrivati molto lontano, abbiamo visto così tanto, ma c’è molto altro ancora da fare.

Quindi stanotte chiediamoci:

Se i nostri figli vivranno fino a vedere il nuovo secolo, se le mie figlie saranno così fortunate da poter vivere quanto Ann Nixon Cooper, quali cambiamenti vedranno? Quali progressi avremo compiuto?

Questa è la nostra occasione per dare delle risposte. Questo è il nostro momento. Questo è il nostro tempo.

E’ il momento di riportare la nostra gente al lavoro, di creare opportunità per i nostri figli. Il momento di ricreare la prosperità e di promuovere la causa della pace. Per ricreare il sogno americano e riconfermare la verità che tutti insieme siamo una cosa sola, che respiriamo e speriamo e che risponderemo a coloro che con cinismo e dubbio ci dicono che non ce la faremo con un unica voce che racchiude lo spirito del nostro popolo:

YES WE CAN.

Grazie, che Dio vi benedica e che benedica gli Stati Uniti d’America.

“Se avevate dubbi”!!

 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
«Se avevate dubbi sulla nostra democrazia, oggi avete avuto la vostra risposta. Ora il cambiamento è arrivato. Non ci sono Stati blu (democratici) e Stati rossi (repubblicani), ci sono gli Stati Uniti d’America. Ora dobbiamo affrontare i peggiori pericoli della nostra storia: la crisi economica, la lotta al terrorismo. Vi chiederò di aiutarmi di ricostruire questa nazione: mattone su mattone. Sarò sempre onesto con voi: vi ascolterò, anche se la penseremo diversamente. Il cammino davanti a noi sarà duro e ci sarà bisogno di stare uniti». 
 
Discorso di Barack Hussein Obama dopo la straordinaria vittoria di questa notte!!!
 
 

Scommettete

Barack Obama
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
o
 
 
John McCain?
 
 
 
 
 
Chi vorreste che vincesse le elezioni?
 
 
Chi le vincerà?
 
 
 
 
 
 

Ecco i giorni in cui mi assenterò da scuola…

Come ho detto stamattina, DOVRO’ mancare per diversi giorni da scuola…..
 
Una quindicina di giorni di assenza dalle due classi!!
 
Qualcuno oggi voleva sapere in quale periodo!
 
Lo scrivo qui…
Sarò assente dal …..
 
 
 
…..  dal 23 dicembre al 6 gennaio!!!!!!

Obama for president

Domani si voterà negli U.S.A. per eleggere il Presidente della Repubblica.
 
Il sogno democratico, la svolta politica che molti attendono potrebbe realizzarsi.
 
Obama è in netto vantaggio sull’avversario secondo tutti i sondaggi.
 
Allora, diciamo tutti insieme:
 
OBAMA  FOR  PRESIDENT