Esopo aveva una idea molto chiara dell’educazione dei figli. Sapeva, infatti, ciò che alcuni ancora oggi non sanno e cioé che non è possibile, né utile perdonare tutto.
Più giusto sarebbe far comprendere ai propri figli le loro responsabilità e fare in modo che essi evitino di sbagliare ancora. Solo così si risparmiano guai ancora più grandi.
Proprio questo avrebbe dovuto fare la madre di cui parla Esopo nella favola 296, qui riportata nella traduzione di Cecilia Benedetti e ripresa dall’edizione della Mondadori.
Il ragazzo ladro e la madre
Con il passare del tempo il ragazzo, divenuto ormai un giovanotto, si dedicò a furti più consistenti, finché un giorno fu colto sul fatto. Mentre veniva condotto dal carnefice con le mani legate dietro la schiena, la madre lo seguiva battendosi il petto.
A un certo punto il prigioniero disse che aveva qualcosa da riferirle in gran segreto, ma, non appena quella gli si fu accostata, (il figlio) le afferrò un orecchio e le diede un morso. "Empio!", lo rimproverò la donna. "Non contento dei crimini che hai già commesso, fai del male addirittura a tua madre!" "Ma se tu mi avessi punito subito, quando per la prima volta ti portai la tavoletta"", ribatté il figlio, "non sarei arrivato al punto di farmi trascinare fino al supplizio.
".La favola dimostra che ciò cui non si pone un freno dall’inizio, via via si ingigantisce a dismisura! A mio avviso, la favola dimostra anche che se si dà sempre ragione ai figli e si incolpano gli altri, anziché riconoscere che i figli hanno sbagliato, si sbaglia di grosso.
Spesso al giorno d’oggi, anziché rimproverare i figli per una interrogazione andata male e far capire che sarebbe bastato studiare un po’ di più, alcuni rimproverano gli insegnanti, "rei" di aver attribuito un voto basso.
Chi fa questo ignora che, in tal modo, non si fa mai il bene dei propri ragazzi, ma li si disabitua al loro senso di responsabilità e si contribuisce a creare dei cattivi cittadini.
Talvolta, si arriva al paradosso che alcuni ritengono che se l’interrogazione va male, non è responsabilità dei figli che hanno studiato poco, ma dei docenti che non li hanno avvertiti il giorno prima che sarebbero stati interrogati e che, magari, non hanno comunicato loro, sempre il giorno prima, quali argomenti sarebbero stati oggetto di interrogazione!
No, così non va!!
Non è certo questo il modello di scuola e di educazione da perseguire!
Non sarà certo questo il modello di scuola e di educazione che verrà perseguito!