Gli imprevisti della vita

Gli imprevisti della vita

Nella vita, si sa, gli imprevisti non mancano e non mancano neppure le svolte impreviste e imprevedibili. Spesso sono alla nostra portata e non ce ne accorgiamo. Quando, però, ci capita di vederle, di accorgerci che ci sono, allora dobbiamo afferrarle senza esitazione e senza alcuna incertezza. Un po’ di imprevisto, dopotutto, non può che movimentare, in senso positivo, una vita che altrimenti sarebbe troppo monotona e piatta. E, allora, “all’arrembaggio” e chi se ne frega di ciò che gli sta intorno!!!

Pietro da Eboli e le sue opere

Opere
di Pietro da Eboli

Pietro Ansolino da Eboli figura tra le
massime glorie ebolitane dei secoli scorsi. Visse tra la metà del XII secolo e
l’inizio del XIII. L’opera più importante che ci è rimasta di lui è  il Liber ad honorem Augusti, composto
in distici elegiaci  (un tipo di strofa
costituita da una coppia di versi, un esametro e un pentametro) e dedicato ad
Enrico VI (figlio di Federico Barbarossa) vissuto tra il 1165 ed il 1197), che dal
1191 al 1197 fu imperatore del Sacro Romano Impero di Germania e dal 1194 al
1197 fu anche Re di Sicilia.

Enrico aveva sposato, nel 1185, Costanza
di Altavilla, che era figlia di Ruggero II, re di Sicilia, e in quanto zia dell’ultimo
re normanno Guglielmo II aveva ereditato il trono normanno.

In virtù di questo matrimonio Enrico aveva
aggiunto al suo titolo imperiale quello di Re di Sicilia, dopo uno scontro con
il “partito nazionalista” che gli aveva opposto, come candidato al trono, il
conte Tancredi di Lecce, anch’egli imparentato con Guglielmo II e nipote per
via di padre della stessa Costanza.

Ad Eboli, definita dulce solum, Pietro
rimase sempre legato, al punto da rivendicarne il conferimento del titolo di
città, in segno di gratitudine per la fedeltà osservata dagli abitanti di Eboli
alla causa imperiale, riconoscimento reso da Federico II.

Il Liber di Pietro da Eboli può essere
considerato una pregevole opera di poesia, ma anche come un importante
documento storico, arricchito da preziose miniature. Esso, infatti, è l’unica
opera in versi che descrive il passaggio dalla monarchia normanna a quella
sveva  in Italia meridionale.

Notevole, in Pietro, fu anche la
speranza nell’Impero come unica istituzione in grado di reggere le sorti
dell’umanità. Una fede sincera, quella del nostro illustre concittadino, che
sembra anticipare la visione politica di Dante.

Il Liber ad honorem Augusti (conosciuto
anche con il titolo Petri d’Ebulo carmen de motibus Siculis inter Henricum VI Romanorum
imperatorem et Tancredum seculo XII gestis
, o più semplicemente con
l’atro titolo De rebus Siculis carmen, Liber ad honorem Augusti) fa parte di
una trilogia di opere, composte dal nostro poeta, dedicate alla casa
sveva:  il Liber ad honorem Augusti,
il De
balneis Puteolanis
, e i Gesta Friderici.

Il Liber, diviso in 52 particole e in
miniature che ne illustrano il contenuto, tratta dello scontro avutosi, nel
corso dell’ultima dominazione normanna in Italia meridionale, tra Enrico VI e
Tancredi di Lecce.

A questa situazione si era giunti con la
morte, nel 1189, di Guglielmo II il Buono. Questi, vissuto senza figli fu la
causa involontaria del conflitto. L’eredità spettava alla più diretta
discendenza del re Ruggero II, cioè a Costanza che di Ruggero era figlia. I
potentati locali, dopo aver giurato fedeltà a Costanza, le disconobbero, in
seguito, ogni diritto e le opposero la candidatura di Tancredi, conte di Lecce.
Tancredi, che prevalse anche sull’ altro candidato, Ruggero d’Andria,
inizialmente sostenuto dal partito feudale e baronale, era sostenuto dalla fazione
nazionalista animata dalla borghesia del regno e, in particolare, da Matteo
d’Ajello. Nel poema vengono narrate le vicende di questo scontro e la vittoria
finale di Enrico VI. Viene anche ricordata la nascita di Federico Ruggero, il
futuro Federico II. Il terzo e ultimo libro del carme contiene una sorta di
inno di elogio nei confronti di Enrico VI.

 

brandire l’arma della memoria SEMPRE!!!


Olocausto e memoria storica

Nell’agosto del 2007 feci un viaggio in Polonia dove ebbi  modo di visitare il campo di sterminio di
Auschwitz. Dal 1939 al 1945
l’ordine mondiale concepito da colui che sicuramente può essere
definito come il più folle di tutti i tempi, cioé Hitler, prevedeva
l’annientamento di tutti gli Ebrei d’Europa e l’asservimento di tutte
le nazioni ritenute inferiori o suddite (Italia compresa, con buona
pace dei fascisti del tempo e, soprattutto, dei post neo fascisti di
oggi).




La
concezione dei campi di concentramento, soprattutto di Birkenau,
trovava i suoi tragici fondamenti in quella che è stata definita
l’industria della morte, attraverso una lunga serie di umiliazioni
psicologiche, di maltrattamenti e di costrizioni fisiche che portavano
lentamente, ma inesorabilmente all’annientamento fisico del detenuto e,
quindi, al suo decesso, spesso durante le selezioni e nelle camere a
gas, spesso, però, anche a seguito di punizioni o per altre circostanze.


L’esperienza
della visita ad Auschwitz, soprattutto nel luogo delle baracche, dove
dormivano i detenuti, è stata emblematica e dovrebbe, pertanto, essere
consigliata a tutti coloro che ancora oggi negano quanto è successo lì
dentro, come in altri luoghi simili.


Ma perché ricordare sempre queste cose? Sono in tanti , soprattutto tra i giovani ,a porsi queste domande.


Eppure,
è proprio di questi giorni lo sdegno  suscitato da dichiarazioni di stampo negazionista che, non di rado, ottengono anche un tacito plauso da parte di chi non dovrebbe mai concederlo.  In Europa e nel mondo, inoltre, si stanno
allargando a macchia d’olio l’antisemitismo e la xenofobia. Aumentano anche
sentimenti legati al razzismo ad alla paura o all’intolleranza, in
generale, per l’altro.


Queste sono senza dubbio delle valide ragioni per ravvivare sempre di più il ricordo di ciò che è accaduto tanti anni fa.


Fino
a quando ci sarà anche un solo imbecille che tenterà di negare tutto
ciò o, peggio, che continuerà ad inneggiare a determinati personaggi
del passato, varrà sempre la pena di brandire contro costui l’arma
della memoria storica!!!

Oggi giornata della memoria!!

Oggi 27 gennaio si celebra la Giornata della Memoria…

Memoria per non dimenticare gli orrori della follia nazista…

Memoria per non dimenticare i massacri che ancora oggi lordano di sangue il nostro Pianeta…

Memoria per non ripetere i tragici errori e le nere nefandezze del passato….

Memoria da brandire come pacifica arma di cultura e di pensiero contro i cosiddetti negazionisti, ancora oggi attivi e, in qualche caso,osannati da chi non dovrebbe osannarli.

Per celebrare questa Giornata inserisco dei passi significativi, scritti da chi ha vissuto in prima persona gli eventi


SHEMÀ

Voi che vivete sicuri
Nelle
vostre tiepide case
Voi che trovate tornando
a sera
Il cibo caldo e visi
amici:

Considerate se questo è un
uomo,
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo
pane
Che muore per un
sì o per un no.
Considerate se questa è una
donna,
Senza capelli e senza
nome
Senza più forza di
ricordare
Vuoti gli occhi e
freddo il grembo
Come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:
Vi
comando queste parole.
Scolpitele nel vostro
cuore
Stando in casa andando
per via,
Coricandovi alzandovi:
Ripetetele ai vostri
figli.
O vi si sfaccia la
casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano
il viso da voi.

Primo
Levi, Se questo è un uomo, Torino,
Einaudi 1956


Noi superstiti
dalle
nostre ossa la morte ha già intagliato i suoi
flauti,
sui nostri tendini
ha già passato il suo archetto –
I nostri corpi
ancora si lamentano
col loro canto mozzato.
Noi superstiti
davanti a noi, nell’aria
azzurra,
pendono ancora i
lacci attorti per i nostri colli –
le clessidre
si riempiono ancora con il nostro sangue.
Noi
superstiti,
ancora divorati dai
vermi dell’angoscia –
la nostra stella è sepolta
nella polvere.
Noi superstiti
vi preghiamo:
mostrateci lentamente
il vostro sole.
Guidateci piano di
stella in stella.
Fateci di nuovo imparare
la vita.
Altrimenti il canto
di un uccello,
il secchio che si
colma alla fontana
potrebbero far prorompere
il dolore
a stento sigillato
e farci schiumar
via –
Vi preghiamo:
non mostrateci ancora
un cane che morde
  potrebbe
darsi, potrebbe darsi
che ci disfiamo in
polvere
davanti ai vostri
occhi.
Ma cosa tiene unita
la nostra trama?
Noi, ormai senza
respiro,
la nostra anima è volata
a lui dalla mezzanotte
molto prima che il
nostro corpo si salvasse
nell’arca dell’istante –
Noi superstiti,
stringiamo la vostra
mano,
riconosciamo i vostri
occhi –
ma solo l’addio ci
tiene ancora uniti,
l’addio nella polvere
ci tiene uniti a
voi –

Nelly
Sachs, Opere scelte, in Shemeul Josef
Agnon – Nelly Sachs, Opere, Torino, Utet,
1996

L’Inter mantiene stabilmente la sua posizione

L’Inter mantiene stabilmente la sua posizione in vetta alla classifica del campionato di serie A.

Onore alla squadra di Mourinho che, peraltro, ha dovuto subire l’espulsione dal campo.

Beh, che dire: la sfida per il primato è rinviata e ci vorrà tanta passione per la Juventus perché possa  vincerla!

Bella anche la vittoria del Milan che sembra premiare, anche moralmente, Kakà che ha deciso di restare in  Italia nonostante  la cifra record che gli era stata offerta all’estero!

Inter Sampdoria e il maxi recupero!

Inter – Sampdoria e il maxi recupero….

Alla fine dei 90′ regolamentari l’Inter prevale sulla Sampdoria per 1 – 0.

Non ho visto la partita, però non mi spiego il maxi recupero di 6 minuti!

Boh!
In genere, si danno 3 – 4 minuti!
Vedremo!

Inter, come finirà?

La domanda del giorno!!
INTER – SAMPDORIA….

COME ANDRA’ A FINIRE!
A VOI LE PREVISIONI!!!!

pagelle, voti e assenze via sms! UAU!!! Una grande rivincita!

Uau!!
Pagelle, voti, assenze…. tutto da comunicare via sms ai genitori!
Non è una mia stravaganza, anche se confesso che ci avevo già pensato!
E’ proprio il ministro Gelmini in persona ad auspicare che ciò avvenga, per avvicinare ancora di più le famiglie al mondo della scuola!

Ecco l’articoletto citato dal sito:
http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/SCUOLA-GELMINI-PAGELLE-VIA-SMS-AI-GENITORI/news-dettaglio/3518337

SCUOLA: GELMINI, PAGELLE VIA SMS AI GENITORI

"Le scuole hanno il dovere di comunicare alle famiglie l’andamento
scolastico dei loro figli, oltre che negli incontri scuola famiglia,
anche attraverso un contatto quotidiano affidato sempre piu’ spesso
alle nuove tecnologie". Lo sottolinea il ministro Mariastella Gelmini.
"In molte scuole italiane le pagelle, le assenze, il profitto
scolastico, la valutazione del comportamento degli alunni vengono
comunicate ai genitori via sms o via e-mail. Si tratta di esperienze
fruttuose che avvicinano la scuola alla famiglia e che, proprio per i
risultati eccellenti ottenuti, insieme al ministro Brunetta, abbiamo
intenzione di estendere a tutte le scuole italiane".

Un’ottima idea e soprattutto una rivincita nei confronti di coloro che, attestandosi su posizioni un po’ troppo passatiste, hanno cercato di impormi, un po’ "mussolinianamente" di non inserire riflessioni o argomenti scolastici, precedentemente già spiegati in classe sul blog!

Si prenda esempio da chi addirittura invita a ricercare "un contatto quotidiano affidato sempre piu’ spesso
alle nuove tecnologie
"!!


JUVE number one!!!

La Juventus, al momento, è prima in classifica (almeno fino a domani sera)!!!!
Dal sito

http://www.repubblica.it/speciale/2008/calcio/dati/dirette/3514701.html

La Juve aggancia l’Inter in vetta Probabilmente durerà solo 24
ore, intanto però la Juve si gode l’aggancio all’Inter in vetta.
Soffertissima la vittoria dei bianconeri sulla Fiorentina, scaturita da
una rete di Marchisio, magistralmente servito da Del Piero. Nella
ripresa, occasioni da ambo le parti: la migliore in assoluto è per
Gilardino, che tocca da pochi metri trovando una strepitosa respinta di
Buffon. Gara destinata a generare polemiche: un rigore non concesso a
Jovetic (contatto con Mellberg) e un gol regolare annullato a Gilardino
non passeranno certo inosservati. Chiudiamo con i migliori: nella Juve
Marchisio e Marchionni, nella Fiorentina Gilardino e Pasqual.

Penso che…

Alle volte le meschine vicende umane mi fanno pensare che l’ INVIDIA E’ PROPRIO UNA BRUTTA BESTIA!!!  Una bestiaccia!!!!

Penso che…

Alle volte le meschine vicende umane mi fanno pensare che l’ INVIDIA E’ PROPRIO UNA BRUTTA BESTIA!!!  Una bestiaccia!!!!

Penso che…

Alle volte le meschine vicende umane mi fanno pensare che l’ INVIDIA E’ PROPRIO UNA BRUTTA BESTIA!!!  Una bestiaccia!!!!

Penso che…

Alle volte le meschine vicende umane mi fanno pensare che l’ INVIDIA E’ PROPRIO UNA BRUTTA BESTIA!!!  Una bestiaccia!!!!

Che ve ne sembra?

Che ve ne sembra?
 
Si è tenuta, in questi giorni nella Repubblica Ceca, una gara di cani da slitta.
 
Esemplari che a me piacciono particolarmente, anche perché ho un Husky di 11 anni.
 
Posto qui le foto dei cani da slitta:
 
 
Allora, che ne dite: non sono dei cani splendidi?

Ecco la novità di cui parlavo ieri

E, alla fine, la novità c’è stata ed è stata importante!

Di che sto parlando?

Beh, provate a indovinare!

…………

Comunque, parlo del discorso pronunciato da Barack Obama in occasione del suo giuramento come Presidente degli Stati Uniti.

la novità è stata sostanziale, oltre che formale. Barack Hussein Obama ha promesso impegno per l’uguaglianza, per la pace, per la cooperazione internazionale e, soprattutto, ha teso la mano ai Paesi islamici.

Parole che da tempo non erano pronunciate da un Presidente degli Stati Uniti.

"Costruiremo le strade e i ponti, le reti elettriche e le linee digitali
che alimentano i nostri commerci e ci legano gli uni agli altri.
Restituiremo alla scienza il suo giusto posto e maneggeremo le
meraviglie della tecnologia in modo da risollevare la qualità
dell’assistenza sanitaria e abbassarne i costi.



Imbriglieremo il sole e i venti e il suolo per alimentare le nostre
auto e mandare avanti le nostre fabbriche.

E trasformeremo le
nostre scuole, i college e le università per venire incontro alle
esigenze dei tempi nuovi. Possiamo farcela. E lo faremo.



Ora, ci sono alcuni che contestano le dimensioni delle nostre ambizioni
– pensando che il nostro sistema non può tollerare troppi grandi
progetti. Costoro hanno corta memoria. Perché dimenticano quel che
questo paese ha già fatto. Quel che uomini e donne possono ottenere
quando l’immaginazione si unisce alla volontà comune, e la necessità al
coraggio.

Quel che i cinici non riescono a capire è che il terreno gli è
scivolato sotto i piedi. Gli argomenti politici stantii che ci hanno
consumato tanto a lungo non sono più applicabili. La domanda che
formuliamo oggi non è se il nostro governo sia troppo grande o troppo
piccolo, ma se funzioni o meno – se aiuti le famiglie a trovare un
lavoro decentemente pagato, cure accessibili, una pensione degna.
Laddove la risposta sia positiva, noi intendiamo andare avanti. Dove
sia negativa, metteremo fine a quelle politiche. E coloro che
gestiscono i soldi della collettività saranno chiamati a risponderne,
affinché spendano in modo saggio, riformino le cattive abitudini, e
facciano i loro affari alla luce del sole – perché solo allora potremo
restaurare la vitale fiducia tra il popolo e il suo governo.

La questione di fronte a noi non è se il mercato sia una forza del bene
o del male. Il suo potere di generare benessere ed espandere la libertà
è rimasto intatto. Ma la crisi ci ricorda che senza un occhio rigoroso,
il mercato può andare fuori controllo e la nazione non può prosperare a
lungo quando il mercato favorisce solo i già ricchi. Il successo della
nostra economia è sempre dipeso non solo dalle dimensioni del nostro
Pil, ma dall’ampiezza della nostra prosperità, dalla nostra capacità di
estendere le opportunità per tutti coloro che abbiano volontà – non per
fare beneficenza ma perché è la strada più sicura per il nostro bene
comune.


Quanto alla nostra difesa comune, noi respingiamo come falsa la scelta
tra sicurezza e ideali. I nostri Padri Fondatori, messi di fronte a
pericoli che noi a mala pena riusciamo a immaginare, hanno stilato una
carta che garantisca l’autorità della legge e i diritti dell’individuo,
una carta che si è espansa con il sangue delle generazioni. Quegli
ideali illuminano ancora il mondo, e noi non vi rinunceremo in nome di
qualche espediente. E così, per tutti i popoli e i governi che ci
guardano oggi, dalle più grandi capitali al piccolo villaggio dove è
nato mio padre: sappiate che l’America è amica di ogni nazione e di
ogni uomo, donna e bambino che sia alla ricerca di un futuro di pace e
dignità, e che noi siamo pronti ad aprire la strada ancora una volta.



Ricordiamoci che le precedenti generazioni hanno sgominato il fascismo
e il comunismo non solo con i missili e i carriarmati, ma con alleanze
solide e convinzioni tenaci. Hanno capito che il nostro potere da solo
non può proteggerci, né ci autorizza a fare come più ci aggrada. Al
contrario, sapevano che il nostro potere cresce quanto più lo si usa
con prudenza. La nostra sicurezza emana dalla giustezza della nostra
causa, dalla forza del nostro esempio, dalle qualità dell’umiltà e del
ritegno.


Noi siamo i custodi di questa eredità. Guidati ancora una volta dai
principi, possiamo affrontare le nuove minacce che richiederanno sforzi
ancora maggiori – una cooperazione e comprensione ancora maggiori tra
le nazioni. Cominceremo a lasciare responsabilmente l’Iraq alla sua
gente, e a forgiare una pace duramente guadagnata in Afghanistan. Con i
vecchi amici e i vecchi nemici, lavoreremo senza sosta per diminuire la
minaccia nucleare, e respingere lo spettro di un pianeta che si
surriscalda. Non chiederemo scusa per il nostro stile di vita, né ci
batteremo in sua difesa. E a coloro che cercano di raggiungere i propri
obiettivi creando terrore e massacrando gli innocenti, noi diciamo
adesso che il nostro spirito è più forte e non può essere infranto. Voi
non ci sopravviverete, e noi vi sconfiggeremo.



"L’America deve giocare il suo ruolo nel fare entrare il mondo in una nuova era di pace".
"Per il mondo musulmano noi indichiamo una nuova strada, basata sul
reciproco interesse e sul mutuo rispetto. A quei leader in giro per il
mondo che cercano di fomentare conflitti o scaricano sull’Occidente i
mali delle loro società – sappiate che i vostri popoli vi giudicheranno
su quello che sapete costruire, non su quello che distruggete. A quelli
che arrivano al potere attraverso la corruzione e la disonestà e
mettendo a tacere il dissenso, sappiate che siete dalla parte sbagliata
della Storia; ma che vi tenderemo la mano se sarete pronti ad aprire il
vostro pugno. Alla gente delle nazioni povere, noi promettiamo di lavorare insieme
per far fiorire le vostre campagne e per pulire i vostri corsi d’acqua;
per nutrire i corpi e le menti affamate. E a quelle nazioni, come la
nostra. che godono di una relativa ricchezza, noi diciamo che non si
può più sopportare l’indifferenza verso chi soffre fuori dai nostri
confini; né noi possiamo continuare a consumare le risorse del mondo
senza considerare gli effetti. Perché il mondo è cambiato e noi
dobbiamo cambiare con esso".

Parole nuove, parole che speriamo si traducano in realtà e in fatti concreti.
Intanto, per citare il titolo di un celebre film, "qualcosa è cambiato"!!!