“Tua madre dovrebbe conoscerla”

"Tua madre dovrebbe conoscerla"
 
(Tua madre dovrebbe conoscerla, sebbene sia nata tempo fa!)
 
E’ questo, tradotto in italiano, il titolo della bella canzone dei Beatles Your mother should know, tratto dall’album Magical  Mistery  Tour  del 1967.
 

 

 
 
 
Your mother should know
 
Let’s all get up and dance to a song
that was a hit before your mother was born
Though she was born a long, long time ago
Your mother should know
Your mother should know

 

Sing it again
Let’s all get up and dance to a song
that was a hit before your mother was born
Though she was born a long, long time ago
Your mother should know
Your mother should know

 

Lift up your hearts and sing me a song
that was a hit before your mother was born
Though she was born a long, long time ago
Your mother should know
Your mother should know
Your mother should know
Your mother should know

Sing it again

Da da da da da da da da da
da da da da da da da da da da da
Though she was born a long, long time ago
Your mother should know
Your mother should know
Your mother should know
Your mother should know
Your mother should know
Your mother should know

 

 

Tua madre dovrebbe conoscerla

 

Alziamoci tutti quanti e balliamo una canzone

Che era un pezzo di successo prima che tua madre nascesse,

sebbene lei sia nata molto tempo fa

tua madre dovrebbe conoscerla – tua madre dovrebbe conoscerla.


Cantiamola di nuovo

Innalzate i vostri cuori e cantate per me una canzone

Che era un pezzo di successo prima che tua madre nascesse,

sebbene lei sia nata molto tempo fa.

Tua madre dovrebbe conoscerla – tua madre dovrebbe conoscerla.

 

Innalzate i vostri cuori e cantate per me una canzone

Che era un pezzo di successo prima che tua madre nascesse,

sebbene lei sia nata molto tempo fa.

Tua madre dovrebbe conoscerla – tua madre dovrebbe conoscerla.

Tua madre dovrebbe conoscerla

Tua madre dovrebbe conoscerla

Tua madre dovrebbe conoscerla

 

Cantiamola di nuovo

Da da da da da da da da da
da da da da da da da da da da da
…. Sebbene lei sia nata molto tempo fa….

Tua madre dovrebbe conoscerla

Tua madre dovrebbe conoscerla

Tua madre dovrebbe conoscerla

Tua madre dovrebbe conoscerla

Tua madre dovrebbe conoscerla

Tua madre dovrebbe conoscerla

Tua madre dovrebbe conoscerla

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
L

C’è uno sciocco sulla collina….

C’è uno sciocco sulla collina…. Ma sarà veramente lui lo sciocco?
 
Sentire per credere!!!!
 
 
 
 

Day after day, alone on the hill,
The man with the foolish grin is keeping perfectly still.
But nobody wants to know him,
They can see that he’s just a fool.
And he never gives an answer …..

But the fool on the hill,
Sees the sun going down.
And the eyes in his head,
See the world spinning around.

Well on his way, his head in a cloud,
The man of a thousand voices, talking perfectly loud.
But nobody ever hears him,
Or the sound he appears to make.
And he never seems to notice …..

But the fool on the hill,
Sees the sun going down.
And the eyes in his head,
See the world spinning around.

And nobody seems to like him,
They can tell what he wants to do.
And he never shows his feelings,

But the fool on the hill,
Sees the sun going down.
And the eyes in his head,
See the world spinning around.

 

Lo sciocco sulla collina

Giorno dopo giorno, solo su una collina,
l’uomo col ghigno da sciocco se ne sta perfettamente immobile
ma nessuno lo vuole conoscere, vedono che è solo uno sciocco
e lui non dà mai una risposta.

Ma lo sciocco sulla collina vede il sole tramontare
e con gli occhi della mente vede il mondo girare.
Strada facendo, testa in una nuvola,
l’uomo dalle mille voci parla assolutamente forte
ma nessuno lo sente mai
o sente il suono che pare emettere
e lui non sembra mai accorgersene
Ma lo sciocco sulla collina vede il sole tramontare
e con gli occhi della mente vede il mondo girare.

E non sembra piacere a nessuno,
possono dire cosa vuole fare
e lui non mostra mai i suoi sentimenti
Ma lo sciocco sulla collina vede il sole tramontare
e con gli occhi della mente vede il mondo girare.
Girare e girare e girare e girare e girare.

Lui non li ascolta mai,
sa che sono loro gli sciocchi
a loro lui non piace
Ma lo sciocco sulla collina vede il sole tramontare
e con gli occhi della mente vede il mondo girare.
Girare e girare e girare …

 

Billy Jean – M. Jackson

Mentre il re della musica pop non riesce a trovare tranquillità neppure da morto, a causa della ridda di voci sulla causa della sua morte, posto in sua memoria sul blog una delle sue più celebri canzoni. 
 
 
 

Maturità 2008 / 09: la versione di Cicerone e le traduzioni

 
 

 

Pag. 1/1 Sessione ordinaria 2009

Seconda prova scritta

M490 – ESAME DI STATO DI LICEO CLASSICO

CORSO DI ORDINAMENTO

Versione dal LATINO

Clemenza e severità


Nec vero audiendi qui graviter inimicis irascendum putabunt idque magnanimi et fortisviri esse censebunt; nihil enim laudabilius, nihil magno et praeclaro viro dignius placabiliate atque clementia. In liberis vero populis et in iuris aequabilitate exercenda etiam est facilitas et altitudo animi quae dicitur, ne si irascamur aut intempestive accedentibus aut impudenter rogantibus in morositatem inutilem et odiosam incidamus. Et tamen ita probanda est mansuetudo atque clementia, ut adhibeatur reipublicae causa severitas, sine qua administrari civitas non potest. Omnis autem et animadversio et castigatio contumelia vacare debet, neque ad eius qui punitur aliquem aut verbis castigat sed ad reipublicae utilitatem referri. Cavendum est etiam ne maior poena quam culpa sit, et ne isdem de causis alii plectantur, alii ne appellentur quidem. Prohibenda autem maxime est ira puniendo; numquam enim iratus qui accedet ad poenam mediocritatem illam tenebit quae est inter nimium et parum, quae placet Peripateticis, et recte placet, modo ne laudarent iracundiam et dicerent utiliter a natura datam. Illa vero omnibus in rebus repudianda est, optandumque ut ii qui praesunt reipublicae legum similes sint, quae ad puniendum non iracundia sed aequitate ducuntur.


Cicerone

_______________________

 

 

La traduzione pubblicata da http://www.corriere.it



E non dovranno davvero essere ascoltati quelli che penseranno necessario adirarsi duramente con gli avversari e che riterranno che ciò sia degno dell’uomo magnanimo e forte; niente infatti è più lodevole, niente è più degno dell’uomo grande e illustre dell’indulgenza e della clemenza.


In verità presso popoli liberi e nell’equità del diritto, si deve esercitare anche l’affabilità e quella che si dice imperscrutabilità dell’animo affinché, se ci adiriamo o con coloro che ci avvicinano in un momento inopportuno o ci fanno richieste in modo sfrontato, non cadiamo in una intrattabilità inutile e detestabile. E d’altra parte si deve lodare la mitezza e clemenza in modo tale che però, per il bene dello Stato, sia usata la severità, senza la quale una comunità non può essere amministrata. Ogni provvedimento e ogni rimprovero deve poi essere privo di offesa e non deve essere rapportato all’interesse di colui che punisce qualcuno o lo rimprovera a parole, ma a quello dello Stato. Bisogna anche evitare che la punizione sia maggiore della colpa e che, per le medesime imputazioni, alcuni siano puniti, altri neppure chiamati in giudizio.


Soprattutto poi si deve tener lontana l’ira dal punire; mai infatti chi si accosterà irato a comminare la pena manterrà quella via di mezzo che sta tra il troppo e il troppo poco, che piace ai Peripatetici -e giustamente piace- a condizione di non lodare l’iracondia e non dire che utilmente essa ci sia stata fornita dalla natura . Quella anzi deve essere respinta in tutti i campi e si deve desiderare che coloro che sono a capo dello Stato siano in tutto simili alle leggi, le quali sono condotte a punire non dall’iracondia, ma dal senso di giustizia.


Giorgio Sturaro e Laura Pizzetti

(Liceo Classico Setti Carraro)

 

Qui sotto potete leggere la traduzione tratta dal sito:

 http://www.studenti.it/superiori/maturita/prove_svolte/2009_versione_latino.php

 

Non bisogna ascoltare coloro i quali credono che dobbiamo adirarci fieramente con i nostri nemici e anzi vedono appunto nell’adirarsi il carattere distintivo dell’uomo magnanimo e forte: no, le virtù più belle, le virtù più degne di un uomo grande e nobile sono la mitezza e la clemenza. Negli Stati liberi in cui regna l’uguaglianza del diritto bisogna anche dare prova di una certa arrendevolezza e di quella che è solita chiamarsi padronanza di sé per non incorrere nell’accusa di inutile e odiosa scontrosità se ci capita di adirarci con visitatori inopportuni o con sollecitatori sfrontati. E tuttavia la mite e mansueta clemenza è degna di lode solo a patto che per il bene superiore dello Stato si adoperi anche la severità senza la quale non esisterebbe nessun governo. Ogni punizione e ogni rimprovero però, devono essere privi di offesa e mirare non alla soddisfazione di colui che punisce o rimprovera, ma solo al vantaggio dello Stato.
Bisogna anche stare attenti che la pena non sia maggiore della colpa e che non avvenga che per le medesime ragioni alcuni siano duramente puniti, altri neppure richiamati al dovere. E’ da evitare soprattutto la collera nell’atto stesso del punire: chi si accinge al castigo in preda alla collera non manterrà mai quella giusta via di mezzo che intercorre fra il troppo e il poco, metodo che piace tanto ai Peripatetici ed è giustamente gradito, ma poi non dovrebbero lodare l’ira dicendo che essa è un utile dono della natura. No, l’ira deve essere tenuta lontana in tutte le cose e bisogna fare in modo che i governatori dello Stato assomiglino alle leggi che sono spinte a punire non per impeto d’ira, ma per dovere di giustizia. 

 

In bocca al lupo per la terza prova!!!

Morto Michael Jackson

 
Michael Jackson dies – Michael Jackson è morto
 
 
Ne hanno dato notizia intorno alla mezzanotte (ora italiana) i media ed i siti web americani.
 
La celebre pop star, protagonista di una vita costellata di trionfi, scandali ed interventi chirurgici, è stata stroncata, probabilmente, da un infarto.
 
Tra i suoi successi musicali ricordiamo l’album Thriller, pubblicato nel 1982, che lo consacrò come artista pop di maggior successo di quegli anni e dei successivi.
 
Dopo i suoi esordi nel gruppo Jackson Five, Jackson cominciò a cantare in proprio a partire dal 1971 con il pezzo Got to be there.
 
Tra gli anni Novanta ed il 2005 è stato coinvolto in una serie di scandali di varia natura.
 
 
Oggi cala il sipario della vita su uno dei personaggi più famosi, ma nello stesso più controversi e discussi del mondo della musica e dello spettacolo.
 
 
Tra i suoi fan, ma anche tra coloro che, come il sottoscritto, non lo hanno collocato ai primi posti delle proprie preferenze musicali, rimarrà il ricordo del suo genio e del suo talento che una vita bruciata da scelte forse discutibili, ma sicuramente pericolose, non cancellerà tanto velocemente.
 
 
 
La morte del celebre cantante avviene a poche ore di distanza dalla scomparsa della famosa attrice americana Farrah Fawcett, stroncata da un cancro all’età di 62 anni.
 
 

Oggi….

Oggi….
 
Oggi rifletto sul fatto che presto verrà il momento dell’amara verità!!!
 
SIGH!!!!

le tracce di italiano per controllarne lo svolgimento

Nei post che precedono questo è possibile trovare le tracce di italiano e controllarne lo svolgimento.
 
In bocca al lupo a tutti i maturandi!!
 
 
 
 

Maturità 2008/09: saggio breve tecnico scientifico + altre tracce

4. AMBITO TECNICO – SCIENTIFICO

ARGOMENTO: Social Network, Internet, New Media.

«Immagino che qualcuno potrebbe dire: “Perché non mi lasciate da solo? Non voglio far parte della vostra Internet, della vostra civiltà tecnologica, o della vostra società in rete! Voglio solo vivere la mia vita!” Bene, se questa è la vostra posizione, ho delle brutte notizie per voi. Se non vi occuperete delle reti, in ogni caso saranno le reti ad occuparsi di voi. Se avete intenzione di vivere nella società, in questa epoca e in questo posto, dovrete fare i conti con la società in rete. Perché viviamo nella Galassia Internet.»

                                                                                      M. CASTELLS¸ Galassia Internet, trad. it., Milano 20072

«C’è una mutazione in atto ed ha a che fare con la componente “partecipativa” che passa attraverso i media. Quelli nuovi caratterizzati dai linguaggi dell’interattività, da dinamiche immersive e grammatiche connettive. […] Questa mutazione sta mettendo in discussione i rapporti consolidati tra produzione e consumo, con ricadute quindi sulle forme e i linguaggi dell’abitare il nostro tempo. Questo processo incide infatti non solo sulle produzioni culturali, ma anche sulle forme della politica, sulle dinamiche di mercato, sui processi educativi, ecc. […] D’altra parte la crescita esponenziale di adesione al social network ha consentito di sperimentare le forme partecipative attorno a condivisione di informazioni e pratiche di intrattenimento, moltiplicando ed innovando le occasioni di produzione e riproduzione del capitale sociale.»

G. BOCCIA ARTIERI, Le culture partecipative dei media. Una introduzione a Henry Jenkins, Prefazione a H. JENKINS, Fan, Blogger e Videogamers. L’emergere delle culture partecipative nell’era digitale, Milano 2008

«Ciò che conosciamo, il modo in cui conosciamo, quello che pensiamo del mondo e il modo in cui riusciamo a immaginarlo sono cruciali per la libertà individuale e la partecipazione politica. Il fatto che oggi così tanta gente possa parlare, e che si stia raggruppando in reti di citazione reciproca, come la blogosfera, fa sì che per ogni individuo sia più facile farsi ascoltare ed entrare in una vera conversazione pubblica. Al contempo, sulla Rete ci sono un sacco di sciocchezze. Ma incontrare queste assurdità è positivo. Ci insegna a essere scettici, a cercare riferimenti incrociati e più in generale a trovare da soli ciò che ci serve. La ricerca di fonti differenti è un’attività molto più coinvolgente e autonoma rispetto alla ricerca della risposta da parte di un’autorità.»

                                                 Y . BENKLER, Intervista del 10 maggio 2007, in omniacommunia.org

«Siamo in uno stato di connessione permanente e questo è terribilmente interessante e affascinante. È una specie di riedizione del mito di Zeus Panopticon che sapeva in ogni momento dove era nel mondo, ma ha insito in sé un grande problema che cela un grave pericolo: dove inizia il nostro potere di connessione inizia il pericolo sulla nostra libertà individuale. Oggi con la tecnologia cellulare è possibile controllare chiunque, sapere con chi parla, dove si trova, come si sposta. Mi viene in mente Victor Hugo che chiamava tomba l’occhio di Dio da cui Caino il grande peccatore non poteva fuggire. Ecco questo è il grande pericolo insito nella tecnologia, quello di creare un grande occhio che seppellisca l’uomo e la sua creatività sotto il suo controllo. […] Come Zeus disse a Narciso “guardati da te stesso!” questa frase suona bene in questa fase della storia dell’uomo.»

D. DE KERCKHOVE, Alla ricerca dell’intelligenza connettiva, Intervento tenuto nel Convegno Internazionale “Professione Giornalista: Nuovi Media, Nuova Informazione” – Novembre 2001

«Agli anziani le banche non sono mai piaciute un granché. Le hanno sempre guardate col cipiglio di chi pensa che invece che aumentare, in banca i risparmi si dissolvono e poi quando vai a chiederli non ci sono più. […] È per una curiosa forma di contrappasso che ora sono proprio gli anziani, e non i loro risparmi, a finire dentro una banca, archiviati come conti correnti. Si chiama “banca della memoria” ed è un sito internet […] che archivia esperienze di vita raccontate nel formato della videointervista da donne e uomini nati prima del 1940. […] È una sorta di “YouTube” della terza età.»

                                A. BAJANI, «YouTube» della terza età, in “Il Sole 24 ORE”, 7 dicembre 2008

«Una rivoluzione non nasce dall’introduzione di una nuova tecnologia, ma dalla conseguente adozione di nuovi comportamenti. La trasparenza radicale conterà come forza di mercato solo se riuscirà a diventare un fenomeno di massa; è necessario che un alto numero di consumatori prendano una quantità enorme di piccole decisioni basate su questo genere di informazioni. […] Grazie al social networking, anche la reazione di un singolo consumatore a un prodotto si trasforma in una forza che potrebbe innescare un boicottaggio oppure avviare affari d’oro per nuove imprese. […] I più giovani sono sempre in contatto, attraverso Internet, come non è mai accaduto prima d’ora e si scambiano informazioni affidabili, prendendosi gioco, al contempo, di quelle fonti su cui si basavano le generazioni precedenti. Non appena i consumatori – specialmente quelli delle ultime generazioni – si sentono compiaciuti o irritati per la cascata di rivelazioni che la trasparenza offre sui prodotti, diffondono istantaneamente le notizie.»

 

                           D. GOLEMAN, Un brusio in rapida crescita, in Intelligenza ecologica, Milano 2009

 

 

TIPOLOGIA C – TEMA DI ARGOMENTO STORICO

Nel 2011 si celebreranno i 150 anni dell’unità d’Italia. La storia dello Stato nazionale italiano si caratterizza per la successione di tre tipi di regime: liberale monarchico, fascista e democratico repubblicano.

Il candidato si soffermi sulle fasi di passaggio dal regime liberale monarchico a quello fascista e dal regime fascista a quello democratico repubblicano. Evidenzi, inoltre, le caratteristiche fondamentali dei tre tipi di regime.

 

TIPOLOGIA D – TEMA DI ORDINE GENERALE

Con legge n. 61 del 15 aprile 2005, il 9 novembre è stato dichiarato «Giorno della libertà», “quale ricorrenza dell’abbattimento del muro di Berlino, evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo”.

A vent’anni dalla caduta del muro di Berlino, il candidato rifletta sul valore simbolico di quell’evento ed esprima la propria opinione sul significato di “libertà” e di “democrazia”.

AMBITO STORICO – POLITICO: cultura giovanile

AMBITO STORICO – POLITICO

ARGOMENTO: Origine e sviluppi della cultura giovanile.

DOCUMENTI

 

«Gli stili della gioventù americana si diffusero direttamente o attraverso l’amplificazione dei loro segnali mediante la cultura inglese, che faceva da raccordo tra America ed Europa, per una specie di osmosi spontanea. La cultura giovanile americana si diffuse attraverso i dischi e le cassette, il cui più importante strumento promozionale, allora come prima e dopo, fu la vecchia radio. Si diffuse attraverso la distribuzione mondiale delle immagini; attraverso i contatti personali del turismo giovanile internazionale che portava in giro per il mondo gruppi ancora piccoli, ma sempre più folti e influenti, di ragazzi e ragazze in blue jeans; si diffuse attraverso la rete mondiale delle università, la cui capacità di rapida comunicazione internazionale divenne evidente negli anni ’60. Infine si diffuse attraverso il potere condizionante della moda nella società dei consumi, una moda che raggiungeva le masse e che veniva amplificata dalla spinta a uniformarsi propria dei gruppi giovanili. Era sorta una cultura giovanile mondiale.»

 

E.J. HOBSBAWM, Il secolo breve, trad. it., Milano 1997

 

«La cultura giovanile negli ultimi quattro decenni s’è mossa lungo strade nuove, affascinanti, ma al tempo stesso, anche pericolose. I diversi percorsi culturali che i giovani hanno affrontato dagli anni cinquanta ad oggi sono stati ispirati soprattutto dai desideri e dalle fantasie dell’adolescenza; anche i rapporti spesso conflittuali con gli adulti e l’esperienza culturale delle generazioni precedenti, tuttavia, hanno profondamente influenzato la loro ricerca. Essi sono andati fino ai limiti estremi della propria fisicità, hanno esplorato nuove dimensioni della mente e della realtà virtuale, hanno ridisegnato la geografia dei rapporti sessuali, affettivi e sociali, hanno scoperto, infine, nuove forme espressive e comunicative. […] Le strategie sperimentate dai giovani, in sostanza, propongono tre differenti soluzioni. La prima, di marca infantile, è fondata sulla regressione e sulla fuga dalla realtà per affrontare il dolore ed il disagio della crescita. Essa, quindi, suggerisce di recuperare il piacere ed il benessere nell’ambito della fantasia e dell’illusione. L’esperienza eccitatoria della musica techno e d’alcune situazioni di rischio, il grande spazio onirico aperto dalle droghe e dalla realtà virtuale, la dimensione del

gioco e del consumo, sono i luoghi privilegiati in cui si realizza concretamente questo tipo di ricerca. […] La seconda strategia utilizza la trasgressione e la provocazione per richiamare l’adulto alle sue responsabilità e per elaborare le difficoltà dell’adolescenza. […] La terza strategia, infine, la più creativa, prefigura un modo nuovo di guardare al futuro, più carico d’affettività, pace e socialità. Essa s’appoggia sulle capacità intuitive ed artistiche dei giovani, e lascia intravedere più chiaramente una realtà futura in cui potranno aprirsi nuovi spazi espressivi e comunicativi.»

                                                                                            

                                                                                                                               D. MISCIOSCIA, Miti affettivi e cultura giovanile, Milano 1999

 

«Oggi il termine “cultura giovanile”, quindi, non ha più il significato del passato, non indica più ribellione, astensionismo o rifiuto del sistema sociale. Non significa più nemmeno sperimentazione diretta dei modi di vivere, alternativi o marginali rispetto ad un dato sistema sociale. Cultura giovanile sta ad indicare l’intrinseca capacità che i giovani hanno di autodefinirsi nei loro comportamenti valoriali all’interno della società della quale sono parte.»

 

L. TOMASI, Introduzione. L’elaborazione della cultura giovanile nell’incerto contesto europeo, in L. TOMASI (a cura di), La cultura dei giovani europei alle soglie del 2000, Milano 1998

 

 

 
p.s.
13 foto sulla tematica "origini e sviluppi della cultura giovanile".
 
Le immagini vanno dagli anni ’50 ad oggi.
Dalla famosa Vespa alla Beat Generation, da Jim Morrison ai Nirvana, dalle istantanee sul ’68 a ritratti di Punk, passando per il raduno di Woodstok a un rave party.

 

 

 

Maturità 2008/09: AMBITO SOCIO – ECONOMICO

2. AMBITO SOCIO – ECONOMICO

ARGOMENTO: 2009: anno della creatività e dell’innovazione.

DOCUMENTI

 

 

«Unione creativa. L’intenzione è chiara: sensibilizzare l’opinione pubblica, stimolare la ricerca ed il dibattito politico sull’importanza della creatività e della capacità di innovazione, quali competenze chiave per tutti in una società culturalmente diversificata e basata sulla conoscenza. […] Tra i testimonial, il Nobel italiano per la medicina  Rita Levi Montalcini e Karlheinz Brandenburg, l’ingegnere che ha rivoluzionato il mondo della musica contribuendo alla compressione audio del formato Mpeg Audio Layer 3, meglio noto come mp3.»

 

G. DE PAOLA, L’Europa al servizio della conoscenza, Nòva, 15 gennaio 2009

 

«La creatività è una dote umana che si palesa in molti ambiti e contesti, ad esempio nell’arte, nel design e nell’artigianato, nelle scoperte scientifiche e nell’imprenditorialità, anche sul piano sociale. Il carattere sfaccettato della creatività implica che la conoscenza in una vasta gamma di settori – sia tecnologici che non tecnologici – possa essere alla base della creatività e dell’innovazione. L’innovazione è la riuscita realizzazione di nuove idee; la creatività è la condizione sine qua non dell’innovazione. Nuovi prodotti, servizi e processi, o nuove strategie e organizzazioni presuppongono nuove idee e associazioni tra queste. Possedere competenze quali il pensiero creativo o la capacità proattiva di risolvere problemi è pertanto un prerequisito tanto nel campo socioeconomico quanto in quello artistico. Gli ambienti creativi e innovativi – le arti, da un lato, e la tecnologia e l’impresa, dall’altro – sono spesso alquanto distanziati. L’Anno europeo contribuirà in larga misura a collegare questi due mondi, dimostrando con esempi concreti l’importanza di equiparare i concetti di creatività e di innovazione anche in contesti diversi, quali la scuola, l’università, le organizzazioni pubbliche e private.»

 

Dalla “Proposta di decisione del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa all’Anno europeo della creatività e dell’innovazione (2009)”

 

«Restituire senso alla parola “creatività”. Non è creativo ciò che è strano, o trasgressivo o stravagante o diverso e basta. Gli italiani, specie i più giovani – ce lo dicono le ricerche – hanno idee piuttosto confuse in proposito. […] Bisognerebbe restituire alla parola creatività la sua dimensione progettuale ed etica: creativa è la nuova, efficace soluzione di un problema. È la nuova visione che illumina fenomeni oscuri. È la scoperta che apre prospettive fertili. È l’intuizione felice dell’imprenditore che intercetta un bisogno o un’opportunità, o l’illuminazione dell’artista che racconta aspetti sconosciuti del mondo e di noi. In sostanza, creatività è il nuovo che produce qualcosa di buono per una comunità.

E che, essendo tale, ci riempie di meraviglia e gratitudine. […] Creatività è un atteggiamento mentale. Una maniera di osservare il mondo cogliendo dettagli rilevanti e facendosi domande non ovvie. Uno stile di pensiero che unisce capacità logiche e analogiche ed è orientato a capire, interpretare, produrre risultati positivi. In questa vocazione pragmatica e progettuale sta la differenza tra creatività, fantasia e fantasticheria da un lato, arte di arrangiarsi dall’altro.»

 

A. TESTA, Sette suggestioni per il 2009, http://www.nuovoeutile.it

 

 

 «Essenziale è comprendere il ruolo che le due forme di conoscenza, le due facce della conoscenza “utile”, possono svolgere: la prima è la conoscenza sul “cosa”, la conoscenza di proposizioni sui fenomeni naturali e sulle regolarità; la seconda è la conoscenza sul “come”, la conoscenza prescrittiva, le tecniche. […] Illudersi insomma che l’innovazione nasca in fabbrica è pericoloso. A una società che voglia davvero cogliere le opportunità dell’economia della conoscenza servono un sistema di ricerca diffuso e frequenti contatti tra il mondo accademico e scientifico e quello della produzione: “la conoscenza deve scorrere da quelli che sanno cose a quelli che fanno cose”.»

 

S. CARRUBBA, Contro le lobby anti-innovazione, in «Il Sole 24 ORE», 18 maggio 2003

 

«La capacità di fare grandi salti col pensiero è una dote comune a coloro che concepiscono per primi idee destinate al successo. Per solito questa dote si accompagna a una vasta cultura, mentalità multidisciplinare e a un ampio spettro di esperienze. Influenze familiari, modelli da imitare, viaggi e conoscenza di ambienti diversi sono elementi senza dubbio positivi, come lo sono i sistemi educativi e il modo in cui le diverse civiltà considerano la gioventù e la prospettiva futura. In quanto società, possiamo agire su alcuni di questi fattori; su altri, no. Il segreto per fare sì che questo flusso di grandi idee non si inaridisca consiste nell’accettare queste disordinate verità sull’origine delle idee e continuare a premiare l’innovazione e a lodare le tecnologie emergenti.»

 

N. NEGROPONTE, capo MIT, Technology Review: Articoli

 

 

Maturità 2008/09: prima prova. TIPOLOGIA B – REDAZIONE DI UN “SAGGIO BREVE” O DI UN “ARTICOLO DI GIORNALE”

TIPOLOGIA B – REDAZIONE DI UN “SAGGIO BREVE” O DI UN “ARTICOLO DI GIORNALE”

(puoi scegliere uno degli argomenti relativi ai quattro ambiti proposti)

 

CONSEGNE

Sviluppa l’argomento scelto o in forma di «saggio breve» o di «articolo di giornale», interpretando e confrontando

i documenti e i dati forniti.

Se scegli la forma del «saggio breve» argomenta la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue

conoscenze ed esperienze di studio.

Premetti al saggio un titolo coerente e, se vuoi, suddividilo in paragrafi.

Se scegli la forma dell’«articolo di giornale», indica il titolo dell’articolo e il tipo di giornale sul quale pensi che

l’articolo debba essere pubblicato.

Per entrambe le forme di scrittura non superare cinque colonne di metà di foglio protocollo.

 

1. AMBITO ARTISTICO – LETTERARIO

ARGOMENTO: Innamoramento e amore.

 

                  

 

 

 

 

R.  Magritte, Gli amanti (1928) M. Chagall, La passeggiata (1917-18) A. Canova, Amore e Psiche (1788-93)

 

«L’innamoramento introduce in questa opacità una luce accecante. L’innamoramento libera il nostro desiderio e ci mette al centro di ogni cosa. Noi desideriamo, vogliamo assolutamente qualcosa per noi. Tutto ciò che facciamo per la persona amata non è far qualcosa d’altro e per qualcun altro, è farlo per noi, per essere felici. Tutta la nostra vita è rivolta verso una meta il cui premio è la felicità. I nostri desideri e quelli dell’amato si incontrano. L’innamoramento ci trasporta in una sfera di vita superiore dove si ottiene tutto o si perde tutto. La vita quotidiana è caratterizzata dal dover fare sempre qualcosa d’altro, dal dover scegliere fra cose che interessano ad altri, scelta fra un disappunto più grande ed un disappunto più lieve. Nell’innamoramento, la scelta è fra il tutto e il nulla. […] La polarità della vita quotidiana è fra la tranquillità ed il disappunto; quella dell’innamoramento fra l’estasi e il tormento. La vita quotidiana è un eterno purgatorio. Nell’innamoramento c’è solo il paradiso o l’inferno; o siamo salvi o siamo dannati.»

 

F. ALBERONI, Innamoramento e amore, Milano 2009

 

 

Odio e amo. Forse mi chiedi come io faccia.

Non so, ma sento che questo mi accade: è la mia croce

 

CATULLO, I sec. a.C. (trad. F. Della Corte)

 

Siede la terra dove nata fui

su la marina dove ‘l Po discende

per aver pace co’ seguaci sui.

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende

prese costui de la bella persona

che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,

mi prese del costui piacer sì forte,

che, come vedi, ancor non m’abbandona.

Amor condusse noi ad una morte:

Caina attende chi a vita ci spense».

 

DANTE, Inferno, V, vv. 97-107

 

 

 

Tu m’hai amato. Nei begli occhi fermi

luceva una blandizie femminina;

tu civettavi con sottili schermi,

tu volevi piacermi, Signorina;

e più d’ogni conquista cittadina

mi lusingò quel tuo voler piacermi!

Unire la mia sorte alla tua sorte

per sempre, nella casa centenaria!

Ah! Con te, forse, piccola consorte

vivace, trasparente come l’aria,

rinnegherei la fede letteraria

che fa la vita simile alla morte…

 

G. GOZZANO, La signorina Felicita ovvero la felicità,

VI, vv. 290-301, da I colloqui, 1911

 

 

 

 

Fratelli, a un tempo stesso, Amore e Morte

Ingenerò la sorte.

Cose quaggiù sì belle

Altre il mondo non ha, non han le stelle.

Nasce dall’uno il bene,

Nasce il piacer maggiore

Che per lo mar dell’essere si trova;

L’altra ogni gran dolore,

Ogni gran male annulla.

Bellissima fanciulla,

Dolce a veder, non quale

La si dipinge la codarda geme,

Gode il fanciullo Amore

Accompagnar sovente;

E sorvolano insiem la via mortale,

Primi conforti d’ogni saggio core.

 

G. LEOPARDI, Amore e morte, vv. 1-16, 1832

 

 

 

Io ti sento tacere da lontano.

Odo nel mio silenzio il tuo silenzio.

Di giorno in giorno assisto

all’opera che il tempo,

complice mio solerte, va compiendo.

E già quello che ieri era presente

divien passato e quel che ci pareva

incredibile accade.

Io e te ci separiamo.

Tu che fosti per me più che una sposa!

Tu che volevi entrare

nella mia vita, impavida,

come in inferno un angelo

e ne fosti scacciata.

Ora che t’ho lasciata,

la vita mi rimane

quale un’indegna, un’inutile soma,

da non poterne avere più alcun bene.

 

V. CARDARELLI, Distacco da Poesie, 1942

 

 

Prova scritta di Italiano 2008/09 Tipologia A

 

Io sono il dottore di cui in questa novella si parla talvolta con parole poco lusinghiere. Chi di psico-analisi s’intende, sa dove piazzare l’antipatia che il paziente mi dedica.

Di psico-analisi non parlerò perché qui entro se ne parla già a sufficienza. Debbo scusarmi di aver indotto il mio paziente a scrivere la sua autobiografia; gli studiosi di psico-analisi arricceranno il naso a tanta novità. Ma egli era vecchio ed io sperai che in tale rievocazione il suo passato si rinverdisse, che l’autobiografia fosse un buon preludio alla psico-analisi. Oggi ancora la mia idea mi pare buona perché mi ha dato dei risultati insperati, che sarebbero stati maggiori se il malato sul più bello non si fosse sottratto alla cura truffandomi del frutto della mia lunga paziente analisi di queste memorie. Le pubblico per vendetta e spero gli dispiaccia. Sappia però ch’io sono pronto di dividere con lui i lauti onorarii che ricaverò da questa pubblicazione a patto egli riprenda la cura. Sembrava tanto curioso di se stesso! Se sapesse quante sorprese potrebbero risultargli dal commento delle tante verità e bugie ch’egli ha qui accumulate!…

                                                                                                                                                                                  Dottor S.

Italo Svevo, pseudonimo di Aron Hector Schmitz (Trieste, 1861 – Motta di Livenza, Treviso, 1928), fece studi commerciali e si impiegò presto in una banca. Nel 1892 pubblicò il suo primo romanzo, Una vita. Risale al 1898 la pubblicazione del secondo romanzo, Senilità. Nel 1899 Svevo entrò nella azienda del suocero. Nel 1923 pubblicò il romanzo La coscienza di Zeno. Uscirono postumi altri scritti (racconti, commedie, scritti autobiografici, ecc.). Svevo si formò sui classici delle letterature europee. Aperto al pensiero filosofico e scientifico, utilizzò la conoscenza delle teorie freudiane nella elaborazione del suo terzo romanzo.

1. Comprensione del testo

Dopo una prima lettura, riassumi il contenuto informativo del testo in non più di dieci righe.

2. Analisi del testo

2.1 Quali personaggi entrano in gioco in questo testo? E con quali ruoli?

2.2 Quali informazioni circa il paziente si desumono dal testo?

2.3 Quale immagine si ricava del Dottor S.?

2.4 Il Dottor S. ha indotto il paziente a scrivere la sua autobiografia. Perché?

2.5 Rifletti sulle diverse denominazioni del romanzo: “novella” (r. 1), “autobiografia” (r. 4), “memorie” (r. 9).

2.6 Esponi le tue osservazioni in un commento personale di sufficiente ampiezza.

3. Interpretazione complessiva ed approfondimenti

Proponi una tua interpretazione complessiva del brano e approfondiscila con opportuni collegamenti al

romanzo nella sua interezza o ad altri testi di Svevo. In alternativa, prendendo spunto dal testo proposto,

delinea alcuni aspetti dei rapporti tra letteratura e psicoanalisi, facendo riferimento ad opere che hai letto e studiato.

Questa era Neda

 
Dal sito www.unita.it
Questa era Neda, mia sorella’

Gira sui blog, su Facebook. Gira nella Rete, dal basso, il messaggio della sorella di Neda. Non ci sono modi per verificare se si tratti di un documento autentico ma per il popolo del Web è una testimonianza vera. In questa chiave ve lo proponiamo.

«…Io sono qui, viva, e a essere uccisa è stata mia sorella. Sono qui a piangere mia sorella morta tra le braccia di mio padre. Io sono qui per raccontarvi quanti sogni coltivava mia sorella… Io sono qui per raccontarvi quanto fosse una persona dignitosa e bella, mia sorella…Sono qui per raccontarvi come mi piaceva guardarla quando il vento le agitava i capelli… Quanto volesse vivere a lungo, in pace e in eguaglianza di diritti…. Di quanto fosse orgogliosa di dire a tutti, a testa alta, “Io sono iraniana”… Di quanto fosse felice quando sognava di avere un giorno un marito con capelli spettinati, di avere una figlia e di poterle fare la treccia ai capelli e cantarle una ninna-nanna mentre dormiva nella culla. Mia sorella è morta per colpa di chi non conosceva la vita, mia sorella è morta per un’ingiustizia senza fine, mia sorella è morta perchè amava troppo la vita…Chiunque leggerà questa mia lettera, per favore, accenda una candela nera con un piccolo nastro verde alla base e ricordi Neda e tutti i Martiri di queste giornate, ma quando la candela si sarà spenta non dimenticatevi di noi, non lasciateci soli..».

23 giugno 2009

Vergogna, grande vergogna

VERGOGNA!!!
 
 
 
VERGOGNA!!
 
MI RIFERISCO A QUANTO STABILITO DALLE AUTORITA’ IRANIANE: SONO STATI, INFATTI, VIETATI I FUNERALI DI NEDA, LA RAGAZZA UCCISA A SANGUE FREDDO DALLA POLIZIA DI TEHERAN E DIVENTATA SUBITO IL SIMBOLO DELLA GIUSTA RIVOLTA CONTRO IL DESPOTA IRANIANO.
 
INTANTO VOCI UFFICIALI CONFERMANO L’ESISTENZA DI BROGLI ELETTORALI E, QUINDI, LA GIUSTEZZA DELLE PROTESTE!
 
 
 
FUNERALE NEGATI A NEDA, DUNQUE!!!!
 
VERGOGNA!
 
NON CI RESTA CHE SPERARE CHE QUESTO REGIME TEOCRATICO,CHE HA FATTO MACELLERIA DI OGNI FORMA DI DIRITTI UMANI,CADA AL PIU’ PRESTO.
 
NON SARA’ OGGI, FORSE NEPPURE DOMANI, MA E’ SICURAMENTE L’INIZIO DELLA SUA FINE!!!

Attenti…. il mondo vi guarda

Attenti, il mondo vi guarda!!
 
 
    le foto sono tratte dal sito web di Repubblica.it
 
 
Ore concitate in Iran dove il leader dell’opposizione Moussavi è sceso in piazza con i suoi numerosissimi sostenitori, nonostante le intidimidazioni del Governo e delle autorità religiose, per manifestare a sostegno di vere e libere elezioni e per gridare ai brogli elettorali "pianificati da molti mesi".
 
Il leader dell’opposizione ha dichiarato di "essere pronto al martirio" ed ha invitato, in caso di un suo arresto, le folle ad iniziare uno sciopero a tempo indeterminato per bloccare il Paese.
 
L’attuale presidente, la cui elezione è stata contestata, ha deciso di usare il pugno di ferro. Già si parla di vittime, come documentato anche da filmati messi poi sul web.
 
Si teme un’altra Piazza TIENANMEN (il riferimento è all’eccidio compiuto nel giugno del 1989 in Cina e voluto dal governo cinese dell’epoca per reprimere le proteste pacifiche dei giovani che chiedevano più democrazia).
 
Attento Iran: il mondo ti guarda!!!
 
Non sarà facile spegnere il focolaio della rivolta contro il dispotismo e l’arroganza del potere.
 
Il tiranno di Teheran potrebbe vincere la battaglia, ma non la guerra.
 
Chi scrive è pienamente dalla parte dei giovani manifestanti e del loro leader Moussavi.