Libia: Odissea all’alba… seconda puntata… Dall’ “Odissea” all’ “Iliade”? Speriamo di no!!

 

Odissea all’alba… seconda puntata… Dall’ “Odissea” all’ “Iliade”? Speriamo di no!!

Libia: non siamo in guerra, ma il nostro intervento si inserisce nel quadro della risoluzione 1973 dell’ONU.  La Carta dell’ONU autorizza a compiere operazioni militari internazionali nei casi in cui la pace e la sicurezza dei cittadini siano gravemente compromesse. E Gheddafi, bombardando i suoi stessi concittadini che chiedevano democrazia, ha effettivamente compromesso la pace e la sicurezza della sua stessa popolazine. Ma, intanto, il fronte diplomatico internazionale comincia a scricchiolare, con le dichiarazioni di condanna della Russia, della Cina, della Turchia e di quella stessa Lega Araba che ieri aveva dato il suo appoggio.

La situazione è in continua evoluzione. Il rais di Tripoli ha annunciato, poco fa, il “cessate il fuoco”, ma il Pentagono definisce “poco credibile” questo annuncio.Infatti, una notizia di tre minuti fa (delle 22.19), lanciata da Al Jazeera, informa che a Bengasi si sono sentite nuove esplosioni e nuovi colpi.

Gheddafi, la cui la difesa antiaerea di Gheddafi sarebbe stata “seriamente compromessa”, secondo le dichiarazioni ufficiali del Pentagono, minaccia tutto l’Occidente, Italia compresa.

L’operazione “Odissea all’alba” è nel suo pieno svolgimento. Speriamo solo che da “Odissea” non si trasformi in “Iliade”!!!

 

 

Libia: siamo alla svolta?

Libia

Libia … siamo alla svolta?

E’ sicuramente presto per dirlo, ma non più di dieci minuti fa (sono le 23.43 quando comincio a scrivere questo post) il Consiglio di Sicurezza dell’O.N.U. ha approvato la risoluzione 1973 sulla “no – fly zone”. Tale risoluzione autorizza la Comunità internazionale e la NATO a mettere in atto bombardamenti aerei in Libia in caso di violazione della “no – fly zone da parte di Gheddafi e dei suoi scherani.

Parigi e Londra, peraltro, vogliono un attacco immediato per impedire il massacro ulteriore dei civili libici che protestano e combattono contro un tiranno che è al potere dal 1969. Francia e Gran Bretagna, dunque, si dichiarano pronte ad attaccare anche stanotte.

Vedremo ciò che succederà e se le minacce di ritorsione da parte di Gheddafi bloccheranno oppure no un eventuale attacco aereo della NATO.

Per la cronaca, la risoluzione ONU esclude una “forza occupante”, cioé una invasione di terra. Ma ogni altra opzione, anche quella militare del bombardamento aereo, è ammessa. La popolazione di Bengasi esulta festante nelle piazze della città.

La mozione è passata con il voto favorevole di 10 Paesi: Francia, Gran Bretagna, Usa, Bosnia, Gabon, Nigeria, Sudafrica, Portogallo, Colombia e Libano e con l’astensione di Russia, Cina, Germania, Brasile e India.

Siamo ad un punto di svolta? E, in tal caso, che tipo di svolta sarebbe?

L’unica cosa certa è che, alla fine, la Comunità internazionale si è svegliata, seppur tardivamente e ha cominciato a reagire!

Ora si dovranno attendere gli esiti di tale reazione!!

L’Italia ha garantito la disponibilità ad offrire le proprie basi militari.

Caro ministro, cosa risponde a questo precario?

Caro ministro, cosa risponde a questo precario?

Buon compleanno, Italia

TANTI AUGURI     ITALIA

I ITALIA



Auguri a tutte …

Auguri a tutte le donne diverse da Ruby, dalla Minetti e da tutte le donne – oggetto!!! Auguri a tutte le donne che affermano la propria personalità e che si impegnano a realizzare un mondo e un’Italia migliori!!

Ἡ τῆς συκῆς ἀκάρπου παραβολή (κατὰ Λουκάν, 13,7-9)

Ἡ τῆς συκῆς ἀκάρπου παραβολή

(κατὰ Λουκάν, 13,6-9)

Ἔλεγεν δὲ ταύτην τὴν παραβολήν· Συκῆν εἶχήν τις πεφυτευμένην ἐν τῷ ἀμπελῶνι αὐτοῦ, καὶ ἦλθεν ζητῶν καρπὸν ἐν  αὐτῇ καὶ οὐχ εὗρεν. Εἶπεν δὲ πρὸς τὸν ἀμπελουργόν, Ἰδοὺ τρία ἔτη ἀφ᾿ οὗ ἔρχομαι ζητῶν καρπὸν ἐν τῇ συκῇ ταύτῃ καὶ οὐχ εὑρίσκω ἔκκοψον οὖν αὐτήν· ἱνατί καὶ τὴν γῆν καταργεῖ; Ὁ δὲ ἀποκριθεὶς λέγει αὐθῷ, Κύριε, ἄφες αὐτὴν καὶ τοῦτο τὸ ἔτος, ἕως ὅτου σκάψω περὶ αὐτὴν καὶ βάλω κόπρια· κἄν μὲν ποιήσῃ καρπὸν εἰς τὸ μέλλον· εἰ δὲ μή γε, ἐκκόψεις αὐτήν.

(immagine dal sito http://labibbiaelavita.blogspot.it/2013/02/luca-13-1-9-iii-domenica-di-quaresima.html)

La parabola del fico sterile (La fiducia del Signore: Egli sa attendere!)

Poi Gesù raccontò loro questa parabola: ‘Un tale aveva piantato un albero di fico nella sua vigna. Un giorno andò nella vigna per cogliere alcuni fichi ma non ne trovò. Allora disse al contadino:
– Sono già tre anni che vengo a cercare frutti su questo albero e non ne trovo. Taglialo! Perché deve occupare inutilmente il terreno?
Ma il contadino rispose:
– Padrone, lascialo ancora per quest’anno! Voglio zappare bene la terra attorno a questa pianta e metterci il concime. 9Può darsi che il prossimo anno faccia frutti; se no, la farai tagliare’.

 

Un medico traditore e un re fortunato: Fabrizio e il medico di Pirro

Un medico traditore e un re fortunato: Fabrizio e il medico di Pirro

Μετὰ ταῦτα τοῦ Φαβρικίου τὴν ἀρχὴν παραλαβόντος, ἧκεν ἀνὴρ εἰς τὸ στρατόπεδον πρὸς αὐτόν, ἐπιστολὴν κομίζων, ἣν ἔγραψεν ὁ τοῦ βασιλέως ἰατρός, ἐπαγγελλόμενος φαρμάκοις ἀναιρήσειν τὸν Πύρρον, εἰ χάρις αὐτῷ διδοῖτο λύσαντι τὸν πόλεμον ἀκινδύνως. ῾Ο δὲ Φαβρίκιος δυσχεράνας πρὸς τὴν ἀδικίαν τοῦ ἀνθρώπου, ἔπεμψε ἐπιστολὴν πρὸς τὸν Πύρρον κατὰ τάχος, κελεύων φυλάττεσθαι τὴν ἐπιβουλὴν. Ἔγραψε ἐν τῇ ἐπιστολῇ· “Γάιος Φαβρίκιος καὶ Κόιντος Αἰμίλιος ὕπατοι Ῥωμαίων Πύρρῳ βασιλεῖ χαίρειν. Οὔτε φίλων οὔτε πολεμίων εὐτυχὴς κριτὴς δοκεῖς εἶναι. ᾿Αναγνούς ταύτην ἐπιστολὴν, σὺ γνώσῃ ὅτι χρηστοῖς καὶ δικαίοις ἀνδράσι πολεμεῖς, ἀδίκοις δὲ καὶ κακοῖς πιστεύεις. Οὐδὲ γὰρ ταῦτα σῇ χάριτι μηνύομεν, ἀλλ᾿ ὅπως μὴ τὸ σὸν πάθος ἡμῖν διαβολὴν ἐνέγκῃ καὶ δόλῳ δόξωμεν κατεργάσασθαι τὸν πόλεμον”. ῾Ο Πύρρος, τὴν ἐπιβουλὴν ἐξελέγξας, τὸν μὲν ἰατρὸν ἐκόλασε, Φαβρικίῳ δè καὶ  Ῥωμαίοις, ἀμοιβὴν, ἐδωρεῖτο προῖκα τοὺς αἰχμαλώτους.

Dopo di ciò, avendo Fabrizio assunto il comando, giungeva presso presso di lui nell’accampamento un uomo che portava una lettera che aveva scritto il medico del re, che prometteva  di uccidere Pirro con il veleno se gli fosse data una ricompensa per aver posto fine alla guerra senza rischi. Ma Fabrizio, sdegnatosi per la malvagità dell’uomo, inviò subito una lettera a Pirro, invitandolo a guardarsi dall’insidia. Scrisse nella lettera: “Caio Fabrizio e Quinto Emilio, consoli dei Romani, salutano il re Pirro. Sembra che tu non sia un buon giudice né degli amici né dei nemici. Dopo aver letto questa lettera, capirai che combatti contro uomini buoni e giusti, ma ti fidi di (uomini) ingiusti e malvagi. E non ti riveliamo queste cose per un tuo beneficio, ma affinché la tua sventura non porti discredito a noi e affinché non sembri che noi abbiamo combattuto la guerra con l’inganno”. Pirro, avendo avuto la prova della congiura, punì il medico e (offriva) restituì a Fabrizio e ai Romani, come ricompensa,  i prigionieri senza riscatto.