30 gennaio 1969 …. Ultimo concerto dei Beatles sul tetto della APPLE

30 gennaio 1969 ….

Ultimo concerto dei BEATLES sul tetto della APPLE

 

Toldo, gattina speciale con una grande anima

Toldo, una gattina con un’anima davvero speciale

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Anche  gli animali hanno un’anima.

Se pensiamo alle continue storie di maltrattamenti contro gli animali, potremmo ritenere che a non avere un’anima alcune volte sono gli uomini.

Ma in questa storia che mi accingo a riportare, ad avere un’anima sono sia gli animali sia gli uomini! E che anima!

È la storia della gatta Toldo, del suo padrone che l’aveva prelevata da piccola in  una colonia felina, ma soprattutto  di un grande amore tra uomini e animali che supera i confini della vita e della morte, dando un’insolita, ma commovente dimostrazione di ciò che il grande poeta Ugo Foscolo definiva  una “corrispondenza d’amorosi sensi”.

La vicenda possiamo leggerla sul sito

http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2012/28-dicembre-2012/gatto-visita-tomba-padrone-ogni-giorno-un-piccolo-dono-2113334883026.shtml

Posto l’articolo anche qui sul mio blog:

Gatto visita tomba del padrone,
ogni giorno con un piccolo dono
Porta foglie, stecchi e rametti, bicchieri di plastica o fazzoletti di carta: incredibile se non ci fossero così tanti testimoni

MONTAGNANA (Pistoia) — Da quando è morto il suo padrone, poco più di un anno fa, Toldo, gatto bianco e grigio di tre anni, ogni giorno si reca sulla sua tomba. Porta con sé foglie, stecchi e rametti, bicchieri di plastica o fazzoletti di carta e li lascia, come piccoli doni, sulla lapide di Renzo Iozzelli, morto il 22 settembre del 2011, a 71 anni. Renzo era molto legato a Toldo, lo aveva preso in una colonia felina quando aveva tre mesi.
Se non ci fossero tanti testimoni che quotidianamente notano il felino aggirarsi tra le tombe, spesso seduto sulla lapide di Renzo, parrebbe una storia uscita dall’immaginazione di Walt Disney. Invece è tutto vero. Lo racconta la vedova di Iozzelli, la signora Ada, e lo confermano in molti fra quelli che notano da mesi questo gattino aggirarsi intorno al cimitero, più volte al giorno. «Anche oggi — ci racconta la signora Ada — sono andata al camposanto e Toldo mi è venuto dietro. Per strada una persona che conosco mi ha detto che stamani, di buon’ora, il gatto era già stato lì».

Quello di Toldo a Montagnana, piccolo paese in collina, poco fuori Pistoia, è davvero un caso singolare. Così particolare da attirare l’attenzione dei media. «Mi hanno telefonato per venire a fare delle riprese e intervistarmi per la trasmissione televisiva La vita in diretta — ci spiega Ada — ma ho detto che non me la sento». Tutto è iniziato il giorno stesso del funerale di Renzo Iozzelli: anche Toldo seguì il feretro fino al camposanto, ma la cosa non destò particolare stupore. Dal giorno successivo, però, ecco il primo segnale che stava accadendo qualcosa di insolito. «Andammo al cimitero con mia figlia e trovammo sulla tomba un rametto di acacia. Io pensai subito che fosse stato il gatto, ma mia figlia era convinta che lo dicessi solo per lo stato emotivo in cui mi trovavo in quei momenti». E non è tutto. La sera, fu il genero a recarsi al cimitero, e trovò Toldo proprio lì, a fare la «guardia» al suo padrone. «Da allora la storia è continuata. In paese lo sanno tutti. L’hanno visto tante persone — conferma la vedova — Non viene solo con me, va spessissimo da solo. Mah, non so che dire. Mio marito era molto affettuoso con lui. Renzo amava gli animali. È quasi come se Toldo volesse essergli riconoscente. È un gatto speciale, non si può che volergli bene».
Paolo Vannini

 

 

 

Testimonianze dai lager nazisti – per non dimenticare

Testimonianze dai lager nazisti – per non dimenticare

Jaroslav Vyskocil e Vojteck Mertl, deportati politici cecoslovacchi dal 1941 al 1945

Durante la nostra detenzione abbiamo osservato i seguenti delitti, commessi dagli ufficiali SS di Mauthausen e dal Kommando dipendente di Gusen

Il comandante in capo del Lager, colonnello Ziereis, lo si può definire un sadico che, a causa del suo comportamento bestiale, è stato promosso due volte. (…) Si verificarono parecchi tentativi di fuga; gli evasi erano sempre o quasi catturati e Ziereis li faceva impiccare in presenza di tutti gli altri deportati che dovevano assistere. (…) Alla fine dell’esecuzione dovevamo sfilare davanti agli impiccati e guardare bene il loro sacrificio. Chi non lo faceva era picchiato sul posto. (…) Oltre agli adulti, uomini e donne, abbiamo visto impiccare e fucilare anche bambini. (…).

Il sottotenente Streitwieser era uno dei più fidati aiutanti   di Bachmayer (un capitano nazista). Gli piaceva far sbranare i deportati dai cani, uccidere uomini e inzuppare i deportati con acqua fredda, fino a ce morivano…

(cfr. “Nei lager c’ero anch’io”, a cura di Vincenzo Pappalettera, Mursia, 1973 – pp. 104 – 105)

Maria Rolnikaite, deportata sovietica

Dal campo hanno condotto via molti uomini. Si dice che li porteranno a rastrellare mine  nelle strade e nei campi. Ho chiesto alla mia vicina di cuccetta come si fa. Me lo ha poi spiegato Lisa:gli uomini devono semplicemente camminare per il campofinché non passeranno su una minba e salteranno in aria dilaniati.

(cfr. op. cit, pag. 188)

Dante Rosso, internato militare italiano

Che cosa ho visto a Dora (campo di concentramento di Dora-Mittelbau, in Germania)

Nella mia qualità di muratore al campo di Dora, dove sono arrivato il 17 ottobre 1943 e vi sono rimasto fino al 3 aprile 1945, ho avuto modo di vedere quello che non era concesso a tutti gli altri detenuti. Ho sofferto le spoliazioni, i disagi di un lavoro lungo ed estenuante con sole tre o quattro ore di riposo al giorno, la denutrizione, le bastonature dei nostri capi polacchi e tedeschi (…).

Chi cercava di fuggire o commetteva qualche mancanza anche lieve veniva portato nelle prigioni e frustato sopra una panca, disteso; (…) quasi sempre il colpito sveniva prima della fine della punizione e alcuni sono deceduti sotto i colpi (….).

(cfr. Op. cit. pp. 83 – 84)

Mi  fermo qui, ma si potrebbero citare tante altre testimonianze!

Mi limito a riportare, qui di seguito, i versi di Primo Levi, utili per farci riflettere su ciò che è stato!

Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri

nelle vostre tiepide case,

voi che trovate tornando a sera

il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo

che lavora nel fango

che non conosce pace

che lotta per mezzo pane

che muore per un si o per un no.

Considerate se questa è una donna,

senza capelli e senza nome

senza più forza di ricordare

vuoti gli occhi e freddo il grembo

come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:

vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore

stando in casa andando per via,

coricandovi, alzandovi.

Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,

la malattia vi impedisca,

i vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi

Giornata della memoria

Oggi, 27 gennaio, è la Giornata della memoria in ricordo delle vittime del nazismo.

In questo giorno si celebra la liberazione dal terribile campo di concentramento di Auschwitz,  il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche dell’Armata Rossa.

Una data da ricordare, affinché le tragedie del passato non abbiano più a ripetersi.

Saremo artefici del nostro futuro solo se riusciremo ad essere custodi del nostro passato e della nostra memoria.

E a voi giovanissimi, a voi che sarete le classi dirigenti del futuro in Italia e nel mondo, non possiamo fare altro che dire questo: “affinché non si ripeta ancora una cosa del genere, tenete sempre in mente due parole: MAI PIÙ.

…. Ricordiamoci che questo è stato. ..

Piccole gocce nel grande mare

“Qualunque cosa tu stia facendo, per quanto piccola sia, è un passo in avanti nel tuo cammino. Realizza a perfezione e con amore tutti i tuoi compiti come se da essi dipendesse, come in realtà dipende, tutto il tuo futuro” . (Carlos Torres Pastorino Religioso brasiliano, scrittore, filosofo, poeta e compositore musicale )

Queste parole sono molto attuali e, soprattutto, sono da imitare! Qualunque cosa buona facciamo, anche se piccola e apparentemente insignificante, è un grande passo avanti nel nostro cammino.

Con piccole azioni, che possono sembrare gocce insignificanti in un immenso oceano, si possono realizzare grandi traguardi. Non da soli, probabilmente, ma insieme agli altri. Ed è questa la ragione per la quale, nel perseguimento di grandi obiettivi non ci si deve dividere, bisogna cercare di marciare il più possibile uniti e nella stessa direzione.

Ciascuno di noi, con i suoi punti di forza, ma anche con le sue fragilità, può contribuire alla generale rinascita. 

Se l’esperienza ci insegna qualcosa, ci insegna che in ogni epoca le divisioni hanno sempre portato frammentazioni, rancori, odi e scontri religiosi, sociali, politici e civili.

Grandi amici, anzi amiconi!! Anche oggi, domenica 26 gennaio 2014 la mostra continua!

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Grandi amici, anzi amiconi!!

Una giornata, quella di ieri, trascorsa con grandi amici, anzi con degli amiconi…

E domani si replica! La mostra, infatti, continua anche domenica 26 gennaio 2014! Non mancate! Sono dei cani splendidi! Cliccare sulle singole foto per vederle meglio!

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Il grande dono di internet

Avatar di CARLO MANZIONE cogitoergosum1969CARLO MANZIONE - INTERMINATI SPAZI SOVRUMANI SILENZI - CARLO MANZIONE - COGITOERGOSUM 1969 - Un sito didattico e ... non solo!

Il grande dono di internet…. 

 

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A pensarla così sono le persone comuni, ma non solo!

C’è un personaggio eccellente che è arrivato addirittura a definire la rete “un dono di Dio”: il Papa in persona.

Lo ha affermato in un messaggio per la quarantottesima Giornata delle Comunicazioni Sociali che sarà tenuta il 1 giugno.

Bergoglio vede nella rete un qualcosa che può “offrire maggiori possibilità di incontro e di solidarietà tra tutti”  “una cosa buona… un dono di Dio”. 

I mass media aiutano “a farci sentire più prossimi gli uni agli altri… comunicare bene ci aiuta ad essere più vicini e più uniti”.

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Pensiamo a quanti vantaggi possiamo ricavare dalla rete. Vantaggi in termini di lavoro, di studio, di conoscenze, di commercio elettronico e quant’altro.

Con Wikipedia si può trovare con grande facilità tutto (o quasi) ciò che si vuole o che si deve sapere.

Con Skype si può tenere…

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Il grande dono di internet

Il grande dono di internet…. 

 

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A pensarla così sono le persone comuni, ma non solo!

C’è un personaggio eccellente che è arrivato addirittura a definire la rete “un dono di Dio”: il Papa in persona.

Lo ha affermato in un messaggio per la quarantottesima Giornata delle Comunicazioni Sociali che sarà tenuta il 1 giugno.

Bergoglio vede nella rete un qualcosa che può “offrire maggiori possibilità di incontro e di solidarietà tra tutti”  “una cosa buona… un dono di Dio”. 

I mass media aiutano “a farci sentire più prossimi gli uni agli altri… comunicare bene ci aiuta ad essere più vicini e più uniti”.

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Pensiamo a quanti vantaggi possiamo ricavare dalla rete. Vantaggi in termini di lavoro, di studio, di conoscenze, di commercio elettronico e quant’altro.

Con Wikipedia si può trovare con grande facilità tutto (o quasi) ciò che si vuole o che si deve sapere.

Con Skype si può tenere una video conferenza di lavoro, ci si può telefonare e vedersi anche se si è lontani. La rete è ormai un mezzo che ci consente di accorciare sempre di più le distanze e questo è veramente un bene!

Tutto bene, allora?

Come in ogni cosa c’è anche il possibile rovescio della medaglia: “esistono aspetti problematici”, come la “velocità dell’informazione” che “supera la nostra capacità di riflessione e giudizio e non permette un’espressione di sé misurata e corretta”, afferma il Papa. Inoltre, “la varietà delle opinioni espresse” può essere percepita come ricchezza, ma è anche possibile chiudersi in una sfera di informazioni che corrispondono solo alle nostre attese e alle nostre idee, o anche a determinati interessi politici ed economici”.

Il rischio maggiore è che un errato uso della rete può spingerci ad escluderci dal dialogo e dalla comunicazione reale con gli altri. 

Insomma, internet è un dono di Dio se offre incontro e solidarietà; è giusto farne uso, ma soprattutto è opportuno farne buon uso.

Twitter consente di postare brevi commenti, fino a un massimo di 140 caratteri! Questo giova sicuramente all’affinamento delle nostre capacità di sintesi, ma può essere anche un esempio di quanto “limitante” in qualche caso possa essere la rete. Forse, per usare una metafora legata a questo strumento, occorrerebbe dialogare di più anche al di fuori del mondo virtuale. Forse nel mondo reale, quello in cui si ride e si soffre, in cui si è soli e si è bisognosi di solidarietà, occorrerebbe andare oltre i “140 caratteri” e ripartire, magari, dal centoquarantunesimo, per ricercare quell’incontro e quella solidarietà reale, oltre che virtuale, di cui abbiamo tutti bisogno.

A maggior ragione paiono significative queste parole del Papa e andrebbero ascoltate con attenzione. In ogni caso danno un serio contributo al dibattito sull’impiego di internet, dei social forum e, più in generale, delle tecnologie informatiche!

Sarebbe bello vedere anche che cosa ne pensa ciascuno di noi!

Io credo che Internet ci sta dando un grande aiuto. Potrà continuare a farlo soprattutto se riusciremo a coniugare il mondo virtuale con quello reale e se sapremo integrarli in modo armonico.

Dedicato a tutti noi

Dedicato a tutti noi!

A tutti noi che ci siamo trovati o ci troviamo in difficoltà o che crediamo di non poter affrontare ostacoli che sembrano insormontabili, vorrei dedicare un passo tratto  dal primo Libro di Samuele, incentrato sulla nota vicenda di Davide e Golia.

Nel testo viene evidenziata la sproporzione tra Golia, il gigante filisteo, e Davide, il giovane pastorello consacrato re di Israele. Davide non ha paura di Golia, benché il filisteo sia molto più abile di lui nelle armi. Non ne ha paura ed anzi lo affronta in modo spavaldo e sicuro, confidando nella sua forza, in quella forza che gli viene dalla sua fede in Dio. E così, il giovane riesce ad uccidere il gigante solo con la sua fionda e con il suo coraggio.

Davide e Golia nella celebre opera del Caravaggio.

Davide e Golia nella celebre opera del Caravaggio.

In senso lato, e volendo uscire dal contesto religioso, la vicenda di Davide che sconfigge Golia può assurgere a metafora di vita e rappresentare il giusto atteggiamento che ciascuno di noi dovrebbe assumere di fronte alle difficoltà, anche e soprattutto di fronte a quelle che ci sembrano più insuperabili e impervie.

La nostra esistenza è piena di vicende che somigliano a quella qui sopra ricordata: ciascuno di noi può essere un piccolo Davide che affronta e rimuove ogni ostacolo, anche quello più grande, con la sua tenacia e con il suo coraggio (oltre che confidando nella sua fede in Dio, per chi è credente).

Questo può essere possibile in tutti i campi e in tutte le situazioni. Bisogna crederci e bisogna volerlo!

1 Samuele 17,32-33.37.40-51 ci aiuta a credere meglio in questo….

Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la fionda e con la pietra.
Dal primo libro di Samuele
In quei giorni, Davide disse a Saul: «Nessuno si perda d’animo a causa di costui. Il tuo servo andrà a combattere con questo Filisteo». Saul rispose a Davide: «Tu non puoi andare contro questo Filisteo a combattere con lui: tu sei un ragazzo e costui è uomo d’armi fin dalla sua adolescenza». Davide aggiunse: «Il Signore che mi ha liberato dalle unghie del leone e dalle unghie dell’orso, mi libererà anche dalle mani di questo Filisteo». Saul rispose a Davide: «Ebbene va’ e il Signore sia con te».
Davide prese in mano il suo bastone, si scelse cinque ciottoli lisci dal torrente e li pose nella sua sacca da pastore, nella bisaccia; prese ancora in mano la fionda e si avvicinò al Filisteo.
Il Filisteo avanzava passo passo, avvicinandosi a Davide, mentre il suo scudiero lo precedeva. Il Filisteo scrutava Davide e, quando lo vide bene, ne ebbe disprezzo, perché era un ragazzo, fulvo di capelli e di bell’aspetto. Il Filisteo disse a Davide: «Sono io forse un cane, perché tu venga a me con un bastone?». E quel Filisteo maledisse Davide in nome dei suoi dèi. Poi il Filisteo disse a Davide: «Fatti avanti e darò le tue carni agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche».
Davide rispose al Filisteo: «Tu vieni a me con la spada, con la lancia e con l’asta. Io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti, Dio delle schiere d’Israele, che tu hai sfidato. In questo stesso giorno, il Signore ti farà cadere nelle mie mani. Io ti abbatterò e ti staccherò la testa e getterò i cadaveri dell’esercito filisteo agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche; tutta la terra saprà che vi è un Dio in Israele. Tutta questa moltitudine saprà che il Signore non salva per mezzo della spada o della lancia, perché del Signore è la guerra ed egli vi metterà certo nelle nostre mani».
Appena il Filisteo si mosse avvicinandosi incontro a Davide, questi corse a prendere posizione in fretta contro il Filisteo. Davide cacciò la mano nella sacca, ne trasse una pietra, la lanciò con la fionda e colpì il Filisteo in fronte. La pietra s’infisse nella fronte di lui che cadde con la faccia a terra.
Così Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la fionda e con la pietra, colpì il Filisteo e l’uccise, benché Davide non avesse spada. Davide fece un salto e fu sopra il Filisteo, prese la sua spada, la sguainò e lo uccise, poi con quella gli tagliò la testa. I Filistei videro che il loro eroe era morto e si diedero alla fuga.

La vera sfida politica e morale

La vera sfida: guardare con occhi nuovi terre ed orizzonti nuovi. Mandare a casa i responsabili dello sfascio diventa un imperativo categorico, morale e politico.

fine del primo giorno del 2014

Fine del primo giorno del 2014

E, così, il nuovo anno è subentrato al vecchio. 

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Tutti chiediamo al 2014 di portarci pace, gioia, serenità e prosperità. Ma, spesso, lo chiediamo con un tono di pessimismo e di sfiducia sul fatto che ciò possa realmente accadere.

Eppure, voglio essere ottimista:

più che chiedere cose belle al nuovo anno, pensiamo che ciascuno di noi è il nuovo anno.

Quindi, chiediamo a noi stessi cose buone per il 2014.

Anzi, facciamole con la nostra azione, le nostre amicizie, i nostri gesti quotidiani, piccoli o grandi che siano, verso il nostro prossimo. Il nuovo anno siamo noi.

Auguri, dunque, per tutti noi, cioè auguri per il nuovo anno!

(e questo primo giorno si è chiuso per me in modo piacevolmente inaspettato!)…