Il neo ministro Stefania Giannini ritorna sul “bonus maturità” e sulla possibile riduzione del percorso di scuola superiore da 5 a 4 anni.
E voi che ne pensate?
Ma perché non si parla mai di problemi reali della gente?
Sempre elucubrazioni politiche sui massimi (o minimi) sistemi!
Parliamo di lavoro, di scuola, di economia, di Europa!
Forse, almeno una persona si sarebbe salvata dopo il tragico incidente di Agropoli, se l’ospedale agropolese non fosse stato chiuso, il pronto soccorso sarebbe stato più vicino è si sarebbe evitato di perdere tempo prezioso.
Secondo l’articolo di cui posto il link, è probabile.
Ma una cosa è certa: episodi di questo genere fanno riflettere sulla inopportunità di fare cassa con servizi pubblici fondamentali come la Sanità. Uno Stato e una regione che seguono questa strada sono uno Stato e una regione fallimentari, almeno per il fatto che antepongono ai bisogni dei cittadini la solita politica ragionieristica.
Una politica tanto più fallimentare in quanto si consentono vitalizi di migliaia di euro al mese per i poltronisti della politica e i grandi stipendi per manager e persone che accumulano sotto il loro sedere decine di incarichi e di poltrone.
Si pensi piuttosto ad eliminare questi sprechi, che sono tanto più offensivi soprattutto se si pensa alle condizioni di povertà in cui versano molti cittadini.
Fino a quando ciò non avverrà, ci sarà sicuramente di che essere incavolati.
http://m.salernotoday.it/cronaca/incidente-mortale-agropoli-commento-valiante-caroccia.html
In ricordo delle Foibe
Oggi, 10 febbraio è una giornata particolare: si celebra il ricordo dei martiri delle Foibe e dell’esodo degli Italiani delle aree di Fiume, Istria e Dalmazia.
Per tanti anni questa tragedia è passata sotto silenzio, ma è giusto che se ne parli e non solo il 10 febbraio.
Posto il link del blog di Massimo Del Mese, con un ottimo articolo in merito.
http://www.massimo.delmese.net/54063/oggi-e-il-giorno-della-memoria-si-ricordano-le-foibe/
Pubblico volentieri un contributo alla riflessione sull’importanza della lingua latina, inviatomi dalla docente Teresa Apone.
Condivido in pieno quanto da lei scritto in questo articolo e penso che tali riflessioni siano riferibili anche allo studio del Greco.
VIVA IL LATINO!
a cura di Teresa Apone (docente di Italiano e Latino presso il Liceo delle Scienze Umane “Parmenide” di Vallo della Lucania (Sa)
“ Non c’è nulla da obiettare su una buona istruzione tecnico-scientifica….La mia preoccupazione è che altre capacità altrettanto importanti, stiano correndo il rischio di sparire nel vortice della concorrenza….Tali capacità sono associate agli studi umanistici: la capacità di pensare criticamente; la capacità di trascendere i localismi e di affrontare i problemi mondiali come cittadini del mondo; e, infine, la capacità di raffigurarsi simpateticamente la categoria dell’altro..”
Martha Nussbaum[1]
“I nostri giovani leggono i giornali e i libri attraverso la Rete. Cioè leggono notizie e cultura ridotte a poche parole. Il numero delle parole usate è ormai al minimo e poichè tra il pensiero e il linguaggio c’è una interazione, ne deriva che il pensiero si è anchilosato come il linguaggio..”
Eugenio Scalfari [2]
Queste considerazioni, penso, possa condividerle chiunque negli ultimi vent’anni abbia insegnato nella scuola. La mia esperienza personale testimonia una parabola discendente negli anni in merito a capacità lessicali, logiche, riflessive e critiche. I nostri ragazzi, abituati ad una relazione veloce, ad una comunicazione immediata ed essenziale, fanno sempre più fatica a studiare. Male si abituano ai tempi dello studio che non possono e non devono essere frettolosi come quelli della Rete, della chat. Il linguaggio è “monco” e il numero di vocaboli a disposizione si limita all’uso parlato o allo slang della chat o dell’SMS .La capacità di riflettere è quasi nulla, quella di giudizio, di fronte ad un problema, si limita a frasi scontate, a luoghi comuni o, peggio, a pregiudizi, a giudizi superficiali ascoltati con distrazione e inconsapevolezza. Insomma, se la nostra società si misura sulla scuola, il quadro è devastante e allarmante! Certo, tutto , in questa sede, è misurato alla mia esperienza personale, ma quando parlo con colleghi vicini e lontani, tutti concordano su questo depauperamento discendente del linguaggio e del pensiero in ambito scolastico.
Qualche anno fa la “Riforma Gelmini” ha tagliato in molti licei le ore di latino.
Questa scelta ha ancor più “abbassato il livello” dei nostri allievi. Cosa vuol dire “abbassare il livello”? Vuol dire far mancare uno slancio vitale e fondamentale per la formazione dell’individuo. Il latino è l’ossatura del linguaggio e del pensiero. Senza una didattica del latino, senza l’esercizio” del latino, la qualità della formazione e del sapere cala, la probabilità di formare menti pensanti diminuisce.
Il latino coinvolge e potenzia mille e multiformi competenze come nessun’altra materia sa fare! Tale disciplina racchiude, tanto arditamente in sé, mille potenzialità da sviluppare. In primis studio e applicazione.
Il latino costringe, infatti, a fermarsi per ore e studiare: non si può studiare questa materia poco e in fretta. Costringe a pensare, a rallentare i ritmi, rieduca il pensiero. Ma educa e “allena” l’allievo anche al sacrifico, allo sforzo, alla pazienza, alla tenacia, qualità fondamentali che si ritroveranno ad affrontare nella vita da adulti. Richiede, inoltre, una buona dose di concentrazione: si è soli con se stessi di fronte ad un testo da tradurre .Bisogna passare dall’apprendimento all’applicazione, dalla conoscenza alla competenza .Ci vuole dunque, studio, pertanto conoscenza, ma anche riflessione , logica, esercizio.
Tutto torna in latino: la traduzione è come un puzzle. Tutto deve combaciare, ma se la mente non è allenata a questo esercizio di logica, di ragionamento, e non possiede le conoscenze giuste, il gioco fatto anche di inventiva, non riesce!
Il tutto può trasformarsi ,infatti, proprio in un gioco! Tutto è allo stesso tempo e ,contemporaneamente, anche intuito, intuizione, creatività che si realizzano nell’interpretazione. In questa combinazione di azioni, miracolosamente ci si riappropria anche del lessico. Simultaneamente lo si potenzia! La lingua italiana in questa vecchia lingua “ si risveglia”, rinasce, si arricchisce, si ricompone. Unico limite al gioco , ma anche al duro lavoro: l’eccezione. Ma la fantasia può arginare e superare anche questo limite!
In questa girandola di conquiste, intrighi, scoperte, delusioni, meraviglie…. consiste la forza didattica di questa lingua. Lingua che potremmo definire “ vecchia linfa” che ci permetterà di non morire. Tale forza potenzierà il pensiero e sarà capace di coltivare la modernità senza farci sommergere da tutto ciò che di negletto la società ci offre.
Il latino è come un setaccio, potrà educare a “ripulire” le nostre menti e potrà continuare a formare coscienze vive, autonome, pensanti, consapevoli, non sottomettibili, determinanti per un futuro migliore.
Attributi e ruolo del potere
Quali possono essere gli attributi, le caratteristiche del potere ed il suo ruolo?
Quali virtù e quali obiettivi spingono alcuni uomini a mettersi al comando e ad esercitare il potere?
Che cosa dovrebbe significare esercitare il potere?
“Esercitare il potere in modo autentico è mostrare un carattere conciliante, usare la collera solo quando è funzionale al ragionamento, è disprezzare le ricchezze, è vivere con l’obiettivo del bene comune, è fare ordine nella propria vita”.
Buona fortuna, Italia
Ἐντεῦθεν ὑμῖν ὡσπερεὶ κῆρυξ ὁ νόμος βοᾷ· “δότε τῷ σεσωκότι τὴν πόλιν ἣν βούλεται δωρεάν. Οὕτως ἐπηγγειλάμην τοῖς οὕτως εὐεργετοῦσιν”:
Allora la legge, come un araldo, vi ordinerà a gran voce: “Concedete al salvatore della città il premio che desidera. Così stabilii per i benefattori come lui !” (Choric. Rhetor, 24).
Volendo attualizzare, ci saranno dei benefattori anche per la nostra pòlis, e per la nostra Res publica? A chi potremo dare il premio che un tempo la legge prevedeva per i salvatori dello Stato?
… Rispondere a domande di questo genere diventa ogni giorno più difficile!
Good luck, Italia!
VICTOR JARA morto in difesa della libertà.
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Quando l’amore brucia l’anima!
Quando l’amore brucia l’anima
Johnny Cash quando l’amore brucia l’anima
“Quando l’amore brucia l’anima” è il titolo del bel film del 2005.
Un film biografico incentrato sulla vita del famoso cantante americano Johnny Cash.In questo lungometraggio vengono ripercorse magistralmente le fasi salienti della vita di questo artista, dall’infanzia, travagliata dai cattivi rapporti con il padre, peggiorati dopo la tragica morte del fratellino Jack, agli anni dei suoi primi successi discografici, con l’incisione, nel 1955, del suo primo disco: Cry,Cry, Cry e, poco dopo, della canzone Folsom prison blues. Per molti anni, anche a causa dei non buoni rapporti con la prima moglie, sprofondò nel tragico abisso della droga, da cui sarebbe uscito solo nel 1967, grazie all’aiuto della sua partner musicale June Carter, poi diventata la sua seconda moglie , insieme alla quale aveva già scritto la canzone Ring of fire. La sua abitudine di vestirsi sempre di nero gli fece…
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