Gridiamo sempre più forte!

Eventi internazionali quali i ripetuti massacri contro i cristiani in Siria o, più in generale, i massacri determinati dagli attentati terroristici ci fanno capire, ogni giorno di più, che il mondo nel quale viviamo rischia di allontanare da s stesso e di azzerare del tutto il concetto di libertà e di dignità dell’uomo. Le notizie legate alle vittime del terrorismo sembrano passare sotto il silenzio dei più. E, invece, come affermava Kant, “La violazione del diritto avvenuta in un punto della terra”  dovrebbe essere  “avvertita in tutti i punti”.
Eppure, anche quando tutto intorno a noi sembra nero e oscuro, c’è sempre un’ancora di salvezza a cui aggrapparsi e con cui sostenersi! Necessario è, però, che “non cediamo al pessimismo a quell’’amarezza che il diavolo ci offre ogni giorno” e, soprattutto, “Si alzi forte in tutta la terra il grido della pace!” (Papa Francesco).

Gioia e auspicio contro ogni forma di violenza

Danzerò per te, Signore

danzerò

Danzerò per te, Signore, Dio della mia vita,
Danzerò per te, Signore, Dio della mia lode,
Tutto il mio corpo oggi canterà per te,
Gioia piena tu mi doni alla tua presenza.

Così danzerò, davanti a te Signore,
figlio tuo, nella libertà.
Io vivrò la tua misericordia e ti benedirò.

Danzerò per te, Signore, Dio della mia vita,
Danzerò per te, Signore, Dio della mia lode,
Tutto il mio corpo oggi canterà per te,
Gioia piena tu mi doni alla tua presenza.

Così danzerò, davanti a te Signore,
figlio tuo, nella libertà. (lai lai lai lai lai lai)
Io vivrò la tua misericordia e ti benedirò.

Danzerò per te, Signore, Dio della mia vita,
Danzerò per te, Signore, Dio della mia lode,
Tutto il mio corpo oggi canterà per te,
Gioia piena tu mi doni alla tua presenza.

Così danzerò, davanti a te Signore,
figlio tuo, nella libertà.
Io vivrò la tua misericordia e ti benedirò.

Danzerò per te, Signore, Dio della mia vita,
Danzerò per te, Signore, Dio della mia lode,
Tutto il mio corpo oggi canterà per te,
Gioia piena tu mi doni alla tua presenza.

Danzerò per te, Signore, Dio della mia vita,
Danzerò per te, Signore, Dio della mia lode,
Tutto il mio corpo oggi canterà per te,
Gioia piena tu mi doni alla tua presenza.

Danzerò per te, Signore, Dio della mia vita (Dio della mia vita)!

Giornata della Memoria: non sia un vuoto ricordo

 

memoria

 

Nella “Giornata della Memoria” dedicata alla liberazione dei prigionieri del campo di concentramento di Auschwitz, Papa Francesco ci offre un ottimo modo per  ricordare la Shoah. Sulla stessa scia dei suoi due predecessori, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, Francesco visita la Sinagoga di Roma e rende omaggio ai nostri “fratelli maggiori nella fede”, ricordando “l’inscindibile legame” tra ebrei e cristiani e le comuni radici ebraiche”.

Egli ha poi aggiunto che “Tutti quanti apparteniamo ad un’unica famiglia, la famiglia di Dio, il quale ci accompagna e ci protegge come suo popolo” e che “le differenze religiose, da mantenere e rispettare, non devono essere giustificazione all’odio e alle violenze”.

Parole emblematiche in un mondo sempre più devastato da scontri e persecuzioni e sempre più incancrenito dall’avanzare degli integralismi e dei fondamentalismi.

“La violenza è contro ogni religione. Shoah lezione perenne” (Papa Francesco).

 

 

Papa Sinagoga

(foto tratta dal sito:

http://www.repubblica.it/vaticano/2016/01/17/news/papa_francesco_alla_sinagoga_di_roma_incontro_blindato_con_la_comunita_ebraica-131452819/?ref=HRER1-1)

LA PAROLA DEL GIORNO

parola del giorno2

Il primo dei segni di Gesù: l’acqua per le abluzioni mutata in vino, cioè nel “simbolo che sintetizza tutti i doni ” di Dio ad Israele. Attraverso questo segno, Gesù “manifestò la sua gloria e i discepoli credettero in lui”. L’antica Alleanza si rinnova in Cristo e nel progetto salvifico di Dio.

Domenica 17 Gennaio 2016 :

Prima Lettura

Dal libro del profeta Isaia (62,1-5)

Per amore di Sion non tacerò,
per amore di Gerusalemme non mi concederò riposo,
finché non sorga come aurora la sua giustizia
e la sua salvezza non risplenda come lampada.
Allora le genti vedranno la tua giustizia,
tutti i re la tua gloria;
sarai chiamata con un nome nuovo,
che la bocca del Signore indicherà.
Sarai una magnifica corona nella mano del Signore,
un diadema regale nella palma del tuo Dio.
Nessuno ti chiamerà più Abbandonata,
né la tua terra sarà più detta Devastata,
ma sarai chiamata Mia Gioia
e la tua terra Sposata,
perché il Signore troverà in te la sua delizia
e la tua terra avrà uno sposo.
Sì, come un giovane sposa una vergine,
così ti sposeranno i tuoi figli;
come gioisce lo sposo per la sposa,
così il tuo Dio gioirà per te.

Salmo responsoriale (95/96.1-3.7-10)

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome.

Annunziate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo ai popoli narrate la sua gloria,
a tutte le nazioni dite le sue meraviglie.

Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.

Prostratevi al Signore nel suo atrio santo. Tremi davanti a lui tutta la terra.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: “Il Signore regna!”.
Egli giudica i popoli con rettitudine.

Seconda Lettura

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (12, 4-11)

Fratelli, vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti.
A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune: a uno infatti, per mezzo dello Spirito, viene dato il linguaggio di sapienza; a un altro invece, dallo stesso Spirito, il linguaggio di conoscenza; a uno, nello stesso Spirito, la fede; a un altro, nell’unico Spirito, il dono delle guarigioni; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di discernere gli spiriti; a un altro la varietà delle lingue; a un altro l’interpretazione delle lingue.
Ma tutte queste cose le opera l’unico e medesimo Spirito, distribuendole a ciascuno come vuole.

 

Alleluia, alleluia

Dio ci ha chiamati mediante il Vangelo, per entrare in possesso della gloria del Signore nostro Gesù Cristo.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (2,1-11)

In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono.
Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

Basta crederci e basta volerlo

Dedicato a tutti noi!

A tutti noi che ci siamo trovati o ci troviamo in difficoltà o che crediamo di non poter affrontare ostacoli che sembrano insormontabili, vorrei dedicare il passo biblico, tratto dal Libro di Samuele ed incentrato sulla nota vicenda di Davide e Golia.

Nel testo viene evidenziata la sproporzione tra Golia, il gigante filisteo, e Davide, il giovane pastorello consacrato re di Israele. Davide non ha paura di Golia, benché il filisteo sia molto più abile di lui nelle armi. Non ne ha paura ed anzi lo affronta in modo spavaldo e sicuro, confidando nella sua forza, in quella forza che gli viene dalla sua fede in Dio. E così, il giovane riesce ad uccidere il gigante solo con la sua fionda e con il suo coraggio.

Davide e Golia nella celebre opera del Caravaggio.

Davide e Golia nella celebre opera del Caravaggio.

In senso lato, la vicenda di Davide che sconfigge Golia può assurgere a metafora di vita e rappresentare il giusto atteggiamento che ciascuno di noi dovrebbe assumere di fronte alle difficoltà, anche e soprattutto di fronte a quelle che ci sembrano più insuperabili e impervie.

La nostra esistenza è piena di vicende che somigliano a quella qui sopra ricordata: ciascuno di noi può essere un piccolo Davide che affronta e rimuove ogni ostacolo, anche quello più grande, con la sua tenacia e con il suo coraggio, oltre che confidando nella sua fede in Dio che è sempre al nostro fianco e non ci abbandona mai.

Questo può essere possibile in tutti i campi e in tutte le situazioni. Bisogna crederci e bisogna volerlo!

Dal I Libro di Samuele – (1Sam 17,32-33.37.40-51)
Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la fionda e con la pietra.

In quei giorni, Davide disse a Saul: «Nessuno si perda d’animo a causa di costui. Il tuo servo andrà a combattere con questo Filisteo». Saul rispose a Davide: «Tu non puoi andare contro questo Filisteo a combattere con lui: tu sei un ragazzo e costui è uomo d’armi fin dalla sua adolescenza». Davide aggiunse: «Il Signore che mi ha liberato dalle unghie del leone e dalle unghie dell’orso, mi libererà anche dalle mani di questo Filisteo». Saul rispose a Davide: «Ebbene va’ e il Signore sia con te».
Davide prese in mano il suo bastone, si scelse cinque ciottoli lisci dal torrente e li pose nella sua sacca da pastore, nella bisaccia; prese ancora in mano la fionda e si avvicinò al Filisteo.
Il Filisteo avanzava passo passo, avvicinandosi a Davide, mentre il suo scudiero lo precedeva. Il Filisteo scrutava Davide e, quando lo vide bene, ne ebbe disprezzo, perché era un ragazzo, fulvo di capelli e di bell’aspetto. Il Filisteo disse a Davide: «Sono io forse un cane, perché tu venga a me con un bastone?». E quel Filisteo maledisse Davide in nome dei suoi dèi. Poi il Filisteo disse a Davide: «Fatti avanti e darò le tue carni agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche».
Davide rispose al Filisteo: «Tu vieni a me con la spada, con la lancia e con l’asta. Io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti, Dio delle schiere d’Israele, che tu hai sfidato. In questo stesso giorno, il Signore ti farà cadere nelle mie mani. Io ti abbatterò e ti staccherò la testa e getterò i cadaveri dell’esercito filisteo agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche; tutta la terra saprà che vi è un Dio in Israele. Tutta questa moltitudine saprà che il Signore non salva per mezzo della spada o della lancia, perché del Signore è la guerra ed egli vi metterà certo nelle nostre mani».
Appena il Filisteo si mosse avvicinandosi incontro a Davide, questi corse a prendere posizione in fretta contro il Filisteo. Davide cacciò la mano nella sacca, ne trasse una pietra, la lanciò con la fionda e colpì il Filisteo in fronte. La pietra s’infisse nella fronte di lui che cadde con la faccia a terra.
Così Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la fionda e con la pietra, colpì il Filisteo e l’uccise, benché Davide non avesse spada. Davide fece un salto e fu sopra il Filisteo, prese la sua spada, la sguainò e lo uccise, poi con quella gli tagliò la testa. I Filistei videro che il loro eroe era morto e si diedero alla fuga.