Tablet straordinari!

Con i tablet non sarà possibile fare tutto, ma è senz’altro possibile elaborare mappe e modelli tridimensionali degli edifici.

A questo risultato è giunto Thomas Schops, dottorando di Zurigo che con il suo tablet ha ricostruito in soli 1o minuti un modello tridimensionale dell’ala principale del Politecnico di Zurigo, grazie ad un’applicazione che aveva installato lui stesso con alcuni suoi colleghi.

Come leggiamo nel sito dell’Ansa, ” Il metodo elaborato dai ricercatori svizzeri si basa sul confronto di più immagini, scattate da una macchina fotografica posta sul tablet, con lenti fisheye (cioè a occhio di pesce, ossia un grandangolo estremo). Il programma analizza due immagini della facciata dell’edificio prese da diverse posizioni e angolazioni. Per ogni pixel dell’immagine, cerca quello corrispondente nell’altra. Da questi due punti, la posizione della camera e l’angolo di visuale, il software riesce a determinare la distanza di ogni elemento dell’immagine dal tablet e usare questo dato per realizzare un modello tridimensionale dell’edificio, con tutti i suoi dettagli”.

http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/tecnologie/2016/01/18/con-i-tablet-mappe-degli-edifici-in-3d-in-tempo-reale-_2ea7876a-e4a3-4700-b084-e1a8db88e3fc.html.

Possiamo immaginare che eccezionali potranno essere le novità e i vantaggi, forse ben oltre quelli riportati nell’articolo dell’Ansa (che trovate nel link sopra riportato).

 

 

Dramma

Altro dramma della povertà e dell’indifferenza: è accaduto a Napoli, dove un clochard, presumibilmente di 60-70 anni, è morto di freddo presso il centro direzionale!

I senza casa, i migranti, i poveri: in tutti i loro occhi dovremmo vedere Gesù e i suoi occhi. E dovremmo capire che ciò che facciamo anche ad uno solo di questi fratelli lo facciamo a Gesù!

Dovremmo, ma quanti di noi lo fanno?

Spesso prevale in noi la sclerocardia (Il discorso vale anche per me!).

Veglia di preghiera

Venerdì sera, 22 febbraio, alle ore 19.30, presso la parrocchia di Parrocchia Santa Maria delle Grazie – Eboli (SA), ci sarà una veglia di preghiera animata dal Movimento per il Rinnovamento nello Spirito.

Lingue classiche

Lingue classiche, non lingue morte, ma lingue storicamente compiute che, però, ancora oggi vivono attraverso le tantissime parole ed espressioni che usiamo quotidianamente nella nostra lingua.

Su questo link, strumenti informatici per lo studio delle lingue classiche

http://www.cisi.unito.it/arachne/num1/lana.html

Drammaticità del terrore nelle Catilinarie

Avatar di Francesco CeratoStudia Humanitatis - παιδεία

di Grilli A., Drammaticità del terrore nelle Catilinarie, in Terror et pavor. Violenza, intimidazione, clandestinità nel mondo antico (Atti del convegno internazionale, Cividale del Friuli, 22-24 settembre 2005), pp. 223-230.

fd9e30e3dc426d22c734581da836d8bbRendersi conto di qual è la reazione di una collettività di fronte a un episodio che susciti (o possa suscitare) terrore o paura è difficile, tanto più quanto più ci si allontana indietro nel tempo. A parte il fatto che nemmeno la reazione odierna è identica in ognuno di noi, differenze da popolo a popolo, differenze di situazioni contingenti alterano le forme e l’intensità di una reazione in età antica. Ci può essere di aiuto a una corretta valutazione il prendere in considerazione come si sono espresse concretamente le fonti contemporanee all’avvenimento, specie se più d’una; benché anche così occorra esaminare con ogni cura quali possano essere stati gl’intendimenti della nostra fonte, tuttavia ci troviamo davanti a molto minori stratificazioni…

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La figura del filosofo nel IV secolo d.C. Considerazioni sulla Lettera a Temistio di Giuliano Imperatore

Sorgente: La figura del filosofo nel IV secolo d.C. Considerazioni sulla Lettera a Temistio di Giuliano Imperatore

Tragedia sfiorata, ma i problemi restano

A Pordenone una ragazza di 12 anni si è buttata giù dalla sua abitazione.  Prima di compiere questo gesto disperato, ma probabilmente meditato da alcuni giorni, la giovane ha scritto un messaggio ai genitori per scusarsi del gesto e un altro ai compagni di classe, con la frase: “ora sarete contenti”.

Un ennesimo caso di bullismo?

Questa sembrerebbe essere la causa del gesto. Ed è un vero peccato constatare, ancora una volta,  che un luogo di formazione, crescita e educazione come la scuola rischia di trasformarsi per qualcuno un luogo di disagio e di sofferenza.
Non dovrebbe essere così,  soprattutto se si pensa che tanti giovani nel mondo non hanno la possibilità di studiare.

L’impatto con il suolo è stato per fortuna attutito, durante la caduta,  e la ragazza non è in pericolo di vita.

La tragedia, insomma,  è stata solo sfiorata, ma i problemi restano e si aggravano sempre di più. 
Se la famiglia,  la scuola,  la società e, più in generale, le istituzioni non si daranno una mossa, coordinando gli sforzi tra loro, le cose non miglioreranno e la società del futuro sarà sempre più fragile.
Dobbiamo avere molta fiducia nei giovani,  ma dobbiamo anche impegnarci persolamente affinché la situazione possa cambiare.

Il tempo dell’attesa è finito. “Vino nuovo in otri nuovi”.

La Parola di oggi, lunedì 18 gennaio 2016

SAMUELE  ASCOLTA LA CHIAMATA DI DIO E GLI MANIFESTA LA SUA DISPONIBILITÀ  A SEGUIRE E AD ANNUNCIARE LA SUA PAROLA.

(foto tratta dal sito http://www.qumran2.net/indice.php?c=disegni&immagine=5963)

L’obbedienza vale più del sacrificio.

“Obbedire è meglio del sacrificio, essere docili è meglio del grasso degli arieti. (…). Poiché hai rigettato la parola del Signore, egli ti ha rigettato come re”.

Nessuno può cucire “un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio”; nessuno può versare ” vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!”.

(Immagine tratta da: http://www.santamariaallafonte.it/blog/?p=1260)

PRIMA LETTURA (1Sam 15,16-23)
Dal primo libro di Samuele
In quei giorni, Samuèle disse a Saul: «Lascia che ti annunci ciò che il Signore mi ha detto questa notte». E Saul gli disse: «Parla!». Samuèle continuò: «Non sei tu capo delle tribù d’Israele, benché piccolo ai tuoi stessi occhi? Il Signore non ti ha forse unto re d’Israele? Il Signore ti aveva mandato per una spedizione e aveva detto: “Va’, vota allo sterminio quei peccatori di Amaleciti, combattili finché non li avrai distrutti”. Perché dunque non hai ascoltato la voce del Signore e ti sei attaccato al bottino e hai fatto il male agli occhi del Signore?».
Saul insisté con Samuèle: «Ma io ho obbedito alla parola del Signore, ho fatto la spedizione che il Signore mi ha ordinato, ho condotto Agag, re di Amalèk, e ho sterminato gli Amaleciti. Il popolo poi ha preso dal bottino bestiame minuto e grosso, primizie di ciò che è votato allo sterminio, per sacrificare al Signore, tuo Dio, a Gàlgala».
Samuèle esclamò: «Il Signore gradisce forse gli olocausti e i sacrifici quanto l’obbedienza alla voce del Signore? Ecco, obbedire è meglio del sacrificio, essere docili è meglio del grasso degli arieti. Sì, peccato di divinazione è la ribellione, e colpa e terafìm l’ostinazione. Poiché hai rigettato la parola del Signore, egli ti ha rigettato come re».

SALMO RESPONSORIALE (S. 49)
A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio.
«Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici,
i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti.
Non prenderò vitelli dalla tua casa
né capri dai tuoi ovili».
A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio.
«Perché vai ripetendo i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza,
tu che hai in odio la disciplina
e le mie parole ti getti alle spalle?
A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio.
Hai fatto questo e io dovrei tacere?
Forse credevi che io fossi come te!
Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa.
Chi offre la lode in sacrificio, questi mi onora;
a chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio».
A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio.

CANTO AL VANGELO (Eb 4,12)
Alleluia, alleluia.
La parola di Dio è viva ed efficace,
discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.
Alleluia.

VANGELO (Mc 2,18-22)
Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno.
Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».

La risposta che Gesù dà ai Farisei è ancora una volta fondata sulla novità dei tempi che Egli vuole portare. Tempi nuovi, non  più caratterizzati da paure, ma dall’amore incondizionato dello “Sposo” per l’intera umanità.

Dall’Omelia Padri Silvestrini, cfr. http://www.laparola.it/laparoladioggi.php:

“È ormai in atto il tempo nuovo, il tempo delle nozze, il tempo della gioia e della festa, circostanze che non si conciliano più con il digiuno e con il lutto. «Possono forse digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro?». Soltanto se privati di questa gioia, inizierà il tempo del lutto e del digiuno. La novità del Cristo è totale e sconvolgente, non è assolutamente da paragonare ad un rattoppo sul vecchio e sul passato. Il vino è un vino nuovo, è quel vino, prima sorbito da Cristo come calice amaro e poi offerto a noi come bevanda di salvezza. «Verranno tempi…» – dice però il Signore. È una velata allusione alla sua morte, alla passione sua e del mondo, al «già e non ancora», che crea la perenne ansia di una pienezza che ci sfugge”

L’attesa è finita e, con essa, è terminato il periodo del lutto.  Il Messia è arrivato: è arrivato il tempo della gioia e delle nozze con Gesù come sposo.

Questi nuovi tempi ci impongono di cambiare totalmente e di assaggiare “vino nuovo in otri nuovi”, facendo della gioia e dell’amore fraterno il cardine della vita.

Chi, come Saul, non mette in pratica la Parola, si allontana dalla grazia di Dio e rischia di escludersi dal Suo piano di salvezza e di amore.