La fede e le opere

immagine tratta dal sito: http://blogs.universal.org/bispomacedo/it/2015/06/23/senza-opere-lei-e-morta/

A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede ma non ha opere? Può la fede salvarlo? Se un fratello o una sorella non hanno vestiti e mancano del cibo quotidiano, e uno di voi dice loro: «Andate in pace, scaldatevi e saziatevi», ma non date loro le cose necessarie al corpo, a che cosa serve? Così è della fede; se non ha opere, è per se stessa morta
(Giacomo, 2, 14-17).

In Giacomo emerge l’esigenza di una fede visibile e concreta, proprio come in Paolo, una fede che si realizzi attraverso le opere.

La fede senza le opere è morta.

 

 

27 gennaio

 

27 gennaio 1945: apertura dei cancelli del lager di Auschwitz, l’orrore della follia nazista di lì a qualche anno verrà sempre più tragicamente alla luce. Il dramma della Shoah, in cui furono uccisi circa 6 milioni di Ebrei, rivela fino a che punto possa spingersi la follia umana.

Dobbiamo ricordare e restare vigili perché quello che è stato non si verifichi più.

Probabilmente, non riusciremo a comprendere, ma dobbiamo sicuramente conoscere e ricordare!

“Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario” – Primo Levi