30 gennaio…. “Un ospite è venuto…”.

Un ospite è venuto

Un ospite è venuto
alla porta dell’anima.
O mio cuore
innalza un canto di gioia!
Il silenzio del cielo azzurro,
la tenerezza della rugiada
risuonino nelle corde
del mio liuto.
Unisciti al ritmo
dei campi dorati,
il canto voli sulle limpide acque
del fiume in piena.
Guarda con esultanza
a Chi è venuto;
apri la porta
e corri fuori con lui.

Un ospite è venuto (Rabindranath Ragore, scrittore e poeta cantore anche dell’indipendenza dell’India. Fu proprio lui a definire Gandhi “MAHATMA”, cioé “GRANDE ANIMA” . )

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30 gennaio 1948: veniva ucciso  a New Delhi Mahatma Gandhi

I difetti umani

” Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?”

(Luca 6,41)

Le due bisacce dei difetti umani

(Fedro)

 

I nostri e gli altrui difetti… Le due bisacce

Giove ci ha imposto due bisacce: ha collocato quella piena dei propri difetti dietro la schiena. Ha appeso davanti al nostro petto quella carica dei difetti altrui. Perciò non possiamo vedere i nostri mali, ma appena gli altri sbagliano, subito siamo pronti a criticarli.
(Fedro, 4 10)

 

“Non verremo alla mèta ad uno ad uno”

La guerra dei poeti: “Non verremo alla mèta ad uno ad uno” (paul éluard)

La guerra dei poeti (II)
Paul Èluard (poeta francese vissuto tra il 1895 ed il 1952, iscritto al Partito Comunista francese ed attivo esponente della Resistenza contro l’occupazione nazista)
Non verremo alla mèta ad uno ad uno
Non verremo alla mèta ad uno ad uno,
Ma a due a due. Se ci conosceremo
A due a due, noi ci conosceremo
Tutti, noi ci ameremo tutti e i figli
Un giorno rideranno
Della leggenda nera dove un uomo
Lacrima in solitudine
                                   _______________________
 
Il poeta scrive questa poesia nel 1946 e questi versi risentono dell’esperienza vissuta nella Resistenza antinazista  e dell’amore per la sua compagna, che muore proprio in quello stesso anno.
La mèta è l’obiettivo della realizzazione di una società ideale fondata sulla giustizia , sulla libertà e sulla fratellanza.
L’espressione “a due a due” si riferisce all’amore di coppia, ma più in generale al superamento dell’egoismo e dell’individualismo
“I figli” = i posteri
“leggenda nera”= si riferisce al periodo storico della seconda guerra mondiale, vissuto dal poeta ed esprime anche la speranza che in una società futura ideale i giorni vissuti dal poeta, pieni di odio, di guerra e di furore, possano essere ricordati come una “leggenda nera”, come un qualcosa di funesto che non sarà destinato a ripetersi più.
In questo ipotetico futuro ideale, dunque,  il dualismo (“due a due”) prevarrà sull’egoismo e con esso si diffonderanno ovunque la fratellanza e la solidarietà. 
Il finale della poesia è sicuramente ad effetto: l’immagine “leggenda nera” e l’antitesi “rideranno…. lacrima” sottolineano in modo efficace il contrasto tra il presente funesto, dominato dall’egoismo e dall’odio, ed il domani ideale, dualistico e felice.
Il poeta, dunque, sembra preconizzare una sorte di Pasqua, di resurrezione dell’animo umano ed una sua rigenerazione in un futuro e in un mondo migliori!!!

“Alla fine dei giorni”

 …in attesa di “nuovi giorni”…

 

immagine dal sito: http://www.conmaria.it/Bibbia_illustrata/24isaia/Isaia.htm

Alla fine dei giorni,

il monte del tempio del Signore

sarà saldo sulla cima dei monti

e s’innalzerà sopra i colli,

e ad esso affluiranno tutte le genti.

Verranno molti popoli e diranno:

«Venite, saliamo sul monte del Signore,

al tempio del Dio di Giacobbe,

perché ci insegni le sue vie

e possiamo camminare per i suoi sentieri».

Poiché da Sion uscirà la legge

e da Gerusalemme la parola del Signore.

Egli sarà giudice fra le genti

e arbitro fra molti popoli.

Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri,

delle loro lance faranno falci;

una nazione non alzerà più la spada

contro un’altra nazione,

non impareranno più l’arte della guerra.

Casa di Giacobbe, venite,

camminiamo nella luce del Signore.

(Isaia 2, 2-5)

Il profeta Isaia preannuncia la nuova presenza di Dio nell’uomo e nella storia. Una nuova epoca di pace, di rispetto tra i popoli e di prosperità, in cui le spade diventeranno aratri e le lance diventeranno falci.

Quella di Isaia è una Parola di vita e di speranza, fiduciosa in una pace stabile e duratura per l’umanità.

Unica condizione perché ciò si possa ottenere è seguire le vie del Signore e salire il monte del Suo tempio.

La via ci viene prospettata con chiarezza: “salire il monte del Signore”, ritrovare la strada di Dio, mettersi in ascolto della sua volontà che è sempre orientata al bene di coloro che egli ama, cioè di tutti gli uomini. Ci accorgeremo, allora, che tutti abbiamo delle spade e delle lance da spezzare e fondere nel fuoco dell’amore. Le energie prima sprecate per difenderci, o meglio per attaccarci reciprocamente, saranno a disposizione per costruire insieme il bene comune. E questo non solo metaforicamente o a livelli alti, ma a cominciare dagli ambienti in cui viviamo: famiglia, comunità, ambiente di lavoro, stadio, scuola, circoli ricreativi, parrocchia…
Quella che chiamiamo impropriamente “legge di Dio” è una Parola di vita che indica la via della giustizia, della concordia, della condivisione. In una parola la via dell’amore, la sola che possa condurre a una pace autentica e duratura, premessa indispensabile anche per un effettivo benessere.
Per vivere bene l’avvento, voglio cominciare a spezzare le spade e le lance a cui talvolta ricorro. Quest’oggi, nel mio rientro al cuore, mi dedicherò a individuarle.
Disarma, Signore, il mio cuore, rendilo disponibile all’amore verso tutti, iniziando da quelli con cui mi hai chiamato a vivere

(dal sito: http://www.qumran2.net/parolenuove/commenti.php?mostra_id=27037).

 

Ma è possibile un mondo senza guerra? A giudicare dagli eventi contemporanei sembrerebbe proprio di no! Eppure, basterebbero “uomini di buona volontà”, non solo tra i potenti della terra, ma anche tra tutti noi, comuni mortali, per cominciare a creare un mondo nuovo che possa avanzare, pian piano, verso un’era di pace e di stabilità!

Un’utopia? Nel mondo attuale sicuramente sì! Ma chissà che, prima o poi, una nuova generazione di donne e uomini di grande “buona volontà” non contribuisca a rendere tale utopia una realtà.

Credere e sperare, in fondo, non fa mai male!