La guerra dei poeti: “Non verremo alla mèta ad uno ad uno” (paul éluard)
La guerra dei poeti (II)
Paul Èluard (poeta francese vissuto tra il 1895 ed il 1952, iscritto al Partito Comunista francese ed attivo esponente della Resistenza contro l’occupazione nazista)
Non verremo alla mèta ad uno ad uno
Non verremo alla mèta ad uno ad uno,
Ma a due a due. Se ci conosceremo
A due a due, noi ci conosceremo
Tutti, noi ci ameremo tutti e i figli
Un giorno rideranno
Della leggenda nera dove un uomo
Lacrima in solitudine
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Il poeta scrive questa poesia nel 1946 e questi versi risentono dell’esperienza vissuta nella Resistenza antinazista e dell’amore per la sua compagna, che muore proprio in quello stesso anno.
La mèta è l’obiettivo della realizzazione di una società ideale fondata sulla giustizia , sulla libertà e sulla fratellanza.
L’espressione “a due a due” si riferisce all’amore di coppia, ma più in generale al superamento dell’egoismo e dell’individualismo
“I figli” = i posteri
“leggenda nera”= si riferisce al periodo storico della seconda guerra mondiale, vissuto dal poeta ed esprime anche la speranza che in una società futura ideale i giorni vissuti dal poeta, pieni di odio, di guerra e di furore, possano essere ricordati come una “leggenda nera”, come un qualcosa di funesto che non sarà destinato a ripetersi più.
In questo ipotetico futuro ideale, dunque, il dualismo (“due a due”) prevarrà sull’egoismo e con esso si diffonderanno ovunque la fratellanza e la solidarietà.
Il finale della poesia è sicuramente ad effetto: l’immagine “leggenda nera” e l’antitesi “rideranno…. lacrima” sottolineano in modo efficace il contrasto tra il presente funesto, dominato dall’egoismo e dall’odio, ed il domani ideale, dualistico e felice.
Il poeta, dunque, sembra preconizzare una sorte di Pasqua, di resurrezione dell’animo umano ed una sua rigenerazione in un futuro e in un mondo migliori!!!