Giulio Regeni, 28 anni, ricercatore di Cambridge, impegnato in Egitto per un dottorato di ricerca sull’economia egiziana e attento a quanto si muove nel Paese attorno ai sindacati e alle forze di opposizione, è stato brutalmente ucciso. Il suo corpo, ritrovato in un fosso, presenta evidenti “segni di torture”, quali bruciature, tagli ed ecchimosi da pugni. La morte sarebbe intervenuta a seguito di un forte colpo alla testa provocato da un oggetto contundente.
Restiamo basiti di fronte ai maldestri tentativi di sviare le indagini con la ricostruzione dell’incidente stradale. Una ricostruzione nettamente in contrasto con i primi risultati dell’autopsia.
Si faccia chiarezza e si arrivi presto alle verità su questa vicenda accaduta ad un nostro connazionale in un Paese in cui torture, sparizioni e arresti sommari sono purtroppo all’ordine del giorno.

immagine tratta da http://www.corriere.it

Immagine tratta da http://www.quotidiano.net/cairo-studente-italiano-1.1702063
Giulio Regeni, 28 anni, ricercatore, brutalmente ucciso in Egitto. Siamo sicuri che la polizia egiziana o i militari al potere non c’entrino nulla con questo delitto? Non vi sembra che la “ricostruzione” dell’incidente d’auto sia troppo simile a quanto si diceva in Cile e in Argentina a proposito della morte dei desaparecidos? Le mie sono riflessioni da inesperto e probabilmente verranno presto smentite dai fatti. Ma ….