Mettersi in ascolto

Dio non si manifesta nella grandezza, ma nella piccolezza. La visione teofanica arcaica ha ancora legami con gli eventi della natura, (il dio che si rivela nei terremoti o in altre calamità). Dio, invece, rispetta la libertà anche del profeta. La presenza di Dio non è imposta. La sua presenza non è un terremoto, è solo un vento leggero, è come l’ascolto. Occorre mettersi in ascolto di Dio per poterlo sentire. Se passa il vento, se non si coglie l’ascolto, si perde la presenza di Dio.

La presenza di Dio non è imposta. La sua presenza non è un terremoto, è solo un vento leggero, è come l’ascolto. Occorre mettersi in ascolto di Dio per poterlo sentire. Se passa il vento, se non si coglie l’ascolto, si perde la presenza di Dio. Ecco che nell’A.T., da un monoteismo arcaico si comincia a crescere nel cammino di umiltà e spiritualità che prepara alla venuta di Cristo. C’è una kenosi reciproca: Dio si abbassa all’uomo, ma anche l’uomo si abbassa, perde il suo orgoglio e la sua presunzione per umiliarsi di fronte a Dio.

immagine dal sito:
http://www.gdp.ch/cultura/mostre/gli-adoratori-della-croce-nelle-foto-di-elio-ciol-id64868.html

Per kenosi, che letteralmente significa “svuotamento”, possiamo intendere la rinuncia di Dio alle sue prerogative e la sua volontà di incarnarsi e di farsi piccolo nell’uomo.