Meterse en el papel

Avatar di nihilnovumNihil sub sole novum

noches-aticas-aulo-gelio-espasa-calpe-austral

Ya dijimos que Aulo Gelio y sus Noctes Atticae aparecerían de nuevo en nuestro blog. Nos proporcionó la serie sobre Creso, rey de Lidia, a propósito de la mudez de su hijo, interrumpida para librar a su padre de la muerte a manos de un soldado enemigo.

En esta ocasión, Aulo Gelio nos referirá una breve historia sobre un famoso actor, de nombre Polo, que realizó una magnífica interpretación de la Electra sofoclea, como consecuencia de un desgraciado hecho que le aconteció un tiempo antes. Este Polo de Sunio vivió en el siglo IV a. C.; parece que fue un esclavo judío que llegó a ser un gran actor.

He aquí el texto de Noctes Atticae, VI, 5:

Historia de Polo histrione memoratu digna

Histrio in terra Graecia fuit fama celebri, qui gestus et vocis claritudine et venustate ceteris antistabat. Nomen fuisse aiunt Polum; tragoedias poetarum nobilium scite atque asservate…

View original post 1.226 altre parole

῎Ανθρωπε, μὴ κτεῖνε Κροῖσον (IV)

Avatar di nihilnovumNihil sub sole novum

Suda

Página de la Suda

Estamos repasando las fuentes clásicas sobre el rey Creso, ya que más adelante hablaremos de una historia referente a uno de sus hijos. Hemos visto ya lo que dice la Suda, Heródoto (aunque volveremos a él) y Claudio Eliano.

Vamos ahora con Plutarco quien, en Περὶ ῾Ηροδότου κακοηθείας (Sobre la maledicencia de Heródoto), 18, habla también de Creso:

᾿Εῶ τοίνυν ὅτι τὸν Κροῖσον ἀμαθῆ καὶ ἀλαζόνα καὶ γελοῖον φήσας ἐν πᾶσιν, ὑπὸ τούτου φησίν, αἰχμαλώτου γενομένου, καὶ παιδαγωγεῖσθαι καὶ νουθετεῖσθαι τὸν Κῦρον, ὃς φρονήσει καὶ ἀρετῇ καὶ μεγαλονοίᾳ πολὺπάντων δοκεῖ πεπρωτευκέναι τῶν βασιλέων: τῷ δὲ Κροίσῳ μηδὲν ἄλλο καλὸν ἢ τὸ τιμῆσαι τοὺς θεοὺς ἀναθήμασι πολλοῖς καὶ μεγάλοις μαρτυρήσας, αὐτὸ τοῦτο πάντων ἀσεβέστατον ἀποδείκνυσιν ἔργον. ᾿Αδελφὸν γὰρ αὐτῷ Πανταλέοντα περὶ τῆς βασιλείας αὐτῷ διαφέρεσθαι, ζῶντος ἔτι τοῦ πατρός: τὸν οὖν Κροῖσον, ὡς εἰς τὴν βασιλείαν κατέστη, τῶν ἑταίρων καὶ φίλων τοῦ Πανταλέοντος ἕνα τῶν γνωρίμων…

View original post 896 altre parole

Un Husky “intelligente”

II Domenica di Quaresima: Trasfigurazione in Musica

II Domenica di Quaresima: Trasfigurazione … in musica, in un testo del 1628

è quanto ci propone il sito

http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/quaresima-parole-e-musica-video–bertoglio-philips.aspx

 

Ma chi deve andarci più? T.P.S. (Ta Putive Sparagnà!!)…

 

Gite, ma chi deve andarci più?

Mostra immagine originale

Spero che quanto ho letto sul sito

http://www.professioneinsegnante.it/index.php/2-notizie/8752-viaggi-di-istruzione-ecco-perche-non-accompagnero-i-miei-studenti.html

sia frutto di un equivoco!! Perché se così non fosse chi mai si assumerebbe l’onere di accompagnare dei ragazzi in gita?

I docenti, a quanto pare, dovrebbero vigilare non più soltanto sugli alunni, ma …. udite udite … anche sull’autista, controllando che non assuma psicofarmaci, che non faccia uso di bevande alcoliche “neppure in modica quantità. Durante la guida egli (l’autista) non può far uso di apparecchi radiotelefonici o usare cuffie sonore, salvo apparecchi a viva voce o dotati di auricolare. La verifica del rispetto dei tempi di guida e di riposo, per la sua complessità tecnica e giuridica, non può che essere rimessa agli organi di polizia stradale. É tuttavia opportuno che gli accompagnatori sappiano che il conducente di un autobus deve rispettare: il periodo di guida giornaliero; il periodo di guida settimanale e bisettimanale; fruire di pause giornaliere e di riposo giornaliero e settimanale”

La verifica del rispetto dei tempi di guida e di riposo, per la sua complessità tecnica e giuridica, non può che essere rimessa agli organi di polizia stradale. É tuttavia opportuno che gli accompagnatori sappiano che il conducente di un autobus deve rispettare: il periodo di guida giornaliero; il periodo di guida settimanale e bisettimanale; fruire di pause giornaliere e di riposo giornaliero e settimanale”.

Qui di seguito il testo della circolare ministeriale:

http://www.professioneinsegnante.it/images/CIRCOLARE%20VISITE%20DI%20ISTRUZIONE.pdf

Caro ministro, questa cosa rientra nelle T.P.S. : cioè nelle “Ta Putive Sparagnà”

Mettersi in ascolto

Dio non si manifesta nella grandezza, ma nella piccolezza. La visione teofanica arcaica ha ancora legami con gli eventi della natura, (il dio che si rivela nei terremoti o in altre calamità). Dio, invece, rispetta la libertà anche del profeta. La presenza di Dio non è imposta. La sua presenza non è un terremoto, è solo un vento leggero, è come l’ascolto. Occorre mettersi in ascolto di Dio per poterlo sentire. Se passa il vento, se non si coglie l’ascolto, si perde la presenza di Dio.

La presenza di Dio non è imposta. La sua presenza non è un terremoto, è solo un vento leggero, è come l’ascolto. Occorre mettersi in ascolto di Dio per poterlo sentire. Se passa il vento, se non si coglie l’ascolto, si perde la presenza di Dio. Ecco che nell’A.T., da un monoteismo arcaico si comincia a crescere nel cammino di umiltà e spiritualità che prepara alla venuta di Cristo. C’è una kenosi reciproca: Dio si abbassa all’uomo, ma anche l’uomo si abbassa, perde il suo orgoglio e la sua presunzione per umiliarsi di fronte a Dio.

immagine dal sito:
http://www.gdp.ch/cultura/mostre/gli-adoratori-della-croce-nelle-foto-di-elio-ciol-id64868.html

Per kenosi, che letteralmente significa “svuotamento”, possiamo intendere la rinuncia di Dio alle sue prerogative e la sua volontà di incarnarsi e di farsi piccolo nell’uomo.

 

Come argilla

 

Come argilla nelle mani del vasaio che la modella a suo piacimento,

così gli uomini nelle mani di colui che li ha creati

e li ricompensa secondo il suo giudizio.

Di fronte al male c’è il bene,

di fronte alla morte c’è la vita;

così di fronte all’uomo pio c’è il peccatore.

Considera perciò tutte le opere dell’Altissimo:

a due a due, una di fronte all’altra.

(Siracide, 33, 13-15)

 

Dio è come un vasaio, che crea e ricrea i suoi vasi per renderli così come egli desidera.
Questa immagine ha il sapore ancestrale del racconto della creazione, quando Adamo prende vita proprio dal fango impastato da Dio e su cui Egli alita il Suo soffio di vita.
Rimanda poi anche alla creazione del “nuovo Adamo”, che è Cristo, l’Uomo Dio, fatto di carne come noi, ma unito alla Persona Divina del Verbo.
Da un Adamo al nuovo Adamo la “carne” dell’uomo viene ricreata, perché allontanandosi da Dio, la creatura aveva distorto quel suo essere ad immagine e somiglianza della Divinità Una e Trina.
Ecco che l’umanità è veramente come argilla nelle mani del Creatore, che tiene in mano l’essere umano e lo riforma in Cristo, lo rinnova, lo salva, lo purifica.

L’etimologia del termine “argilla” rende con immediatezza questa idea di “purificazione” dell’uomo in Cristo: il termine greco ARGILLOS deriva da ARGOS o ARGES che significa BIANCO, SPLENDENTE.
Il nuovo Adamo ci dona la lucentezza dell’essere figli di Dio purificati dal peccato e destinati ad un “biancore” ancora più grande quando saremo finalmente in Cielo, glorificati anche noi nel Paradiso, per essere realmente e per sempre gloria e compiacimento di Dio.
Quello che accade al momento della Trasfigurazione ce ne da’ un’idea: le vesti di Cristo, ci dice l’evangelista, divengono bianche come nessun lavandaio sulla terra saprebbe o potrebbe renderle.
Così saremo anche noi, di una luminosità inimmaginabile, quando raggiungeremo la gloria dei beati.

Dio Padre vuole dunque fare di noi dei vasi capaci di contenere la Sua Santità, il Suo Amore, il Suo splendore: noi possiamo brillare di luce riflessa, che si espande dal nostro tempio interiore, in cui abita lo Spirito Santo, in cui la Trinità viene a prendere dimora quando viviamo la vita di Grazia.

Accogliamo l’invito del nostro Creatore: lasciamo “ricreare”, plasmare continuamente ad immagine e somiglianza dell’Uomo Gesù, che è il perfettissimo Uomo da cui possiamo imparare ad essere “santi ed immacolati nella carità” (Ef 1,4) e affidandoci a Maria Santissima, affinchè con perseveranza custodiamo il tesoro che portiamo in vasi di creta, segno che questa ricchezza non viene da noi, ma Dio (cfr 2 Cor 4,7).
Lui si fida di noi: ci affida un bene prezioso. Facciamolo fruttificare!

Il commento e l’immagine sopra collocata sono tratti dal sito
http://chiamatiallasperanza.blogspot.it/2014/07/come-argilla-nelle-mani-dei-vasaio.html

La Parola di oggi

Giovedì 11 Febbraio 2016 – Giovedì dopo le Ceneri – Beata Vergine di Lourdes

Prima Lettura
Dal libro del Deuteronòmio
Dt 30,15-20

Mosè parlò al popolo e disse: «Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male. Oggi, perciò, io ti comando di amare il Signore, tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva e ti moltiplichi e il Signore, tuo Dio, ti benedica nella terra in cui tu stai per entrare per prenderne possesso. Ma se il tuo cuore si volge indietro e se tu non ascolti e ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad altri dèi e a servirli, oggi io vi dichiaro che certo perirete, che non avrete vita lunga nel paese in cui state per entrare per prenderne possesso, attraversando il Giordano. Prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra: io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione. Scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza, amando il Signore, tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui, poiché è lui la tua vita e la tua longevità, per poter così abitare nel paese che il Signore ha giurato di dare ai tuoi padri, Abramo, Isacco e Giacobbe».

Parola di Dio

Salmo Responsoriale
Sal 1

R. Beato l’uomo che confida nel Signore

immagine dal sito: http://blog.studenti.it/biscobreak/2014/03/letture-giovedi-20-marzo-2014/

Beato l’uomo che non segue il consiglio dei malvagi,
non resta  nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli arroganti;
ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
la sua legge medita giorno e notte. Rit.

E’ come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che dà frutto a suo tempo:
le sue foglie non tutto quello che fa, riesce bene. Rit.

Non così, non così i malvagi,
ma come pula che il vento disperde;
poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
ma la via dei malvagi va in rovina. Rit.

Vangelo
Dal Vangelo secondo Luca
Lc 9,22-25

immagine dal sito: http://blog.studenti.it/biscobreak/2016/02/letture-di-giovedi-11-febbraio-2016/

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno». Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?».

Parola del Signore

COMMENTO

dal sito: http://blog.studenti.it/biscobreak/2016/02/letture-di-giovedi-11-febbraio-2016/

Salvare o perdere la vita.

[…] È indubbiamente un messaggio paradossale. Cominciano ad apparire in tutta la loro drammaticità da una parte la passione di Cristo e dall’altra lo scandalo per l’incapacità di comprendere l’arcano disegno divino. Dobbiamo ammettere chesenza il dono della fede, il pensiero umano non può mai e poi mai giungere a condividere, secondo la migliore logica, questo progetto, pensato e voluto da Dio stesso. Un progetto che totalmente ci coinvolge, croce (11)perché lo stesso Cristo, rivolgendosi a tutti coloro che vogliono e vorranno seguirlo, aggiunge: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua». Quindi, senza mezzi termini ci viene detto che non solo il Figlio di Dio dovrà portare la croce, ma sarà il retaggio di tutti gli uomini. Per nostra fortuna ora sappiamo, nella certezza dellafede, dove quella sequela ci conduce. Siamo certi che la nostra non è una atroce ed assurda condanna, ma la via segnata dal divino Redentore, per giungere alla pienezza della vita nella gioia dellarisurrezione. In questo contesto non ci appare più tanto strana la solenne affermazione con cui si conclude il vangelo odierno: «Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà. Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?». Vengono messi in gioco i grandi e definitivi valori della vita e, nel contempo ci vengono offerti i criteri migliori per operare la scelte migliori alla luce della divina sapienza. Guadagnare la vita significa allora avere il coraggio di perderla in questo mondo, di accettare tanti apparenti sconfitte, fino a quella della morte, pur di conservare il valore supremo della risurrezione e della beatitudine eterna. […](Preparato dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire)

E il Papa rinunciò al Pontificato, lasciando il Ministero petrino

E il Papa rinunciò al Pontificato, rinunciando al ministero petrino

Era proprio l’11 febbraio, come oggi! L’11 febbraio del 2013, anniversario dei Patti Lateranensi! Papa Ratzinger presiedeva un concistoro per per i decreti di canonizzazione di alcuni santi.

E, annunciata la canonizzazione, fissata per il 12 maggio di quello stesso anno, il Papa rimase ancora seduto. Ci si aspettava che il Concistoro finisse e … invece! Invece, quasi cominciò proprio in quel momento. E comunque da quel momento ebbe inizio una Storia nuova per la Chiesa. Benedetto XVI, con la formula “ingravescente aetate” annuncia le sue prossime “dimissioni”, o meglio la sua imminente rinuncia al Pontificato, dichiarando, tra la sorpresa e lo stupore di tutti, che la sede petrina sarebbe stata vacante a partire dal 28 febbraio.

Di lì a poco, il 13 marzo 2013 il cardinale Bergoglio sarebbe diventato il 266º papa della Chiesa cattolica.

Qui di seguito il link su youtube con le dimissioni di Benedetto XVI (con traduzione in italiano del suo annuncio in latino):

 

 

 

 

e qui, infine, il video con l’elezione di Papa Francesco. La sua prima apparizione da Papa è al 10 minuto del video

 

 

La Parola di oggi

Mercoledì 10 febbraio (Ceneri)

Testi e omelia dal sito: http://www.laparola.it/laparoladioggi.php

PRIMA LETTURA (Gl 2,12-18)
Laceratevi il cuore e non le vesti.
Dal libro del profeta Gioele
Così dice il Signore: «Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti.
Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore, vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso, lento all’ira, di grande amore, pronto a ravvedersi riguardo al male». Chi sa che non cambi e si ravveda e lasci dietro a sé una benedizione? Offerta e libagione per il Signore, vostro Dio. Suonate il corno in Sion, proclamate un solenne digiuno, convocate una riunione sacra. Radunate il popolo, indite un’assemblea solenne, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini lattanti; esca lo sposo dalla sua camera e la sposa dal suo talamo. Tra il vestibolo e l’altare piangano i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano: «Perdona, Signore, al tuo popolo e non esporre la tua eredità al ludibrio e alla derisione delle genti». Perché si dovrebbe dire fra i popoli: «Dov’è il loro Dio?». Il Signore si mostra geloso per la sua terra e si muove a compassione del suo popolo.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 50)
Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.
Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.
Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto.
Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.
Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.
Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.
Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.

SECONDA LETTURA (2Cor 5,20 – 6,2)
Riconciliatevi con Dio… Ecco il momento favorevole.
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, in nome di Cristo, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio.
Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio.
Egli dice infatti: “Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso”.
Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (cf. Sal 95,8)
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Oggi non indurite il vostro cuore,
ma ascoltate la voce del Signore.
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

VANGELO (Mt 6,1-6.16-18)
Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.
Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”.
Parola del Signore.

OMELIA
Incomincia oggi il cammino di Quaresima. Un tempo favorevole, propizio che dura quaranta giorni. La sua mèta è la Pasqua: un memoriale che rinnova la grazia della passione e della morte del Signore. E’ un tempo di penitenza, che vuole dire conversione e combattimento contro lo spirito del male. E’ anche un tempo che invita a ritornare al Signore con tutto il cuore, con digiuni e preghiere. Ecco, il tempo della salvezza, ovvero della riconciliazione con Dio, è giunto. Il Vangelo odierno ci indica quale deve essere il nostro atteggiamento e insiste sulla rettitudine interiore, dandoci anche il mezzo per crescere in questa purificazione di intenzioni: l’intimità con il Padre. Il Vangelo è davvero bellissimo e dovremmo leggerlo spesso perché ci dice anche qual’era l’orientamento stesso del Signore Gesù, che “non faceva niente per essere ammirato dagli uomini ma viveva nell’intimità del Padre suo. L’evangelista Matteo ci presenta tre esempi: dell’elemosina, della preghiera, del digiuno e mette in evidenzia in tutti e tre una tentazione comune, direi normale. Quando facciamo qualcosa di bene, subito nasce in noi il desiderio di essere stimati per questa buona azione, di essere ammirati: di avere cioè la ricompensa, una ricompensa falsa però perché è la gloria umana, la nostra soddisfazione, il nostro piacere. E questo ci rinchiude in noi stessi, mentre contemporaneamente ci porta fuori di noi, perché viviamo proiettati verso quello che gli altri pensano di noi, lodano, ammìrano in noi. Il Signore ci chiede di fare il bene perché è Bene e perché Dio è Dio e ci dà anche il modo per vivere così: vivere in rapporto col Padre. Per fare il bene noi abbiamo bisogno di vivere nell’amore di qualcuno. Se viviamo nell’amore del Padre, nel segreto, con il Padre, il bene lo faremo in modo perfetto. Il nostro atteggiamento in questa Quaresima sia dunque di vivere nel segreto, dove solo il Padre ci vede, ci ama, ci aspetta. Certo, le cose esteriori sono importanti ma dobbiamo sempre sceglierle e vivere alla presenza di Dio. Se possiamo fare poco, facciamo nella preghiera, nella mortificazione, nella carità fraterna quel poco che possiamo fare, umilmente, sinceramente davanti a Dio; così saremo degni della ricompensa che il Signore Gesù ci ha promesso da parte del Padre suo e Padre nostro. (Padri Silvestrini)

La prima scuola

Questa è una immagine della mia prima scuola di servizio, la Scuola Primaria di Feriolo (Verbania). A.S. 1997 / 1998

 

immagine dal sito:http://www.baveno.net/scuola/pof2009-10/feriolo-2.html

Ricordo come se fosse stato ieri il mio primo giorno di scuola qui! E ricordo di aver trascorso un anno molto piacevole!

 

Qualche piccolo sacrificio ci può stare

Con la giornata di domani,  mercoledì delle Ceneri,  comincia la Quaresima, liturgicamente il tempo forte che precede la Pasqua e che costituisce una sorta di preparazione all’evento straordinario che celebreremo il 27 marzo.
La Quaresima, inoltre, è anche un periodo in cui ci si priva di qualcosa, ci si sacrifica in qualche cosa che abitualmente si fa molto spesso. 
Farò anche io dei piccoli sacrifici.  Tra questi, mi prefiggo l’obiettivo di guardare Facebook (e navigarvi) una sola volta al giorno.  Non sarà facile e so che rischio, come si suol dire, di “farmi i debiti con la bocca”. Ma mi ci metto di impegno. E chissà che non possa essere anche un modo per privilegiare e riscoprire il mondo reale rispetto a quello virtuale!

1974

1973

1975

1975