Samaritani o leviti?


L’indifferenza del levita e del sacerdote è “atea”, allontana dall’amore di Cristo, buon Samaritano, che si china su ciascuno di noi per curare e fasciare le nostre ferite.

Chi resta indifferente di fronte alle sofferenze fisiche o spirituali del prossimo, o, peggio ancora, lo critica e lo deride, magari anche in presenza di altri, è lontano da Dio, anzi, è un senza Dio.

Il Vangelo, invece, ci offre, come modello di comportamento, quello del Samaritano.

I Samaritani, al tempo di Gesù, erano considerati ladri, impuri e pagani. Eppure, ancora una volta, Il bene arriva proprio da un uomo ritenuto senza fede, da questo samaritano che attraverso l’incontro con il suo prossimo, ferito e lasciato mezzo morto sulla strada dai briganti, si apre all’incontro con il Signore.

E noi, che desideriamo e, in qualche caso, ci vantiamo di essere persone di fede, abbiamo saputo sempre comportarci come il samaritano o siamo rimasti, almeno qualche volta, indifferenti come il sacerdote o come il levita? Abbiamo saputo avvicinarci a chi aveva bisogno del nostro aiuto, siamo stati bravi nel fasciare e nel curare le sue ferite?

La risposta risiede nel nostro cuore e nella nostra coscienza!

Se non siamo stati bravi in questo, sforziamoci di esserlo in futuro; se, invece, lo siamo stati, cerchiamo di esserlo ancora di più con l’aiuto dello Spirito Santo.

Chiediamo proprio allo Spirito Santo, di scendere su di noi, di plasmarci sul modello di Gesù “buon Samaritano” e di guidarci con gioia all’incontro con il prossimo, affinché possiamo aprirci anche noi all’incontro con Gesù, fiduciosi che per “tutto quello che spenderemo in più” saremo ricompensati e premiati al suo ritorno!
Amen

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