“Venite e vedrete”

4 gennaio 2023

Il vangelo di oggi, 4 gennaio 2023, ci ha presentato il racconto della vocazione dei primi discepoli: Giovanni, Andrea e Pietro.

Ciò che colpisce è il modo in cui i primi discepoli hanno incontrato il Signore: l’incontro non è causale, ma nemmeno voluto e organizzato. Non si sono messi loro alla ricerca di Gesù, lo hanno incontrato attraverso la MEDIAZIONE di qualcuno che li ha orientati verso Cristo e ha favorito questo incontro. Giovanni e Andrea incontrano Gesù attraverso il Battista, mentre Pietro lo incontra tramite suo fratello Andrea. Tutti comunque sono giunti a Cristo, hanno incontrato Cristo attraverso la testimonianza di qualcuno.

Il contesto storico-geografico in cui si è realizzato l’incontro dei primi discepoli con Cristo è presso il fiume Giordano, dove il giorno prima Gesù aveva ricevuto il battesimo dal Battista. Il giorno seguente al battesimo, Gesù ritorna sul luogo e a vederlo il Battista fu preso da un sussulto di gioia ed esclamò: “Ecco l’agnello di Dio”!
Con queste parole il Battista confessa apertamente e limpidamente la sua fede in Gesù che definisce “l’agnello di Dio”, riconoscendolo come il Messia, venuto nel mondo per essere immolato per la salvezza e la redenzione dell’umanità.
Le parole del Battista sulla identità e sulla missione di Gesù, così chiare, dirette e convincenti, colpiscono il cuore dei suoi discepoli Giovanni e Andrea, a tal punto che questi si misero alla sequela di Cristo. Il testo, infatti, dice: “i due, sentendolo parlare così, seguirono Gesù”.

Gesù si accorge di essere seguito da due giovani, si volta indietro e dice loro: “Chi cercate, cosa volete?”. Rispondono: “Maestro, dove abiti? Abbiamo sentito parlare di te, Giovanni ci ha detto che tu sei il Messia. Vogliamo conoscerti”. Alla loro richiesta Gesù risponde: “Venite e vedrete”. Il modo in cui Gesù risponde è singolare: egli sembra quasi non curarsi di ciò che i due giovani. Infatti, non risponde “sì, avete ragione, sono io il Messia”. Non dà loro leggi da osservare o un programma di vita da rispettare, come avrebbe fatto un maestro con i suoi discepoli. Offre, invece, loro la sua amicizia, cioè li invita a fare esperienza di lui. Li lascia di fare esperienza in prima persona della novità che è in lui. È come se dicesse loro: “Venite, restate con me e capirete chi sono e che cosa sono venuto a fare”. Dalla risposta di Gesù ai primi discepoli traspare l’identità vera della vita cristiana. Non è l’imposizione di un’ideologia, cioè di un’obbedienza cieca ad alcune idee, ma è una proposta di vita nuova, capace di cambiare il cuore dell’uomo. Una proposta che l’uomo è libero di accogliere oppure no.
Il ricordo di questo primo incontro con Gesù fu così importante per l’evangelista Giovanni che rimase vivo nella sua mente, al punto che l’autore, a distanza di anni, mette in evidenza un dettaglio importante, cioè l’ora tale incontro (“erano circa le quattro del pomeriggio”). Le cose belle non si possono dimenticare.

Senza il Battista, Giovanni e Andrea non avrebbero mai incontrato Gesù. Hanno avuto bisogno di un intermediario. Questo vale per tutti i discepoli, anche per noi: se non c’è qualcuno che ci indica Gesù, difficilmente riusciremmo a trovarlo. Abbiamo bisogno di gente innamorata di Gesù, che crede veramente in lui e che ci aiuti a trovarlo. Certo la fede è un dono di Dio, qualcosa che Dio concede all’uomo. È Dio che suscita la fede, ma è anche vero che la fede dipende dalla testimonianza dei cristiani. In altre parole, con il nostro modo di vivere, possiamo o avvicinare o allontanare le persone dal Signore. Il rapporto degli altri con Gesù dipende quindi anche da noi, dalla nostra fede, dalla nostra testimonianza. Testimoniare la fede è dunque un dovere a cui non possiamo rinunciare. È un dovere di giustizia nei nostri confronti, altrimenti si rischia di cadere nell’ipocrisia, di essere incoerenti con noi stessi. Non è però solo un dovere, ma è anche una grande responsabilità: la nostra testimonianza di fede può essere determinante e decisiva anche per altri.
Siamo tutti canali di grazia. L’amore di Dio, infatti, raggiunge gli altri attraverso di noi. Chiediamo al Signore, inoltre, la gioia di poter fissare, anche noi come il Battista, lo sguardo su Gesù!


Immagine tratta dal sito: https://gifratoscana.it/archivio/parola-viva/venite-e-vedete/

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