Parlare, ma anche ascoltare…

“Parlare è il privilegio della conoscenza, ascoltare è il privilegio della saggezza”.

Io sono d’accordo. E voi?

Immagine tratta dal sito: https://www.facebook.com/radioculturesco/photos/a.156700051696984/1150644572302522/

PAPERINO E LA NOTTE DEL SARACINO — IN LINGUA LATINA: Donaldus Anas atque Nox Saraceni (1984): “Paperino e la notte del saraceno”.

ECCO A VOI UN BEL PDF DI UN FUMETTO IN LATINO DEDICATO A PAPERINO & COMPANY. (GIUSTO QUALCHE ISTANTE PER CARICARE IL FILE, POI POTETE LEGGERLO….

Il file è stato preso dal link: https://ia802905.us.archive.org/1/items/disney-w.-donaldus-anas-atque-nox-saraceni-1984/DISNEY%2C%20W.%20-%20Donaldus%20Anas%20atque%20Nox%20Saraceni%20%5B1984%5D.pdf

Qui di seguito, la traduzione in italiano, che potete trovare sul sito https://www.facebook.com/media/set/?set=a.894126117322147.1073741842.268118169922948&type=3

Buona lettura!!

Il lavoro e l’impegno costituiscono il più grande tesoro!

Il lavoro e l’impegno costituiscono il più grande tesoro!


Narrava Esopo che

Un contadino, che stava sul punto di morire, volendo che i propri figli acquisissero pratica dell’agricoltura, avendoli chiamati a sè, disse: “figli miei, io ormai sono sul punto di lasciare questa vita, ma voi, cercando bene nella vigna, troverete tutto ciò che è stato da me nascosto”. Quelli, dunque, pensando che lì, da qualche parte, fosse stato sepolto un tesoro, dopo la morte del padre cominiciarono a scavare: orbene, non trovarono alcun tesoro, ma la vigna zappata nel modo giusto diede frutti in modo straordinario.

La favola dimostra che il lavoro è per gli uomini il vero tesoro!

Allora, cari ragazzi ed amici del blog, lungi da me qualsiasi intento moralista, soprattutto a quest’ora. Ma qual è il vero messaggio della favola?

E’ semplice: non possiamo e non dobbiamo dare tutto per scontato, come se ogni cosa ci fosse dovuta per chissà quale ragione!

I figli del contadino, ascoltando le parole del padre morente, pensavano che avrebbero trovato un tesoro nascosto presso la vigna. Così non fu. Ma il lavoro svolto attorno alla vigna rese quest’ultima molto ricca di frutti e questa fu la vera fonte di ricchezza per i figli del contadino.

Essi, dunque, compresero che il vero tesoro era solo quello che scaturiva dalle loro fatiche e dal loro lavoro.

Analogamente, nulla può esserci sic et simpliciter regalato.

Le ricchezze, soprattutto quelle morali e professionali (o, nel caso di molti di voi, scolastiche) possiamo guadagnarcele solo con il nostro costante e proficuo impegno.

Il lavoro e l’impegno sono, dunque, i nostri ed i vostri veri tesori.

Se ci impegneremo vedremo sempre riconosciuto, ed adeguatamente premiato, il nostro lavoro.

E’ importante che si comprenda che nulla può mai essere considerato dovuto, senza che si faccia alcunché per meritarselo. Ciò vale per la scuola, ma vale, più in generale, per la vita, di cui la scuola è, con i suoi pregi ed i suoi difetti, certamente lo specchio fedele!



Sapiens fingit fortunam sibi.

Quisque faber fortunae suae!