Riflessioni sul Vangelo di oggi, lunedì 23 gennaio 2023
È veramente bizzarro, per non dire curioso, l’atteggiamento dimostrato, nella pagina del Vangelo di oggi, dagli scribi “scesi da Gerusalemme”.
Costoro, chiusi in se stessi, pur dinanzi all’evidenza dei fatti, cioè le guarigioni e i vari segni di Gesù, si ostinano a non riconoscere in Lui il Figlio di Dio, venuto in mezzo a noi per liberarci dal peccato e dalla morte eterna.
Essi sono certamente lontani da Dio e, accecati dal loro atteggiamento bieco e retrivo, falsificano la realtà, affermando stoltamente che solo Satana, insieme ai suoi alleati, può ottenere obbedienza dei demoni”, per cui, affermano, se Gesù ha potere sui demoni è sicuramente collegato con Satana.
Anziché riconoscere la bontà delle azioni di Gesù e apprezzare la sua mitezza, la sua messianicità, questi detrattori lo accusano addirittura di essere alleato del principe dei demoni.
Ma Gesù smaschera la loro ipocrisia e la loro malizia, evidenziando l’ottusità delle loro elucubrazioni e risponde, più o meno, così: “se è vero che io scaccio i demoni per mezzo del capo dei demoni, allora, costui lotterebbe contro se stesso! Farebbe del male a se stesso! Scaccerebbe se stesso! Ma, “come può Satana scacciare Satana?”. Ciò decreterebbe la sua fine!
Noi sappiamo, invece, che solo il Signore, solo Dio, può mettere in fuga il demonio! Lui e non altri!
Poi, Gesù ammonisce severamente gli scribi, dicendo: “tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno. Ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna”.
Questo, cari fratelli e sorelle, è veramente il peccato più grande: bestemmiare contro lo Spirito Santo! E lo si fa in più modi: certamente anche quando ci si ostina a non credere in Gesù, a non riconoscere in lui il Figlio di Dio.
Cristo ammonisce gli scribi di quel tempo, ma, nello stesso tempo, ammonisce tutti noi oggi.
Facilmente, e senza che ne accorgiamo, la loro ipocrisia e la loro malizia possono diventare la nostra ipocrisia e la nostra malizia. Anche noi, oggi, rischiamo di essere contaminati, ad esempio, dal veleno letale dell’invidia e della malevolenza che agisce, colpisce e corrode, ad esempio, ogni volta che critichiamo e distruggiamo con parole feroci e aggressive la bontà delle azioni delle persone, la loro onorabilità, la loro onestà morale.
Di fronte a queste persone, ma anche di fronte al Signore, dobbiamo assolutamente evitare che queste tossine letali e velenose uccidano la nostra mente e la nostra anima proprio come hanno ucciso la mente e l’anima degli scribi del Vangelo di oggi, così lontani e distanti da Dio.
Possiamo impedire che ciò accada se rifiuteremo di seguire l’esempio di questi cattivi maestri! La loro ipocrisia e la loro malizia non siano mai la nostra ipocrisia e la nostra malizia! Affidiamoci, invece, ai buoni maestri, ai veri maestri: a Cristo, alla Madonna e ai santi, in particolare a san Pio, di cui ieri ricorreva il centoventesimo anno della vestizione! Guidati dallo Spirito Santo, cerchiamo sempre di giudicare gli altri con il cuore e con gli occhi di Dio e non con l’ipocrisia e la malizia di Satana!
