L’età di Pericle e la guerra del Peloponneso

Il “divisore”

La divisione non viene da Dio, ma dal diavolo.

La parola “diavolo” deriva dal greco διάβολος (diabolos) ed è passata nella nostra lingua attraverso il latino “diabolus”.

Il termine διάβολος (diàbolos) deriva, a sua volta, dal verbo διαβάλλω (diabàllo) e presenta la vocale -o- per apofonia di grado forte nella radice del sostantivo.

Il verbo διαβάλλω (diabàllo) significa “mettersi di traverso”, “gettare discordia”, “disunire”, “separare”, “calunniare”.

Il διάβολος (diàbolos), cioè il diavolo, è, dunque, colui che si mette di traverso, colui che calunnia, che separa, che disunisce, colui che “getta” guerra e discordia “tra” due o più persone.

In quanto “calunniatore”, il διάβολος (diàbolos) è anche il “divisore” per eccellenza, è colui che intrappola nella sua rete di malvagità chi non riesce a discernere le sue opere e le sue malefiche seduzioni.

Il διάβολος (diàbolos) calunnia e, dunque, divide e fomenta sempre sentimenti di discordia.

Dio, invece, unisce e ispira sempre sentimenti di pace e di concordia.

“Le divisioni sono l’arma che il diavolo ha più alla mano per distruggere…” (cit. Papa Francesco).

Gesù vuole e ci chiede unità e concordia.

La divisione è il campo del diavolo.

L’unità, nella carità e nella verità, è, invece, il campo di Dio.

A noi spetta operare la nostra giusta scelta di campo, pregando e discernendo con molta attenzione che cosa ci avvicina a Dio e che cosa, invece, ci allontana da lui.

“…il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”

Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Facciamo le nostre buone azioni e facciamole nel silenzio, senza metterci in mostra. Non deve interessarci l’approvazione degli uomini, ma l’approvazione di Dio, colui “che vede nel silenzio” e che ci “ricompenserà”!!!

Inaugurazione biblioteca diffusa

Pellegrinaggio in Terra Santa dal 18 al 25 agosto 2023

Oggi si rinnova la memoria delle Foibe e dell’orrendo massacro di uomini e donne innocenti perpetrato dal regime comunista di Tito. Fu anche una spietata pulizia etnica di tanti italiani che vivevano in Jugoslavia.Fanatismo e totalitarismo, a qualunque colore appartengano, sono sempre il frutto della barbarie dell’uomo e sono un satanico strumento di divisione e di oppressione.Preghiamo per le vittime delle Foibe e di tutte le persecuzioni, per le loro famiglie e per i loro discendenti che oggi e in futuro avranno il compito di rievocarne sempre il ricordo.

10 febbraio: in memoria delle Foibe

Domani 10 febbraio è una giornata particolare: si celebra il ricordo dei martiri delle Foibe e dell’esodo degli Italiani delle aree di Fiume, Istria e Dalmazia.

Per tanti anni questa tragedia è passata sotto silenzio, ma è giusto che se ne parli e non solo il 10 febbraio.

Posto il link del blog di Massimo Del Mese, con un ottimo articolo in merito, pubblicato nel 2018.

https://www.massimo.delmese.net/119977/10-febbraio-giorno-del-ricordo-su-foibe-ed-esodo/

Il Liceo Classico