La divisione non viene da Dio, ma dal diavolo.
La parola “diavolo” deriva dal greco διάβολος (diabolos) ed è passata nella nostra lingua attraverso il latino “diabolus”.
Il termine διάβολος (diàbolos) deriva, a sua volta, dal verbo διαβάλλω (diabàllo) e presenta la vocale -o- per apofonia di grado forte nella radice del sostantivo.
Il verbo διαβάλλω (diabàllo) significa “mettersi di traverso”, “gettare discordia”, “disunire”, “separare”, “calunniare”.
Il διάβολος (diàbolos), cioè il diavolo, è, dunque, colui che si mette di traverso, colui che calunnia, che separa, che disunisce, colui che “getta” guerra e discordia “tra” due o più persone.
In quanto “calunniatore”, il διάβολος (diàbolos) è anche il “divisore” per eccellenza, è colui che intrappola nella sua rete di malvagità chi non riesce a discernere le sue opere e le sue malefiche seduzioni.
Il διάβολος (diàbolos) calunnia e, dunque, divide e fomenta sempre sentimenti di discordia.
Dio, invece, unisce e ispira sempre sentimenti di pace e di concordia.
“Le divisioni sono l’arma che il diavolo ha più alla mano per distruggere…” (cit. Papa Francesco).
Gesù vuole e ci chiede unità e concordia.
La divisione è il campo del diavolo.
L’unità, nella carità e nella verità, è, invece, il campo di Dio.
A noi spetta operare la nostra giusta scelta di campo, pregando e discernendo con molta attenzione che cosa ci avvicina a Dio e che cosa, invece, ci allontana da lui.